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giovedì 27 ottobre 2011

GENE GNOCCHI - L'invenzione del balcone

Da oggi è presente in libreria l’ultimo libro di Gene Gnocchi in cui si pratica un genere non molto frequentato: la satira letteraria, se pur, come si conviene al suo stile, surreale e dark. Come avrebbe detto uno scrittore padano, limitrofo e somigliante a Gnocchi, Antonio Delfini, il tema è ‘il bluff artistico in quanto atteggiamento’. E così sfilano tutti, protagonisti di una battuta o di un intero capitolo, i miti della moderna società letteraria, da Erri de Luca a Michela Murgia, da Margareth Mazzantini a Fabio Volo, Da Giorgio Faletti a Andrea Camilleri. Gli editori. Le più note firme del giornalismo italiano. Il Gruppo ’63 e i suoi remakes. Italo Calvino e Alberto Arbasino. Tutti dentro un grande tic mediatico, dal quale non riescono a liberarsi.
Intorno a loro  un mondo già finito, dove un certo Hannibal Lecter, che ha fatto del cannibalismo del pensionato una carta per vincere le elezioni, aspetta l’immunità parlamentare per poter governare. In uno stile da farsa, da opera buffa, procedono i protagonisti – tutti rigorosamente non inventati – per raccontare una loro storia alla rovescia. Camillo Valbusa, una specie di protagonista-venditore ambulante di siero antivipera, ha un figlio che picchia i compagni a scuola e non ha il telefonino per andare su YouTube. I genitori provvederanno spaventati all’idea di non aver insegnato niente di buono alle generazioni future. L’invenzione del balcone è una perfetta parodia del romanzo post-moderno e anche post-mortem (dell’autore che muore in corso d’opera): frammenti di diario,  lettere all’editore, o meglio sugli editori, carteggi ritrovati,  interviste postume. Insomma, Gene Gnocchi, ridendo e scherzando, prende tutti i luoghi comuni della cultura moderna e li fa a pezzetti, mette in corto circuito le leggende metropolitane – dal copia copia di Albano e Michael Jackson a quello di Umberto Galimberti. Nel farlo, mette in scena un mondo di povera gente, pensionati disperati, solitudini inconsolabili, amori finiti, amori mai trovati, disoccupati e cassaintegrati, mentre il mondo dei capitani d’industria è impegnato sul set di un porno e Emma  Marcegaglia discute con i sindacati del settore. Lo fa con modi della black humor tradizionale: descrive minuziosamente ogni passaggio,  scompone e ricompone il reale fino a farlo sembrare un fatto assurdo e così ancora più reale. Ma se il vero antagonista dell’autore è il mondo letterario, cos’è infine questa requsitoria, se non la traccia fortissima di un amore infranto? Allora L’invenzione del balcone mostra il suo lato più tenero, quello del lettore innamorato che vuole essere risarcito delle sue delusioni.
Gene Gnocchi è nato a Fidenza nel 1955. Comico, attore, conduttore, autore televisivo e teatrale. Per Bompiani ha pubblicato Il mondo senza un filo di grasso (2004). Scrive sempre pentendosi e non si è mai imbattuto in felicità altrui. Risulta molto più giovanile dal vero.

In Arte Exhibit e le “meraviglie negate” di Rosa Lamberta

Ritornano le esposizioni di pittura presso la sede della rivista “In Arte Multiversi”, grazie al progetto “In Arte Exhibit”, che proporrà dal 28 ottobre al 17 novembre la personale dell’artista lucana Rosa Lamberta, dal titolo “Le meraviglie negate”. Il vernissage è previsto per venerdì 28 ottobre alle ore 18.30, con l’intervento della curatrice Angela Delle Donne e la partecipazione dell’artista.
L'INFERNO E LA BELLEZZA
Rosa Lamberta è nata a Sant’Arcangelo (PZ), ma ha trascorso i primi vent’anni della sua vita in Germania, per poi far ritorno alle sue radici. Pittrice autodidatta, di sé racconta: “A sei anni ho preso coscienza dell’arte; a nove ho deciso di fare la pittrice; a 11 anni la visione di Guernica mi ha profondamente turbata. A trent’anni ho aperto il mio atelier.” La prima mostra personale, nel paese natio, risale al 1994, quando il suo fare arte si esprime soprattutto attraverso ritratti ad acquerello di piccole dimensioni. Negli anni le mostre si moltiplicano, come anche le partecipazioni a collettive, dentro e fuori regione. Abbandona l’acquerello per sperimentare su tele più grandi, attraverso l’olio e l’acrilico mescolati alla grafite, riempiendo la superficie di colori forti, intensi, primeggianti.
Tra le produzioni più recenti troviamo un ciclo ispirato all’archeologia lucana, fonte iconografica per dipinti in cui vasi, statuette bronzee, teste scultoree, riprodotti fedelmente, sono al centro della scena e sovrastano la stratificazione dei colori. Significativo è anche il ciclo dedicato all'infanzia dei nostri giorni, protagonista principale della mostra di Potenza. Catturati dalla realtà, volti, sguardi e pose di fanciulli vanno a riempire l’immaginario dell’artista e sono messi a confronto, non senza amarezza, con il mondo odierno, che essi dovranno ereditare. Un mondo fatto di fardelli, di assenze e di meraviglie negate. L’eredità che, invece, la Lamberta vuole lasciare alle nuove generazioni è il colore, dono disincantato, ma carico di emozione.

