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sabato 23 luglio 2011

I delitti del demone etrusco

Il nuovo romanzo thriller di Riccardo Cecchelin, pubblicato da Edizioni Albatros, è un'affascinante rievocazione dell'antico e misterioso popolo Etrusco. Presentato in anteprima a Viterbo, verrà portato in tour in altre città dell'Etruria.              

La trama
Il professor Winkler, un archeologo statunitense, si mette sulle tracce del Fanum Voltumnae il leggendario luogo dove ogni anno in primavera si riunivano i dodici Lucumoni etruschi, che erano a capo delle dodici città appartenenti alla Lega etrusca e dove si prendevano importanti decisioni a carattere politico e di governo oltre che eleggere il capo supremo della Federazione Etrusca. Le ricerche di Winkler approdano a Tarquinia, la più antica e importante città della federazione etrusca, dove iniziano a ripetersi alcuni misteriosi omicidi eseguiti rievocando misteriosi e macabri rituali etruschi. La città è inoltre oggetto di studi di un professore di genetica e di un etruscologo, impegnati a comparare il Dna di alcuni cittadini volontari con quello rinvenuto dalle ossa degli Etruschi restituite dalle antiche necropoli. Le forze dell'ordine si metteranno alla ricerca della verità. Tutto però sembra portare a un unico indiziato. "Il male è sceso sulla terra con piedi umani" e gli Etruschi sono ancora vivi...

L'autore
Riccardo Cecchelin, giornalista professionista, è attualmente responsabile del Corriere di Viterbo. Già inviato e poi caposervizio dei Fatti della vita, Corriere dell'Umbria. Autore di un romanzo con le Edizioni Mediterranee, Omero, la mia vita con gli Etruschi, tre gialli storici per la Garden Editoriale e altre pubblicazioni tra cui il libro La guerra del fumo, dedicato alle curiosità raccolte, come capo della cronaca del Giorno di Milano, durante los ciopero dei Monopoli di Stato, con la presentazione di Paolo Liguori. Ha diretto una tv privata, e ha realizzato numerosi programmi radiofonici per la Rai 3 della Sardegna. Come consulente giornalista ha anche collaborato a Domenica In con Raffaella Carrà (cronache nazionali) e della cronaca di Milano del Giorno, capo della redazione di Terni alla Nazione e al Corriere dell'Umbria.


 "I delitti del demone etrusco"
Edizioni Albatros
Pagg. 342
Prezzo di copertina: 16 euro

FOTO D’AUTORE: Lavoro contadino e paesaggio agrario

Tra gli eventi previsti nel cartellone “M'arcord Mario”, affettuoso omaggio al grande fotografo Mario Giacomelli in corso dal 21 maggio al 4 settembre a Senigallia, c'è la mostra “Lavoro contadino e paesaggio agrario: le fotografie di Mario Giacomelli nel Museo Anselmi”, una permanente che eccezionalmente per questa occasione, dal 23 luglio al 4 settembre, avrà un diverso allestimento.
Si tratta di una esposizione che insieme a “Storia della fotografia a Senigallia. Il gruppo Misa” allestita al Musinf, permette al pubblico di inquadrare maggiormente l'arte di Giacomelli, la cui innovativa sensibilità e qualità poetica furono certamente nutrite a livello locale dai luoghi, dai volti, dalle parole che incontrò nella sua città, Senigallia e nella campagna marchigiana. Se quella al Musinf tratteggia Giacomelli nella sua formazione e l'origine artistica nel rapporto con i suoi coetanei e conterranei riuniti nel Gruppo Misa, la mostra allestita al Museo Anselmi fa emergere la stretta vicinanza di sentire tra due grandi marchigiani, attenti osservatori e testimoni del loro territorio, il fotografo Mario Giacomelli e lo storico Sergio Anselmi. La mostra sarà inaugurata oggi alle 18.30 alla presenza di Maurizio Mangialardi, Sindaco del Comune di Senigallia, l'Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione Stefano Schiavoni, la Direttrice del Museo e curatrice della mostra e del catalogo, Ada Antonietti, il Curatore Archivio Giacomelli, Senigallia e autore di un breve testo nel catalogo, Simone Giacomelli. Con l'occasione sarà presentato anche il catalogo realizzato per l'occasione.
Quelle esposte in “Lavoro contadino e paesaggio agrario: le fotografie di Mario Giacomelli nel Museo Anselmi” sono foto che fanno emergere la perfetta fusione tra i soggetti delle fotografie e i temi dei quali si occupa il Museo. Raccontano infatti il processo di trasformazione che negli anni Cinquanta-Settanta si era verificato in gran parte del territorio agricolo non solo marchigiano, messo a confronto con fotografie che documentano l’epoca dei grandi lavori in una campagna senza macchine ma piena di uomini, donne e animali.
Consapevolmente Giacomelli aveva affidato le sue foto ad Anselmi, storico della regione e della sua agricoltura, perché entrambi comprendevano quanto quelle immagini fossero un apparato documentario significativo per degli studi di storia della regione e per un Museo che quella storia sapeva illustrare.

INFO – info@senigalliacittadellafotografia.it , 0716629203-350 Ufficio Cultura

giovedì 21 luglio 2011

A Porto Cervo i nuovi volti della Pop Art italiana

Dal 29 Luglio al 06 Agosto la suggestiva Galleria d’Arte “Il Bagaglino, I Giardini di Porto Cervo” ospiterà la mostra antologica di Daniele Radini Tedeschi con la partecipazione dello scultore Mario De Luca.
Se nel XX sec.Andy Warhol ritraeva Marilyn Monroe, icona sexy, bottiglie di Coca Cola, dollari e detersivi in scatola; oggi a rappresentare la società del consumo con i suoi stereotipi alienanti è Daniele Radini Tedeschi. Personalità eclettica, incantatore di platee- dati i massimi ascolti registrati in RAI- ma ciò che più colpisce è la sua formazione intellettuale che lo porta ad essere esperto d’arte dal “palato fino”- a lui si devono importanti rinvenimenti di arte antica- e che contrasterebbe, seppur in apparenza, con la sua recente produzione artistica di grandi quadri raffiguranti reclame pubblicitarie: da Chanel a McDonald’s e ancora Lacoste, Big Bubble solo per citarne alcuni. Ebbene Radini Tedeschi, modello affine a Testori critico d’arte e pittore al contempo, opera sull’arte sia internamente con la pittura che esternamente con l’interpretazione critica. Significativa è in tal caso la definizione che di lui ne da Federico Fellini di “Giovane trapezista dell’Arte”. Quindi nessuno stupore nel constatare che un cultore dell’antico, per di più nobile, riesumi quell’arte “popolare” elevando a manifestazione artistica le mode urbane. Quel “Diabolico Radini Tedeschi”, a dirla con le parole di Beniamino Placido, nelle sue opere dai colori sfatti, malati e purulenti con supporti da riciclo- cartoncini e vecchie tavole- supera la precedente pop art nell’esprimere con il raffigurato la decadenza del presente. La modernità non è più vivida, dimentica quella carica vibrante e accesa di colori morendo in toni foschi, asettici e rarefatti. Il presente con i suoi modelli è un morbo dell’essere, “consuma” l’arte nella sua stessa essenza; la degrada ulteriormente da prodotto commerciale a inesistenza. Radini Tedeschi ben rappresenta proprio tale consapevolezza e la sua evoluzione quindi è passata da opere pregne di classicismo con cornici raffinate e elitarie a opere di grande formato definite da semplici listelli colorati. Lo spirito dell’artista ormai muore nei colori spenti delle tele ultra moderne. La mostra Antologica quindi dal titolo “Trash” inizierà dal 29 Luglio ore 21.30 fino al 06 Agosto presso “Bagaglino, I Giardini di Porto Cervo” località Liscia di Vacca, meta non a caso più modaiola della Costa Smeralda. In mostra sarà presente anche lo scultore Mario 
De Luca, un maestro dell’assemblaggio degli oggetti d’arte trasformati in arte stessa. Artista selezionato nell’ultima Biennale di Venezia. Le sue sculture, uniche ed irripetibili,  che hanno sapore di archeologia futura, potranno essere ammirate fino al 31 Agosto anche presso “ L’Ea Bianca Luxury resort”  di Cala dei Ginepri ( Baja Sardinia). Anche quest’ultima mostra verrà inaugurata il 29 Luglio alle ore 19.00 e vedrà l’esposizione di alcuni dipinti di Radini Tedeschi. Per turisti e visitatori amanti dell’arte sarà quindi un’occasione imperdibile per visitare due esposizioni di altissimo livello.
Curatori delle due mostre saranno Stefania Pieralice e Giulio Caporaso

