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martedì 22 novembre 2011

Un'intervista a… SEBASTIANO BRANCATO

Esistono artisti che hanno il dono di dipingere vere e proprie poesie e condurti dentro viaggi fantastici.
Sebastiano Brancato rientra sicuramente tra questi, i suoi quadri naif dai colori vivaci ritraggono uomini semplici e autentici dai grandi occhi e dalle grandi mani, uomini che sembrano personaggi appena usciti da una fiaba.
Le sue tele trasmettono delicatezza e sensibilità, è come se Sebastiano Brancato avesse la capacità di vedere e raccontarci il suo mondo attraverso gli occhi puri e curiosi di un bambino, che riesce ancora a stupirsi e a stupire.

Guardando i suoi quadri e conoscendo un po’ la sua storia, ho l’impressione che siano quasi degli autoritratti che raccontino di lei e della sua vita. Mi sbaglio? No, in un certo senso è così.  In loro riconosco soprattutto il mio attaccamento alla natura, l’amore per  la mia terra e per il lavoro.
La sua non è stata un’infanzia molto felice, purtroppo ha perso il papà che era molto piccolo ed è cresciuto in collegio, ma nonostante ciò i suoi dipinti trasmettono un profondo senso di serenità. Si può dire che la passione per la pittura l’ha aiutata a superare questa fase delicata della sua vita?
Sicuramente la passione per il disegno e la pittura mi è stata di grande aiuto ma anche il mio carattere tranquillo e socievole è stato fondamentale.
Nei suoi quadri i soggetti sono soprattutto maschili, uomini dai grandi occhi e grandi mani. Perché? Ritraggo spesso contadini, persone segnate dalla fatica, le mani e gli occhi stanno proprio a rappresentare questo, il segno marcato che ti lascia un duro lavoro.
Quando ha scoperto il suo talento per la pittura? Quando facendo una prova su un cartoncino, un bravo pittore vedendolo mi disse che era molto bello e mi incoraggiò a continuare.
Oltre ad essere un apprezzato pittore lei è anche uno dei pochi maestri artigiani custodi di un’arte antichissima: la lavorazione del papiro.  Me ne vuol parlare?
Con molto piacere … A Siracusa lungo il fiume Ciane, cresce spontaneamente il papiro ed è un’antica  tradizione locale ricavare la carta da questa pianta con la stessa tecnica che usavano gli egizi circa cinquemila anni fa.
Quando ero ancora agli inizi, trovai lavoro da un artigiano che lavorava il papiro, io mi occupavo di dipingere i fogli di carta finiti, ma ero pagato davvero poco, così cominciai ad osservare attentamente le tecniche di lavorazione sino a che non fui in grado di realizzare da solo la carta papiro, quindi mi licenziai e mi misi in proprio fino a diventarne il maggior produttore.
Mi vergogno ad ammetterlo, ma ignoravo che in Italia si lavorasse il papiro. Siete in molti a Siracusa specializzati in questa professione?
In passato eravamo diversi, oggi siamo rimasti solo in due, io e un ragazzo a cui ho insegnato personalmente questo mestiere che richiede molta passione, ma fortunatamente lui ce l’ha, tant’è  che ha realizzato un bellissimo vivaio dove i papiri crescono rigogliosi ed io ora mi rifornisco proprio da lui. Siracusa è l'unico posto in Europa dove il papiro cresce spontaneamente, il fiume Ciane ne è pieno, solamente che essendo diventato riserva naturale, lì non lo si può più raccogliere.
Tengo molto che si rammenti che la carta Papiro è la prima carta fatta al mondo e io per realizzarla uso lo stesso metodo utilizzato sin dal tempo dei faraoni.


Sebastiano Brancato nasce a Siracusa nel 1955, dove tuttora vive e lavora.
I suoi dipinti sono stati oggetto di numerose personali e collettive nella sua regione come in tutta Italia e sì è aggiudicato più volte il primo premio in diversi concorsi di pittura.
A partire dal 26 novembre, sarà possibile ammirare una sua mostra personale ospitata al Palazzo Del Governo di Siracusa sino al 4 dicembre.


Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta

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