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giovedì 22 marzo 2012

Un'intervista a... RODOLFO CUBETA

E’notte. Piove. Un’automobile solitaria attraversa una strada deserta illuminata da sporadici lampioni …
Parrebbe l’incipit di un romanzo, magari un giallo come piacciono a me, invece no, sto descrivendo un quadro di Rodolfo Cubeta,  uno dei suoi magnifici scorci notturni e piovosi dove la pioggia che lava l’asfalto è talmente realistica che d’istinto toccheresti la tela per bagnarti le mani.
Internet e Arte. Quale rapporto hai tu con il web?
Ritengo che internet sia oggettivamente un importante elemento di comunicazione e di contatto in diretta col mondo esterno e relazionandolo all'arte, credo sia anche un ulteriore arricchimento professionale sempre che non se ne faccia abuso in senso negativo.
Alla tecnologia come vera e propria espressione artistica ci credi o la consideri solo una moda o un’esasperazione del termine Arte?
Credo nella tecnologia che favorisce l'arte come mezzo vero e proprio di espressione, perchè un'opera prescinde dai mezzi usati per la sua realizzazione e l'autore si riappropria dell'arte stessa divenendone il protagonista.
Burri, Fontana, Manzoni, Duchamp, Warhol, tutti autori che hanno segnato  la storia dell'arte per gli innovativi mezzi, seppur non sempre tecnologici, che hanno usato per esprimere i loro concetti artistici.
La tecnologia di oggi si pone come ulteriore mezzo di espressione.
Ti definisci “ un figurativo sperimentale” cioe’ più ricercatore di arte pittorica che pittore. Quale è il punto di partenza della tua ricerca?
Non mi piacciono le parole ”Pittore”, “Artista” o “Maestro” mi danno il senso di essere usate per voler amplificare il valore del proprio operato o della propria personalità e allora meglio dire semplici verità tra cui quella mia : “sono uno sperimentatore e ricercatore d'arte pittorica”.
Non ho un punto di partenza, ci sono però delle basi che ritengo solide per la mia ricerca;  la prima è la contemporaneità e la seconda è l'idea che scaturisce da una ricerca introspettiva per ciò che mi circonda e che appartiene ovviamente al mio vissuto. 
Visto che per te è così importante, quale è il tuo concetto di contemporaneità?
La contemporaneità è la vita nel presente,  giorno per giorno, la felicità, l'amore, la malinconia, il dolore, la passione, la gente... il buio e la luce; tutte essenze che, aggiunte alle esperienze del proprio vissuto, ti fanno capire che devi vivere la vita da protagonista, catturare il tuo tempo senza subire passivamente tutto ciò che la civiltà moderna ti impone con i media tra spot fasulli e messaggi negativi.
Sembra un paradosso che io rappresenti sui miei dipinti proprio quella società ma sono altresì convinto che il bello inteso come momento poetico di uno stato d'animo, si possa trovare ovunque, anche nelle brutte periferie che rappresento, insomma la vita risiede in noi stessi non in ciò che ci circonda.
Forse è una sorta di pseudo-cauterizzazione interiore, chissà!
Quale è l’obbiettivo della tua analisi artistica?
Non pongo obbiettivi nel mio operato artistico,  sarebbe già in partenza una sorta di sgradita ibridazione, col rischio di non dipingere per mia vera passione ma per raggiungere uno scopo prefissato.
Credo invece fermamente che l'idea del momento, l'istinto, l'amore e la poetica interiore con cui cerco di riportare sulla tela cio’ che sento, siano alla base del mio fare artistico.
Dirigi il MAMEC, un museo d’arte moderna, mi parli di questa esperienza?
Grazie per questa domanda Cristina.
Mi dai l'occasione per ringraziare l'amministrazione comunale di Cerreto Laziale che mi ha offerto questa possibilità e che ho accettato con garanzie di libero arbitrio su ciò che andremo a realizzare.
Debbo dire per onestà di fatto che è la prima volta che mi trovo ad affrontare un'avventura del genere nel mondo artistico e che la cosa mi affascina.
Il M.A.M.E.C. non sarà soltanto un museo nell'accezione classica del termine ma un fulcro moderno di attività ed eventi artistico/culturali che si protrarranno nel tempo, non ultimo con l'intento di poter realizzare dei laboratori per giovani artisti.
In questa avventura mi è di enorme aiuto una commissione scientifica composta dalla Dott.ssa Virginia Rosa e la Dott.ssa Romina Salvati, entrambe laureate in architettura, grazie al loro impegno e alle indubbie capacità,  riusciremo a realizzare un impiantito artistico dignitoso.
Da giugno a ottobre di quest'anno realizzeremo la prima edizione di “Art Festival Cerreto Laziale” con la selezione e la partecipazione di ottimi artisti da tutta Italia e da oltre confine. 
Un tuo sincero parere sulla realtà dell’arte contemporanea oggi…
L'arte contemporanea deve possedere in se' il messaggio della vita nel presente e questo nostro tempo purtroppo lo classifico come l'era del “nulla”...nulla di consistente per lo spirito dell'uomo,  vite vissute passivamente, sublimazione del dio denaro e  mercificazione delle ideologie, con tutte le conseguenze che ne susseguono tra guerre, rivolte, sfruttamenti e crimini vari.
Sono ottimista perchè credo nei giovani ma purtroppo questa è la realtà del momento e l'arte contemporanea naturalmente ne risente con risvolti negativi, salvo qualche sporadica isola paradisiaca abitata da artisti che hanno ancora il coraggio di esprimersi liberamente senza imput di mode o di mercato.
Non posso esimermi dall'affermare che di fatto l'arte è comunque un motore commerciale e che quella contemporanea gira intorno ad esso sempre di più.


Rodolfo Cubeta è nato a Roma e appartiene all'area romana dei pittori di via Margutta, segue corsi di perfezionamento facendo esperienza accanto a valenti artisti tra i quali anche Aldo Nicolini.
Opera da circa vent'anni nel campo della pittura prendendo parte a varie manifestazioni ed eventi tra cui l’Ar(t)cevia International Festival Art,  Expò Pisa, Expò Ferroviaria – Lingotto Fiere Torino,   Collettiva Palazzo Valentini e la Binaria 2005 di Padova Fiere.


Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta



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