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martedì 18 dicembre 2012

Gli AUGURI D'AUTORE di Raffaella Amoruso

Quest'anno Art Open Space trova la forma più nobile per augurare a tutti di trascorrere in pace e serenità le feste che ci attendono, affidandosi alla maestria e alla sensibilità della poetessa
Raffaella Amoruso che con i suoi versi dal titolo
"Verrà un’altra volta Natale …"
si aggiudica il primo posto della prima edizione del contest on line
AUGURI D'AUTORE.
Buone Feste!

Verrà un’altra volta Natale …

E ancora verrà
Tra candide fronde ghiacciate.
Sorriso timido di rosa d’inverno
O lacrime
Di vivo cristallo.
Tra mani arrossate in cerca di sole
Un giorno in più
Sulla pelle nostra
Nascerà.

Vita che passa
Limpida e veloce
Si perde
Tra vento ed aurora
Sfogliando pagine sognate.
Qui starò
Ad aspettar Natale
Con l’aria di chi
Vuole esultare ancora.

… Modulando l’anima …
Tra le note di Chopin …


Raffaella Amoruso

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sabato 15 dicembre 2012

L’artista avellinese Iacolino si aggiudica il Premio Enogenius 2012

IL VINO, LIBERAZIONE DEI SENSI
Marcaurelio Iacolino
Si è chiusa domenica 9 dicembre a Barile (PZ) la IV edizione del “Premio Enogenius”, concorso internazionale di pittura contemporanea promosso dalla locale Pro Loco e dalla rivista specialistica “In Arte”, in collaborazione con l’Associazione Orme, per celebrare il vino Aglianico del Vulture. Alla cerimonia di premiazione dei vincitori, avvenuta all’interno di Palazzo Frusci, sono intervenuti, coordinati dalla giornalista Giovanna Russillo, il presidente della Pro Loco di Barile Daniele Bracuto, il direttore editoriale di “In Arte” Angelo Telesca, il presidente dell’Associazione Orme Francesco Mastrorizzi e il vicesindaco di Barile Antonio Murano.

Ancora una volta il “Premio Enogenius” è riuscito a promuovere a livello nazionale il territorio del Vulture e a dare visibilità alle sue ricchezze, grazie ai notevoli sforzi organizzativi messi in atto dalle associazione coinvolte nell’evento. A testimonianza di ciò le numerose adesioni giunte da molte regioni d’Italia, a partire dalla Lombardia per arrivare alla Sicilia, da parte di artisti che sono venuti a conoscenza delle zone ospitanti la manifestazione attraverso il veicolo della pittura. Elevato, come sempre, è stato il livello artistico delle opere presentate, che hanno dovuto superare una selezione preliminare da parte della giuria, la quale per ogni suo giudizio, compreso quello finale, si è basata su criteri quali la stretta attinenza al tema del concorso – quest’anno “L’euforia di Dioniso” –, la qualità, la ricerca, l’originalità e la contemporaneità.

La giuria, formata dai componenti della redazione di “In Arte” e dal critico e giornalista Rai Rino Cardone, ha decretato come vincitrice l’opera intitolata “Il vino, liberazione dei sensi” dell’artista avellinese Marcaurelio Iacolino (in arte Il Colorista), secondo la seguente motivazione: “L’artista ha saputo trasmettere, attraverso pochi e significativi elementi, l’idea di energia e di slancio euforico dei sensi che caratterizza l'ebbrezza dionisiaca. L’esplosione cromatica che scaturisce dal calice di vino è una chiara manifestazione di forza istintiva, vitalità, follia, passione, esaltazione, e rimanda anche alla perdita di stabilità e di misura che può derivare dall’eccesso. Il valore dell’opera è accresciuto, in termini di materiali impiegati, dall’eleganza e dalla preziosità del color oro.”

Seconda classificata l’opera “Verde vino” di Sara Di Costanzo (Cava de' Tirreni - SA), apprezzata per il valore semantico assegnato ai colori: “il rosso esalta la vitalità, il verde celebra, in maniera simbolica, la forza della natura e la fecondità, di cui Dioniso è l’interprete mitologico per antonomasia”. Al terzo posto il dipinto “In vino hilaritas” di Irene Albano (Pisticci - MT), che ha saputo richiamare il tema del concorso attraverso “un moderno ilare Dioniso, che ben esprime l’irrazionalità e la caduta di ogni freno inibitorio, rappresentato, grazie ad una sagace citazione, dall’autoritratto ridente del pittore cinese Yue Minjun”.

Sono state segnalate, inoltre, le opere realizzate da Linda Angelini (Pignola - PZ), Giuseppe Genna (Campobello di Mazara - TP), Antonio Telesca (Potenza) e Anna Mazza (Bari). Premiati, infine, Salvatore Malvasi di Barile (PZ), grazie ai voti della giuria popolare, e di nuovo Linda Angelini, cui è andato il riconoscimento speciale da parte degli utenti di Facebook iscritti alla pagina di “In Arte”.


www.in-arte.org

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lunedì 10 dicembre 2012

La poetica naif di Camillo Ramagini in Sala CarGià


La “Stagione in Arte dedicata a Carla Gallerini” – Promozione Arte e Cultura 2012 a cura di Ezia Di Capua, direttrice di Sala CarGià - Galleria d’arte, amplia il suo già ricco calendario di eventi ospitando dal 15 al 30 Dicembre la personale di pittura dell’artista Camillo Ramagini dal titolo: Il Natale di Ollimac.
La mostra, che ha il patrocinio del Comune di Lerici e della Pro Loco di San Terenzo si inserisce nella programmazione degli eventi che in ricordo di Carla Gallerini vogliono, promuovere il territorio attraverso l’Arte e la Cultura.
Così Ezia Di Capua scrive di Ollimac
"Camillo Ramagini, in arte Ollimac, è un pittore di particolare sensibilità, i suoi dipinti non sono solo un racconto del quotidiano ma in essi è evidente la ricerca intima, interiore che l’artista compie per proiettare su ogni tela, il suo magico mondo naif intriso di una insolita semplicità poetica .
Ogni sua opera, figlia di una ricca produzione è avvolta da un velo di malinconica purezza descrittiva e miniaturista che evidenzia talento nella conoscenza del disegno e grande maestria nell’uso del colore che sorprende per la schiettezza dei toni. L’artista compie un dialogo naturale con la tela che usa come specchio ove riflettere il fantastico mondo fiabesco che è vivo in Ollimac, artista del magico mondo Naif "
La Mostra sarà presentata dal critico d’arte Giuseppe Luigi Coluccia.


Inaugurazione Sabato 15 Dicembre alle ore 11:00, con un “ Aperitivo in Arte “
La mostra sarà visitabile tutti i giorni, festivi compresi con il seguente orario: 10-12 / 17-20
Ingresso Libero.

Sala CarGià
Via A.Trogu,54 a San Terenzo
http://salacargia.blogspot.com


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domenica 9 dicembre 2012

Oggi i nomi dei vincitori del “Premio Enogenius”

Nel pomeriggio di oggi a partire dalle ore 17.00, presso Palazzo Frusci a Barile, la cerimonia di premiazione aperta al pubblico del quarto “Premio Enogenius”, concorso internazionale di pittura contemporanea dedicato al vino. Nel corso della serata saranno annunciati i nomi dei vincitori, secondo il giudizio espresso da una qualificata giuria stabilita dalla rivista specialistica “In Arte”, che organizza il premio assieme alla Pro Loco di Barile. L’artista primo classificato riceverà un premio in denaro di 500 euro. Due riconoscimenti speciali verranno assegnati in base al voto dei visitatori della mostra e degli utenti di Facebook.

I dipinti in concorso sono 38, esposti dallo scorso 1° dicembre presso le sale dell’ottocentesco Palazzo Frusci, attuale sede della Pro Loco di Barile. La mostra collettiva, intitolata “L’euforia di Dioniso” in riferimento al tema proposto dagli organizzatori, ha accolto centinaia di visitatori, che hanno rinnovato il successo di questo evento divenuto ormai un appuntamento fisso nell’autunno culturale lucano. Buona si è confermata anche la risposta da parte degli artisti, che hanno aderito al concorso da molte regioni d’Italia: Basilicata, Puglia, Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, Lombardia e Sicilia.

La commissione giudicatrice del concorso, riunitasi nei giorni scorsi a Barile per valutare le opere, è composta da esperti e professionisti del settore: Fiorella Fiore, storico dell’arte e critico, Lauramaria Figundio, storico dell’arte, Angelo Telesca, editore della rivista “In Arte”, Francesco Mastrorizzi, presidente dell’associazione culturale Orme, Rino Cardone, giornalista Rai e critico d’arte, Giovanna Russillo, giornalista, e Annalisa Signore, esperta di promozione del territorio.