Tano Pisano: PESCE E...

Dopo il successo di pubblico e di stampa della mostra all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, l’artista Tano Pisano, italiano di nascita ma cosmopolita di formazione, residente in Spagna da oltre vent’anni, oggi alle ore 19.00, inaugura alla Villa Paolina di Viareggio, negli spazi dell’ex Pinacoteca e delle antistanti sale affrescate, la mostra Pesce e… , a cura di Paola Cassinelli.
Novanta opere circa, tra pitture, sculture, ceramiche, incisioni e disegni, eseguiti dai primi anni novanta del secolo scorso fino ad oggi; novanta opere attraverso le quali, Tano Pisano ci permette di approfondire il suo personale percorso che lo ha visto coinvolto, in maniera intensa, negli eventi artistici internazionali del XX e del XXI secolo. Rispetto alla mostra fiorentina, dove si indagava in particolare il mondo marino e i suoi abitanti, a Villa Paolina troviamo, oltre a questi, anche altri  temi a lui cari paesaggi, fiori, frutti, ritratti, forme astratte, risultato di lunghi anni di ricerca artistica effettuata in giro per il mondo. Una mostra da non perdere per la sua curiosa capacità di fondere stili e tendenze del passato, riconducibili alle più disparate tradizioni e fonti culturali, senza trascurare l’aspetto ludico ed estetico dell’arte, troppo spesso dimenticati nei secoli recenti. L’artista procede verso il recupero di una classicità che non significa analisi sulla bellezza, ma sulla potenza del disegno inteso come compiutezza libera e organica della figura senza sottostare a regole di grammatica accademica.     
Nato a Lentini nel 1947, Tano Pisano consegue il diploma presso l’Istituto d’Arte di Catania nel 1964 e poi si trasferisce a Roma, dove studia all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Luigi Montanarini, Franco Gentilini e Mino Maccari. Nel 1965 Lara Vinca Masini lo vuole in una sua collettiva presso la Galleria Numero e l’anno successivo espone alla Galleria de Paris in via Margutta a Roma. Sono numerosi i suoi esperimenti nell’utilizzo della pittura come terapia e forma d’espressione presso le case di cura psichiatriche di Gorizia, Schlevig-Holstein (Germania Occidentale) e Upsala (Svezia). Nella metà degli anni settanta si trasferisce in Danimarca e inizia a lavorare come designer per la ILLUM a Copenaghen ed esegue i murali nel monumento nazionale danese la Den Gule Cottage a Klampenborg costruita dall’architetto Bindesboll. E’ del 1978 la sua partecipazione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Parigi con il Billdestoffteather. Nonostante abbia continuato a lavorare e sperimentare tecniche differenti fino alla metà degli anni novanta, Tano Pisano decide di non sottostare alle leggi del mercato e sceglie di realizzare opere d’arte solo per committenti selezionati, guadagnandosi da vivere con un mestiere altrettanto creativo quale quello della culinaria. Apre un piccolo ma raffinatissimo ristorante a Copenaghen, frequentato per la particolarità dei suoi piatti dalla stessa regina. Inquieto e curioso comunque non si ferma e si trasferisce in Francia, viaggia in Germania e arriva per caso sulle coste della Spagna settentrionale per trascorrere una breve vacanza ma, al momento di ripartire, cambia idea e sceglie la Catalogna come patria. Llafran, Palafrugell, Girona, Barcellona, diventano i luoghi delle sue ispirazioni ed esposizioni. Numerose personali si alternano tra la Spagna, Francia, Danimarca, Germania e Italia. Nel 2004 esegue il murale in ceramica al Grosse Eschenheimer Strasse di Francoforte e nello stesso anno inizia il lungo progetto, conclusosi nel 2006, della Cappella votiva nella Chiesa di Sant Martì a Parafrugell dove pitture, ceramiche, vetri, ferro battuto, sculture si fondono realizzando un ambiente di grande suggestione. 
Nel 2007 Pisano è in Italia, prima al Museo Michetti di Francavilla al Mare (Chieti), nella collettiva “Oltre l’oggetto: Morandi e la natura morta oggi in Italia” e poi a Lucca, alla Fondazione Ragghianti, nella mostra “L’alibi dell’oggetto: Morandi e gli sviluppi della natura morta in Italia”.         
Quest’anno l’artista ha deciso di tornare nel nostro paese, scegliendo come prima tappa Firenze, una città difficile, che comunque conosce bene, dove non mancano gli artisti, ma nemmeno i critici, una città che vive da sempre sulla cultura e rappresenta in ogni sua peculiarità il mondo dell’arte.
La mostra è accompagnata da un libro da artista, con testi di Paola Cassinelli e Tano Pisano.


