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mercoledì 28 marzo 2012

NATURE’S INSPIRATION

Cinque artisti per una mostra di arte contemporanea ispirata al legame con la natura, riletta e interiorizzata. 
Paesaggi mentali trasfigurati nella memoria, intense atmosfere, armonie narrate in forme fluide, viaggi che sono separazioni ma anche scoperte della parte più profonda e intima. Natura come fonte di ispirazione primaria, nonché lo spunto per andare oltre a ciò che è visibile e percepibile con gli occhi, per cogliere quel sapore che il mondo naturale custodisce in sé.
Cinque  artisti diversi tra loro per scelte stilistiche e formazione estetica, ma accomunati da un forte spirito di ricerca nell'ambito della figurazione contemporanea: hanno sempre attribuito all'osservazione della natura, da ciascuno liberamente interpretata, un ruolo di primaria importanza nei rispettivi percorsi creativi.
La mostra, inaugurata mercoledì 21 marzo, sarà visitabile fino al 3 aprile nella Galleria RossoCinabro di Roma. Opere straordinarie, che nella natura colgono aspetti poetici ed evocativi, materiali e spirituali, rivolgendosi a un pubblico di ogni età per sensibilizzarlo al compito di custodirla e di preservarne la ricchezza.
Opere di: Annamaria Biagini, Stefania Dal Molin, Hkosmoh, Cristina Madini, Paolo Manfredi
La mostra è curata da Cristina Madini


RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma
Tel. 06 60658125
Da lunedì a venerdì 11:00 – 19:30


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NATURE INSIDE con Giovanni Marinelli

Alla Galleria Wikiarte di Bologna, si inaugura sabato prossimo la personale di Giovanni Marinelli dal titolo NATURE INSIDE.
La mostra, presentata dal critico d’arte Alberto Gross, intende descrivere lo sviluppo di un progetto artistico incentrato sulla conoscenza e la divulgazione dell’arte contemporanea. Arte e luce diventano un linguaggio universale accessibile e accattivante per il pubblico.
Gli obiettivi sono quelli di trasmettere emozioni attraverso un forte impatto visivo dato dalla ricerca di un artista come Giovanni Marinelli in continua evoluzione, che saprà dar vita ad opere di sicuro interesse culturale. Una nuova visione artistica dove l’Arte incuriosisce, diverte, sensibilizza e allo stesso tempo coinvolge lo spettatore che ne diventa protagonista.
Nel respiro della natura c'è il fiato spezzato delle cose, un procedere sintagmatico teso ad una ulteriore dimensione e riformulazione della percezione spaziale. La fotografia diviene una ipotesi di concretizzazione dell'elemento naturale, veduto da angolature diverse e raffigurato da differenti tracce di un medesimo insieme cosmico.
La consueta visiva viene frammentata e ricostruita in favore di un movimento di analisi e sintesi dell'intero procedimento strutturale della natura.
Come nel labirinto di un caleidoscopio, la foto riverbera di sé molto più della propria immagine: la natura subisce una metamorfosi sulla quale si fonda una dimensione straordinariamente intima e spirituale.
Come sottolinea Alberto Gross: L'uso della pellicola e del bianco e nero sono alla base di un rigore formale che nulla concede alle lusinghe dell'immagine effimera, preferendo a questa la paziente costruzione del “perdurante”: ciò che vive, nelle fotografie di Marinelli, è il lento modificarsi dello spazio, della superficie che fuoriesce e si reifica, diviene oggetto incombente e percorribile.


Galleria Wikiarte
In Via San Felice 18, Bologna

dal 31 marzo al 12 aprile 2012
dal mercoledì al sabato dalle 10.30 alle 19.00 orario continuato
martedì e domenica dalle 15.00 alle 19.00. lunedì chiuso.

info@wikiarte.com
www.wikiarte.com


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NEW ITALIAN ART. L’ARTE CONTEMPORANEA DELLE ULTIME GENERAZIONI spiegata da LUDOVICO PRATESI