Il “Premio Enogenius” è un progetto nato nel 2009 con lo scopo di promuovere il territorio lucano del Vulture e le sue peculiarità paesaggistiche, storico-artistiche, culturali ed enogastronomiche, attraverso il connubio tra la pittura e un prodotto locale d’eccellenza quale il vino Aglianico. La manifestazione ha ricevuto quest’anno il patrocinio del Comune di Barile, del GAL Sviluppo Vulture Alto Bradano e della Camera di Commercio di Potenza ed è stata inserita all’interno del cartellone di eventi del PIOT Area Nord Basilicata “VulturEventi 2012”. Partner dell’evento sono la Banca di Credito Cooperativo di Oppido Lucano e Ripacandida, Cantine del Notaio e l’Azienda Agricola Musto Carmelitano.



www.in-arte.org

giovedì 6 dicembre 2012

A Fiesole Tano Pisano e il suo Meccano di Natale Mino

Per le feste natalizie, da sabato 8 dicembre a domenica 6 gennaio 2013, un originalissimo abete campeggerà in piazza Mino a Fiesole.
E’ il grande Meccano di Natale Mino dell’artista Tano Pisano, che il Comune fiesolano ospiterà come omaggio alla città e preludio alla grande mostra, a cura di Marilena Pasquali e Elena Francalanci, che avrà luogo in primavera nella vicina Sala del Basolato. La cerimonia di accensione dell’albero si terrà sabato 8 dicembre alle ore 17, alla presenza di Fabio Incatasciato, Sindaco del Comune di Fiesole, Paolo Becattini, Assessore alla Cultura e ovviamente dell’artista.
Prosegue così il viaggio espositivo in Toscana di Tano Pisano, artista siciliano, ma ormai da anni residente in Spagna. Un percorso iniziato con grande successo lo scorso anno, con le mostre all’Accademia del Disegno di Firenze e alla Villa Paolina di Viareggio e andato avanti questo autunno con la personale Omaggio al Davanzati – Fiori, che per la prima volta ha visto le splendide sale di Palazzo Davanzati a Firenze ospitare un artista contemporaneo.
Ecco adesso che l’arte di Tano Pisano approda sulla collina fiesolana con un singolarissimo albero natalizio, un’opera realizzata secondo la tecnica del meccano con lastre preforate di diverse dimensioni. Questa tecnica, già sperimentata nell’esposizione al Davanzati, per la quale era stata realizzata una struttura analoga ispirata agli affreschi dell’antico palazzo nobiliare fiorentino, è costituita dall’assemblaggio di pezzi in metallo, dai colori vivaci e dalle forme più svariate. Ne emerge una struttura giocosa e allegra, che ben si adatta al festoso clima natalizio. Sulla sommità dell’albero, al posto del tradizionale puntale, Tano Pisano ha scelto di collocare una mezzaluna crescente e una stella ad otto raggi, simbolo del Comune di Fiesole.
La struttura, alta 272 centimetri, sarà posizionata proprio davanti al Comune e sarà illuminata da faretti alogeni per tutto il periodo delle feste.
Il maestro ha intitolato l’opera Meccano di Natale Mino proprio perché la scultura verrà posta sulla piazza, davanti alla sede del Comune, che porta il nome del celebre scultore rinascimentale, volendo in questo modo rendere omaggio alla personalità del grande artista.


Tano Pisano
Meccano di Natale Mino
Fiesole, Piazza Mino
8 dicembre 2012 – 6 gennaio 2013

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martedì 27 novembre 2012

Un'intervista a... DARIO ANZA'


E’ attraverso la combinazione di segni apparentemente semplici che Dario Anzà sintetizza la sua chiave di lettura di un cosmo in continua evoluzione in cui, in un moto perpetuo, tutto si rinnova e rinasce continuamente e in modo diverso.
Modulando sequenze di sagome e colori l’artista ci spinge a svincolare la nostra prospettiva da quell’oggettività che imprigionandola in forme prestabilite, immutabili e statiche, spesso ci impedisce di cogliere della realtà la visione più profonda ed il suo significato più universale.

Il tuo è un universo di segni, di forme e colori, di figure stilizzate dove tutto è riportato nella sua essenzialità; come sei arrivato a questo linguaggio in cui i particolari sono quasi superflui? 
L’intenzione è di creare un linguaggio visivo personale in cui il senso esiste sia nell’immagine in particolare che nella composizione generale. Le forme semplici mi permettono attraverso piccole variazioni di mutare in maniera immediata il senso della figura, le uso come lettere di un alfabeto visivo per comporre nuove parole. Ad esempio quasi tutti i personaggi da me rappresentati nascono dalla stessa “sagoma”, poi si evolvono modulando linee e dettagli.
Oltre che a caratterizzare fortemente il tuo stile, pensi che la scelta di usare forme semplici e schematizzate possa anche facilitare la lettura dei tuoi lavori?
E’ difficile prevedere la reazione di chi guarda i miei lavori. Chi ha un suo concetto di arte ricerca una lettura profonda e quasi immediatamente li etichetta come infantili, di facile consumo etc.; chi osserva soltanto per curiosità e non cerca quel concetto astratto che è in fondo l’arte, ha un approccio più naturale, vede quel che si vede sulla superficie e se ne è abbastanza compiaciuto da trattenersi il tempo necessario porta con sé , nella memoria intendo, una prospettiva diversa o meglio ancora un racconto originale. Per quanto mi riguarda invece non intendo rendere né più facile né più difficile la lettura dei miei lavori ma semplicemente più vera e vicina a questo mio modo di sentire.
Il colore emerge sempre in modo incisivo, quale è il suo ruolo?
Il colore per me è l’elemento naturale, più del disegno è il colore che mi dà la percezione di riuscire ad imprimere l’idea su un foglio. Penso sia la mia voce, intendo la mia vera voce nel mondo silenzioso che è la pittura.
Nei tuoi lavori c’è un elemento ricorrente, quasi centrale: l’individuo. Quale è il significato di questa figura umana che rappresenti sotto forma di traccia, schematizzata ? 
L’individuo certo, che variando nelle proporzioni e colori diventa uomo, donna, bambino; ma anche animali e creature oniriche convivono nella composizione per arricchirne il senso tra memorie che sconfinano nell’immaginazione e viceversa.
Con attenzione si riesce a vedere un piccolo universo se si è disposti però a giocare con questi personaggi, oltre la superficie colorata verso significati più profondi.
Nel tuo cosmo c’è più memoria o immaginazione? 
L’una e l’altra. I personaggi nascono dalla mia memoria, parlano di sentimenti e stati d’animo mentre l’immaginazione, la considero come una grande lente attraverso cui guardo questi fatti della mia vita. Per essere più chiaro l’immaginazione mi dà la possibilità di raccontare e raccontarmi sperimentando linguaggi diversi, come ad esempio accade nei Ritratti, significativamente differenti da questo mio Progetto Ariarosso.
Il tuo modo di disporre e combinare elementi e colori, imprime ai tuoi dipinti un certo ritmo, un movimento, una vibrazione. Questa non comune peculiarità, la devi alla tua passione per la musica? 
In realtà la devo alla mia immaginazione, sia che suoni uno strumento o che tracci linee e colori è sempre lei l’ispirazione insieme alla voglia di stupirmi.
Mi piace partire da schemi semplici e poi variare, provare nuovi approcci sino ad ottenere dello stesso lavoro diverse versioni, ed è così che nasce la serialità all’interno di questi mio progetto.
Serialità in senso positivo.. io li trovo assolutamente originali, riesci a rendere i tuoi lavori unici e allo stesso tempo facilmente riconducibili a te utilizzando i segni un po’ come note su un pentagramma, li accosti a seconda di come vuoi che armonizzino, no?
Proprio così. Seguendo la metafora della musica non uso ripetere le rime ma cerco sempre l’originalità nel tema. Non c’è nessun compiacimento nella decorazione, ogni figura è valida in sé.


Dario Anzà nasce a Palermo il 19 Agosto del 1980, dopo la maturità classica frequentata l’Accademia di Belle Arti ABADIR di S. Martino delle Scale in provincia di Palermo con indirizzo Pittura.
L’interesse per il restauro lo spinge per alcuni anni ad esercitare la professione partecipando al restauro di alcuni edifici di interesse storico della sua città e in seguito conseguito un corso di formazione professionale per la figura di aiuto-scenografo collabora con piccoli teatri locali nella realizzazione di allestimenti scenografici.
Porta costantemente avanti il suo percorso maturando conoscenza ed esperienza nell’ambito dell’arte visiva con vivo interesse per la pittura ad olio e l’acquarello.
Si muovono insieme la ricerca dei materiali pittorici e quella più moderna delle applicazioni tecnologiche che fanno sì che la sua produzione più recente sia il frutto di una contaminazione tra il lavoro propriamente artigianale e quello digitale.




Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta


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venerdì 23 novembre 2012

OpenARTmarket, un modo nuovo di promuovere l’arte contemporanea

In seguito al grande successo delle precedenti edizioni, si inaugura sabato 1 dicembre 2012 alle ore 18.00 il sesto appuntamento di OpenARTmarket, a cura di Antonietta Campilongo, fino al 15 gennaio 2013 a Roma presso la Fonderia delle Arti.

Un’esposizione-mercato in cui l’opera e l’artista, rispettivamente prodotto e produttore d’arte, escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo d’élite, per diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi accessibile a tutti. Si proporranno, infatti, opere d’arte (pittura, scultura, installazione, fotografia, arte digitale, design) in una fascia di prezzo che va da 49 a 999 euro.
Dare all’arte la capacità di aprire nuovi spazi di dialogo e far sì che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per pochi, con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione: è questa è la mission di OpenARTmarket. Di fronte alla prospettiva di cambiamenti in cui si intrecciano nuove forme di committenza e un collezionismo in grado di esercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventa ancora più importante e più stimolante per gli artisti riuscire a raggiungere nuovi spettatori.

L’arti-star arrivato alla notorietà e al successo, esaltato e supervalutato nei circuiti internazionali del grande collezionismo, costituisce un’ambizione difficilmente raggiungibile per un pubblico di estimatori di limitate capacità economiche. Dall’altra parte l’artista emergente che vive di/in ambiti alternativi è marginalizzato, avendo poca visibilità. Esiste poi un mercato di “arte di riproduzione e replica”, un’altra delle realtà-surrogato a cui attinge un considerevole pubblico che ambisce ad avere “arte in casa”, attraverso copie di quadri divenuti famosi o puramente decorativi. Si tratta evidentemente di un potenziale mercato che, se re-indirizzato, potrebbe recepire e rivitalizzare il lavoro degli artisti emergenti, riconoscendo loro un ruolo ed un valore di produzione creativo.

La finalità di OpenARTmarket è dunque quella di creare un luogo dove stabilire un contatto diretto tra l’artista emergente ed il pubblico che si affaccia all’arte contemporanea; un luogo dove guardare, discutere, scegliere di comperare delle opere d’arte contemporanee a costi praticabili. Questi sono proprio i due punti qualificanti dell’iniziativa: riconoscere all’artista la sua dignità e qualità di creatore d’arte, retribuito per il suo lavoro e funzione sociale, e consentire ad un pubblico di utenti interessati all’arte contemporanea la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.

