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martedì 8 novembre 2011

Un’intervista a... ”PV” Pietro Vanessi

Arte per me vuol dire saper comunicare, il linguaggio è il mezzo espressivo che si è scelto per trasmettere il proprio messaggio, che è e rimane, il fine ultimo.
Faccio questa premessa perché quando ho chiesto a PV se mi concedeva un’intervista per Art Open Space, lì per lì non mi ha risposto con un sì o un no, ma inaspettatamente mi ha chiesto “… dici che è arte, la mia ?
PV è un vignettista che colpisce per il suo tratto deciso, pulito e morbido e  l’uso di colori vivi e brillanti. Il suo umorismo sottile lo affida ai suoi personaggi a dir poco originali e nella satira, anche quando il soggetto è un …organo genitale, riesce a non scadere mai nella volgarità.
La sua “risposta” mi ha spiazzata e incuriosita a tal punto che la mia intervista ho deciso di iniziarla proprio così…

Se stenti a considerare le tue vignette un’espressione artistica, allora secondo te cosa sono? Intuizioni, sberleffi, aforismi mascherati, riflessioni col sorriso, insomma… un’Arte con la “a” minuscola in quanto è fatta di artigianato, passione e piccoli trucchi. L’Arte, quella vera è altro, secondo me.
Nei tuoi disegni c’è più passione o tecnica? Entrambi: senza l’una perderebbe il senso d’esistere dell’altra.
I tuoi soggetti sono molto originali e sicuramente non convenzionali; la morte, il fallo maschile, un guru zen...cosa o chi te li ha ispirati? Se ci penso bene sono tutti prolungamenti o interpretazioni del vivere: il fallo, che io chiamo amichevolmente Picio è legato alla nascita e alla sessualità, la parte più irriverente e boccaccesca di me; le vignette di attualità sono il vivere quotidiano, le incazzature della politica e lo sdegno per certe cose che accadono sotto gli occhi di tutti… poi c’è l’Idiota Zen, un guru sui generis che parla di filosofia applicata al quotidiano o a un ideale “altrove” che non è qui e ora.
Per ultima la Morte Nasona, il personaggio più cinico e snob dei tre, implacabile e beffarda come la vita stessa…
C’è tra i tuoi personaggi uno al quale sei più affezionato? L’Idiota Zen perché ha la leggerezza che vorrei avere io a 60 anni. Il Picio, invece, perché è come mi sento a volte io oggi: monello, infantile e giocherellone…
E uno che può considerarsi un tuo alter ego? Tutti, in un modo o nell’altro sono “figli” di padre certo. In questo caso funziona al contrario.
Anche nelle vita ti contraddistingue l’ironia delle tue vignette? Sono un Pesci, sensibile e umorale. Passo da momenti di simpatia travolgente a giornate di depressione sconfinata. Non sono uno così facile da prendere… ma quei pochi amici che ho, mi conoscono bene e lo sanno.
Una curiosità …. le tue vignette nascono prima dalla battuta o dal soggetto? Dalla battuta. Al 90%... Il disegno è la parte che mi rilassa di più ed è sempre in funzione della prima.
In ambito professionale, c’è un collega che stimi in modo particolare? Altan una spanna su tutti e poi invidio una serie di singoli elementi: la fluidità del tratto di Makkox, la poesia di Biani, l’irriverenza pecoreccia di certe vignette di Vauro, l’uso oculato delle parole di Ellekappa, certe soluzioni grafiche di Bucchi.
Matita per sempre o anche computer? Il disegno è rigorosamente a pennarello nero su carta. I testi e i colori sono al computer. Adoro la carta e amo il computer, quindi per non scontentare nessuno li ho fatti andare d’amore e d’accordo……
Più o meno tutti abbiamo un sogno nel cassetto, c’è qualcosa in particolare che vorresti ti riservasse il futuro? Una salute di ferro e una montagna di soldi guadagnati in modo pulito.
Che dici, l’ho sparata grossa? Va beh, abbassando il tiro direi: vivere dignitosamente di questa passione, pubblicare 2 libri all’anno sia in Italia che in Spagna, Germania, Francia, Inghilterra con una tiratura extra per il mercato asiatico e le americhe.
Nulla è impossibile, no?


PV sta per Pietro Vanessi, classe ’64 nato a Verona e dal 2001 vive e lavora a Roma, professionista nel campo della comunicazione che dopo una pausa di alcuni anni che l’ha visto dedicarsi esclusivamente  all’attività di creativo pubblicitario, riscopre con entusiasmo la sua natura di disegnatore grazie al blog su cui pubblica le sue vignette satiriche e riflessioni sarcastiche su vari temi del nostro vivere quotidiano, dalla  filosofia, al sociale, dalla cronaca alla vita di coppia, visti sempre sotto un’ottica agro-dolce.
Disegna per varie riviste tra cui  “Cuore” e diversi quotidiani nazionali e locali (Mamma, Il Misfatto, Il Vernacoliere, Il Ruvido ecc). Ha partecipato alla trasmissione televisiva Spettacolando” su RAI2 e ha al suo attivo diverse mostre personali.

Il sito di PV: http://www.unavignettadipv.it/


Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta

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