Tano Pisano
PESCE e…
a cura di Paola Cassinelli
Viareggio, Villa Paolina Bonaparte
Via Machiavelli, 2
21 luglio – 4 settembre 2011
Orario: dalle ore 18.00 alle 23.00; lunedì giorno di chiusura
Ingresso libero
Per informazione:
tel. +39 0584/961076 - 966346
www.comune.viareggio.lu.it - www.viareggiomusei.it

lunedì 18 luglio 2011

Le Identità Perdute di Emilio Facchini

Si è aperta nei giorni scorsi al Barlume-Cafè a cura di Massimiliano Sbrana, la mostra personale del giovane artista livornese, che vive e lavora a Cecina,  Emilio Facchini "Identità Perdute".
"Figlia Celeste"
Emilio Facchini nasce nel 1981. Dopo il Liceo Artistico, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Carrara, che lo delude e preferisce una formazione piu’ concreta e artigianale. Decide di frequentare lo studio-bottega del maestro Luca Battini, dove apprende la tecnica dei telari veneziani, la pittura dei finti stucchi e dei finti affreschi e, soprattutto, impara il metodo classico della pittura ad olio.
Emilio Facchini e’ un artista deciso, nel suo mondo ricco di significati, con un forte potere emotivo e con il desiderio di donare una profonda umanità. Le cose possono essere eleganti preziose, graziose e avvenenti, ma fino a che non parlano al cuore non sono ancora belle.
Occasione dunque unica e da non perdere, per visionare le affascinati opere di Emilio Facchini allietati e accompagnati con un ricco aperitivo e buffet preparato come consuetudine da Federico Barlume nel contesto dell’ Happy Hour.


BARLUME- CAFE’
via G.Volpe s.n.c.
56121 Ospedaletto (PI)
Tel: +39 328 2992558
per prenotazioni e informazioni info@barlume-cafe.it
(ingresso libero) Orari: 8,00 - 21 dal Lunedi al Venerdì

giovedì 14 luglio 2011

Estro di Sicilia

Si inaugura oggi all’Atelier degli Artisti la mostra collettiva “Estro di Sicilia” ideata da Serena Corrao che, nella duplice veste di curatrice e di artista, ha dato spazio e voce a possibili modi di guardare alla Sicilia e, quindi, alle diverse interpretazioni che ne possono seguire.

Le sculture del noto artista Nunzio Mazzamuto che, dinamiche ed armoniche, indagano lo spazio e si propongono quali un continuo divenire.
Le atmosfere catturate dall'obiettivo della macchina fotografica di Paolo Beccari che, guidata da sguardo curioso, si sofferma su scorci e ritratti di chi, in silenzio, racconta la propria Sicilia.
La particolarità dei pannelli digitali di Fabrizio Avella per un'elaborazione dell'immagine libera ed originale.
La tecnica mista di Salvo Agria che propone un 'esplosione di passione e curiosità!
E la materia indagata da Serena Corrao che guida la spatola per definire emozioni del momento o mossa dall'onda di suggestioni passate. Il bianco che omaggia il candore dello stucco serpottiano,poi, rappresenta una citazione colma di memoria storica; mentre i toni del blu, nelle maree, trasmettono la forza dell'acqua, delle sue profondità, del suo moto incontrollabile.
Un viaggio, dunque, tra istanti persi nella memoria, tra i sentieri nascosti che appartengono all'artista che, generosamente, li offre al curioso sguardo.
La terra siciliana libera l'estro, si lascia ammirare ed emoziona nuovamente; per chi la Sicilia non l'ha ancora vista..per chi già la conosce e la ricorda...soprattutto per chi la ama!



14 - 21 Luglio 2011
inaugurazione ore 18.30
Atelier degli Artisti
Via Arco di San Callisto, 40
Trastevere - 00153 Roma
Orario di galleria: lunedì-domenica ore 14-20
info@atelierdegliartisti.it 

venerdì 8 luglio 2011

Miraggi e Riflessi - Terre e altre Storie

Dal 16 luglio le opere dell’artista Marco Gastini a Palazzo Risolo e Spazio Cactus, in terra salentina nell'incantevole Specchia.

Come spiega il curatore Luigi Ficacci "Questa mostra nasce dal desiderio di Marco Gastini di esprimere nel suo lavoro di artista l’ispirazione suscitata dall’esperienza del Salento e la fascinazione per il suo carattere arcaico e insieme contemporaneo. È una mostra speciale, diversa dalla proposizione di nuovi lavori in spazi professionalmente rilevanti nella geografia internazionale dell’arte contemporanea. L’Artista ha voluto intervenire nel luogo stesso da cui ha tratto le tensioni emotive che lo hanno portato verso la sperimentazione di nuovi materiali, nuove invenzioni e un modo del tutto specifico di rimeditare la sua intera attività artistica. Per questo gli spazi del Palazzo Baronale di Specchia (Lecce), che saranno accessibili in occasione della mostra, sono parte integrante delle opere. In essi Gastini ha trovato concentrati le volumetrie, le materie, i colori, il fascino prodotto dall’impossibilità di distinguere la natura dal lavoro umano, che sono i caratteri propri da lui scoperti nella Puglia salentina."

Il percorso di Palazzo Risolo si snoda dagli anni Sessanta e Settanta fino ai giorni nostri: da una rivisitazione dell’opera del 1969 con fusioni in piombo e antimonio, Macchie, fino ad opere più recenti ed inedite che dialogano con gli spazi imponenti del Palazzo quattrocentesco.
Il percorso prosegue a poca distanza da Palazzo Risolo, nelle sale di Spazio Cactus in cui l’artista propone divertissements in terracotta prodotti nei laboratori di maestranze salentine locali.
Un doppio percorso, tra storia e contemporaneità, il cui fil rouge è dato dalla meravigliosa terra che ospita la mostra e dalla sua fervida tradizione artistica e architettonica.



Marco Gastini
Miraggi e Riflessi - Terre e altre Storie
a cura di Luigi Ficacci
da un progetto di Marina Senin Forni
16 luglio – 4 settembre 2011
Palazzo Risolo e Spazio Cactus, piazza del Popolo, Specchia (Lecce)
Orario: tutti i giorni 18.00 – 22.00
Informazioni: +39 334 1475533 - sostalibraria@libero.it

La cultura per ricostruire un'identità nazionale

Domani alle ore 19 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona, Christian Caliandro autore con Pier Luigi Sacco, presenta  Italia Reloaded. Ripartire con la cultura. Insieme all'autore interverranno  Andrea Nobili, Assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Andrea Bruciati, critico e storico dell'arte, Cristiana Colli, responsabile relazioni culturali e istituzionali della rivista Progetti.

Italia Reloaded analizza la percezione collettiva della cultura nel nostro Paese, esaminando alcune “parole d’ordine” imperanti oggi nel dibattito nazionale, e cercando al contempo di sfatare alcuni miti persistenti. La produzione e la fruizione culturale sono considerate nella prospettiva di una dimensione pro-attiva, da contrapporre al tradizionale consumo passivo di cultura in Italia. Passività dovuta alla distinzione netta, tipica della tradizione culturale nostrana, tra salvaguardia del patrimonio artistico e produzione culturale contemporanea, che a sua volta si riverbera costantemente nella metafora del patrimonio come “tesoro”, e della cultura come “giacimento di petrolio”. Ma lo “scrigno” che racchiude il tesoro nasconde una realtà ben diversa: il rimosso della cultura. E proprio la rimozione storica è forse l’elemento su cui si è andata costruendo, in maniera solo apparentemente paradossale, l’identità collettiva del nostro Paese: dagli zombie movie al New Italian Epic, dalle narrazioni risorgimentali alla ricostruzione creativa degli anni Settanta - attraverso la ricognizione comparata di film, romanzi e opere d’arte - Italia Reloaded indaga la “presentificazione” degli ultimi trent’anni, e gli anticorpi sviluppati per contrastarla. Innovazione, creatività e produzione culturale sono gli unici elementi in grado di rompere il blocco psicologico che sembra attanagliare l’Italia (come peraltro è avvenuto in altre epoche del passato), diventando i fattori positivi della ricostruzione identitaria del Paese.