L’idea di OpenARTmarket nasce dall’esperienza e dalla passione di Antonietta Campilongo, architetto e curatrice di eventi, che da anni è attiva nel settore organizzativo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Insieme a lei, a dar vita a questo progetto, troviamo partner di consolidata competenza nell’area dell’art-marketing.

Una sezione speciale denominata Arte del riciclo avrà lo scopo di promuovere un nuovo modo di pensare i nostri stili di vita consumistici. Attraverso la valorizzazione degli “scarti” come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che rispetta l’ambiente, si conferirà nuova vita a materiali che altrimenti verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore. L’esposizione ha il preciso intento di sensibilizzare alle criticità ecologiche, sostenendo ogni percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo degli oggetti e dei materiali dismessi. Partner per l’Arte del riciclo sarà NWart, sezione dell’Associazione NEWORLD da sempre presente nel panorama artistico con la finalità di seguire le problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo.



VI edizione OpenARTmarket
Fonderia delle Arti, Via Assisi, 31 - 00181 Roma
1 dicembre 2012 - 15 gennaio 2013
lunedì-venerdì ore 10.00-19.00, sabato ore 10.00-16.00
Ingresso: tessera 2 euro

Artisti in mostra: Rosella Barretta, Marco Bettio, Agnese Bruno, Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Flavio Casciotti, Cristina Castellani, Antonella Catini, Franco Ceci, Federica Cecchi, Daniela d’Elia, Gerla Handmade by Francesca Gerlini, Luciano Lombardi, Marié Macàn, Maria Carla Mancinelli, Alessandra Marè, Lucia Nicolai, Claudia Rivelli, Antonella Spanò

Info: www.openartmarket.it - www.fonderiadellearti.com - www.nwart.it


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lunedì 19 novembre 2012

ARTINFARE 2012 - vota e sostieni il progetto!

Se sei residente nella provincia di Pesaro-Urbino e hai più di 16 anni, puoi aiutare i ragazzi del Liceo Artistico Apolloni di Fano votando on line il progetto ARTINFARE 2012 che li vede partecipare per l'assegnazione di un finanziamento europeo.

Il progetto coinvolge anche la cooperativa Comedia, il Museo Civico Malatestiano e la Mediateca Montanari.

E' possibile votare sino al 2 dicembre 2012, direttamente sul sito della Provincia di Pesaro-Urbino www.piucultura.org previa registrazione e seguendo le istruzioni descritte sul sito del Liceo Artistico Apolloni di Fano a questo indirizzo: http://www.liceoartisticoapollonifano.it


Il progetto “A R T I N F A R E”

Gli alunni del Liceo Artistico Apolloni e la cooperativa Comedia si faranno protagonisti di una visione dinamica ed innovativa di alcune realtà culturali della città. Il progetto è pensato per una nuova fruizione del Museo Civico di Fano con l’ausilio di strumenti digitali. Verranno prodotti dei video documentativi sulle principali tecniche artistiche riferibili alle opere presenti nelle sezioni del museo che affiancheranno le opere stesse in un allestimento permanente. Il visitatore potrà comprendere così “l’arte del fare”, come tecnicamente operavano gli artisti e, allo stesso tempo, potrà approfondire la sua curiosità con schede informative contenenti riferimenti per la lettura dell’opera, bibliografici e sitografici, redatte in collaborazione con la Mediateca Montanari e la biblioteca Federiciana. L’attenzione verso i piccoli amanti dell’arte sarà soddisfatta da schede ludico-didattiche studiate per divertire e stimolare la loro creatività.


Non perdere l'occasione e sostieni i ragazzi del Liceo Artistico Apolloni, Grazie! 

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lunedì 12 novembre 2012

Un'intervista a ... CARLO CANE

Nelle sue architetture urbane, Carlo Cane mostra la sua appassionata visione di habitat ideale in cui uomo e natura approdano ad una surreale ma necessaria coesistenza.
Un viaggio in una dimensione fuori da ogni logica spazio-tempo, dove tutto appare come sospeso nel vuoto, sorretto unicamente da quel filo invisibile che io chiamo "sogno".
Le opere di Carlo Cane vanno ad indagare e interpretare il rapporto come spazio di confine tra uomo e natura, elemento questo essenziale e imprescindibile per la vita umana.
Moderni edifici metropolitani dalle geometrie assolute e dalle tinte neutre da cui esplodono rigogliose vegetazioni dai verdi dirompenti, dove insetti e animali si affacciano come a volersi rimpossessare dello spazio perduto: un’esperienza di realtà riunita e riconquistata.
Nei tuoi dipinti c’è un comune denominatore dato dal soggetto, come sei arrivato a scegliere di rappresentare strutture architettoniche e perchè? 
Per la loro importanza, in quanto ritengo che la dimora dell'uomo sia una cosa essenziale per la sopravvivenza della stessa specie.
La dimora come simbolo di protezione o di identità? 
Entrambi le cose.
Il tuo recente ciclo di lavori evidenzia una mutazione o meglio un’evoluzione, la natura fa il suo ingresso; per quanto riguarda la tecnica invece, utilizzi quella di sempre o anche qui è avvenuto un cambiamento? 
Come formazione pittorica sono nato paesaggista, amante della natura, e la mia evoluzione è una conseguenza di una presa di coscienza della fragilità del nostro ecosistema, di cui l'uomo dovrà prima o poi farsi carico.
Farfalle, insetti e animali che fanno capolino da un edificio, la vegetazione che avvolge le architetture.. è la natura che rivendica i propri spazi o un segno di una possibile convivenza tra questa e l’uomo moderno?
Sì, è un segno di doverosa e auspicabile convivenza: ricostruire un mondo dove ogni essere vivente abbia il suo giusto spazio.
A tuo giudizio quale è stata la chiave che ti ha permesso di arrivare al successo in un campo difficile e selettivo, a volte impietoso, come quello della pittura? 
Arrivare al successo? sono parole importanti, a mio modo di pensare non ci si arriva mai..
Io lavoro nove ore in studio e non è mai abbastanza, perchè il mio pensiero insegue sempre fantasmi, che probabilmente non raggiungerò.
Quali fantasmi?
Le idee e le immagini che si sovrappongono nella mia mente e che vorrei trasportare sulla tela, unitamente a sentimenti emozioni e speranze.
Quale è la tecnica con cui ti esprimi al meglio?
Prediligo la tradizione: pittura ad olio
Utilizzi colore e sfumature in modo straordinario, i soggetti ora paiono sospesi su nuvole colorate, ora abbarbicati su colate di tinte semi trasparenti… 
Sto dipingendo un mondo fantastico, dove chi osserva una mia rappresentazione entra in un ecosistema in continua trasformazione, da liquido a solido, dal reale all'immaginario, sino ad arrivare al magico dove cambiano le proporzioni, diversi punti di appoggio, apparizioni di vegetazione, insetti, animali tutto questo per comunicare a noi umani la nostra piccolezza, i nostri egoismi e prevaricazioni che perpetuiamo sul pianeta che ci ospita. Quindi ristabilire un ordine che non è solo nostro.
In questo periodo a cosa stai lavorando?
Nel breve periodo ho diversi appuntamenti che mi attendono, per cui sto lavorando a più progetti.


Carlo Cane nasce a Valenza (AL) nel 1951, si è formato artisticamente alla scuola privata di Giulia Pace Zelaschi, successivamente ha frequentato lo studio del pittore Gian Paolo Cavalli affinando la propria tecnica coloristica.
Nel 1994 inaugura la sua prima e significativa personale a Casale Monferrato, cui fanno seguito numerosi esposizioni collettive e personali.



Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta


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giovedì 8 novembre 2012

La magia de IL TEMPO MECCANICO di Alessandra Carloni


Domani prende il via il progetto "Galleria Moderni" con la prima giovane artista selezionata, Alessandra Carloni, che inaugurerà la sua mostra "Il tempo meccanico" negli spazi della Galleria “Tempi Moderni” di Roma, alle ore 18:30.
La giovane artista, nata a Roma nel 1984 dove vive e lavora, è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 2008 e laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università la Sapienza di Roma.
La città è il luogo centrale in cui si plasmano le opere del progetto espositivo “Il tempo meccanico”. Un lavoro e una ricerca pittorica accompagnata da un gusto narrativo e illustrato, che si caratterizza per la ricchezza del colore e dei dinamici equilibri, fra forme, figure e spazi caratterizzati da un’accentuata
componente meccanica – futuristica.
Metropoli Futuriste e visionarie, città dalle forti connotazioni industriali, interpretate in chiave onirico – surrealista, ma con un attento sguardo lucido sulla realtà sociale contemporanea.
Il concorso “Galleria Moderni”, progetto della Fondazione Mario Moderni destinato a premiare il talento di giovani artisti, è aperto tutto l’anno e continua le selezioni per offrire l'opportunità di esporre gratuitamente per un mese nei prestigiosi spazi della Galleria Tempi Moderni di Roma con il supporto di esperti e curatori d'arte.