Al Museo Marino Marini di Firenze è stato presentato il libro del critico d’arte e curatore Ludovico Pratesi: New Italian Art. L’arte contemporanea delle ultime generazioni.
Dopo il trionfo internazionale di Maurizio Cattelan, in questo testo l'autore esplora la scena dell’arte contemporanea italiana illustrando l’evoluzione delle tendenze e dei linguaggi creativi dell’ultimo decennio. Chi sono gli artisti italiani più interessanti? Come si esprimono? Prediligono la pittura e scultura o sono più interessati a tecniche multimediali? Le loro opere sono ironiche e giocose o affrontano tematiche legate all’attualità?
Ludovico Pratesi introduce collezionisti e appassionati nel mondo dell’arte emergente, selezionando 60 artisti presentati da critici della stessa generazione per esplorare una scena vitale e dinamica, che testimonia la capacità dell’Italia di esprimere nuovi talenti nell’affollato territorio contemporaneo.
Un testo che accosta ad artisti affermati – come Francesco Vezzoli, Paola Pivi, Micol Assael o Diego Perrone – giovani emergenti che hanno già partecipato a mostre importanti in Italia e all’estero o vinto premi prestigiosi, per comprendere l’evoluzione dell’arte di oggi e di domani.
Ludovico Pratesi, nato a Roma nel 1961, si occupa di storia e critica d’arte. Direttore del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro e consigliere dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani), collabora con il Venerdì di Repubblica. Dopo aver pubblicato per Castelvecchi  L’arte di collezionare arte contemporanea (2010), con questo volume esplora la scena degli artisti italiani delle ultime generazioni, evidenziando il talento degli eredi di Maurizio Cattelan.


Ludovico Pratesi
NEW ITALIAN ART. L’ARTE CONTEMPORANEA DELLE ULTIME GENERAZIONI
Castelvecchi Editore