 
Rosa Lamberta. Le meraviglie negate
“In Arte Multiversi”,
Largo Carlo Pisacane 15, Potenza
dal 28 ottobre al 17 novembre 2011
Inaugurazione: 28 ottobre 2011, ore 18.30
Orari: tutti i giorni ore 10.00-13.00, 17.00-22.00
Ingresso: libero

giovedì 20 ottobre 2011

I vincitori del "Premio di Letteratura per ragazzi Laura Orvieto"

Laura Orvieto
Nella Sala dei Dugento di Palazzo Vecchio, alle ore 17, con la cerimonia di consegna del premio di letteratura per ragazzi, si chiude domani la tre giorni di eventi organizzati dal Gabinetto Vieusseux e da Giunti per commemorare Laura Orvieto, nel centenario dell’uscita del suo libro più famoso, ‘Le storie della Storia del mondo’. Nato nel 1953, alla morte della scrittrice, il premio ritorna oggi dopo 10 anni di interruzione, diviso in due diverse sezioni: una destinata ad un’opera per bambini tra i 6 e gli 11 anni e una per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. La giuria, presieduta da Umberto Margiotta dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è composta da Emma Beseghi dell’Università di Bologna, anche Presidente dell’International Board on Books for Young People, da Agata Diakoviez, Presidente dell’Associazione Librerie Indipendenti per ragazzi, da Rosa Maria Di Giorgi, Assessore all’Educazione del Comune di Firenze e da Roberta Turchi dell’Università di Firenze. Saranno loro, domani in Palazzo Vecchio, a proclamare i due vincitori del rinato premio: per la prima sezione Daniela Palumbo con Le valigie di Auschwitz, edito da Piemme, e per la seconda Giorgio Di Vita con Il bambino delle ombre, pubblicato da Giunti. La serata sarà condotta da Paolo Fallai, vincitore anche lui del premio nel 1996, e vedrà  la partecipazione di Lucia Poli, che leggerà per l’occasione alcuni brani della Orvieto tratti dalle  Storie della Storia delle Mondo e da Leo e Lia. La serata si chiuderà in musica con i ragazzi della band della scuola secondaria di primo grado Machiavelli, che fa parte dell’Istituto comprensivo Oltrarno, dirigente la professoressa Sonia Salsi.
Oggi intanto, nelle sale dell’Archivio Storico del Comune di Firenze, si è inaugurata la mostra documentaria e fotografica dedicata a Laura Orvieto Insegnare… narrando storie, che resterà aperta fino al 20 novembre (da lunedì a venerdì, ore 9-13). La mostra, curata da Caterina Del Vivo, attraverso materiali per lo più inediti, renderà conto del percorso formativo, letterario e biografico della scrittrice a partire dall’infanzia milanese, la collaborazione con Rosa Errera, pioniera dei primi doposcuola per bambini poveri, l’arrivo a Firenze e le amicizie femminili - da Eleonora Duse a Amelia Rosselli - le persecuzioni razziali e il ritorno a scrivere dopo la guerra. Manoscritti, in parte rimasti inediti, molte fotografie dei figli di Laura, i “veri” Leo e Lia ritratti nella vita quotidiana di bambini all’inizio del ‘900, disegni (in particolare uno con dedica regalato da Pellizza da Volpedo per le nozze), dipinti, stampe, cover originali di alcune delle tante edizioni nelle molte lingue in cui è stato tradotto che riscrivono una storia emblematica e, in parte, dimenticata.

Informazioni:
http://www.vieusseux.fi.it/ - http://www.premiolauraorvieto.it/

PREMIO ENOGENIUS: ARTE E VINO D’AUTORE

Si svolgerà sabato 22 ottobre 2011 alle ore 19.00, presso Palazzo Frusci a Barile, la cerimonia di apertura della terza edizione del “Premio Enogenius”, concorso nazionale di pittura dedicato e ispirato al vino. L’evento culturale, collocato nel periodo della vendemmia, è promosso dalla Pro Loco di Barile e dall’Associazione Orme, in collaborazione con l’associazione Basilicata in Arte e con la rivista specialistica In Arte Multiversi.
Durante la serata verrà inaugurata la mostra collettiva collegata al premio, intitolata “Italia patria del vino”, che raccoglierà tutte le opere presentate in concorso. L’esposizione sarà visitabile nei giorni successivi, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 20.00, fino al 1° novembre, quando è prevista la proclamazione dei vincitori. La cerimonia inaugurale vedrà l’esibizione del duo formato dal soprano Stefania Vietri e dal pianista Francesco Pio Paolillo, che eseguiranno un ricco repertorio di brani tratti da Mozart, Puccini, Rossini, Haendel, Cesti, Donaudy, Gastaldon, Giordani, Gluck, Tosti.
Il “Premio Enogenius” è un progetto nato nel 2009 con lo scopo di promuovere il territorio del Vulture e le sue peculiarità paesaggistiche, storiche, culturali ed enogastronomiche, attraverso il connubio tra la pittura e un prodotto d’eccellenza quale il vino Aglianico. Obiettivo del concorso è, inoltre, di offrire un’importante occasione di visibilità ad artisti di ogni provenienza, dando loro la possibilità di esprimere il proprio talento creativo in modo originale, prendendo spunto proprio dal vino. La manifestazione, che gode del

patrocinio del Comune di Barile, di Città del Vino e del Consorzio Viticoltori Associati del Vulture, è inserita all’interno di “VulturEventi Autunno”, il cartellone unico del PIOT Area Nord Basilicata teso a valorizzare i borghi e l’enogastronomia.
La scelta dell’organizzazione per l’edizione 2011 è stata di incentrare il concorso in maniera specifica sul tema “Italia patria del vino”. Nell'anno che celebra l'anniversario dell'Unità d'Italia, infatti, è stato chiesto agli artisti di richiamare, nei loro dipinti, l’importante ruolo che il vino ricopre nel trasmettere il sentimento di comunità negli italiani, ma anche la sua fondamentale funzione nella promozione del “made in Italy” nel mondo. La mostra sarà dunque un’occasione per brindare ai 150 anni di Unità con un buon bicchiere di vino Aglianico.