Per partecipare, inviare la propria candidatura sul sito:
www.galleriamoderni.it 
Per info e contatti:
info@galleriamoderni.it

Galleria Tempi Moderni
Via Giulia 81, Roma

Alessandra Carloni:
www.alessandracarloni.com
www.galleriamoderni.it/artisti/alessandra-carloni/


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mercoledì 7 novembre 2012

Alla WIKIARTE Maria Luisa Tomba e Roberto Tomba

Si inaugura sabato 10 novembre alla Galleria Wikiarte di Bologna la mostra personale di Maria Luisa Tomba e Roberto Tomba curata e presentata da Alberto Gross che la descrive come un incrocio di anime, spirito puro divenuto voce visiva, itinerari labirintici risolti in un dialogo che esplora le possibili modulazioni di cose e luoghi evocati.
Maria Luisa Tomba e Roberto Tomba si incontrano in una mostra che – forse per la prima volta – sintetizza ed evidenzia il medesimo universo culturale e narrativo dal quale entrambi gli artisti provengono e all'interno del quale ritrovano una propria, peculiare identità formale.
Le terrecotte di Maria Luisa Tomba – figlie dirette di una lunga e praticata esperienza nel campo della grafica e dell'incisione – si fondono e confondono con i dipinti di Roberto Tomba, consentendo proiezioni oniriche che creano e definiscono una spazialità, la popolano, la perimetrano e la disintegrano.
La simultaneità visiva delle opere di entrambi gli artisti costruisce un paesaggio di icone fantasmatiche, emblemi sottolineati da caratteri astrattivi, autenticamente simbolici senza risultare distanti o inaccessibili.
Non c'è trasfigurazione grottesca che non sia ironica e tragica assieme, la visionarietà diviene elemento contrastivo assoluto, declinato nei tratti stilizzati di forme uniche in continuità nello spazio.
Tanto nelle pitture può riconoscersi la sintesi estrema che tiene legati pensiero e immagine, quanto nelle sculture le forme ritornano all'essenza metamorfica vicina a tanta parte di arte africana e tribale.
Il sogno o l'allegoria – molto spesso presenti e caratterizzanti – non restano inconsistenti, evanescenti: al contrario seguono le multiformi variazioni di un mondo oggettivato, si reificano e da “visione possibile” divengono il “veduto praticabile”.
Affinità elettive che si chiamano, si riconoscono, si incontrano sorvolano e si sorpassano, imprescindibile corollario di una circolarità senza fine.


Orari:
dal 10 novembre al 6 dicembre 2012
dal mercoledì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 orario continuato
domenica e martedì dalle 15.00 alle 19.00
lunedì chiuso.
Ingresso libero


Galleria Wikiarte
Via San Felice 18
40122 Bologna

http://www.wikiarte.com/

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Alla Biblioteca Nazionale di Potenza si celebra la stagione delle foglie secche

“Di tono in tono. Appuntamento con l’autunno” è l’evento in programma venerdì 9 novembre 2012 alle ore 17.00, che la Biblioteca Nazionale di Potenza, in collaborazione con l’Associazione ARCA, propone per omaggiare l’avvento del periodo autunnale. Un modo originale per inaugurare la ripresa dei ritmi consueti che segnano il periodo di passaggio dalla stagione calda a quella fredda, grazie alla suggestione di atmosfere che saranno evocate per mezzo della lettura e della fotografia. Il titolo “Di tono in tono” rimanda appunto alle forme espressive trattate, attraverso un vocabolo che può essere inteso sia come peculiarità vocale e unità di misura musicale che come proprietà di un dato colore.

Nel corso di un reading letterario, a cura di Annalisa Signore, verrà proposta al pubblico una selezione di testi estratti dal libro “Racconti musicali”, a cura di Carlo Boccadoro: un’antologia di racconti legati tra loro dal tema comune della musica, colto dal punto di vista di scrittori molto differenti tra loro per stile ed epoca (da Truman Capote a Carlo Emilio Gadda, da Agatha Christie a Vladimir Nabokov). Particolare attenzione sarà rivolta anche ai ragazzi, attraverso la lettura di filastrocche dedicate all’autunno, che verranno intervallate a passi tratti dal libro “La mongolfiera azzurra” dell’autrice lucana Maria Pina Ciancio, con i quali si farà comprendere ai giovani uditori quanto la natura sia elemento essenziale e imprescindibile per la vita umana, sensibilizzandoli, così, sul tema della difesa e del rispetto nei confronti dell’ambiente.

Contribuiranno ad evocare la speciale atmosfera delle giornate autunnali gli scatti del fotografo lucano Raffaele Luongo, oggetto di esposizione per tutta la durata del reading, che catturano i mille colori dell’autunno nei rituali stagionali e nel paesaggio della Basilicata. Geologo, musicista e appassionato di fotografia documentaria e da reportage, da anni Raffaele Luongo percorre la sua amata terra sulle tracce della poesia “Lucania” di Leonardo Sinisgalli, alla ricerca di quel particolare “scatto” che la possa risollevare. Ha partecipato a diversi concorsi fotografici nazionali e internazionali con reportage etno-antropologici e ha esposto un proprio scatto al MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma.

“Di tono in tono” è un appuntamento da non perdere per chi vuole vivere attraverso parole e immagini le piacevoli sensazioni di una stagione magica, ma anche un modo per avvicinare il pubblico di ogni età alla lettura di qualità e ad un impiego più consapevole del proprio tempo libero. L’evento, ospitato nella Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale di Potenza, sarà ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero 0971/25683.



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mercoledì 24 ottobre 2012

Un'intervista a ... DANILO MARTINIS

L’arte di Danilo Martinis è un esempio di bellezza e virtuosismo, con il suo linguaggio originale ed eclettico dà vita ad opere uniche e irripetibili in un’alchimia di contrasti, colori, linee sinuose sposate a rigorose geometrie.
Artista di altissimo profilo tecnico, creativo per eccellenza e in continua evoluzione, in lui è insito il bisogno di rinnovarsi, di ricercare e sperimentare nuove tecniche e nuovi linguaggi.
In ogni quadro Danilo Martinis supera se stesso, esigente e meticoloso per le sue complesse rappresentazioni si rifà scrupolosamente alla tradizione eseguendo l'opera interamente e rigorosamente a mano libera.
Il tuo è un progetto artistico che si è evoluto nel tempo, quale è il percorso che ti ha portato dall’action painting che ti ha coinvolto all’inizio della tua carriera al tuo stile attuale? 
Mi piace poter sperimentare tecniche ed espressioni artistiche sempre differenti, ho iniziato con l’ action painting per poter dar sfogo alle mie sensazioni con gesti istintivi e violenti. Ora sono in una fase riflessiva ed ho ritrovato il gusto di dipingere con i colori ad olio ma in futuro vorrei utilizzare altri materiali e realizzare nuovi progetti.
Cosa ti piacerebbe sperimentare in particolare?
Vorrei provare ad utilizzare delle lamiere per creare delle sculture fluttuanti, non posso anticipare altro.
Hai scelto di esprimerti attraverso il rigore e la precisione delle geometrie, ciò richiede sicuramente una notevole padronanza della tecnica ed un lavoro lungo e minuzioso; come procedi per realizzare un dipinto?
Inizio sempre dal disegno a matita, poi passo alla colorazione. Non utilizzo nastri adesivi o altri strumenti che mi potrebbero agevolare nella realizzazione delle parti geometriche, tutto il dipinto viene eseguito a mano libera, il rigore non è solo visivo, è anche mentale, fisico. Spesso, dopo aver finito un lavoro, ho bisogno di alcuni giorni di pausa per recuperare le energie.
Cosa intendi per rigore mentale e fisico?
Ho provato a realizzare un dipinto con all’interno circa mille tasselli sfumati uno ad uno da completare in meno di una settimana, ti posso assicurare che senza una ferrea disciplina avrei gettato il quadro dalla finestra dopo due giorni.
Ci sono alcuni tuoi mirabili lavori “optical” in cui soggetto e sfondo sono tutt’uno inseriti in uno spazio caratterizzato da dinamismo e contrasto, quale è la loro componente narrativa?
La serie “optical” nasce da uno studio approfondito sulla figura umana e l’universo. Le scelta di utilizzare il bianco e il nero non è casuale, è il concetto degli opposti, il movimento che fa alternare forze che si contrappongono ma si complementano, che si respingono ma si attraggono.
L’antica teoria dello Yin e dello Yang, la dualità alla base del cosmo, mettere in relazione i due opposti per riconoscere l’Uno.. ti riferisci a questo? 
Si, ma anche al taoismo che dedica la propria vita alla ricerca dell'armonia con la natura per poter raggiungere la completezza e l'unione con l'essenza dell'universo.
Come soggetto usi spesso corpi prevalentemente femminili “ incastonati” in geometrie perfette, da cosa è dettata questa scelta?
La scelta di utilizzare figure femminili è dettata non solo dalla sinuosità e la grazia delle loro forme, è anche un mio modo per esprimere la stima che provo nei loro confronti.
Affascinante e meritevole il tuo modo di omaggiare la donna, quali sono le doti che ne apprezzi in particolare? 
La donna rappresenta l’idea di vita, protezione e di maternità, ha un ruolo fondamentale nella società, deve tenere le redini della famiglia e del lavoro. Una fatica che richiede impegno, efficienza, senso del dovere.
Tu sei un noto e affermato designer, la tua carriera ha inizio in questo campo, come è maturata in te la necessità di passare alla pittura? 
E’ stato un passaggio del tutto naturale, ho sempre avuto la matita in mano, fin da piccolo. Poi a volte mi lascio trascinare dagli eventi ed ora mi ritrovo a dipingere per professione, in futuro potrei tornare a fare il designer, chissà…



Danilo Martinis nasce a Seregno (MI) nel 1976
Studia presso l’istituto artistico di Cabiate specializzandosi in disegno industriale e arredatore d’interni.
Disegna i primi prodotti per l’arredamento in giovane età, le sue creazioni sono all’interno di residenze prestigiose in tutto il mondo.
Inizia a dipingere negli anni 90 realizzando una serie di opere dallo stile materico utilizzando sassi e smalti, successivamente si dedica completamente alla ricerca di un nuovo genere figurativo dove arte e design traggono vicendevole ispirazione.
Espone a Dubai, Mosca, Mumbai e in diverse manifestazioni nazionali.
Attualmente è impegnato nella realizzazione di una mostra a Miami.




Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta


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venerdì 19 ottobre 2012

GIOVANNA RAFFAELLI CAPRILLI alla Galleria L’Agostiniana

Con una mostra di ben 70 opere, di cui 40 sono oli e 30 acquerelli, inaugura martedì 23 ottobre alle ore 18 la personale dell’artista Giovanna Raffaelli Caprilli.

