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lunedì 23 aprile 2012

Un'intervista a... DANIELE CASCONE

Le sue foto mi hanno da subito colpito per la loro ricercatezza, sembrano quasi dei fermo immagine di un film.
L’impatto visivo è notevole, davanti alle immagini di Daniele Cascone si rimane rapiti, affascinati da questo essere non essere che lui rappresenta o per meglio dire “ mette in scena”. Esteticamente ineccepibili, lasciano immediatamente intuire quanto meticoloso lavoro si nasconde dietro ad ogni scatto.
Chi è Daniele Cascone?
Sono “uno nessuno e centomila” e come chiunque, posseggo diverse sfaccettature. Ma a due di queste mi sento particolarmente legato: alla mia natura creativa e a quella di viaggiatore.  
Capita che le opere ti siano ispirate dai tuoi viaggi, che ne rimangano in qualche misura contaminate?
Nonostante viaggiare sia per me tra le più belle e profonde esperienze che si possano fare, devo dire che fino ad ora questa contaminazione non c'è stata. Realizzo molti reportage fotografici, questo sì, ma sono immagini che hanno finalità e tematiche profondamente diverse, che non influiscono sul resto del lavoro. Ma non escludo che in futuro possa coinvolgere nel mio processo creativo anche i viaggi.
Le tue foto sono molto concettuali,  c’è un impercettibile filo conduttore o una sorta di segno distintivo che le accomuna tutte che lo spettatore non può cogliere e che solo tu puoi svelare?
Ritengo il mio lavoro in parte concettuale, perché anche l'estetica gioca un ruolo determinante. Il filo conduttore varia in base al periodo in cui sono state realizzate le opere, ad esempio negli ultimi due anni mi sono concentrato su un taglio nettamente fotografico, presentando dei personaggi bizzarri che interagiscono (o rimangono indifferenti) di fronte a oggetti e simboli ricorrenti. Il tutto all'interno di stanze spoglie, che non mostrano vie d'uscita, in cui si svolgono i gesti congelati nel tempo dei soggetti che le popolano.
Scianna afferma che la fotografia “mostra e non dimostra”, ovvero ci pone davanti all'effetto di un avvenimento, ma non spiega necessariamente le cause che l'hanno determinato. Posso dire lo stesso delle mie immagini, pur essendo queste slegate dalla realtà e agli antipodi del reportage. Mi interessa l'impatto visivo ed emotivo che produce il “mostrare” la mia personale “non-realtà”, costruita mediante l'assenza di alcuni punti di riferimento e la presenza di piccole ossessioni quali la memoria, il nonsense, la perdita di sé. 
Nel 2009 hai deciso di abbandonare “Brain Twisting” web community da te fondata dedicata agli artisti digitali e ai web designers peraltro molto ben fatta e molto seguita, perchè? Nessun rimpianto?
Nessun rimpianto, solo un po' di nostalgia saltuaria, ma per mia natura non mi soffermo mai sul passato. Brain Twisting è stata una bella esperienza, di confronto, di crescita e di visibilità, un progetto che gradualmente è riuscito a imporsi come punto di riferimento in Italia per diversi anni. Puoi immaginare che la decisione di chiuderlo non è stata facile! Le motivazioni erano principalmente due: la prima è che nel 2009 il web era già cambiato, il modello dominante era quello del blog e i social network cominciavano a diffondersi. Brain Twisting era legato più a schemi classici di web magazine, e cominciavo a vederlo inadatto. Ovviamente sarebbe bastato rimodulare le sezioni, ma qui è subentrata la seconda motivazione: l'enorme successo ottenuto richiedeva un impegno non indifferente, qualcosa che mi stava risucchiando e intrappolando, distogliendomi dalla mia attività artistica. Dopo più di un anno di valutazioni e ripensamenti, ho scelto di dedicarmi esclusivamente a quest'ultima.
Mi sembra di capire che sei un perfezionista e come fotografo forse non potrebbe essere altrimenti. Caratterialmente, pretendi molto da te stesso?
Sì, spesso ho un approccio critico con le cose a cui tengo e le considerazioni più feroci le rivolgo a me stesso. Quindi scarto, seleziono e perfeziono in continuazione: raramente rimango soddisfatto in pieno, se ciò avviene è una sensazione che dura poco, poi si riparte nel tentativo di superare il limite. A volte questo atteggiamento risulta pesante, ma sono convinto che le idee debbano esser portate avanti di petto, buttandosi nella mischia con energia, senza fermarsi a lodarsi o a commiserarsi. Diversamente vuol dire che consideriamo l'argomento un semplice hobby, non un'esigenza imprescindibile.
Il tuo punto forte e il tuo tallone d’Achille..
La testardaggine, in entrambi i casi!
Cè un viaggio che ti è rimasto nel cuore?
Myanmar, India e Tibet: non saprei scegliere un vincitore tra questi!
Prossima meta?
Non ho ancora deciso, ma può darsi che faccia un'altra puntatina in Asia.