Allo scadere delle iscrizioni sono state circa 40 le domande di partecipazione pervenute al comitato organizzatore, allo scopo di concorrere alla vincita del primo premio in denaro messo in palio, del valore di 1.000 euro. Le adesioni sono giunte da tutta Italia, in rappresentanza di diverse regioni, a testimonianza del consolidato interesse suscitato dalla manifestazione. Tra gli iscritti, artisti provenienti da Lombardia, Toscana, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Sicilia. Non manca, naturalmente, una buona rappresentanza lucana.


Premio Enogenius 2011 - concorso di pittura
Barile (PZ), Palazzo Frusci
Inaugurazione sabato 22 ottobre 2011, ore 19.00
Premiazione martedì 1 novembre 2011, ore 19.00
Mostra dal  22 ottobre all' 1 novembre 2011 - tutti i giorni ore 10.00-13.00, 16.30-20.00
Ingresso: libero

lunedì 17 ottobre 2011

Premio di Letteratura per ragazzi Laura Orvieto

Cento anni fa, nel 1911, Bemporad, la casa editrice di Pinocchio e Gian Burrasca, pubblicava un libro destinato a diventare un classico: Storie della Storia del Mondo di Laura Orvieto. Opera di grande successo - vendette settantamila copie tra il 1911 e il 1938 - tradotta in moltissime lingue, rivelava un talento fuori dal comune nel raccontare storie che, a partire da Ulisse, Ettore e Achille, incantano i bambini di tutto il mondo.
Laura Orvieto era nata a Milano nel 1876 da una famiglia della borghesia ebraica cittadina e si era trasferita a Firenze dopo il matrimonio con Angiolo Orvieto, poeta e fondatore della rivista “Il Marzocco”. Erano gli anni di frequentazioni eccellenti: tra gli altri, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello e Luigi Capuana.
E’ proprio per celebrare il centenario del suo libro più importante e per riscoprire questa scrittrice ribelle e coraggiosa, che Il Gabinetto G.P. Vieusseux, che conserva l’archivio delle sue carte, in collaborazione con la Fondazione ‘Premio Laura Orvieto’, l’Assessorato all’Educazione e la Casa Editrice Giunti, annuncia una serie di eventi a lei dedicati: un convegno, una mostra e la ripresa e il rilancio del Premio letterario.

La memoria di Laura Orvieto e la valorizzazione della letteratura per ragazzi sono legate in special modo alla ripresa, dopo dieci anni, del Premio di Letteratura per ragazzi che nacque in suo nome già nel 1953, alla sua morte. Da sempre, pur nella discontinuità, il Premio ha avuto giurie eccellenti – vi figurano Gianni Rodari e Diego Valeri, Gianna Manzini e Geno Pampaloni – e ha esercitato una forte attrazione editoriale intorno ai suoi vincitori, che venivano premiati all’epoca per testi inediti. Oggi il Premio rinasce per l’edito, diviso in due sezioni: un’opera destinata ai bambini tra i 6 e gli 11 anni e un’opera per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. L’iniziativa ha avuto grande successo, se si pensa che gli editori hanno inviato, in brevissimo tempo, più di un centinaio di proposte. La giuria, presieduta da Umberto Margiotta (Università Ca’ Foscari), e composta da Emma Beseghi (Università di Bologna e Presidente International Board on Books for Young People), Agata Diakoviez (Presidente Associazione Librerie Indipendenti per ragazzi), Rosa Maria Di Giorgi (Assessore all’Educazione del Comune di Firenze) e Roberta Turchi (Università di Firenze), il 21 ottobre in Palazzo Vecchio, chiuderà la manifestazione (ore 17), premiando i vincitori delle due sezioni: Daniela Palumbo per Le valigie di Auschwitz (Piemme) e Giorgio Di Vita per Il bambino delle ombre (Giunti). Per l’occasione, Lucia Poli leggerà alcuni brani tratti dalle  Storie della Storia delle Mondo e da Leo e Lia di Laura Orvieto.
Le celebrazioni inizieranno invece il 19 ottobre con il Convegno Laura Orvieto: la voglia di raccontare le Storie del mondo, che si terrà al Gabinetto Vieusseux (ore 10). Nel corso della giornata la casa editrice Giunti, che ha acquisito il catalogo Bemporad, presenterà una nuova e preziosa edizione delle Storie della Storia delle Mondo, illustrata da Cristina Storti Gajani, e la riedizione di Leo e Lia, libro primo e introvabile, sottoposto a censura negli anni ‘30, affidato alle raffinate matite di Vanna Vinci.

Il 20 ottobre infine, alle ore 11 nelle sale dell’Archivio Storico del Comune di Firenze, inaugura la mostra documentaria e fotografica di materiali per lo più inediti Insegnare… narrando storie, aperta fino al 20 novembre (da lunedì a venerdì, ore 9-13). La mostra, curata da Caterina Del Vivo, renderà conto del percorso formativo, letterario e biografico della scrittrice a partire dall’infanzia milanese, la collaborazione con Rosa Errera, pioniera dei primi doposcuola per bambini poveri, l’arrivo a Firenze e le amicizie femminili - da Eleonora Duse a Amelia Rosselli - le persecuzioni razziali e il ritorno a scrivere dopo la guerra. Manoscritti, in parte rimasti inediti, molte fotografie dei figli di Laura, i “veri” Leo e Lia ritratti nella vita quotidiana di bambini all’inizio del ‘900, disegni (in particolare uno con dedica regalato da Pellizza da Volpedo per le nozze), dipinti, stampe, cover originali di alcune delle tante edizioni nelle molte lingue in cui è stato tradotto che riscrivono una storia emblematica e, in parte, dimenticata.