Le opere appartengono all’ultimo decennio di attività dell’artista, che ha costituito negli anni una base essenziale, moderna, del paesaggio. Centra l’essenza naturalistica delle cose, potenziando la forza dell’olio nella spatola, nella misura del disegno, nella dinamicità dell’equilibrio delle sue creazioni su tela.
 Ama il dettaglio, la prospettiva e l’inquadratura, nell’ambito della propria volontà di analizzare la geometria. Studia e si allinea alla realtà, per spostarsi poi su qualcosa di diverso, la materia necessaria a essere inventrice con un contorno di elementi e un insieme di architetture dipinte di cui fa risaltare la particolarità.
I suoi oli sono precisi, meditati, ricercano l’austerità, la formulazione geometrica degli elementi, la disposizione dello spazio, dove il colore funge da agente dinamizzatore inserito nell’inquadramento generale. Si diverte con la realtà e i suoi elementi, alla ricerca del sentimento che nasce dal saper collocare ciò che dà un valore a un’idea preconcetta, ma che possiede anche una dinamica di cambiamento e trasformazione se lo guardiamo da una prospettiva diversa da quella abituale.
E’ un architetto, una pittrice realista che ricerca nuovi contrasti alla propria idea di realtà contenuta nelle sue minuziose opere. E’ interessata alla tecnica, alla quale conferisce estrema importanza, ricercando la perfezione nel modo di mostrare gli elementi affinché consolidino la sua idea di equilibrio, di saper fare, di fissare strutture, di collocare situazioni e sviluppare idee, contenuti e concetti partendo da memorie visive frutto di un viaggio nel paesaggio come racconto autonomo. Eroina che non attende metamorfosi stende un diario personale di struggente bellezza per nostalgia di infinito.



Galleria L’Agostiniana
Sale A e B
Piazza del Popolo 17
00186 Roma

Opening: 23 ottobre ore 18:00
Presentazione di Fiorello F. Ardizzon
Aperto da lunedì a sabato 10:00-13:00 15:00- 19:00
Ingresso libero
www.giovannaraffaelli.it
artegio@giovannaraffaelli.it 


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lunedì 15 ottobre 2012

Aperte le iscrizioni alla quarta edizione del Premio Enogenius

L’Associazione ARCA, in collaborazione con la Pro Loco di Barile e con l’Associazione ORME, bandisce la IV edizione del concorso di pittura “Premio Enogenius”, che si inserisce all’interno del progetto espositivo “In Arte Exhibit”, avviato attraverso la rivista “In Arte Multiversi”, periodico specialistico a diffusione nazionale edito dalla stessa Associazione ARCA.

Il “Premio Enogenius” si propone di valorizzare e diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea, offrendo ad artisti di ogni provenienza un’importante opportunità per mettere alla prova il proprio talento creativo, confrontarsi e avere visibilità. Obiettivo del concorso è, inoltre, quello di promuovere il territorio lucano del Vulture e le sue peculiarità paesaggistiche, storico-artistiche, culturali ed enogastronomiche, attraverso il connubio tra la pittura e un prodotto locale d’eccellenza quale il vino Aglianico.

Il Premio prevede l’allestimento di una mostra collettiva delle opere in concorso, che si svolgerà a Barile (PZ), presso lo storico Palazzo Frusci, dal 1º al 9 dicembre 2012. Il tema scelto per l’edizione 2012 del concorso è “L’Euforia di Dioniso”, che pone l'attenzione sulla figura del dio greco Dioniso (Bacco per i romani), personificazione del delirio mistico e dell’ebbrezza generata dal consumo di vino. Agli artisti in gara si richiede di far riferimento a Dioniso come immagine mitologica dell’impulso vitale, della creatività, del desiderio colto nel suo aspetto più produttivo e prerazionale.

Il concorso è aperto ad artisti professionisti e dilettanti, senza alcuna distinzione di età, sesso, nazionalità o altra qualificazione, i quali potranno partecipare con opere di pittura realizzate con tecnica libera su qualsiasi tipo di supporto. Fino al giorno 12 novembre sarà possibile iscriversi gratuitamente alle selezioni, inviando la foto di una propria opera inerente il tema del concorso. Una autorevole e qualificata giuria selezionerà 50 opere, che saranno esposte all’interno della mostra collettiva legata al concorso. Criteri fondamentali di selezione saranno, oltre alla stretta attinenza al tema, la qualità, la ricerca, l’originalità e la contemporaneità dell’opera. Tra tutti i partecipanti verrà designato un vincitore, che avrà diritto a un premio in denaro di 500 euro e a una recensione critica sulla rivista “In Arte”. Il vincitore verrà annunciato nel corso della cerimonia di premiazione, prevista per domenica 9 dicembre presso la sede della mostra.

È possibile trovare tutte le informazioni relative al “Premio Enogenius” e scaricare il bando di partecipazione e il modulo d’iscrizione sul sito della rivista “In Arte Multiversi”, all’indirizzo www.in-arte.org .



Info:
In Arte Multiversi, Largo Pisacane 15, 85100 Potenza
tel. 0971 25683 - e-mail: informazioni@in-arte.org - eventi@in-arte.org


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mercoledì 10 ottobre 2012

Omaggio a Giorgio Morandi alla Galleria Wikiarte


“Tutto ciò che è stato scritto su di me, non l’ho più, come se un vento l’avesse soffiato via….”

Giorgio Morandi porta in tutto il suo essere questa affermazione, perche lui rimane l’artista più sorprendente della scena dell’arte contemporanea nella meta del XX secolo. In questo periodo, caratterizzato dalla tendenza di oltrepassare la forma, Morandi, con le sue bottiglie, i fiori e i paesaggi della campagna tosco-emiliana, sembra appartenere ad altri tempi, meglio, fuori dal tempo, con le sue immagini antiche ma incancellabili. La radicale sovra temporalità, lo sfasamento rispetto ai tempi è la forza più propria dell’artista bolognese. Non a caso la città che lo vede nascere è il palcoscenico perfetto poiché da sempre poliedrica e “sfasata” tra le molteplici culture che la compongono.

E’ la stessa città che oggi, proprio nel suo cuore, dà omaggio al suo artista più estemporaneo e indubbiamente unico.
La Galleria Wikiarte, in pieno centro bolognese, raduna tredici artisti, tredici stili diversi per ricordare e raccontare Morandi. Ma lo stile non è mai stato decisivo per lui. Il primo tentativo di legare il suo linguaggio espressivo al Futurismo, provocò solo irritazione. Il legame compositivo con Cezanne e quello surreale con De Chirico sono solo consequenziali. Lo stile, l’appartenenza a una corrente specifica non ha mai interessato il grande Bolognese. E’, dunque, questa la ragione che rende possibile l’Omaggio a Giorgio Morandi nella Wikiarte Gallery.
I tredici artisti raccontano l’importanza della lezione morandiana in maniere stilisticamente diverse, ma comuni nella visione.
La natura viva, che Morandi vede nei fiori e nei paesaggi, è quella che vive anche nei lavori trasparenti di Paolo Beretti, nel neo-scapigliato Massimo Renzi, negli affreschi puristi di Gianpaolo Marchesi e nei rebus floreali di Francesco Caruso, come nella natura essenziale, quasi grafica, delle fotografie di Karim Carella e in quella stilizzata e cubista di Roberto Tomba.
La natura morta, vissuta da Morandi nella pura semplicità dell’oggetto, rinasce con la stessa sensibilità nei vasi di Paolo Remondini, nei bruschi tratti grafici di Paolo Berti, ma anche nei forti contrasti notturni di Lina Moretti Nesticò e nelle dolci forme “succose” e pastose delle nature morte di Stefano Manzotti che tanto ricordano la mano di un giovane Cezanne.
L’uomo, impercettibile nella visione morandiana, torna quasi “oggettivizzato”, come dimostrano i lavori di Alberto Bertolotti, dove l’individuo esiste solo nella massa dei molti e nella loro unica forza trascinante. Ivana Scalco come Roberto Tomba geometrizza il volto, mentre Enrica Toffoli e Ruth Vera Withall lo esagerano con matericità espressionista, innaturale, oltre l’umano.
Il ricordo del passato, di forme “antiche”, proprie dell’arte di Morandi, echeggia fortemente anche nei lavori dei dodici. Dal personalissimo citazionismo di Toffoli alle sperimentazioni cromatiche di Remondini, sono tutte lezioni di arte storica, condannata a non diventare mai passato. In questo sta anche la grande attualità di Morandi stesso e del suo vivere il mondo attraverso l’arte.



Galleria Wikiarte
Via San Felice 18, Bologna

dal 13 settembre all’ 25 ottobre 2012
dal mercoledì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 con orario continuato
martedì e domenica dalle 15.00 alle 19.00
lunedì chiuso 

Inaugurazione mostra: sabato 13 ottobre 2012 ore 18.00

www.wikiarte.com


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martedì 2 ottobre 2012

Bid for Build, l'asta benefica per la ricostruzione in Emilia-Romagna

Lucio Del Pezzo
Kolokol, 1988

Nuovo appuntamento con Bid for Build, l'asta benefica a favore della ricostruzione in Emilia-Romagna promossa da Galleria civica di Modena,Fondazione Cassa di Risparmio di Modena-Fondazione Fotografia in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia.

In occasione dell'ottava edizione della Giornata del Contemporaneopromossa da AMACI, sabato 6 ottobre alle 18.30 nella sala grande di Palazzo Santa Margherita saranno messe all'asta opere d’arte per finanziare la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto. L'evento, che segue quello che si è tenuto all'ex Ospedale Sant'Agostino il 27 giugno scorso in occasione del quale sono stati raccolti 115 mila euro, si avvale come il precedente della preziosa collaborazione di Sotheby's.
Filippo Lotti, Amministratore Delegato di Sotheby's batterà all’asta opere donate da artisti e collezionisti, per la maggior parte opere su carta di maestri italiani del ventesimo secolo: paesaggi, nature morte, autoritratti, bozzetti di scena, e studi architettonici.
Fra i tanti, solo per citarne alcuni, andranno all'incanto lavori di Afro, Arcangelo, Roberto Barni, Lucio Del Pezzo, Fortunato Depero, Piero Dorazio, Marcello Jori, Giacomo Manzù, Gianmarco Montesano, Ennio Morlotti, Gastone Novelli, Enrico Prampolini, Gino Severini, Luigi Veronesi.

