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martedì 20 giugno 2017

ILARIA GASPARRONI: STORIE DA NARRARE

Per lei essere artista significa saper cogliere della realtà quella sfumatura e quel significato che la maggior parte della gente non vede e portarlo alla luce; mostrare il lato più recondito del nostro vivere quotidiano, di quel mondo in cui siamo immersi e travolti dai ritmi così serrati che ci fanno appunto perdere di vista l'attenzione al dettaglio, al particolare. Siamo tutti così di corsa che non abbiamo tempo di soffermarci, ammirare con calma, "vedere veramente" la bellezza in ciò che ci circonda. L'artista, per Ilaria Gasparroni, ha appunto questo compito: divenire gli occhi dell'umanità, percepire, carpire e trasformare anche la più piccola minuzia in una storia da raccontare attraverso la forza della scultura.

Cristina Polenta - Art Open Space





Nocciolo/2


















L’«altro»



























... essere artista è un privilegio ma anche una maledizione!
Si può accettare o rifiutare questo dono ma se in te convivono una spiccata sensibilità e una esigenza interiore non puoi non darle voce.[...]



[dí(s) ‘doppio’ - morphé ‘forma’]


[...] Credo che ognuno di noi abbia una sensibilità artistica chi più viva e chi meno; l’uomo da sempre è stato un creativo ed un intuitivo. 
Queste due capacità l’hanno poi spinto ad evolversi, a crescere e a migliorare in tutte le epoche storiche, lasciando così le tracce della sua grandezza.[...]
Elogio alla follia



Vanitas. La natura morta



















Possesso e protezione



















Ogni singola opera nasce dopo un’attenta ricerca e una lettura di diversi autori che mi accompagnano da sempre. La letteratura, la filosofia e la mitologia sono fondamentali per la realizzazione di ogni mia scultura.[...]

venerdì 26 maggio 2017

OWIO - museum’s residency

Bando di concorso per giovani artisti: in palio tre Borse di Ricerca e ospitalità gratuita per una Residenza al Museo Ettore Guatelli

Il Bando di concorso OWIO - museum’s residency, attraverso tre Borse di Ricerca (di un totale di 3.000,00 euro), promuove e sostiene momenti di studio e sperimentazione dedicati a giovani Artisti under 35.
Con la scopo di innescare riflessioni e attivare nuove interpretazioni in una direzione di analisi meta-artistica, sarà possibile vivere una Residenza negli spazi del Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro (Parma). Questo luogo si prefigura come enigmatica opera d’arte totale, aperta alle più disparate linee interpretative, ponendosi così come stimolante spunto per la nascita di opere e progetti, a cui saranno chiamati a lavorare i tre Artisti vincitori della Residenza. Il frutto di questo percorso, seguito da Franco Ferrero degli Eredi Brancusi, verrà presentato attraverso un’esposizione finale negli spazi del Museo Guatelli e pubblicato in un catalogo.

Durante il periodo di Residenza, che andrà dal 3 al 9 luglio 2017, le spese di vitto e alloggio dei tre vincitori verranno direttamente coperte dall’Organizzazione; mentre tre Borse di Ricerca, pari a 1.000,00 euro per ogni Artista vincitore, costituiranno il riconoscimento e il sostegno per la realizzazione del progetto definito durante il periodo di Residenza.
Gli Artisti, oltre a vivere un importante momento di studio e approfondimento della loro ricerca, potranno confrontarsi con il Master Artist Franco Ferrero degli Eredi Brancusi e numerose altre figure del mondo dell’arte contemporanea, progettando e realizzando una mostra finale che inaugurerà sabato 23 settembre 2017 negli spazi del Museo Ettore Guatelli. A testimoniare la ricerca condotta sarà anche un catalogo che verrà pubblicato e presentato nel marzo 2018, in occasione della Giornata dei Guatelliani.

Il Bando di Residenza (scaricabile dal sito www.museoguatelli.it/bando) è aperto a tutti gli Artisti italiani e stranieri operanti nel campo delle arti visive che abbiano un’età compresa tra i 19 e 35 anni. 
Non ci sono limitazioni riguardanti le tecniche che potranno essere utilizzate per presentare il progetto finale (sono ad esempio da considerare pertinenti lavori che utilizzeranno installazioni, performance, video, suono…).