Informazioni:
www.vieusseux.fi.it - www.premiolauraorvieto.it

LE STRADE DEL PAESAGGIO giungono alla V EDIZIONE

Al via la quinta edizione de “Le strade del paesaggio”, la rassegna che, come per gli anni precedenti, coniugando arti visive, musica, convegni e percorsi formativi elabora un percorso che punta decisamente alla cultura come motore dello sviluppo locale. 
Organizzato e cofinanziato dalla Provincia di Cosenza, il festival aprirà i battenti il 5 novembre con l'inaugurazione di due mostre: “Astarte & Zanardi, Andrea Pazienza at the war” a cura di Marina Comandini Pazienza e “Annibale – Segni e disegni di un mito”, una collettiva europea nell'ambito della quale diversi artisti hanno dato volti e colori al racconto di Paolo Rumiz. Performance artistiche e musicali accompagneranno la giornata di inaugurazione, insieme ad una sezione dedicata ai bambini curata dalla casa editrice Coccole & Caccole.
Le attività del festival proseguiranno per circa un mese: quelle laboratoriali e di formazione consisteranno in due corsi, uno di sceneggiatura e uno di disegno, finalizzati alla realizzazione e pubblicazione di un volume a fumetti; docenti saranno Sergio Nazzaro, scrittore e giornalista e Max Frezzato, disegnatore.
Il centro storico di Cosenza sarà il teatro dei numerosi eventi che scandiranno il ricco programma della manifestazione volta alla valorizzazione del paesaggio e delle interrelazioni tra i fattori umani e territoriali.
“Le strade del Paesaggio”, consolidata esperienza nell’ambito dell’offerta culturale della Calabria, intende collocarsi quale attrattore di nuovi e qualificati segmenti del settore del turismo culturale. Il progetto   si caratterizza, inoltre,  per l’attenzione verso percorsi formativi legati alle figure professionali proprie dell’economia della conoscenza, nell’intento di fornire concrete opportunità ai giovani del territorio, anche attraverso politiche di attrazione di talenti, da attuare nell’ambito di un processo di internazionalizzazione della manifestazione e dell’iniziativa culturale nel suo complesso.
Il programma completo è consultabile sul sito della manifestazione: www.lestradedelpaesaggio.com

GIOVANNI PAOLO II “Roccia della Chiesa”

Giovanni Paolo II è stato un pontefice amatissimo oltre che personalità molto carismatica, sicuramente è tuttora nel cuore di molti e lo rimarrà per sempre.
Sabato 22 ottobre 2011 alle ore 17,00 si inaugura, presso il Santuario del Divino Amore in Roma, il monumento “Roccia della Chiesa” dedicato al Beato Giovanni Paolo II. La solenne celebrazione Eucaristica sarà presieduta dal Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Patriarcale Basilica di San Pietro in Vaticano. Renderanno omaggio al Beato Giovanni Paolo II i Vescovi Ordinari Militari di tutto il mondo. Dopo la cerimonia si svolgerà presso l’Auditorium del Santuario un concerto della Banda del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana aperto al pubblico.

Il Santo Padre Benedetto XVI durante la solenne Cerimonia di Beatificazione di Giovanni Paolo II definisce il suo predecessore “Roccia di Virtù, Roccia della Chiesa”.

Proprio da questa definizione parte lo sviluppo del monumento di Luca Vernizzi al Beato. “Roccia della Chiesa” è, infatti, il titolo dell’opera. Uno straordinario, quanto raffinatissimo e delicato ritratto di Giovanni Paolo II che porge un fiore alla Madonna del Divino Amore protettrice di Roma: Icona cui i romani, il 4 giugno del 1944, quando le truppe alleate stavano per lanciare l’attacco decisivo sulla capitale occupata dai tedeschi, invocarono la salvezza della città eterna.

Roccia, pietra, Kēfā in aramaico, è il nome con cui Gesù investe Simon Pietro, l’umile pescatore di Galilea, «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; tu sarai chiamato Cefa" (Gv 1,42). Investito così, da Gesù Cristo stesso, della dignità di primo papa, San Pietro, sulla cui tomba si erige la Patriarcale Basilica in Vaticano, è la roccia sulla quale si edifica la Chiesa.

“Ecco una nuova roccia”, il pensiero e l’emozione vissuti dall’artista Luca Vernizzi, nel sentire Benedetto XVI proclamare Beato Giovanni Paolo II indicandolo quale roccia, danno vita fin da subito all’immagine dell’opera che sarebbe nata: racchiusa in una roccia. Una solida, significante roccia. Un grezzo e simbolico blocco di pietra teso a svelare il ritratto del Beato, realizzato a mosaico dal maestro Marco Santi del gruppo Mosaicisti di Ravenna. E ancora una volta, nella tecnica scelta per la realizzazione dell’opera a tessere musive, si rinnova l’omaggio all’antica tradizione artistica petrina.