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giovedì 22 marzo 2012

Un'intervista a... RODOLFO CUBETA

E’notte. Piove. Un’automobile solitaria attraversa una strada deserta illuminata da sporadici lampioni …
Parrebbe l’incipit di un romanzo, magari un giallo come piacciono a me, invece no, sto descrivendo un quadro di Rodolfo Cubeta,  uno dei suoi magnifici scorci notturni e piovosi dove la pioggia che lava l’asfalto è talmente realistica che d’istinto toccheresti la tela per bagnarti le mani.
Internet e Arte. Quale rapporto hai tu con il web?
Ritengo che internet sia oggettivamente un importante elemento di comunicazione e di contatto in diretta col mondo esterno e relazionandolo all'arte, credo sia anche un ulteriore arricchimento professionale sempre che non se ne faccia abuso in senso negativo.
Alla tecnologia come vera e propria espressione artistica ci credi o la consideri solo una moda o un’esasperazione del termine Arte?
Credo nella tecnologia che favorisce l'arte come mezzo vero e proprio di espressione, perchè un'opera prescinde dai mezzi usati per la sua realizzazione e l'autore si riappropria dell'arte stessa divenendone il protagonista.
Burri, Fontana, Manzoni, Duchamp, Warhol, tutti autori che hanno segnato  la storia dell'arte per gli innovativi mezzi, seppur non sempre tecnologici, che hanno usato per esprimere i loro concetti artistici.
La tecnologia di oggi si pone come ulteriore mezzo di espressione.
Ti definisci “ un figurativo sperimentale” cioe’ più ricercatore di arte pittorica che pittore. Quale è il punto di partenza della tua ricerca?
Non mi piacciono le parole ”Pittore”, “Artista” o “Maestro” mi danno il senso di essere usate per voler amplificare il valore del proprio operato o della propria personalità e allora meglio dire semplici verità tra cui quella mia : “sono uno sperimentatore e ricercatore d'arte pittorica”.
Non ho un punto di partenza, ci sono però delle basi che ritengo solide per la mia ricerca;  la prima è la contemporaneità e la seconda è l'idea che scaturisce da una ricerca introspettiva per ciò che mi circonda e che appartiene ovviamente al mio vissuto. 
Visto che per te è così importante, quale è il tuo concetto di contemporaneità?
La contemporaneità è la vita nel presente,  giorno per giorno, la felicità, l'amore, la malinconia, il dolore, la passione, la gente... il buio e la luce; tutte essenze che, aggiunte alle esperienze del proprio vissuto, ti fanno capire che devi vivere la vita da protagonista, catturare il tuo tempo senza subire passivamente tutto ciò che la civiltà moderna ti impone con i media tra spot fasulli e messaggi negativi.
Sembra un paradosso che io rappresenti sui miei dipinti proprio quella società ma sono altresì convinto che il bello inteso come momento poetico di uno stato d'animo, si possa trovare ovunque, anche nelle brutte periferie che rappresento, insomma la vita risiede in noi stessi non in ciò che ci circonda.
Forse è una sorta di pseudo-cauterizzazione interiore, chissà!
Quale è l’obbiettivo della tua analisi artistica?
Non pongo obbiettivi nel mio operato artistico,  sarebbe già in partenza una sorta di sgradita ibridazione, col rischio di non dipingere per mia vera passione ma per raggiungere uno scopo prefissato.
Credo invece fermamente che l'idea del momento, l'istinto, l'amore e la poetica interiore con cui cerco di riportare sulla tela cio’ che sento, siano alla base del mio fare artistico.
Dirigi il MAMEC, un museo d’arte moderna, mi parli di questa esperienza?
Grazie per questa domanda Cristina.
Mi dai l'occasione per ringraziare l'amministrazione comunale di Cerreto Laziale che mi ha offerto questa possibilità e che ho accettato con garanzie di libero arbitrio su ciò che andremo a realizzare.
Debbo dire per onestà di fatto che è la prima volta che mi trovo ad affrontare un'avventura del genere nel mondo artistico e che la cosa mi affascina.
Il M.A.M.E.C. non sarà soltanto un museo nell'accezione classica del termine ma un fulcro moderno di attività ed eventi artistico/culturali che si protrarranno nel tempo, non ultimo con l'intento di poter realizzare dei laboratori per giovani artisti.
In questa avventura mi è di enorme aiuto una commissione scientifica composta dalla Dott.ssa Virginia Rosa e la Dott.ssa Romina Salvati, entrambe laureate in architettura, grazie al loro impegno e alle indubbie capacità,  riusciremo a realizzare un impiantito artistico dignitoso.
Da giugno a ottobre di quest'anno realizzeremo la prima edizione di “Art Festival Cerreto Laziale” con la selezione e la partecipazione di ottimi artisti da tutta Italia e da oltre confine. 
Un tuo sincero parere sulla realtà dell’arte contemporanea oggi…
L'arte contemporanea deve possedere in se' il messaggio della vita nel presente e questo nostro tempo purtroppo lo classifico come l'era del “nulla”...nulla di consistente per lo spirito dell'uomo,  vite vissute passivamente, sublimazione del dio denaro e  mercificazione delle ideologie, con tutte le conseguenze che ne susseguono tra guerre, rivolte, sfruttamenti e crimini vari.
Sono ottimista perchè credo nei giovani ma purtroppo questa è la realtà del momento e l'arte contemporanea naturalmente ne risente con risvolti negativi, salvo qualche sporadica isola paradisiaca abitata da artisti che hanno ancora il coraggio di esprimersi liberamente senza imput di mode o di mercato.
Non posso esimermi dall'affermare che di fatto l'arte è comunque un motore commerciale e che quella contemporanea gira intorno ad esso sempre di più.


Rodolfo Cubeta è nato a Roma e appartiene all'area romana dei pittori di via Margutta, segue corsi di perfezionamento facendo esperienza accanto a valenti artisti tra i quali anche Aldo Nicolini.
Opera da circa vent'anni nel campo della pittura prendendo parte a varie manifestazioni ed eventi tra cui l’Ar(t)cevia International Festival Art,  Expò Pisa, Expò Ferroviaria – Lingotto Fiere Torino,   Collettiva Palazzo Valentini e la Binaria 2005 di Padova Fiere.


Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta



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domenica 18 marzo 2012

Donna

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni...
Però ciò che è importante non cambia,
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno
Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza
dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva
Se ti manca quello che facevi, torna a farlo
Non vivere di fotografie ingiallite...
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione ti portino rispetto
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare  usa il bastone
Però non trattenerti mai !