Il catalogo dell’asta è pubblicato sui siti web della Galleria civica di Modena - www.galleriacivicadimodena.it -  e di Fondazione Fotografia - www.fondazionefotografia.it.

Sarà possibile fare un’offerta anticipata compilando i moduli disponibili on line.
Il 4, 5 e 6 ottobre nella sala grande di Palazzo San ta Margherita, in corso Canalgrande 103 a Modena, si potranno visionare le opere.

È una nuova occasione – commentano il Direttore della Galleria civica di Modena Marco Pierini e il curatore capo di Fondazione Fotografia Filippo Maggia – per testimoniare la vicinanza del mondo dell’arte alla comunità emiliana, che ha saputo reagire ad un evento drammatico in modo esemplare e che merita di essere sostenuta nel momento delicato della ricostituzione degli equilibri del tessuto sociale ed economico del territorio".

Galleria Civica di Modena, c.so Canalgrande 103, Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932
www.galleriacivicadimodena.it Museo Associato Amaci


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venerdì 14 settembre 2012

Un’intervista a… ALEXANDRA VON BURG

Devo prima partire dal concetto che la letteratura è un insieme di segni e di suoni per spiegare il motivo per cui considero la pittura di Alexandra von Burg un affascinante romanzo illustrato, dove la trama, intessuta di una straordinaria energia, è capace di manifestarsi in una dimensione del tutto inedita, a tratti imprevedibile, ma soprattutto coinvolgente.
La percezione è quella di un’artista brillante, una donna estremamente solare, che riesce a trasmettere attraverso il proprio stile una grande positività, dai suoi quadri traspare un profondo amore per la vita e una singolare sensibilità che sublima in un’intima e sincera passione per l’arte.
Dipingere per alcuni è un atto liberatorio, c’è chi lo considera addirittura un momento di pura magia, per Alexandra von Burg cosa rappresenta?
Dipingere per me significa tanto. E’ un momento magico davvero, tutto mio. Credo che sia l’unico momento dove la mia testa è totalmente “vuota”. E’ veramente una liberazione, a tal punto che dopo aver dipinto a volte mi sento quasi male.
E’ un incontro ravvicinato con emozioni che sono state, talvolta, nascoste nel subconscio. Queste emozioni riemergono sulla tela, con colori scelti al momento. Non faccio mai degli schizzi per le mie opere, la mia è una pittura molto istintiva, agisco quasi d'impulso. Decido di comunicare con il mondo, visualizzando a tutti le mie emozioni più intime. Non è sempre facile poi esporre le opere, dato che sono lo specchio della mia anima; ogni opera ha una sua storia, dipingo per vera passione e dipingo solo quando sento di dover dipingere. La mia vita per fortuna è ricca di emozioni, belle e brutte, sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire, la monotonia non fa parte del mio essere.
Quindi per te dipingere è anche un gesto liberatorio, quasi terapeutico, che ti permette di “tirare fuori”…
Sì, molto. La pittura per me è anche terapeutica, mi aiuta ad elaborare emozioni e situazioni vissute in passato. Ma anche i miei sogni trovano spazio sulla tela bianca.
C’è una corrente artistica o un artista in particolare a cui ti senti più vicina?
Devo ammettere che non seguo molto esposizioni e mostre di grandi artisti e non. Me ne manca il tempo. La mia famiglia è al primo posto, poi viene la mia pittura.
A volte mi piacerebbe molto seguire di più il mondo dell’arte ma nello stesso tempo mi fa anche paura. Paura di venir influenzata da quello che il mercato dell’arte propone al giorno d’oggi. Vorrei continuare ad essere me stessa, autentica e credere anche in quello che faccio.
Il pittore che preferisco, comunque, è William Turner.
Cosa ti piace di lui, il modo di usare i colori, i suoi giochi di luce?
La pittura di William Turner mi affascina molto: i giochi di luce nelle sue opere sono quasi magici. I suoi cieli ed i suoi mari hanno una carica di energia enorme. E’ un pittore che sa trasmettermi molte emozioni e questo lo trovo stupendo.
Tra tutte le tue opere, ce ne è una che ami particolarmente?
Espongo solo opere nelle quali io credo. In primo luogo dipingo sempre ancora per me stessa. Un’opera alla quale mi sento molto vicina è Spherics, è appesa a casa mia e ho molti ricordi positivi verso questa opera.
Come è nata Spherics?
Spherics è nata dopo una lunga vacanza in Germania del Nord, sul mar Baltico. Ho trascorso ore, giorni e settimane a contemplare il paesaggio così selvaggio del Nord. Il cielo e le nuvole sono bellissimi, carichi di una luce ed energia che ho trovato solo lì. Le mie radici sono olandesi, mi sento molto nordica, anche se sono nata e cresciuta nella Svizzera italiana.
Quale tecnica prediligi?
Prediligo la tecnica mista acrilica. Mi piace molto il materico, lavoro con diverse strutture acriliche (per il fondo), sabbia, sassolini, corde. Trovo che per una pittura astratta la materia si addice, rende l’opera più tridimensionale, viva. Mi piace anche molto lavorare con il bitume, tecnica molto affascinante.
So che il bitume è considerato molto difficile da trattare per la sua sensibilità alle alte temperature, tu come lo utilizzi?
Io lavoro con il bitume in polvere e aggiungo la trementina. E’ una tecnica molto bella da usare con la pittura acrilica e con l’acqua. Si ottengono degli effetti molto speciali, dato che il bitume è oleoso e si separa dalla pittura acrilica. Ho dipinto anche con il bitume già pronto, quello denso, ma non si ottengono gli stessi risultati.
Impegni a breve scadenza? 
Ad ottobre esporrò al Kongresshaus di Zurigo, dove parteciperò alla ART INTERNATIONAL ZÜRICH, una fiera internazionale di arte contemporanea.  Il vernissage è fissato per  l'11 ottobre dalle ore 18.00 alle 22.00 e la fiera sarà aperta il 12-13-14 ottobre 2012 dalle 11.00 alle 20.00. Durante questa manifestazione sarò sempre presente.
In contemporanea alla fiera di Zurigo, tre mie opere verranno presentate da una gallerista di Bergamo alla Arte in Fiera Dolomiti, a Longarone il 13-14-15 ottobre.



Alexandra von Burg nasce nel 1968 in Ticino, dove attualmente vive e pittura.
Nel 2000 comincia il suo percorso artistico da autodidatta. Alle prime esperienze pittoriche su seta affianca presto la pittura acrilica su tela e tecniche miste in cui sperimenta sempre nuove soluzioni.
Dal 2001 è presente a manifestazioni artistiche a livello nazionale ed internazionale.
Nel 2002 diventa membro dell'Associazione Pittori e Scultori Ticinesi.
Negli anni più recenti ha tenuto diversi corsi di pittura per bambini nel suo atelier a Tesserete e ha eseguito diversi murales in edifici pubblici e case private in Ticino.



Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta

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giovedì 13 settembre 2012

AR[t]CEVIA International Art Festival presenta: “ARTE-LITTERAM” di Ezio Bartocci

Sabato 15 settembre presso il complesso di San Francesco di Arcevia alle ore 18:00 verrà inaugurata la personale di Ezio Bartocci “Arte-Litteram”.

La mostra metterà a confronto i lavori che Ezio Bartocci nel corso degli anni ha sviluppato fondendo il segno grafico a quello verbale.
Opere d'arte come veri e propri “test visivi” che vanno dalla sagace ironia dei Contromanifesti della metà degli anni settanta alla saggezza popolare del visionario Enimmeo, immaginario discendente della Sibilla incompreso e deriso dal suo stesso ideatore.
Un intero percorso che si snoda fra lettere che assumono le sembianze del loro significato e immagini che si compongono del loro corrispettivo linguistico. Un gioco semiotico continuo in cui segno e simbolo si sostituiscono e rafforzano.
La mostra curata da Laura Coppa sancisce e inaugura l'ultimo periodo del Festival, il primo dei tre sensazionali “fuochi” finali di uno spettacolo pirotecnico.
Martedì 25 settembre alle 18 la mostra sarà arricchita dalle parole della poetessa Maria Lenti, mentre giovedì 27 lo stesso autore racconterà e mostrerà il suo rapporto con le parole e le immagini in un laboratorio dedicato.


Artcevia International Art Festival - www.artcevia.org
Corso Mazzini, 14 - 60011 Arcevia (AN)
tel. 3451191199 - artceviartfestival@gmail.com



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martedì 21 agosto 2012

NOTTENERA 2012

Spettacoli, concerti, installazioni, osservazioni della volta celeste, video mapping, fotografia, cinema d’animazione, workshop, performance, laboratori, incontri, prime regionali e anteprime nazionali e molto altro ancora, in un'unica notte.
La “Nottenera” di Serra De' Conti, quest'anno è attesa il 25 agosto. Per il sesto anno consecutivo, la bellissima cittadina tra il Misa e l'Esino spegne le luci urbane nel suo centro storico per un'intera notte e accende le emozioni della creatività e dell'espressione artistica.
Dal tramonto fino a poco prima dell'alba, Serra de' Conti si fa corpo e scena, ispirando e accogliendo una molteplicità di proposte artistiche. Ogni via, scala, cortile, vicolo, piazza, giardino, chiesa, ospita infatti il pubblico e la carovana di artisti nazionali e internazionali spesso in esclusiva o prima regionale, quest'anno invitati a lavorare sul tema della Trasformazione.
Ogni edizione è animata da un tema che funge da fil rouge e attraverso cui si tesse una trama di possibili manifestazioni creative, mettendo in relazione i linguaggi del contemporaneo e la realtà del territorio, attivando riflessioni sociali e civili partecipate e concrete. Molti dei lavori proposti sono dunque anche espressamente site specific. Il pubblico può ed è anzi invitato a disegnare il proprio unico percorso attraverso il paese e le proposte. Un paese trasfigurato sia dal buio, interrotto solo da soffuse delicate luci accuratamente posizionate, sia da un nuovo ritmo, fatto di passi rallentati e curiosi, di sguardi alle presenze che si incontrano lungo il cammino da una tappa all'altra. Nottenera dà dunque la possibilità di scoprire realtà artistiche e spettacoli spesso difficili da vivere altrove in Italia, ma anche quella di lasciarsi guidare dalla propria curiosità, concedendosi anche il lusso del vagabondare liberamente in luoghi sia urbani che mentali, in un'atmosfera liminale e costruttivamente critica.