“Totus tuus”, “Sono tutto tuo”, è così che Giovanni Paolo II consacra la sua vita a Maria. Nel Santuario Mariano del Divino Amore, dove egli si è recato per ben tre volte durante il suo pontificato, dal 22 di ottobre - proprio nello spazio dove egli atterrò con l’elicottero papale - il monumento “Roccia della Chiesa” accoglierà i devoti del Santuario caro a tutti i romani, e i pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.

venerdì 14 ottobre 2011

Franco Corbisiero: HYLE - La materia di un nuovo realismo


Pensieri nella penombra
tecnica mista su tela - cm 80x60
Hyle è il termine che utilizza Aristotele per indicare ciò che permane come base immutabile del divenire delle cose, nell'inevitabile trascorrere del tempo; è ciò che i latini chiamavano materia, termine che poi abbiamo adottato anche noi, con lo stesso significato. Nell'opera di Franco Corbisiero proprio la materia, Hyle, resta una componente fondamentale della sua poetica, ne diviene in perno, e si lega ad un figurativismo che, pur astratto nei modi, non abbandona mai la poesie del reale, secondo la lezione imparata da uno dei più grandi artisti viventi, Giuseppe Antonello Leone, e da sua moglie Maria Padula. Corbisiero appartiene infatti alla prima tornata di allievi (che vede tra gli altri: Gerardo Cosenza, Rita Olivieri, Angela Padula, Felice Lovisco, Achille De Gregorio e Anna Faraone) che a Potenza, alla metà degli anni Sessanta, si formarono nel primo Istituto d'Arte, in una Basilicata investita da una rivoluzione culturale e antropologica, nel boom dello spopolamento dei centri rurali. Maria Padula, artista di matrice “leviana”, e i giovani della sua scuola, hanno plasmato la loro poetica sul racconto di un mondo che cambiava; hanno creato, così, un archivio, lirico e storico, di immagini, sapori, colori, appartenenti ad una cultura destinata inesorabilmente a scomparire. 
Franco Corbisiero si è fatto testimone di questa lezione, trasformando, però, nel tempo, la sua poetica e commisurandola ad un'evoluzione continua che non si manifesta solo nella pratica tecnica, ma anche nel linguaggio artistico. Dal 2007 in poi, infatti, le sue opere hanno subito un lento ma progressivo cambiamento, restando ancorate, però, ad una dimensione lirica ed emotiva di grande impatto che mescola ai ricordi dell'infanzia, le esperienze di vita e i sogni vissuti, creando così un'atmosfera che si immerge in una sorta di "realismo magico".

Il Comune di Calvello, in collaborazione con In Arte Exhibit, presenta la mostra personale dell’artista lucano Franco Corbisiero, dal titolo “Hyle - La materia di un nuovo realismo”, che sarà inaugurata presso il Convento di Santa Maria de Plano di Calvello, sabato 22 ottobre alle ore 18.00. Al vernissage saranno presenti il Sindaco Mario Domenico Antonio Gallicchio, lo storico dell'arte Fiorella Fiore e lo stesso Corbisiero, ai cui interventi seguirà un momento musicale con il gruppo elettro-etno dei Babalù. L’esposizione rimarrà aperta fino al 30 novembre e sarà visitabile il venerdì, il sabato e la domenica dalle 16.00 alle 19.00.
Franco Corbisiero sceglie il suo paese natio come “vetrina” ideale per esporre le sue ultime opere, realizzate dal 2009 ad oggi, i cui soggetti privilegiati sono il paesaggio (in modo particolare quello di Calvello) e il variegato universo femminile, raffigurato nelle più intime e liriche angolazioni. In questo nuovo ciclo pittorico Corbisiero, pur rivelando i sintomi di una costante evoluzione, conserva i tratti distintivi della sua maniera: l'uso preponderante della materia, la pratica del levare per creare diversi strati di colore, l'utilizzo della spatola. Da qui il titolo della mostra, che prende le mosse proprio dal concetto aristotelico di materia (in greco hyle), come ciò che permane immutato nel sostrato del divenire.
Il tempo sospeso
tecnica mista su tela - cm 100x150

Corbisiero è nato a Calvello il 31 dicembre 1949, ma sin da bambino ha vissuto a Potenza. Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Potenza (a partire dal suo primo anno di fondazione), assieme a Gerardo Cosenza, Rita Olivieri, Angela Padula, Felice Lovisco, Achille De Gregorio e Anna Faraone, ed è stato allievo di Giuseppe Antonello Leone, uno dei più grandi artisti viventi. Negli ultimi anni ha iniziato un percorso artistico innovativo e originale, sperimentando nuovi modi di espressione, attraverso l’utilizzo di materiali particolari, che conferiscono alle sue opere una visione personale di tutto ciò che il mondo è stato ed è.
Il chiostro del Convento di Santa Maria de Plano, che ospiterà la mostra di Corbisiero, in virtù del suo notevole pregio artistico, è stato scelto dall’Amministrazione Comunale come spazio ideale per eventi di tipo culturale. È per questo motivo che il Sindaco Gallicchio ha deciso di destinare parte dei proventi ottenuti dall'estrazione del petrolio alla ristrutturazione dello storico edificio, che potrà costituire un ponte ideale tra il passato e il presente della comunità calvellese.