Italia Reloaded
Ripartire con la cultura
Collana "Contemporanea"
pp. 168, € 13,50
978-88-15-14941-1
anno di pubblicazione 2011

info:

Annullo filatelico speciale per la mostra “La Luce e il Mistero” a Senigallia

A conferma della sua straordinarietà, la mostra “La Luce e il Mistero” dedicata al capolavoro di Piero della Francesca “La Madonna di Senigallia”, avrà anche il suo annullo filatelico speciale. Per la precisione un “Annullo Speciale Figurato”, con l'immagine del dipinto, la data (9 luglio 2011) in alto, e, sui lati, le diciture “La Madonna di Senigallia nella sua città dopo il restauro” e Mostra “La Luce e il Mistero”.

Il “Servizio di Poste Italiane a carattere temporaneo”, è stato organizzato  dal Comune  di Senigallia in occasione del grande evento espositivo alla Rocca Roveresca per la giornata di sabato 9 luglio dalle ore 17 alle ore 23.
Con tale bollo verranno obliterate le corrispondenze presentate direttamente presso la sede di svolgimento del servizio – sottolinea l'Ingegner Doriano Bolletta, Direttore di Filiale -, nonché quelle che perverranno, in tempo utile, in plico debitamente affrancato allo Sportello Filatelico presso l’Ufficio Postale di Ancona Città. Per la restituzione del materiale filatelico al coperto è necessario allegare busta preventivamente indirizzata ed affrancata'. L'annullo rappresenta il suggello di un evento che nelle ultime settimane ha attirato migliaia di visitatori alla Rocca Roveresca di Senigallia, dove il dipinto resterà esposto fino al 10 luglio. Una grande iniziativa artistica e culturale che ha saputo coinvolgere l'intera città, attirando l'attenzione del pubblico a livello nazionale ed oltre. Il francobollo è destinato a diventare la testimonianza di un evento che ha segnato, e continuerà a segnare, l'estate senigalliese e marchigiana. Un ricordo prezioso e certamente un pezzo da collezione.

L'evento “La luce e il mistero – La Madonna di Senigallia nella sua città. Il capolavoro di Piero della Francesca dopo il restauro” è organizzato e promosso dal Comune di Senigallia in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici delle Marche, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici e Etnoantropologici delle Marche, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, con il patrocinio di Senato della Repubblica, Regione Marche e Provincia di Ancona, e grazie alla collaborazione di Fiorini Industria Packaging, Banca Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Partner tecnico 3D allestimenti. La parte scientifica e il catalogo della mostra, che comprende diversi contributi critici tra cui quello del direttore dei Musei Vaticani Prof. Antonio Paolucci, sono curati da Gabriele Barucca (Soprintendenza di Urbino) e Marinella Bonvini Mazzanti.



sino al 10 luglio 2011, tutti i giorni, con orario continuato dalle 8.30 alle 19.30.

Ingresso:
intero 3 euro
ridotto 1,50 euro
gratuito per minori di 18 e over 65 anni

Info:  www.madonnadisenigallia.it 

Festival della Filologia a Pesaro

Ieri si è aperta la seconda edizione del  Salone della parola  che si svolge a Pesaro, in diverse sedi del centro storico sino al 10 luglio, organizzato dalla Biblioteca e dai Musei Oliveriani.
Un vero e proprio festival dedicato alla filologia intesa come applicazione dello spirito critico ad ogni testo e al linguaggio, per restituirlo nella sua autenticità, per comprenderlo meglio, per coglierne il senso, per trarne piacere.
La scorsa edizione ha registrato infatti oltre 4000 presenze distribuite durante quattro giorni in una cinquantina di incontri realizzati in diverse sedi con figure di rilievo del panorama culturale italiano.
Per l'edizione 2011 si prevedono ottanta appuntamenti che si svolgeranno in diversi palazzi storici del centro urbano: presentazioni di libri, reading, lezioni magistrali e anche spettacolari, convegni, casi di studio teatrale e anche una piccola mostra, vagamente satirica e un po' irriverente di "strisce filologiche" ideate da Anna Busetto Vicari; persino un film di culto tratto da un grande testo della tarda antichità: De reditu di Claudio Bondì, ispirato al poema di Claudio Rutilio Namaziano (V sec.); avranno il loro spazio anche le fan di Jane Austen, molto attive e, si può dire, agguerrite.
Molto si parlerà di lingua e linguaggio, anche in relazione al 150°, di retorica, di distorsione e manipolazione delle parole e del discorso, di miti (che sono racconti), di traduzione, di veri e di falsi, di letteratura e della sua critica, di testi biblici e di testi fantastici, di testi musicali, di Rossini e di Mussolini, di logica, di numero e del verbo essere, di antichi maestri comeTimpanaro, di idee e delle parole che le trasportano e dei libri e delle biblioteche del futuro e di tante altre cose ancora. Si parlerà molto di classici, si ascolteranno voci dell'antichità e della modernità.

Saranno poi progatonisti in buon numero un centinaio di studenti dei Licei di Pesaro e molto prezioso, specie per le presentazioni, il contributo degli insegnanti, dei "congregati oliveriani" e degli "Amici della Biblioteca Oliveriana".
Quest'ultima presenterà, curato da Chiara Agostinelli, un quaderno speciale degli "Studia Oliveriana" che conterrà gli atti del convegno 2010 sulla "questione della lingua", con contributi, tra gli altri, di Antonelli, Della Valle, Pallucchini, Patota,Serianni.


info e programma
http://www.oliveriana.pu.it/

mercoledì 6 luglio 2011

Opera in situ di Daniel Buren

Inaugurato ufficialmente a giugno 2005, il centro di Villa La Magia, una delle più affascinanti ville rinascimentali della Toscana, nasce da un’idea dell’attuale Sindaco di Quarrata, Sabrina Sergio Gori, dopo che nel 2000 il Comune ha acquistato l’intero complesso con l’intenzione di conferirgli un carattere culturale distintivo e di riferimento, nell’ottica di riqualificare il territorio e il patrimonio storico locale.
Il progetto del centro consiste da una parte nell’attività espositiva e dall’altra nella realizzazione di un parco-museo “Genius loci. Lo Spirito del Luogo”, con opere create appositamente.