Daniele Cascone è un artista digitale e fotografo proveniente da Ragusa.
Si avvicina all'arte nel 2001 e per diversi anni sperimenta svariate tecniche legate al digitale, mescolandole anche a pittura, inchiostri e collage. Parallelamente segue diversi progetti, tra cui Brain Twisting, web magazine su arte digitale e creatività in rete.
Nel 2004 iniziano le prime esposizioni collettive e personali e nel 2006 approfondisce lo studio della fotografia, tecnica che in futuro diventerà predominante. Inizia a sperimentare con il video e la stop-motion.
Nel 2008 avviene una svolta radicale: cambiano i soggetti raffigurati, vengono abbandonati gli interventi pittorici e il taglio è decisamente fotografico, pur apportando, come in passato, parecchi interventi digitali all'immagine.
Attualmente è impegnato nella realizzazione di un cortometraggio sperimentale, che sarà completato nella metà del 2012.



Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta

venerdì 13 aprile 2012

Diari d'Arte: MICHELA RIBA



Ezekiela è il nome con cui ha "battezzato" il suo alter ego, la sua parte estrosa, l'artista che è in lei. E' sotto il suo influsso che, miscelando astratto e figurativo, Michela Riba dà vita alle sue opere dai colori intensi e dall'impronta decisamente glamour.

Il punto forte di questa artista è sicuramente il sapere osare, unito ad un grande senso estetico e all'eleganza con cui interpreta e trasmette la sua poetica; le sue tele rimandano ad un impatto emozionale che lo spettatore non può non cogliere.

Michela Riba è nata a Cuneo il 10 aprile del 1984 dove vive e lavora.
Diplomata al Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Cuneo. Nonostante la giovane età vanta la partecipazione a numerosissime mostre collettive e concorsi sia in Italia che all'estero.