Franco Corbisiero
Hyle - La materia di un nuovo realismo
Convento di Santa Maria de Plano, Calvello (Pz)
Durata: 22 ottobre - 30 novembre 2011
Orari: venerdì, sabato e domenica dalle ore 16.00 alle 19.00
su appuntamento al numero 327 3187162
Ingresso: libero


mercoledì 12 ottobre 2011

Gli acquerelli di Nunzia Palumbo alla Galleria Puccini

Just a present.... giusto un regalo.....
è la piacevolissima mostra di acquerelli di Nunzia Palumbo che si inaugura il 15 ottobre alle 18,00 presso la Associazione Culturale Galleria Puccini di Ancona.
La forma  del dono è un modo di sfidare il tempo, il nostro tempo di profitto e inganno, un aprirsi all’altro, accettare la complessità , dare ..e via.
Questa è la premessa della singolare mostra di Nunzia Palumbo nella Galleria Puccini.
Le opere, sono disegni leggiadri come la fanciullezza rappresentata negli almanacchi di una volta, sognanti evasioni da qualsiasi contesto quotidiano.
Un manipolo di fanciulli abita carte volanti, tratteggiati per l’occasione, si affacciano alla vita fissati nella sospensione del blu.
Nostalgia  o esperienza fuori dall’ordinario ogni giorno?
Un mondo in stand by dove lasciarsi andare… serenità e gioco.
Il  resto da dire sarà negli sguardi di chi li osserva...



Dal 15 al 23 ottobre
Tutti i giorni ore 18,00-19,30
Ingresso libero
Associazione Culturale Galleria Puccini
Via Bernabei, 39 – Ancona
Info: galleria.puccini@gmail.com

Selezione di artisti per la rassegna "ARTE IN TOSCANA" dalla Macchia al Contemporaneo

Sono aperte le incrizioni per gli artisti italiani ed europei che ambiscono a partecipare all'Edizione 2012 di "ARTE IN TOSCANA: dalla Macchia al Contemporaneo" prestigiosa rassegna ospitata negli storici spazi espositivi della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea CentroArteModerna di Pisa.
La mostra che si inaugurerà Sabato 14 Gennaio 2012 alle ore 18,00 (fino al 8 Febbraio 2012), a cura Massimiliano Sbrana,  raccoglierà opere di pittura e scultura (ma saranno visibili anche grafiche, disegni, incisioni e fotografie) di artisti  italiani ed europei partendo dal primo e secondo novecento toscano fino alle realtà più contemporanee nazionali ed europee.
Ben poche altre regioni del Belpaese possono vantare non solo "un retaggio artistico" dai contenuti così profondi e radicati nel territorio e nella cultura popolare come la Toscana.
La Toscana, già culla della civiltà italiana ed uno dei maggiori crogioli della moderna cultura europea, non è solo legata alla straordinaria elaborazione di concetti ed a forme e metodi di espressione originale che l'hanno contrassegnata in oltre due millenni di storia: è stata essa stessa fucina di straordinaria produzione artistica moderna, che ha dettato tempi e modi sullo scenario continentale. La Toscana quindi come laboratorio di esperienze artistiche, come luogo di sintesi e di rilancio in ambito universale attraverso anche le espressioni artistiche a noi cronologicamente più prossime.

Coloro  interessati a partecipare possono contattare il curatore della mostra Massimiliano Sbrana per maggiori informazione (modalità, costi, selezione e numero opere) attraverso i seguenti recapiti numeri 050542630 o 3393961536 o 3925439377 o inviando documentazione a centroartemoderna@gmail.com o arteintoscanapisa@gmail.com  o a scrivendo a Centroartemoderna (Sel. Arte in Toscana) Lungarno Mediceo,26 - 56127 - Italia - Pisa, entro e non oltre 30 Dicembre 2011.
Il tema delle opere è libero e potrà essere sviluppato con ogni tecnica, dalla pittura alla grafica, alla fotografia, all'elaborazione digitale oltre alla scultura. La partecipazione alla rassegna implica il versamento di un contributo. Alla mostra possono partecipare un numero limitato di Artisti.

info
http://www.centroartemoderna.com

(Con)Temporanei

Dall'11 ottobre a Roma da RossoCinabro,  sarà inaugurata la collettiva
(Con)Temporanei che presenterà un confronto visivo tra le opere di Cristina Madini, Veturia Manni, Tiziana Marra, Francesco Selvi con  quelle degli artisti in permanenza in Galleria. 
L’opera è espressione fondamentale della diversità di ogni uomo, l'artista la riflette come uno specchio del tempo che egli vive. Ogni opera è un autoritratto che rappresenta il tempo visto dall'artista attraverso l'eternità della sua anima  ed ogni singolo elemento relativo può mettersi in discussione creando ordine o creando disordine in una qualsiasi struttura materiale e spirituale. Ma ogni verità' individuale, come ogni opera d'arte è vera e anche falsa nello stesso istante in cui la si concepisce,  è l'espressione di una concezione del mondo in cui il reale esterno all'uomo, e l'uomo medesimo, non hanno alcuna consistenza propria e sono sempre in balìa dell'io che conosce, ragiona, scompone. La grande illusione è costituita dalle particelle e le onde che costituiscono la luce e che permettono di vedere la materia. Il concetto di eternità legato all’opera d’arte non è quindi nella luce, non è nello spazio, non è nell'estetica, non è nell'immagine e non è nel segno, ma appartiene al pensiero e il pensiero al tempo. Ogni istante che si vive va amato per quello che è, al buio o alla luce, nel desiderio o nel mistero.  E’ il pensiero  l’inventore del tempo in cui viviamo ed è l’unica forza disponibile. Lo spazio lo si può occupare fisicamente e temporaneamente, il tempo soltanto spiritualmente.
In mostra da RossoCinabro, uno  spazio che ha come fine lo scambio di idee e di esperienze rispetto ad un concetto totalizzante d'arte.

Visitabile in Via Raffaele Cadorna, 28 Roma (Centro Storico) dal 11 al 21 ottobre 2011. Ingresso libero. Apertura dal lunedì al venerdì dalle 11:00 alle 19:30 Orario continuato.