L’ultima acquisizione, Muri Fontane a 3 colori per un esagono, porta la firma dell’artista francese Daniel Buren che ha realizzato l’opera per la Città di Quarrata interamente finanziata della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia che ha scelto di donare l’opera al Comune.
Si tratta di una fontana monumentale dove sei muri, “cascate d’acqua” graffiate da strisce, definiscono lo spazio interno, che si relaziona con il paesaggio circostante attraverso delle “finestre”, ottenute da tagli nel perimetro dell’opera.

Situata sul prato davanti alla villa medicea, in posizione frontale rispetto alla dorsale del Montalbano, Daniel Buren ha ideato per questo “luogo d’acqua” una fontana-scultura luminosa, dalla pianta esagonale, che ricorda quella di un antico ninfeo, fatto con lastre di marmo di Carrara.
Sarà successivamente realizzata una pubblicazione che documenterà le varie fasi dell’opera, curata dall’architetto David Palterer, edita da Gli Ori.
Nell’occasione saranno riaperti al pubblico i saloni affrescati e saranno organizzate visite guidate al percorso di arredi e opere d’arte di pertinenza della villa medicea La Magia, acquisiti grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Artista di fama internazionale, nato nel 1938 a Boulone-Billancourt, Daniel Buren ama ridurre la propria biografia affermando che “vive e lavora in situ”. Musei come il Beaubourg Centre Poumpidou di Parigi, nel 2002, o il Guggenheim di New York, nel 2005, gli hanno dedicato ampie mostre personali e la sua presenza non manca nelle più accreditate collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Nel 1986 ha partecipato alla Biennale di Venezia aggiudicandosi il Leone d'Oro per il miglior padiglione.
La sua affinità con l’Italia e la Toscana in particolare, ha dato luogo a realizzazioni di una peculiarità unica. Straordinarie sono le istallazioni per il progetto “Arte all’Arte, Arte Architettura Paesaggio”, o quelle permanenti al Castello di Ama del 2001 o  La Cabane éclatée aux 4 salles  nel parco di Villa Celle a Santomato del 2005, che con straordinaria efficacia  raccolgono in sintesi la maturità di un percorso di lavoro iniziato già nel lontano 1965, adottando un gesto grafico di persistenza ossessiva, di misura standard, di totale anonimato: delle strisce verticali rigorosamente di 8,7 cm di larghezza, alternando il bianco, una costante, con altre strisce di colore.
In Toscana è inoltre intervenuto nella Piazza di Arnolfo a Colle Val d’Elsa dove, con Jean Nouvel, ha ridisegnato la piazza cittadina, spostando di lato il monumento dai caduti dal centro, contrapponendolo, sul lato opposto, a una nuova fontana che anima l’intero spazio urbano.

Tra le opere che fanno parte della collezione del parco, curata fino alla scorsa edizione da Katalin Mollek Burmaister, troviamo: MICAT IN VERTICE di Fabrizio Corneli, installazione di luce e ombra sulla facciata della Limonaia di Levante; BRUCIAPROFUMI, due grandi sculture in terracotta, e FABBRICA DELLA MEMORIA, un tempietto - biblioteca che richiama la forma dell’ellisse del cervello, vicino al lago, di Anne e Patrick Poirier; ASCOLTA IL FLAUTO DI CANNA di Marco Bagnoli; GIARDINO ROVESCIATO dell’artista Nagasawa, un giardino in muratura realizzata nello spazio esterno che affianca la Tinaia di Levante e infine, ultima opera installata nel 2009 nel cortile della Villa, un’installazione neon di Maurizio Nannucci composta  da  quattro testi luminosi – WHEREVER COLOR UNDERMINES AESTHETIC PLEASURE nel colore rosso, WHENEVER ART DISPLACES COMMON PERSPECTIVES nel colore blu, WHEREVER LIGHT RELEASES TIME FROM DARKNESS  nel colore giallo, WHENEVER SOUND CREATES A TOTAL VISUAL FIELD nel colore verde – che seguono il perimetro alto delle facciate interne e sottolineano il confine tra architettura e cielo.

Grazie alla sua attività, Villa La Magia è riconosciuta dalla Regione Toscana come progetto d’importanza regionale per l’arte contemporanea.

MURI FONTANE A 3 COLORI PER UN ESAGONO
Opera in situ
2005-2011

Villa Medicea La Magia – Arte Contemporanea
Via Vecchia Fiorentina I Tronco n.63
51039 Quarrata – PT
per informazioni: Assessorato alla Cultura del Comune di Quarrata
tel. 0573/771408 – e.mail: urp@comune.quarrata.pt.it

I LABIRINTI degli allievi dell'Accademia di Belle Arti

Inaugurata a Macerata la mostra di fine corso organizzata dalla Cattedra in Plastica Ornamentale dell'Accademia di Belle Arti.

Come spiega Anna Scivittàro, la docente che è anche curatrice della mostra  ""Labirinti" è il tema che ho assegnato ai miei allievi, insieme abbiamo attraversato una porta che ci ha introdotti nei corridoi tipici del labirinto dove è necessario ed è bello perdersi. Ognuno ha tirato fuori dal suo labirinto la propria sensibilità, le impressioni e la creatività. Ciò che è scaturito è fatto di voci, gesti e opere dei miei giovani allievi che sfidano così il mondo di incertezze e di mancanza di riferimenti che noi adulti sappiamo offrirgli. Sono solo voci, non grida, ma si fanno già sentire."

La mostra propone infatti composizioni, dialoghi e rappresentazioni teatrali realizzate con il supporto tecnico delle Compagnie Teatrali Riunite.

"E' un piacere poter esporre i talenti dei nostri ragazzi" ha affermato Giorgio Marangoni vice direttore dell'Accademia di Belle Arti "perché l'espressione dell'arte contemporanea che qui si potrà ammirare ha un livello più alto di molte altre esposizioni che, al contrario, si pubblicizzano come eccellenti. Lo dico con orgoglio perché conosco i ragazzi uno ad uno e so quanto valgono".

Vivo apprezzamento per il dialogo che l'Amministrazione comunale ha avviato con l'Accademia è stato espresso dall'assessore alla Comunicazione Stefania Monteverde che si augura possa condurre ad altre esposizioni in questo spazio dell'ex Upim  molto caro alla memoria dei maceratesi.
Stefania Monteverde ha ringraziato i proprietari dell'immobile sottolineando che con la loro disponibilità  hanno permesso di poterlo riaprire offrendo alla città uno spazio vitale, ottimale location da concedere alle associazioni e all'estro degli artisti per eventi legati all'arte ed alla cultura.

La mostra resterà aperta fino al 12 luglio dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Al via la terza edizione di Castello in movimento

Castello in Movimento nasce dall’idea di rendere il Castello di Fosdinovo, celebre per aver ospitato Dante durante il suo esilio, luogo di produzione e d’incontro fra artisti e scrittori, centro di condivisione di differenti linguaggi contemporanei. Il Castello diventa così uno spazio ideale, un “luogo caro a chi pensa” dove il contesto interagisce con gli ospiti in un continuo e reciproco scambio di suggestioni.
Castello in movimento prosegue la sua terza edizione con il programma dedicato alle Arti Visive a cura di Alberto Salvadori.
La manifestazione si tiene in estate nel Castello Malaspina di Fosdinovo, monumento simbolo di quella zona della Toscana racchiusa tra le coste del Tirreno, le colline della Lunigiana e le Alpi Apuane.