Tra gli artisti che animeranno Nottenera 2012 ci sono Mariangela Gualtieri, Leonardo Delogu, 15febbraio, Principio attivo Teatro, Chiara Stoppa, Teatro Sovversivo, Javier Cura e Moss Beynon Juckes, Marco Bernacchia, il trio Uggeri-Mauri-Giannico e moltissimi altri artisti.

Il concept di Nottenera è di Bruno Massi, Sabrina Maggiori e Paula Carbini. Il visual è a cura di Manuela Santini.

L´evento Nottenera 2012 - direzione artistica di Sabrina Maggiori e supervisione di Paula Carbini -  è realizzato dall´associazione "Nottenera", gruppo di soggetti locali nel quale confluiscono l´associazione TiVittori, il Comune di Serra de´ Conti, la Pro Loco, il Coro "Francesco Tomassini", il Circolo Legambiente "Verdeacqua", con il sostegno di Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona.

Anche quest'anno, i linguaggi che compongono il puzzle “Nottenera” sono tanti. Teatro di narrazione, circo contemporaneo, arti visive, installazioni e performance, teatro di strada e piazza, spettacoli per bambini, residenziali, laboratori, musica, scienza e astronomia, cinema d'animazione. Si tratta di lavori profondamente legati al territorio di Nottenera, o perché qui espressamente nati ex novo, o perché a esso adattati nell'ascolto delle sue peculiarità. Gli artisti coinvolti a Nottenera sono infatti sempre chiamati a un forte ascolto del territorio e ad avanzare proposte uniche di intervento site-specific.

Fino al 2 settembre, il centro storico di Serra de' Conti ospita “Verità e bellezza”, personale pittorica e scultorea dell'artista marchigiano Floriano Ippoliti, curata dal Professor Stefano Papetti e realizzata grazie alla collaborazione con l'Amministrazione comunale e i Musei Civici di Ascoli Piceno. Oltre 60 opere tra dipinti e sculture, sette di grandi dimensioni esposte in luoghi suggestivi del centro storico, hanno la possibilità di incontrare visitatori anche inaspettati mentre ne viene esaltata la capacità di dialogo scenografico con angoli, piazzette e scalinate del Paese, trasfigurato dalla Nottenera.



NOTTENERA 2012
Comunità_Linguaggi_Territorio  - VI edizione
25 agosto 2012
Serra de' Conti (Marche – AN)

info   www.nottenera.it
Ingresso Unico 5 euro. Ingresso Gratuito fino a 14 anni.

Un servizio di Bus Navetta sarà attivo per tutta la serata collegando il centro storico dai principali punti di confluenza a Serra de' Conti.

Per le modalità di partecipazione agli spettacoli (talloncino, prenotazione, ecc) è necessario e raccomandabile informarsi bene al Punto Info.

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sabato 18 agosto 2012

I VIAGGI NEL BLU DI SERGIO SCANTAMBURLO

Nuova interessante mostra, del ciclo artistico in programma in Sala CarGià – Galleria d’ Arte, nell’ambito della “Stagione in Arte dedicata a Carla Gallerini” – Promozione Arte e Cultura 2012. Patrocinata dal Comune di Lerici e dalla ProLoco di San Terenzo. Oggi alle ore 18,00 si inaugura la personale di pittura Sergio Scantamburlo.
Così lo descrive Ezia Di Capua, curatrice della Rassegna di pittura e direttrice della Sala Culturale CarGià: “Scantamburlo pittore spezzino, dipinge si può dire da sempre, senza aver perso la naturalezza del linguaggio, la spontaneità e l’intensità del segno. Artista sensibile, bene racconta nei suoi dipinti la passione del suo sentire e, stravolgendo i colori seguendo i ritmi del cuore, compone realtà e irrealtà, luoghi, momenti di vita e di sogno.
Abile conoscitore di ogni tecnica pittorica e grafica, assai presente nel territorio la sua partecipazione a mostre collettive e personali, numerosissimi i riconoscimenti e i premi conseguiti.
Ha partecipato nel mese di Luglio a “ Sala CarGià Atelier a cielo aperto”- Symposium d’Arte 2012, maratona d’arte che si è svolta per quattro giorni al Parco Shelley di San Terenzo.
La mostra che presenta in Sala CarGià ha un titolo significativo: “Viaggio nel blu” e già ci parla di quanto e come sia importante per Scantamburlo il colore letto come fonte di espressione e di concetto. L’artista dedica parte della mostra alle Cinque Terre area protetta di Liguria patrimonio storico, geografico, artistico culturale di noi tutti.
Importante, oltre la mostra, la contemporanea presentazione in Sala CarGià, del TROFEO CARGIA’ giunto alla sua settima edizione, commissionatogli da Ezia Di Capua. Il Trofeo CarGià – Memorial David Passalacqua, è destinato alla gara di nuoto campionati FIN 3000 m. che si svolgerà a San Terenzo nel mese di Settembre e sarà donato al vincitore. Il Trofeo realizzato a libera interpretazione dall’artista Scantamburlo, rappresenta la forza dell’impegno e l’amore per il mare”.

La mostra sarà presentata dal Prof Giuseppe Luigi Coluccia. 

info: http://salacargia.blogspot.com
Sala CarGià - Galleria d’Arte
Via Trogu,54
San Terenzo – Sp

La Mostra che rimarrà aperta al pubblico dal 18 sino al 28 agosto rispettando il seguente orario: 10:00 – 12:00 e 17,30- 22:00 festivi compresi

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giovedì 2 agosto 2012

NEDDI GIANROSSI - Acqua: stravaganti figure astratti movimenti

Oggi alle ore 18:30, in Sala CarGià – Galleria d’Arte , nel centro storico di San Terenzo, inaugurazione della personale della pittrice Neddi Gianrossi. La mostra è inserita nella Rassegna di pittura nell’ambito della “Stagione in Arte dedicata a Carla Gallerini” – Promozione Arte e cultura 2012 a cura di Ezia Di Capua patrocinata dal Comune di Lerici e dalla ProLoco di San Terenzo.

L’artista, Neddi Gianrossi. Spezzina, che espone in Galleria CarGià per il terzo anno si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Si dedica con passione alla pittura riscuotendo successo nel nostro paese e all’estero. Ha partecipato a Sala CarGià Atelier a cielo aperto Symposium d’arte 2012 al Parco Shelley di San Terenzo a cura di Ezia Di Capua.
Questo quanto ha scritto di lei Ezia Di Capua direttrice di Galleria CarGià:
“Artista di temperamento deciso, modella sulla tela i suoi astratti movimenti esplorando il mondo dell’invisibile, cercando in esso la profondità dell’essere chiuso, intrappolato nelle pieghe dei riflessi. I suoi dipinti donano evanescenti e impalpabili impressioni colte nelle movenze dell’acqua.
Pur essendo la sua, una pittura decisamente materica, risulta agile ed elegante. Abile e intraprendente, avanza nel mondo dell’arte con determinazione”.
La mostra che presenta in Sala CarGià ha titolo: Acqua: stravaganti figure astratti movimenti.




La mostra rimarrà aperta sino al 16 Agosto
orario: tutti i giorni 16,00 - 23,00
prefestivi e festivi 10,00-12,30 16,00 -23,00
ingresso libero

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giovedì 26 luglio 2012

Un’intervista a… LORELLA PALENI

Nelle sue tele svela una realtà senza tempo a tratti enigmatica, dove immagini si rincorrono, sovrappongono, si mescolano. Immagini che sembrano quasi rinunciare alla propria individualità per assurgere ad una nuova identità, più forte, più intensa, un po’ come tanti rivoli d’acqua che da principio nascono e scorrono separati ma poi man mano si fondono l’un nell’altro dando vita ad un unico flusso, nuovo, più potente, energico, prorompente; muoiono ruscello per rinascere fiume ed incamminarsi così verso il mare che li attende.

Chi è Lorella Paleni?
Una viandante, ricercatrice di senso e artefice di nonsensi.
E’ la tua indole di viaggiatrice che ti ha portato in America? da quanto tempo vivi oltreoceano?
Vivo qui da poco meno di due anni, anche se credo rientrerò presto in Italia. Sono partita per curiosità e per necessità e penso di aver imparato molto da questa mia esperienza, avere a che fare con persone molto diverse da me mi ha aiutato a capire molte cose e sicuramente a crescere.
Nonostante la tua giovane età vanti un curriculum di tutto rispetto, hai partecipato con successo a numerosi concorsi; quando hai cominciato a dipingere?
Ho iniziato a dedicarmi seriamente alla pittura nel 2006, prima di allora mi ero dedicata soprattutto al disegno.
Che genere di disegni?
Al tempo ero appena una teenager, alternavo studi dal vero a figurine inventate e fantomatici ritratti.
Il momento più significativo della tua carriera artistica?
Sto vivendo un momento molto intenso, ho appena terminato un’esperienza fantastica alla Columbia University e il mio futuro vive sospeso sui fili tesi dell’incertezza. Tuttavia quella che viene definita carriera artistica è per me un cammino di ricerca nel quale ogni istante è fondamentale e significativo per il momento successivo. Mi viene difficile quindi individuare un momento più significativo di altri se non "l’adesso".
Raccontami di questa esperienza alla Columbia University..
Si è trattato di un programma intensivo all’interno della Summer School. Ho avuto la possibilità di lavorare intensamente in un ambiente molto stimolante. Ho avuto a disposizione uno studio all’interno dell’università e visite continue da parte di artisti e docenti, con la possibilità di discutere attivamente sul mio lavoro durante il suo procedere e di mettermi in gioco. É stato intenso e impegnativo, ma è stata un'altra scossa positiva nel mio percorso e ho avuto modo di conoscere artisti e persone meravigliose.
Nei tuoi lavori c’è un tema dominante?
I miei dipinti si basano principalmente su visioni, deformazioni e talvolta allucinazioni. Più che un tema unico preferisco pensare a un intreccio d’idee e temi differenti. L’idea di un’esistenza senza la costrizione del tempo lineare si ricollega alla riflessione sul ricordo e il sogno (nella sua atemporalità) e così alla messa in dubbio dell’idea di realtà e di forma. La realtà senza il tempo diventa una realtà scandita dai soli eventi e l’evento diventa uno dei soggetti fondamentali dei miei dipinti. L’evento è un accadimento sulla tela come nella vita e la violenza della vita stessa traspare da questo. La contrapposizione fra natura e uomo è un altro tema importante nei miei lavori.
Come definiresti il tuo stile?
Non mi piace definire il mio stile, a dire la verità non saprei bene nemmeno come definirlo, non dipingo pensando ad uno stile quanto piuttosto inseguendo un'immagine, cercando di creare un mondo e di dargli vita. Dare un nome a quello che faccio sarebbe per me come mettere un'etichetta conclusiva, una sorta di lapide, testimonianza di qualcosa che c’era piuttosto che qualcosa di vivo e in quanto tale mutevole.