RossoCinabro
tel. 0660658125
rossocinabro.com

mercoledì 5 ottobre 2011

Carlo Mattioli: UNA LUCE D’OMBRA

Con un' ampia retrospettiva, ospitata sino al 13 novembre nel Braccio di Carlo Magno, Roma e il Vaticano celebrano Carlo Mattioli nel centenario della nascita.
Per Mattioli sarà un ritorno all’ombra di San Pietro visto che qui è stato tra i protagonisti, giusto 34 anni fa, della storica mostra “Gli artisti contemporanei a Paolo VI” che aveva dato vita alla sezione d’arte contemporanea dei Musei Vaticani.
Papaveri ai bordi della Versiliana
1975
L’esposizione, curata da Maurizio Calvesi, Giovanni Morello, Anna Zaniboni Mattioli, e dal comitato scientifico composto da Antonio Paolucci, Antonio Natali, Gloria Bianchino, Augusta Monferini, Marcella Mattioli e Micol Forti, celebra uno dei grandi del Novecento italiano, un artista che dimostrando sensibilità modernissima e attenzione alle nuove tendenze, ha, con assoluta coerenza, perseguito una poetica ed una tecnica che non hanno mai abbandonato i mezzi tradizionali della “pittura”.

Carlo Mattioli è nato a Modena l’8 maggio 1911. Nel 1925 si trasferisce con i genitori a Parma dove studia all’Istituto d’Arte Toschi ove si diploma ed inizia ad insegnare.
Alla fine degli anni Trenta sempre a Parma, incontra un gruppo di giovani intellettuali tra i quali Mario Luzi, Oreste Macrì, Attilio Bertolucci, Ugo Guanda e in quell’ambito matura l’interesse per i capolavori della letteratura italiana ed europea che costituirà una chiave di lettura del suo intero percorso artistico.
Durante tutto l’arco della sua attività si rivelerà molto forte il rapporto di Mattioli con i letterati e soprattutto con i poeti, che diventeranno, per sua consapevole scelta, i veri interpreti delle sue opere.
La sua vastissima e  profonda cultura figurativa (che spazia dal Romanico padano e, attraverso il manierismo, Rembrandt e Goya approda a Fautrier e all’Espressionismo tedesco) si arricchirà con l’incontro fondamentale sia sul piano artistico che umano con Roberto Longhi che proporrà alla sua attenzione e al suo studio nuove aree artistiche prima neglette dalla critica.
Coerentemente mai schierato in nessuna corrente o movimento artistico, convinto della propria libertà ed autonomia rispetto ad ideologie culturali e politiche e a scelte di convenienza di mercato, ha preferito vivere e lavorare a Parma senza per questo chiudersi alla “modernità”, anzi, rimanendo fortemente aperto alle principali questioni artistiche che hanno accompagnato il suo tempo, come la dialettica fra figurazione ed astrattismo e l’Informale.
Nel 1943, su sollecitazione di Ottone Rosai, tiene la sua prima personale alla Galleria del Fiore di Firenze con presentazione di Alessandro Parronchi, mentre esporrà continuativamente alle Biennali di Venezia dal ’48 al ‘56 anno questo in cui riceve dalla giuria presieduta da Roberto Longhi il premio per il Disegno.
La natura e la “storia dell’arte” (intesa però come storia della pittura in sé, creazione dell’immagine e del suo carattere metamorfotico, svincolata da ogni ideologia e relazione teorico-filosofica) rimarranno sempre al centro della sua meditazione e della sua attività artistica.
Dai primi anni Sessanta all’opera grafica si affianca sempre più quella pittorica. Nascono i nudi, i ritratti e le nature morte. L’artista procede per cicli che, pur avendo caratteri propri, tuttavia non sono mai chiusi ma confluenti, collegati gli uni agli altri, in un gioco di rimandi e rielaborazioni.
Negli anni Settanta una rinnovata attenzione al paesaggio lo porta a dipingere i notturni, i cieli e le spiagge; e ancora i campi di papaveri, i campi di lavanda, le ginestre e gli alberi.
Nel 1983 lo CSAC dell’Università di Parma riceve dall’artista un’imponente donazione: quaranta opere ad olio, duecentocinquanta tecniche miste e centocinquanta grafiche acquerellate. Sono tra le opere  che Mattioli considerava il culmine espressivo della propria produzione e che intendeva lasciare alla all’Università perché fossero esposte  e godute dalla comunità.
Carlo Mattioli si spegne a Parma il 12 luglio 1994.
Si sono occupati di Carlo Mattioli le maggiori personalità della critica d’arte  del XX sec: Alessandro Parrocchi, Roberto Longhi, Marcello Venturoli, Marco Valsecchi, Enzo Carli, Valerio Zurlini, Gian Alberto Dall’Acqua, Luigi Carluccio, Giovanni Testori, Renzo Zorzi, Carlo Ludovico Ragghianti, Pier Carlo Santini, Arturo Carlo Quintavalle, Licisco Magagnato, Antonello Trombadori, Lorenzo Mondo, Vittorio Sgarbi, Roberto Tassi,  Erich Steingreber, Severino Dianich, Crispino Valenziano, Giorgio Soavi.
Dalla metà degli anni Sessanta sono numerosissime le esposizioni personali ospitate nelle sedi più prestigiose in Italia e all’estero tra cui: Palazzo Strozzi, Firenze (1965), Pilotta di Parma (1970), Accademia di Carrara (1971), Showroom Olivetti, Venezia, (1979) Palazzo Reale di Milano (1984), Palazzo Te a Mantova e Palazzo dei Diamanti a Ferrara (1986), Musèe Rimbaud, Charleville Mézières (1986), Fondazione Magnani Rocca (1995), Museo della Cattedrale di Barcellona e Palazzo del Governatore Lussemburgo (1998), Galleria Nazionale di Parma (2004-2005). Sin qui i dati di una biografia fatta di riconoscimenti, successi e infinito lavoro.
Ma al di là delle parole e delle date a parlare del vero Mattioli sono le sue opere: tele, tavole, carte che raccontano la straordinaria quotidianità di un grande artista e di un fine intellettuale. Opere che, come cartine tornasole  mutano tavolozza con il progredire delle stagioni della vita, trapassando ad un bianco e nero assoluti da cui solo il sorriso di una bimba, l’amata nipote, farà riemergere per un attimo i colori d’un tempo, ormai sopiti.
“Dove mi porti mia arte?/In che remoto/ deserto territorio / a un tratto mi sbalestri?”: l’interrogativo che Mario Luzi, amico di una vita, gli coniuga, ben rappresenta l’unicità di Mattioli uomo  e Mattioli straordinario, intenso pittore. Di lui si è scritto come dell’anti-Morandi. Per i diversi stili di vita, per la forza dei colori, forse. Non certo per l’assoluto che l’arte è stata nella vita di entrambi.