Madre Teresa di Calcutta

Oggi in occasione del mio compleanno la mia amica Ezia Di Capua mi ha inviato queste spendide parole che con molto piacere pubblico perchè siano di supporto e conforto a tutte le donne che le leggeranno. Grazie di cuore Ezia!

Cristina


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mercoledì 14 marzo 2012

Marylu Melo a Firenze

Le opere di Marylu Melo in esposizione presso l'ASSOCIAZIONE CULTURALE FIRENZE  ARTE, sino al 17 marzo sarà possibile ammirare le opere dell'artista brasiliana ma fiorentina di adozione.
L’esclusivo progetto d’arte di Marylu Melo contiene, fra tanti altri ingredienti, vigorose pennellate ed un tocco espressionista, con una chiara connotazione astratta, come se per arrivare a questo punto, abbia saltato le fasi di un’illusoria formazione accademica.

Marylu Melo è nata a Fortaleza, capitale del Cearà, uno Stato al nord-est nel Brasile. A Curitiba, negli anni novanta, fu scoperta da Ennio Marques Ferreira, stimato critico d’arte e Direttore del Museo “Casa Andrade Muricy” della stessa città. Dette sfogo alla sua vocazione pittorica, pur essendo priva di qualsiasi conoscenza artistica, come se una altra Marylu - quella colma di armonia poetica e cromatica -  si fosse risvegliata in lei; quindi, iniziò lavorando con spontaneità e d’istinto su grandissime tele, con tinte acriliche e materiali variegati sia su tela che su legno.
Espone in Gallerie d’Arte a Curitiba ed a San Paolo.
Attualmente, vive a Firenze con suo marito, professionista italiano, continuando la sua attività pittorica “Istintiva”, con lo stesso entusiasmo, spontaneità ed istinto, esprimendosi sempre con particolari forme e seguendo le sue linee espressive variegate tipiche del suo spirito artistico.



ASSOCIAZIONE CULTURALE FIRENZE ARTE
via Borgo Allegri 15r
Firenze
tel 055.2469346


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venerdì 9 marzo 2012

Un'intervista a... MAURA MENICHETTI

Dipingere per lei ha una valenza affrancatrice,  è per certi versi un percorso liberatorio quello di Maura Menichetti ,  una creatività a lungo trattenuta  che finalmente esplode e dà il meglio di sé in un linguaggio  carico di affascinanti cromie, forme e matericità.
Il suo è un lavoro di sintesi, nelle sue tele trasporta l’essenza di ciò che la circonda,  togliendo quello che a suo giudizio è superfluo, un lavoro quasi chirurgico di scavo e pulizia.