La partecipazione al Bando è gratuita e non prevede costi di iscrizione.

Per presentare la propria candidatura alle selezioni del Bando è necessario compilare il modulo di partecipazione online sul sito www.museoguatelli.it/partecipa, dove sarà richiesto di allegare, entro e non oltre le ore 15:00 di martedì 6 giugno 2017: Lettera Motivazionale, Portfolio e Documento d’identità.

I nomi dei tre Artisti selezionati saranno resi pubblici entro lunedì 12 giugno 2017.

Informazioni
www.museoguatelli.it/bando
www.facebook.com/GUATELLIcontemporaneo 
info@guatellicontemporaneo.com

lunedì 24 aprile 2017

Un'intervista a ... ROBERTA CONGIU

L’uso esclusivo della penna a sfera per la realizzazione dei suoi lavori, lo definisce, il suo marchio di fabbrica. Si esprime con una precisione e nitidezza del segno e dell’immagine impressionante, con strati e strati di trame di fili di inchiostro nero dà vita a forme, luci ed ombre. In ogni suo disegno traspare una grande sensibilità nonché tecnica e passione, questo mix di elementi è alla base del suo straordinario modo di plasmare su carta le proprie ispirazioni. Originale nei ritratti, dove del soggetto riporta solo un dettaglio, un’espressione o una posa sufficiente a mostrare la vera essenza del carattere e della sua personalità: un ritratto dell’anima. Roberta Congiu è un’artista che si distingue per la grande eleganza delle sue opere, un estro creativo unico e uno stile fortemente riconoscibile.
Ti sei diplomata in pittura col massimo dei voti all'Accademia delle Belle Arti di Sassari, con una tesi sull'utilizzo del mezzo fotografico in pittura. Come mai, poi, hai scelto la penna a sfera come strumento per la realizzazione delle tue opere?
L’amore per le penne a sfera in realtà ha radici lontane: è uno strumento che ho sempre utilizzato, per esempio, anche ai tempi del liceo artistico, per l'elaborazione di bozze veloci o come complemento per tecniche miste. Diversi anni fa poi, l’esigenza di ottenere un chiaroscuro intenso e marcato nei lavori su carta ha fatto sì che le impiegassi sempre più regolarmente, fino a diventare l'unico mezzo tecnico con il quale creo le mie opere. Se vogliamo, oramai, è un mio marchio di fabbrica.
Lavori sono solo rigorosamente in bianco e nero o a volte usi anche penne colorate?
Il bianco e nero è la mia dimensione ideale. Sono ormai tanti anni che lavoro in questa modalità monocroma, ma non passa giorno in cui mi riprometto di tornare al colore.
Il ritratto è al centro della tua produzione artistica; lo è da sempre, o ci sei arrivata col tempo?
Il volto umano, che io ricordi, è sempre stato al centro del mio interesse, così come il nudo e gli scorci urbani (tematiche che riprendo periodicamente); col tempo, invece, è arrivata l'esigenza di approfondire la tematica del ritratto, raffinando e curando l'espressività e la caratterizzazione psicologica del soggetto attraverso una descrizione analitica, a volte particolarmente secca e minuziosa, eppure spontanea. Ciò che mi propongo di ricreare è una specie di sunto bidimensionale del soggetto, una riconoscibilità a 360 gradi del suo essere esteriore ed interiore, senza fare ricorso a pose innaturali o idealizzazioni tecniche di sorta. Un'analisi che mira alla caratterizzazione, anche immortalandolo parzialmente attraverso il “ritaglio” di alcune porzioni di viso, per esempio occhi o bocche come nell'opera Multiplicity.
Come nasce l’ispirazione per un disegno, sei tu che scegli il soggetto o a volte capita il contrario?
Su questo sono molto rigorosa, scelgo sempre io i soggetti da ritrarre: in quasi tutti i miei lavori si possono riconoscere persone a me vicine (ed in alcuni casi anche la sottoscritta!). C'è da confessare, in effetti, che mi capita di “innamorarmi” del viso di qualcuno appena conosciuto o incrociato per strada e non posso far a meno di configurarlo mentalmente in una mia opera... come se mi scegliesse lui.
…e in quel caso come ti comporti, fai di tutto per ottenere una sua fotografia o rinunci?
In realtà rimando spostando il progetto mentale al futuro prossimo, al grido di “Un giorno gli/le chiederò di poter esser fotografato/a”.
Quanto tempo impieghi, circa, per realizzare un tuo lavoro e quali formati prediligi?
La tempistica è difficilmente quantificabile: mi è capitato di elaborare opere in pochi giorni ed altre in più settimane. Per quanto riguarda i formati, non ho particolari predilezioni, anche se da qualche anno mi capita di tornare – inconsciamente o meno - sul formato quadrato.
…perché “tornare”? è un formato che hai usato spesso in passato?
Sì, il formato quadrato è quello con cui ho concepito alcune opere singole ed altre con la ripetizione di tasselli, per l'appunto, quadrati.
Se ti chiedessero di descrivere il tuo essere artista in poche righe, come ti presenteresti?
collezione Art Open Space
In due aforismi che mi piacciono particolarmente: uno è di George Bernard Shaw “Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”, mentre l'altro è di Oscar Wilde “Ogni ritratto dipinto con passione è il ritratto dell'artista, e non del modello”.
Progetti a breve termine?
Uno in particolare: riuscire a realizzare tutte le opere che mi passano per la mente! Scherzi a parte, in realtà sto lavorando ad un progetto che comprende una riflessione sulla carne e lo spirito, ma è ancora tutto in transizione.


Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE, pubblicata nel Giugno 2016 sul blog e nel catalogo in occasione della mostra personale di Roberta Congiu: TRAME - Rassegna d'Arte 2016 di ART OPEN SPACE, a cura di Cristina Polenta.



venerdì 31 marzo 2017

CRISTIANA ZAMBONI: OLTRE IL CORPO

L'esaltazione della bellezza è la sua cifra stilistica, il corpo è il suo soggetto preferito di cui scruta e riproduce ogni dettaglio, dalla tensione dei muscoli alla morbidezza delle linee e delle forme. Corpi che parlano, che si esprimono attraverso la loro magnificenza, la perfezione dei particolari che diventano emozioni che ci ricordano chi e cosa siamo, il nostro essere vivi e reali. Cristiana Zamboni è un'artista capace di tradurre in chiave moderna i canoni del rinascimento e dell'arte classica, riportando al centro della scena la perfezione e lo splendore senza tempo del corpo umano.

Cristina Polenta - Art Open Space



CONTAGIO


LIBERA



 [...] attraverso la mancanza di colore e solo col chiaro scuro si ha la possibilità d’intensificare le emozioni che la nostra mente crea ed elabora, dare allo spettatore l’occasione di potersi riconoscere nell’immagine, di sentirsi parte di un disegno , di una composizione. 
AL DI LA'



E SIA
LA RETE


DECOMPARTIMENTAZIONE

L’arte per me è tutto. Tutto quello che ci circonda,il passato il presente ed il futuro.
L’arte è la bellezza che ci racconta epoche passate, il loro linguaggio rappresentativo e quello che vogliono narrarci, quello che vogliono lasciarci. 

HUMAN NATURE


AGGRAPPATA AD UN RAGGIO DI VITA




















MY NIKE





















CRISTIANA ZAMBONI

Catalogo in versione digitale della personale di Cristiana Zamboni, la prima delle quattro mostre in calendario per la Rassegna 2017 di Art Open Space.
Nella mostra, dal titolo OLTRE IL CORPO si possono ammirare diverse opere prodotte negli ultimi anni dall'artista ed è corredata anche di un catalogo cartaceo disponibile su lulu.com



Nata a Milano il 25 giugno 1969, Cristiana Zamboni, frequenta il liceo artistico di Bergamo e si diploma nel 1987, frequenta l'istituto d'arti grafiche e figurative San Calimero a Milano ed ottiene col massimo dei voti la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Corso  di art-design e progettazione d’interni e complementi d’arredo 1991-1993.
Ha lavorato come freelance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini; vengono pubblicate due sue pubblicità sul Corriere della Sera in occasione dello Smau nel 1992.
Negli anni ha collaborato con diversi studi per la progettazione e realizzazione di quadri d'arredo che l'hanno portata a specializzarsi in questo settore. Attualmente collabora come freelance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge.
In permanenza dal 2015 presso la Galleria d’Arte Merlino di Firenze.
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