Lorella Paleni nasce a Casazza (BG). Si laurea in Pittura nel 2010 all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 2011 partecipa al summer residence alla School of Visual Arts in New York e al Wassaic project winter residence 2011-2012. Nel 2012 è parte dell’ Advanced Painting Intensive: NYC , alla Columbia University di New York. Nello stesso anno vince il premio conferito da Cut&Paste ad “Art Takes Times Square” di Artist Wanted (New York) e la menzione speciale come giovane artista di talento nella sezione Pittura conferito da ArtGallery di Milano. Ha vinto il premio unico della giuria popolare al Premio internazionale della città di Bozzolo 2011, e il primo premio al Arts Tale 2010, curato da TvTalents.



Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta


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sabato 21 luglio 2012

Sala CarGià Atelier a cielo aperto – Symposium d’arte 2012

Sono molto rammaricata di non essere riuscita a segnalare con puntualità la prima edizione di una importante manifestazione ideata e organizzata dall'infaticabile Ezia Di Capua, che è riuscita a riunire e coinvolgere artisti, poeti, scrittori, intellettuali e musicisti, che per diversi giorni si sono alternati in una serie di incontri che hanno reso unico e decretato il meritato successo di questo prezioso convegno dedicato ad arte e cultura.  

Non c'è tempo di riprendere fiato... che Ezia Di Capua è già pronta con un nuovo appuntamento, stamane alle 11 si inaugura la mostra personale di Iconografia della bravissima Lucia Della Scala, naturalmente in Sala CarGià.



Il successo di Sala CarGià Atelier a cielo aperto – Symposium d’arte 2012 riempie di visitatori il Parco Shelley di San Terenzo. Molte, moltissime le presenze che dal 12 al 15 luglio hanno visitato l’Atelier a cielo aperto allestito da Sala CarGià al Parco Shelley . L’evento patrocinato dal Comune di Lerici e dalla Pro Loco di San Terenzo, su idea progetto e direzione artistica di Ezia Di Capua nell’ambito della “Stagione Artistica dedicata a Carla Gallerini – Promozione artistica 2012, ha offerto un’instancabile vetrina d’arte, con un susseguirsi di eventi culturali che hanno davvero trasformato il Symposium d’arte in una maratona d’Arte.
Interessante la lettura critica del progetto e delle opere pittoriche realizzate dagli artisti pittori, alla presenza dei critici d’arte Giuseppe Luigi Coluccia, il Prof. Franco Ortis, il maestro Mario Orlandi con la partecipazione di Vasco Bardi e Ezia Di Capua.
Tutti gli eventi artistici in cronaca, foto e pagina critica sono leggibili nel Blog di Sala CarGià: http://salacargia.blogspot.it/


Hanno partecipato al SALA CARGIA’ ATELIER A CIELO APERTO – SYMPOSIUM D’ARTE 2012 – Parco Shelley San Terenzo:
Balsano Rosella, Mantovani Rodolfo, Scantamburlo Sergio, Framarin Gio Batta, Gianrossi Neddi, Passaro Marina, TOSHIKO K., Della Scala Lucia, Garbusi Giuliana, Boracchia Antonella, Carmè Alberto, Guido Barbagli, Nacini Carlo.
Vasco Bardi con Maria Letizia Stangalino, Marco Raiti, Donatella Zanello, il M° Luigi Colella, Prof  Luigi Coluccia.
La Dott.ssa Gabriella Mignani con la Dott.ssa Franca Baronio Gambino. 
L’Orchestra giovanile A. Bianchi della Vallata del Magra e gli allievi del conservatorio G.Puccini di La Spezia; Il Direttore di Orchestra Prof. Alessio Bacci – Il Direttore di Orchestra Elisa Cantoni.
Valentina Pira e Andrea Belmonte – Canzoni da Marciapiede. I Rentrèe.
Prof.Giuseppe Luigi Coluccia, il Prof Franco Ortis, il Maestro Mario Orlandi, la dott.ssa Gabriella Mignani.

Ezia Di Capua direttrice di Sala Culturale CarGià ringrazia quanti nel corso del Symposium d’Arte 2012 con la loro collaborazione e partecipazione hanno contribuito al raggiungimento dell’ottimo risultato , specialmente la Presidente della Conad Lerici e La Spezia “La Sibilla” e Forniture Navali Coppola www.FornitureNavaliCoppola.com

Sala CarGià invita a seguire la cronaca degli eventi del Symposium d’arte 2012 già completamente inseriti nel Blog e rinnova l’appuntamento per il prossimo anno proprio oggi già concordato con le istituzioni, invitando tutti, ancora più numerosi al Symposium d’Arte 2013 .



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mercoledì 18 luglio 2012

Paola Rattazzi e Claudio Salvagno ed i loro Paesaggi interiori ed altri silenzi…

Riprende a partire dal 5 agosto con la mostra: “Paola Rattazzi e Claudio Salvagno. Paesaggi interiori ed altri silenzi…” l’attività culturale del Museo del Mobile dell’Alta Valle Varaita, un piccolo, quanto suggestivo spazio espositivo, ricavato all’interno di una tipica dimora alpina d’epoca, nella Frazione Castello di Pontechianale (m. 1603 s.l.m.) nell’alta valle Varaita.
La rassegna, curata da Paolo Infossi, con il patrocinio della Comunità Montana Valli del Monviso e del Comune di Pontechianale, propone una quarantina di opere tra dipinti e sculture.
Paola Rattazzi e Claudio Salvagno sono due artisti molto diversi, nella formazione, nella tecnica e nei materiali impiegati. Paola, si esprime con la pittura, ed i suoi paesaggi sono il risultato di un delicato impasto di colori e di sentimenti, indissolubilmente legati all'esistenza. Claudio, è un poeta, un poeta di un dialetto antico e originario o di una “lingua altra” come l’Occitano. Ma è anche artista, scultore, dalle forme anche più tormentate e aggressive, ogni qual volta prevale il suo istintivo desiderio di toccare, modellare la materia, come il legno o la pietra.
Al centro della loro attenzione, c’è un’intimistica visione della natura e del paesaggio, che assume forme ed aspetti suggeriti dall’intensità della tensione interiore, simbolica e spirituale, e dell’immaginario, che le elabora, le trasforma e le interpreta. Sono paesaggi reali o immaginari, luoghi e non luoghi, raccolti in impressioni che non cedono mai a tentazioni naturalistiche, ma riflettono emozioni ed esperienze comuni, un processo condiviso nel coglierne il senso, il riflesso, il respiro, l’attimo.
In questi lavori il paesaggio e l’anima, sono strettamente legati, connaturati. Intimamente legati come s’incontra di rado nel lavoro di un artista. Anima e paesaggio, descritti con toni avvolgenti e coinvolgenti. Entrambi parlano della natura, catturandone gli elementi sostanziali, per recuperare, infine, anche le forme più ancestrali che si perpetuano, rinnovandosi in frammenti di armoniosa bellezza, per svelare un ambiente ideale, un paesaggio affettivo, che diviene anche “casa”.
Un percorso emotivo, vissuto con gli occhi e con il cuore, per raccontare infinite storie di palpitanti primavere e di lunghi inverni, di luci e di ombre scure, di inquietudini e di umana solitudine, di gioie e di malinconie.
Paola Rattazzi e Claudio Salvagno, sono due artisti che manifestano, ancora intatto, il gusto della scoperta e di sapersi stupire, di provare meraviglia e, osservando i loro lavori, sembra che intendano dialogare anche con quel bambino che dovrebbe ancora sopravvivere in ognuno di noi. Scrisse Sigmund Freud: «Das Kind ist der Vater des Mannes». E cioè: Il bambino è il padre dell’uomo. Un concetto che al di là delle interpretazioni scientifiche più aderenti o intransigenti, potrebbe anche significare che non è sicuramente sbagliato provare ad ascoltare, talvolta, quel “padre”. Ascoltare quelle sensazioni che possono suggerire, anche agli adulti, di provare a “guardare” tutto ciò che ci circonda con occhi profondamente diversi.


MUSEO DEL MOBILE DELL’ALTA VALLE VARAITA
E DELLA TRADIZIONE CULTURALE ALPINA DI CASTELPONTE
Antica Strada Casteldelfino-Chianale
Frazione Castello, 53 - 12020 PONTECHIANALE (CN)

Aperto: dal 5 al 26 agosto
orari: dalle ore 15,30 alle ore 18,30
Chiuso il lunedì
Ingresso gratuito  -  Catalogo in mostra

Info: Ufficio Turistico di Valle: (0175) 970.640
museodelmobile@tiscali.it


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