Il tuo incontro con la pittura è stato sofferto perché a lungo rimandato. Lo consideri più un traguardo o una vera e propria conquista? 
Sicuramente una conquista. Anzi potrei dire due conquiste. La prima deriva dal fatto che sono riuscita a dare spazio ad una passione che per troppo tempo avevo tenuto sopita, sopraffatta dagli impegni lavorativi e familiari. La seconda conquista, che per me è quella  più importante, è che attraverso la pittura riesco a dar voce alle mie sensibilità più intime in un clima di assoluta libertà. Ciascuno di noi, quale che sia l’ambito familiare, sociale o lavorativo cui appartiene, deve adattare i propri comportamenti alle esigenze altrui, rispondere alle aspettative,  rispettarne gli schemi precostituiti. Ho sofferto a lungo dei percorsi tracciati, dei condizionamenti esterni, della necessità di non deludere aspettative. Con la pittura mi sono riappropriata di una parte di me: mentre dipingo nessuno può sindacare il mio operato, può indirizzare le mie scelte, guidare le mie emozioni. Quando dipingo mi isolo dal resto del mondo e sola con me stessa do libero sfogo alle mie capacità espressive, senza timore alcuno e senza preoccuparmi del gradimento di altri. Posso affermare con sicurezza assoluta che durante il mio lavoro non tendo ad un risultato “finito” . Il compimento di un’opera non è per me l’obiettivo, segna soltanto la fine di un percorso.
In famiglia condividono e supportano questa tua passione?  
In famiglia sono un po’ disorientati. Non sono più presente come un tempo ma non me lo fanno assolutamente pesare.  Percepisco che apprezzano questa mia metamorfosi ma non ho ancora capito se la prendono sul serio o lo considerano solo un gioco!  Sicuramente il fatto che mi sento più appagata produce effetti positivi sui rapporti e chi mi sta intorno ne trae un indiretto beneficio.
Pittura e libertà si può dire che per te siano quindi  due sinonimi?
Assolutamente sì.  La pittura è libertà di espressione totale e non risente di alcuna censura né esterna né interiore.
Quando hai deciso che era giunto il momento di “riappropriarti” di questa passione?  
Sai, gli anni passano molto più in fretta di quanto si immagini… Si pensa che ci sia sempre tempo per fare le cose… Finché una mattina ti svegli e sembra che ti manchi l’aria …ti guardi allo specchio e dici  ORA o MAI PIU’!
Ti esprimi attraverso un linguaggio non convenzionale, come nasce questa scelta?
Credo che sia la diretta conseguenza di quanto ho detto prima. Abbandonare le convenzioni per dare spazio ad una libertà di espressione è il fine cui tendo; ciò non vuol dire che la mia pittura è di tipo istintivo/emozionale, al contrario  i segni e le cromie sono la trasposizione sulla tela di elementi ragionati aderenti ai miei gusti e alle mie tendenze.
Quale tecnica preferisci?
Sono solita stendere sulla tela un supporto materico  che costituisce la base su cui dipingere. E’ in questa fase che progetto e imposto tutto il lavoro successivo. Non tralascio la sperimentazione di materiali e uso a volte foglia d’oro, iuta, smalti, ma su tutti i lavori sono sempre presenti i colori ad olio che utilizzo secondo le regole apprese nel figurativo, per dare al lavoro finito un senso di profondità e tridimensionalità.

Maura Menichetti vive e lavora a Perugia, è una pittrice autodidatta che ha coltivato a lungo la sua passione, in silenzio e lontano da occhi indiscreti. Solo da pochi anni ha superato il suo senso di riservatezza incoraggiata e spronata da chi crede in lei ed ha iniziato ad esporre con ottimi riscontri di critica e pubblico. Dopo un periodo figurativo durante il quale ha affinato la tecnica dell’olio, ha intrapreso l’esplorazione di nuovi linguaggi alla ricerca di una capacità espressiva più aderente alle sua sensibilità, giungendo così ad un genere informale in cui è leggibile questa fase  di transizione: non solo come cambiamento di stile pittorico, ma soprattutto come passaggio ad una diversa percezione di se stessa, una rinascita interiore, una ricerca fra sopite emozioni che oggi emergono, lasciandosi alle spalle modelli sociali, convenzioni, apparenze, per dare spazio alla piena libertà di espressione, senza più timori né pudori.
Numerosissime le mostre ed i concorsi, anche di respiro internazionale, a cui ha partecipato sia in Italia che all’estero. 







Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta



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venerdì 2 marzo 2012

TANCREDI e LICATA: “Un’amicizia oltre il tempo”

Domenica 4 marzo, la Galleria Perl’A di Venezia inaugura un’importante mostra dedicata a due grandi Maestri del dopoguerra: Tancredi Parmeggiani (1927-1964) e Riccardo Licata (1929).