Venerdì 8 luglio e sabato 9 luglio, alle ore 21.30 la presentazione, in occasione del festival CONSONANZE della Provincia di Massa Carrara, del lavoro di Zapruder filmmakersgroup, collettivo composto da  David Zamagni, Nadia Ranocchi, Monaldo Moretti, impegnati nella ormai infrequente pratica della produzione di pellicole fuori formato. Chiavi in Mano, così il titolo del loro progetto, sarà suddiviso sui due giorni con la proiezione  l'8 di  All Inclusive e il 9 di Joule.

Oltre a essere costantemente presenti nei cartelloni dei principali festival europei di nuovo cinema, e alla Mostra del cinema di Venezia (prima con Spring Roll e poi Morning Smile), Zapruder coopera alle realizzazioni della compagnia teatrale Fanny & Alexander, curandone le tracce filmiche. L'artigianalità raffinata di Zapruder ha dato vita alla singolare esperienza di dispositivi e ambienti performativi che sono allo stesso tempo teatro incorporeo e cinema incarnato. 

Domenica 10 luglio, alle ore 12.00 saranno presentati i lavori realizzati da Anna Franceschini, durante la sua residenza al Castello iniziata a maggio 2011, Per conoscere le cose, bisogna chiamarle con il loro nome, e da Alberto Tadiello, artista ospite, LK100A.

A cura di Alberto Salvadori, il programma di residenza per artisti visivi prevede ogni anno l’invito di un artista residente e di un artista ospite. Da quest’anno si avvale di un comitato formato da Stefano Collicelli Cagol, Luigi Fassi e Maddalena Fossombroni.

Artista residente scelta per questa edizione è la filmmaker Anna Franceschini (Pavia, 1979), presente in molte mostre e premiata in numerosi Festival nazionali e internazionali.

La modalità di approccio ai luoghi peculiari dell’artista sono in perfetta sintonia con lo ‘spirito del Castello’ e dei suoi ideatori. “Concentrarmi sui luoghi, oggetti e procedimenti mi è sempre sembrato in effetti, la maniera migliore per indagare l’enigma dell’esistenza - così racconta in una recente intervista -. …Scegliere un luogo, rimanerci il tempo necessario a stanare il giusto punto di vista e poi usare questo cuneo visivo come un grimaldello per far saltare la crosta delle cose e liberarne la natura. Poi inizia il viaggio delle immagini, l’esplorazione cinematografica dell’ambiente intorno a me. È una traversata in solitaria, è vero, ma quello che mi serve è un campo libero, un mondo fatto dagli uomini, ma senza persone che ne celino la vera essenza. … Cerco di accarezzare gli spazi e gli oggetti per farli sentire a loro agio, per fare in modo che mi parlino ed esaudiscano i miei desideri, come la lampada di Aladino. O forse sono io che esaudisco i loro, ma questo non mi è ancora dato di sapere".

L’opera di Anna Franceschini andrà a far parte della collezione del Castello assieme a quelle di Emanuele Becheri e Flavio Favelli, che, con Riccardo Benassi, l’hanno preceduta, nel progetto di residenza.

Artista ospite è invece Alberto Tadiello (Vicenza 1983), vincitore del Premio Furla 2009, che grazie alla profonda conoscenza della teoria e pratica della fisarmonica, ha trasferito la propensione per la musica nelle sue opere, dal forte impianto concettuale. Conosciuto per le sue installazioni e performance incentrate sul rapporto tra suono e visione, è già noto come una delle figure più profonde e spiazzanti nell’attuale panorama internazionale.

Castello in Movimento è un programma di residenze per artisti visivi e scrittori, ideato da Maddalena Fossombroni e Pietro Torrigiani Malaspina, promosso dall’Associazione culturale Lo Spino Bianco.



Castello in movimento
Arti Visive
a cura di Alberto Salvadori
8, 9 e 10 luglio 2011
Castello Malaspina di Fosdinovo (MS)
Via Papiriana, 2
54035 Massa-Carrara Italia
+39 0187/680013 - 0187/68891
info@castellodifosdinovo.it

orario: per tutto il periodo estivo, tutti i giorni, escluso il martedi, ore 11-13; 15,30-19,30
visite guidate tutti i giorni, escluso il martedi, alle ore: 11-12; 15-16-17
(Le visite partono con un gruppo minimo di 6 persone)
Il costo del biglietto è di 6.00 euro per gli adulti, 4.00 euro per i bambini
e' possibile inoltre prenotare visite private telefonando ai numeri:
0187 680013 - 339 8894423 - 0187 68891

martedì 5 luglio 2011

“Ricordando il Golfo”: pittura e poesia in Sala CarGià

Incontro magico oggi alla Sala CarGià di S.Terenzo, accompagnata dai i versi del poeta Vasco Bardi si inaugura la personale di pittura dell’artista Giò Batta Framarin.
La mostra, che ha avuto il patrocinio del Comune di Lerici e della Pro Loco di San Terenzo è inserita nel  progetto curato da Ezia Di Capua  “ Promozione Arte Cultura 2011 “ nell’ambito della “ Stagione dedicata a Carla Gallerini”.
“Ricordando il Golfo", questo il titolo dell'esposizione, ci propone un interessante percorso di pitture che sono memoria e interpretazione del nostro territorio.

Le opere saranno presentate dal critico d’Arte Prof. Giuseppe Luigi Coluccia
Il pittore Framarin,  direttore artistico dell’Associazione Culturale San Martino di Durasca a Follo  vanta un’ intensa  e  riconosciuta  attività artistica.
Pittore realista nato a Gambellara ( VI ) nel 1946.
Disegna e dipinge con passione rivelando tecnica di esecuzione unica per la qualità del segno e rara per la dimensione creativa che nei decenni ha contribuito ad affermare l’artista nel territorio provinciale e in altre regioni. Di temperamento deciso, eclettico, estroverso,  bene si esprime anche su grandi tele.
Il suo racconto artistico si fa poesia nelle  pietre abilmente dipinte che si fanno cuore e simbolo della pittura di Framarin che ci incanta con i suoi paesaggi, i suoi vicoli dove le luci e le ombre giocano e risvegliano angoli nascosti, colmi di fascino verista e di sottile mistero che rapiscono l’interesse dell’osservatore.  
Partecipa a due edizioni della “ Calandriniana” di Sarzana, a dodici edizioni di “ Come nasce un’ opera d’arte” nel Comune di Follo e nella seconda edizione de “ Il Bastione “ a La Spezia.
Ha esposto in numerose personali, collettive raccogliendo riconoscimenti e affermandosi vincitore di numerosi concorsi.
Nel  marzo 2011, la sua personale dal titolo “ Francigena e Malaspina”  tenuta presso il Palazzo Comunale di Tresana di Massa ha ottenuto grande successo.