Carlo Mattioli. Una luce d’ombra.
Citta’ del Vaticano, Braccio di Carlo Magno,
Piazza San Pietro
16 settembre – 13 novembre 2011
Orario: 10:00 – 18:00,mercoledì chiuso
Biglietto intero 5 euro e ridotto 3 euro              
    
Informazioni e prenotazioni:Artifex S.r.l. – comunicare con l’arte, 
 tel:  06 68193064 – e-mail: info@artifexarte.it

lunedì 3 ottobre 2011

Daniel Buren

Presentazione del volume dedicato a Daniel Buren, edito dagli Ori, curato da David Palterer domenica 9 ottobre, alle ore 16.30, presso il Salone affrescato di Villa La Magia a Quarrata.
Ne parleranno Wlodeck Goldkorn, scrittore, giornalista responsabile culturale dell’Espresso e il curatore del libro. Sarà presente l’artista.
La pubblicazione nasce in occasione del recente lavoro, inaugurato lo scorso 14 maggio, Muri Fontane a 3 colori per un esagono, una grande fontana monumentale, ideata dall’artista francese per il parco di Villa La Magia. L’opera è stata voluta dal Comune di Quarrata e dal suo sindaco Sabrina Sergio Gori, finanziata interamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che ha scelto di donare l’opera al Comune per arricchire il parco museo di villa La Magia. L’opera, collocata in uno dei prati all’esterno della Villa, evoca un ‘luogo d’acqua’, un vero ninfeo contemporaneo dalla pianta esagonale, composto da lastre di marmo di Carrara, sei muri, ‘cascate d’acqua’, segnate dalle consuete strisce verticali bianche alternate con i colori primari: rosso, giallo e blu.
Il volume non solo documenta la realizzazione della fontana-scultura, ma vuole essere una testimonianza del doppio filo che lega Daniel Buren al territorio pistoiese e alla Toscana, rapporto ‘annodato’ grazie a Giuliano Gori; il legame dell’artista con la Toscana è consolidato nel tempo, infatti l’artista ha lasciato opere che testimoniano il connubio perfetto tra arte e spazio che si sviluppa nel suo particolare modo di lavorare in situ. Nel libro sono presenti saggi di Giuliano Gori e David Palterer, oltre alle prefazioni istituzionali di Sabrina Sergio Gori e Ivano Paci. Il volume propone inoltre un importante testo/manifesto dello stesso Buren, pubblicato nel 1970 sulla rivista d’arte inglese Studio International. Correda la pubblicazione un ampio apparato fotografico realizzato da Carlo Cantini che rivela la sua sensibilità interpretativa.
Giuliano Gori, che ospita nella sua collezione alla Fattoria di Celle una delle più importanti cabane eclatée di Buren, con il suo testo inquadra la nuova opera dell’artista alla Magia in rapporto ad altri lavori nella provincia di Pistoia, con spunti di confronto con alcune tra le più significative opere realizzate in oltre quarant’anni di attività.
David Palterer, in due saggi distinti, rilegge il lavoro di Daniel Buren da due diversi punti di vista.  Nel primo, L’acqua sta alla fonte come la fontana al giardino, fa un excursus storico sul tema della “fonte” e della “sorgente”, che Buren, in quest’opera a La Magia, interpreta nella sua accezione metaforica.
Il secondo saggio, Un rabdomante dell’arte, titolo che ha un’intenzionale assonanza con l’acqua, indaga la personale ricerca artistica di Buren che, a partire dagli anni’ 60, si confronta sempre di più con il mondo dell’architettura, in un intreccio fra le due arti che vede, nello stesso periodo storico, artisti come Buren trovare nei concetti dell’architettura la loro più alta espressione artistica, e architetti come i Radicals, invadere con le proprie azioni i luoghi più tipici del mondo dell’arte.
Completa il libro una schedatura delle opere di Daniel Buren nella provincia di Pistoia, che sono, in numero e impegno, relativamente consistenti in confronto ai suoi lavori nel resto della Toscana, una regione dove l’Arte Ambientata e Ambientale emerge ormai come fenomeno consolidato e diffuso sull’intero territorio, grazie alla presenza di numerosi parchi d’arte contemporanea e di manifestazioni dedicate a questo tema.



Villa Medicea La Magia – Arte Contemporanea
Via Vecchia Fiorentina I Tronco n.63
51039 Quarrata – PT
per informazioni: Assessorato alla Cultura del Comune di Quarrata
tel. 0573/771408 – e.mail: urp@comune.quarrata.pt.it
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