Veneziani d’adozione ed artisti geniali; la loro storia creativa e personale si incrocia continuamente durante un’amicizia lunga quasi vent’anni. Tancredi percorre un’irregolare formazione artistica nella città di Venezia, a soli vent’anni ottiene la stima di artisti come Vedova e Guidi che 1949 lo presenta nella sua prima personale. Nel ’51 espone alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e di ritorno a Venezia incontra Peggy Guggenheim che gli mette a disposizione un atelier personale. A partire dall’anno seguente partecipa all’attività del movimento Spaziale con una serie di opere che comunicano, attraverso segno e colore, una lirica profonda e intima. Alla fine degli anni ’50 lascia la città lagunare per dirigersi verso Parigi. Qui incontra autori geniali come Klein e Giacometti; difficoltà economiche e situazioni disagevoli influenzano la sua pittura degli ultimi anni con grotteschi lacerti figurativi e riferimenti ad una cruda realtà. Licata ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Venezia negli anni compresi tra il 1947 e il 1955, anni in cui aderisce allo spazialismo con una pittura segnica di grande originalità. Nel 1957 è chiamato come assistente di Gino Severini all’Ecole d’Art Italienne de Paris e nel 1961 è nominato professore di mosaico alla Ecole Nationale de Paris dove ha insegnato fino al 1995. Con vasta esperienza d’arte che lo vede di volta in volta pittore, incisore, mosaicista, scultore, scenografo, inizia ad esporre a Venezia e a Firenze nel 1949 con il gruppo dei Giovani Pittori Astratti. La sua prima esposizione personale si tiene a Venezia nel 1951, seguono oltre 400 personali in 35 diverse Nazioni.

L’esposizione, organizzata in partnership con lo Studio d’Arte G.R., comprenderà una trentina di opere dei due artisti che nel periodo compreso tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’60, aderirono e contribuirono alla storia del Movimento Spaziale che – con l’arte Programmata, l’arte Povera e la Transavanguardia – è una delle poche espressioni artistiche italiane teorizzate, riconosciute a livello internazionale del secondo ‘900. Le illustrazioni di tutte le opere esposte saranno raccolte in un raffinato catalogo edito da “Il Sogno di Polifilo edizioni” corredato da un contributo critico del Prof. Giovanni Granzotto.




Perl'A Art Gallery
Salizada San Samuele
San Marco 3216
Venezia

Inaugurazione
Domenica 04 Marzo 2012 ore 11:30
la mostra prosegue fino al 18 Aprile
Orari: 10:30-13:00/16:00-19:00 (martedì chiuso, domenica solo su appuntamento)




Michela Riba a SKETCHIKA

Domani lo Spazio San Giorgio di Bologna inaugura SKETCHIKA, mostra collettiva di artisti emergenti e affermati di pittura, scultura e fotografia tra i quali anche Michela Riba.

Dedicata al disegno, dallo schizzo a matita su carta all'elaborazione su tela e altri supporti. Un percorso che vede protagonista la semplice traccia del segno monocolore e la sua evoluzione verso forme di rappresentazione grafica e cromatica più complesse.
Viene sottolineato il ruolo fondamentale del disegno, del semplice segno su carta che resta la base e il punto di partenza dell'opera finita.
Lo schizzo viene qui presentato anche come lavoro finito, in tutta la sua apparente semplicità.La purezza del segno testimonia l'importanza dell'atto creativo, la nascita dell'idea e la sua rappresentazione grafica come massima espressione del momento di ispirazione.
Dallo schizzo all'opera finita, gli artisti in mostra proporranno anche opere che, partendo dal disegno, hanno percorso strade differenti e raggiunto ognuna la propria identità, espressione dell'estro creativo di ogni singolo autore.

Artisti :
Alice Roncarati, Antonia Maria Perucchetti, Baukje Spaltro, Cecilia Prete, Chiara Scarpone, Christian Sida, Edoardo Stramacchia, Elena Aquila, Elisa Rescaldani, Francesco Savatta, Giacomo Rossi, Gianni De Simone, Giulia Mondini, Giuseppe Barsciglie', Jessica Sieff, Maria Cristina Sammarco, Martina Pancrazzi, Mathilde Neri-Poirier, Matteo Manera, Matteo Burani, Maxo Della Rocca, Michela Riba, Niccolo' Pizzorno, Phillo Cremisi, Riccardo Dametti, Rita Duchi, Sara Benetti, Sergio Unia, Silvia Faini, Simone Passarello, Teresa Ramponi, Thomas Williams, Tommaso Pedulla

La mostra è a cura di Daniela Accorsi


SpazioSanGiorgio
Via SanGiorgio 12/a
40121 Bologna
orari di apertura
martedì-venerdì 10-13  17-19
sabato 17-19


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