La mostra resterà aperta dal 5 luglio al 17 Luglio – Festivi Compresi
Rispettando il seguente orario: 18:00 – 22:00
http://salacargia.blogspot.com

Il gruppo Misa: la storia della fotografia a Senigallia


Mario Giacomelli
Tra la fine del 1987 e i primi mesi del 1988 lo sviluppo del progetto documentario del Museo Comunale D’Arte Moderna e dell’Informazione di Senigallia ha portato alla creazione di alcuni archivi specialistici tra cui uno dedicato alla fotografia. È in questo ambito che si attua il proposito di costituire un settore di ricerca e documentazione dedicato all’Associazione Fotografica “Misa”, nata proprio a Senigallia agli inizi degli anni Cinquanta. 

In mostra permanente e visitabile sino al 31 agosto, “Storia della fotografia a Senigallia: il gruppo Misa” allestita al Musinf, Museo d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia, diretto da Carlo Emanuele Bugatti. 

Il gruppo “Misa” a cui aderì tra gli altri anche Mario Giacomelli, rappresentò un significativo tratto della storia della fotografia italiana contemporanea, assumendo le istanze teoriche ed operative che proprio nel secondo dopoguerra, caratterizzarono la cultura fotografica in Italia. Ecco dunque l'importanza di questa esposizione nell'ambito della rassegna “M'arcord Mario”, poiché permette di osservare e comprendere le origini e la formazione dell'artista  Giacomelli a Senigallia. Fornisce cioè una chiave di lettura delle origini delle arti fotografiche a Senigallia e della “Scuola Misa” poi internazionalmente riconosciuta, fondata come associazione nel 1954. Caposcuola e ispiratore fu Giuseppe Cavalli, che coltivò la sensibilità di Giacomelli. Tra i principali artisti del gruppo Misa c'erano Ferroni e Giacomelli. Quest'ultimo, con il suo linguaggio personalissimo, fu l'unico a raggiungere fama internazionale come fotografo. La sua istintiva ed eccezionale abilità tecnica è il segreto che rende il mezzo fotografico uno strumento efficace per raggiungere risultati artistici di singolare lirismo. Gli autori in mostra sono: Piergiorgio Branzi, Alfredo Camisa, Giuseppe Cavalli, Ferruccio Ferroni, Mario Giacomelli, Adriano Malfagia, Silvio Pellegrini, Bruno Simoncelli, Riccardo Gambelli.


La mostra è aperta dal martedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18.30, sabato dalle 8.30 alle 13.30. Chiusa il lunedì, sabato pomeriggio e festivi.

INFO
info@senigalliacittadellafotografia.it
0716629203-350 Ufficio Cultura
07160424 Musinf
0717923127 Museo Anselmi

lunedì 4 luglio 2011

Al & Bo - la costola di Adama


Dopo Fiori nella neve ho il privilegio di poter presentare anche la seconda “creatura” di Alberto Camerra: Al & Bo - la costola di Adama.

Nessuno meglio dell’autore stesso è in grado di descrivere il proprio libro, quindi lascio che sia Alberto a parlarci del suo romanzo.

D: Chi sono i protagonisti di questo libro?
R: In un certo senso siete voi... siamo tutti noi. Perchè, precisiamo subito, per quanto possano sembrare strampalati, assurdi, cartoonistici, Al & Bo esistono veramente. Forse vivono un’esistenza un po’ sopra le righe, forse le loro giornate sono ai confini di una sana normalità. Eppure, uno dei segreti del loro mistico collante di coppia è proprio questo; bandire la quotidianità dal vocabolario. Si potrebbe obiettare che vi sia un errore già nel titolo, in quella caustica costola di Adama che si ritrova con una vocale finale alquanto curiosa e apparentemente fuori posto. Ma è proprio l’apparenza il nemico principale della coppia moderna, il fermarsi alla superficie, al 'pensavo fosse amore... invece era un calesse' di Troisiana memoria.Uno dei segreti sta nel non definire regole ferree, nel non rimanere ancorati a delle figure retoriche. Perchè l’unione di due opposti è il continuo mutare e lo scambio di ruoli.La chiave del successo è affrontare quello che appare il percorso più improbabile.
D: Pensi che questa possa essere una strategia vincente?
R: Forse. Per il momento Al & Bo sono ancora lì fuori, da qualche parte, a fare sul serio senza prendersi troppo sul serio.”

Se volete immergervi in una lettura ironica, se desiderate trascorrere il vostro tempo tra le pagine di una lettura in grado di farvi divertire e di farvi riconoscere nello specchio di una vita a due insegnandovi come sorridere in ogni situazione, questo è il libro che fa per voi.


"Al & Bo - la costola di Adama"
il prezzo di copertina è di euro 7,50
editore: boopen
autore: Alberto Camerra
codice ISBN: 978-88-6581-288-4

venerdì 1 luglio 2011

"La terra dalle ombre lunghe"


Rimasta finora inedita, ma esposta negli Stati Uniti nel 1980, "La terra dalle ombre lunghe" (Ladakh, 1976) sarà in mostra a Senigallia, a Palazzo del Duca, dal 1 al 24 luglio. Il raro caso di una serie fotografica sviluppata e stampata da Giacomelli, ma non scattata dall'artista stesso.
Da queste foto emerge la sorprendente potenza del Giacomelli stampatore che imprime il suo inconfondibile stile anche in foto scattate da un'altra persona (Enea Discepoli).
Si tratta per lo spettatore di un'esperienza molto diversa da quella che ci si può aspettare da una mostra di Giacomelli, perché offre un interessante e inedito spaccato sulla concezione della fotografia, della vita e dei contatti umani del grande fotografo senigalliese.

La mostra si inserisce nella rassegna "M’arcord Mario" che non si accontenta di mostrare il Giacomelli noto, ma tenta di arricchirne e approfondirne la conoscenza.
La prospettiva scelta è quella dell'importante specificità locale dell'arte di Giacomelli e ogni iniziativa rappresenta dunque una tappa nei luoghi che hanno segnato la sua esperienza artistica, nei volti che l’hanno attraversata, nei poeti, nei viaggiatori, nelle persone che l’hanno ispirata.
“M'arcord” evidenzia il profondo rapporto con la comunità e il luogo che aveva scelto, Senigallia, recuperando il frutto di amicizie e frequentazioni decennali, collaborazioni, scambi di pensiero, intuizioni.
L'innovativa sensibilità e qualità poetica che permisero a Giacomelli di diventare un maestro della fotografia contemporanea mondiale e ai suoi scatti (i paesaggi, i “pretini”, le sagome scure di Scanno, le scene dell'ospizio), di essere compresi e apprezzati in tutto il mondo colpendo l'immaginario universale, fu nutrita a livello locale dal Gruppo Misa e Giuseppe Cavalli, dagli scambi di pensiero con Sergio Anselmi, dall'incontro con artisti come Aroldo Governatori, Walter Bastari e con persone della sua città con cui aveva instaurato un particolare rapporto di amicizia e scambio pluriennale, tra cui Enea Discepoli.
E proprio frutto dell'amicizia con l'educatore Discepoli, fondatore dello Studio Zelig di Senigallia, è la serie in mostra a Palazzo del Duca, dal titolo “La terra dalle ombre lunghe”.

Si tratta di una serie fotografica scattata in Ladakh nel 1976, sotto le precise direttive del Maestro Giacomelli, da Enea Discepoli, allora giovanissimo esploratore dei luoghi d'Oriente. Dopo 15 anni di frequentazione, scambi di pensiero e cimeli di viaggi, Giacomelli fece dono a Enea di una macchina fotografica, commissionandogli per il successivo viaggio di scattare per lui fotografie della gente del posto, istruendolo a dovere sul come farlo. Le fotografie che ne uscirono, stampate da Giacomelli stesso, furono da lui autografate come segno di alto riconoscimento. La mostra “La terra dalle ombre lunghe”, curata da Katiuscia Biondi (nipote del Maestro e responsabile dell'Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato) è composta da una cinquantina di immagini accuratamente selezionate e mette in luce cosa abbia rappresentato per Giacomelli questa serie fotografica e come si sia svolta nei particolari tale collaborazione artistica.
Il catalogo analitico della mostra, sempre a cura di Katiuscia Biondi, immette tale lavoro artistico in un discorso più ampio, sul senso che Mario Giacomelli attribuiva alla fotografia, sulla struttura del suo metodo nel creare immagini.

Mario Giacomelli nasce nel 1925 tra Scapezzano e Senigallia. A 9 anni perde il padre e la madre inizia a lavorare presso l’ospizio di Senigallia; ultimate le scuole, a 13 anni entra come garzone nella tipografia della famiglia Giunchedi, che dopo la guerra aiuterà a ricostruire dalle macerie causate dalle bombe e avanza di grado, diventandovi operaio. Nel 1950 riesce ad aprire una tipografia tutta sua nella quale lavorerà fino alla fine del 1999. Al giovane Mario piace scrivere poesie e dipinge con tutto quello che trova. Il suo rapporto con la fotografia si può dire che prenda il via la vigilia di Natale 1953, quando compra una Bencini e va a fotografare il mare e prende forza dalla frequentazione del Gruppo Misa nel suo forte contatto con il Maestro Giuseppe Cavalli. Si rende immediatamente conto che ha bisogno di una macchina più seria e compra quella che definisce “la macchina fotografica del contadino”: la Kobell Press. Da allora realizzerà numerose serie fotografiche che fanno ormai parte di collezioni private e pubbliche di tutto il mondo: l’Ospizio, i paesaggi, il mondo contadino, i “pretini”, Scanno, Spoon River. Nel 1963 John Szarkowski vuole la serie di Scanno al MOMA di New York. Quasi tutte le sue foto sono organizzate in gruppi chiamati “serie” e queste sono collegate indissolubilmente alla poesia. Muore a Senigallia il 25 novembre del Duemila.


LA TERRA DALLE OMBRE LUNGHE
Foto inedite di Mario Giacomelli
1 – 24 luglio 2011
Palazzo del Duca
Aperto tutti i giorni, ore: 21 - 24
Inaugurazione venerdì 1 luglio ore 19,30
M’ARCORD MARIO
I luoghi, i volti e le parole di Mario Giacomelli
21 maggio – 4 settembre 2011
Senigallia – AN
INFO – info@senigalliacittadellafotografia.it
0716629203-350 Ufficio Cultura – 07160424 Musinf

"Lost in Food": quando il cibo diventa arte

Un mazzetto di prezzemolo e rosmarino che disegna la sagoma del Brasile. Uno skyline di spaghetti che evoca New York? Una criniera di fusilli che forma il segno del Leone.
Sono alcune delle sorprese che riserva ai visitatori la mostra “Lost in Food” di MRZ, alias Marzia Castelli, in corso dal 3 giugno alla Galleria Marcheshire Gourmet di Senigallia.

La chiusura, prevista il 3 luglio, è stata posticipata al 27 luglio, grazie al successo di pubblico ottenuto nel corso del primo mese di esposizione.
L'evento, realizzato dall’Associazione Culturale Quattrocentometriquadri di Ancona  in collaborazione con Marcheshire, è incentrato proprio sulla potenza scultorea del cibo, che grazie alle sue forme e ai suoi colori è in grado di raccontare altro da sé: un paese, una città, un segno zodiacale e chissà quante cose ancora.
“Lost in Food” permette di ammirare venti immagini in diversi formati che invitano a osservare di nuovo forme e colori di alimenti che tutti i giorni sono in bella mostra sulle nostre tavole o sui banchi dei mercati, riscoprendo così l'espressività dei cibi da sempre tanto cara all'arte. Sono immagini pervase di gioco e ironia, come nel caso dell'America, rappresentata in due scatti prima e dopo la scompaginazione dell'11 settembre 2001.
“Forme pure della nostra quotidianità – si legge nel testo a cura di Federica Mariani - si stagliano fiere nell’equilibrio perfetto di ogni singola fotografia, dove non c’è nessun appiglio visivo che ci possa ricondurre al luogo, ma il soggetto si intuisce al volo, bastano quindi pochi elementi, addirittura uno soltanto. [...] MRZ gioca la carta del minimalismo alimentare, dove gli alimenti si riappropriano della loro potenza scultorea inespressa”.
Marzia Castelli, ascolana di nascita, vive e lavora come architetto ad Ancona. Laureatasi in architettura, Castelli oggi esplora le potenzialità insite nell'oggetto cibo nella sua essenzialità, traendone ispirazione senza alcun limite e immortalandolo poi attraverso il linguaggio fotografico. Ideato nel 2010, “Lost in Food” è stato in parte esposto in un happening ideato in occasione della Notte Bianca di Ancona 2010, alla Galleria d'arte contemporanea Quattrocentometriquadri.
Il lavoro sta proseguendo e ora indaga sempre con ironia, anche altre direzioni e dimensioni. Gli eventi espositivi sono una occasione per arricchire la già raffinata ambientazione del punto Gourmet di via F.lli Bandiera, inserito nella nuova “Guida Bar d'Italia” del Gambero Rosso 2011, fra le sole tre segnalazioni per la spiaggia di velluto. Galleria dell’arte enogastronomica marchigiana, a Marcheshire Gourmet si possono degustare, scoprire e acquistare i prodotti più autentici ed eccellenti del territorio regionale, dalle delizie di marca a quelle non meno sorprendenti di piccoli produttori locali.

Orario apertura
La galleria Marcheshire Gourmet è aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 15 e dalle 16 alle 22.30. La domenica dalle 17 alle 23.30.

Marcheshire. Marche d'autore
Senigallia - AN
Info 071.6607858

Associazione Culturale Quattrocentometriquadri
gallery@quattrocentometriquadri.eu
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