http://www.michelariba.blogspot.it




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mercoledì 11 aprile 2012

De Chirico: l'Apocalisse e la luce

Cristo issato sulla croce
Per la prima volta nel 2012, per la quarta da quando è stato restituito alla vita e all’arte, Palazzo de’ Mayo ospita una mostra temporanea di notevole valore, a conferma della qualità che ha caratterizzato le esposizioni che l’hanno preceduta.
Dal 27 aprile al 15 luglio 2012, l’ala del monumentale complesso riservata alle mostre temporanee accoglierà nelle sue sale alcuni capolavori di Giorgio de Chirico, una delle figure più significative e complesse nel panorama artistico del Novecento europeo.
Iniziatore della pittura metafisica, operò una continua ricerca che lo condusse anche alla rievocazione di motivi classici e al recupero della grande tradizione della pittura barocca e romantica. Per questi motivi una mostra di de Chirico è già di per sé un avvenimento di scontata importanza, ma quella di Chieti ha un valore tutto suo, aggiuntivo. È infatti la prima, fatta eccezione per quella realizzata da Achille Bonito Oliva nel 2004 (La passione secondo de Chirico presso la chiesa romana di San Francesco d'Assisi a Ripa Grande in Trastevere), dedicata a un “momento” particolare, tra i meno conosciuti ma di sicuro rilevante, dell’arte del grande Maestro, quello religioso, come si evince dal titolo stesso della rassegna: De Chirico. L’Apocalisse e la luce.
Il percorso della rassegna, ideata da Crocevia – Fondazione Alfredo e Teresita Paglione, prodotta dalla Fondazione Carichieti, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma, e curata da Giovanni Gazzaneo e Elena Pontiggia, offre dunque al pubblico e agli studiosi una nuova e sorprendente chiave di lettura dell’opera dechirichiana.
Cinquantacinque le opere esposte a Palazzo de’ Mayo. Il percorso espositivo parte idealmente dall’Apocalisse: un’ opera permeata di una poetica decisamente “poco apocalittica – come scrive Elena Pontiggia nel saggio in catalogo – e caratterizzata da atmosfere di tranquilla serenità, di candore fanciullesco, di stilemi iconografici più fantasiosi che raccapriccianti”.
Del capolavoro della grafica dechirichiana saranno in mostra sia le venti litografie realizzate nel 1940 e pubblicate nel 1941, rilegate in volume, sia le ventidue litografie acquarellate a mano dal Maestro dell’edizione del 1977. Accanto ad esse figurano dipinti che spaziano dal Buon samaritano e San Tobia e i viandanti, entrambi del 1939 all’ Annunciazione del 1954 al Tondo Doni da Michelangelo, 1975, una delle ultime opere dell’artista.
Culmine dell’esposizione è La salita al Calvario, il capolavoro sacro di de Chirico: una tela monumentale realizzata nel 1947 e per anni conservata gelosamente dal Maestro nella sua abitazione. Restaurata per l’occasione dalla Fondazione Carichieti, arriva in prestito straordinario dalla chiesa di San Francesco a Ripa di Roma, dove è collocata sulla tomba di de Chirico e della moglie. Provengono infine dalla Galleria di Arte Contemporanea della Pro Civitate Christiana di Assisi, il Gesù divino lavoratore (1951) e quattro disegni inediti (1949), mentre dell'Istituto delle Suore Clarisse di Rieti è il prestito della Crocifissione del 1950.
In occasione dell’esposizione di Chieti, oltre al catalogo della mostra, introdotto da monsignor Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, verrà presentato anche il catalogo ragionato dell'opera sacra di de Chirico, a cura di Crocevia – Fondazione Alfredo e Teresita Paglione. Il testo, che per la prima volta affronta l’argomento in maniera sistematica e criticamente approfondita, presenta oltre centocinquanta opere, molte delle quali inedite o di rara pubblicazione. Entrambi i volumi sono pubblicati da Silvana Editoriale.


De Chirico. "L'Apocalisse e la luce"
27 aprile - 15 luglio 2012
Museo Palazzo de’ Mayo, Fondazione Carichieti
Corso Marrucino, 121
CHIETI

Orari:martedì-domenica 10.00 - 13.00;
sabato e domenica anche apertura pomeridiana ore 16.00 - 20.00
Dal 1° luglio orario estivo:  martedì-domenica 19.00 - 23.00.
Gli orari potrebbero subire variazioni, verificare al numero +39 0871 568206 - +39 0871 359801
Giorno di chiusura: Lunedì; Visite guidate su appuntamento.
Contatti: Tel. 0871/568206 - 0871/359801; Fax 0871/568203; Email: info@fondazionecarichieti.it
Catalogo: Silvana Editoriale


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giovedì 5 aprile 2012

Sacre Visioni a Forenza

Si è svolta ieri a Forenza, nel suggestivo scenario del Convento Francescano, l’inaugurazione della mostra collettiva “Sacre Visioni”, legata al concorso per opere di pittura sacra indetto dal Comune di Forenza e dalla rivista specialistica “In Arte”. Hanno partecipato alla serata il sindaco di Forenza, Francesco Mastrandrea, S.E. Mons. Gianfranco Todisco, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, Annalisa Signore, componente dello staff organizzativo, che ha illustrato il progetto ai presenti, Padre Emilio Giugno, Rettore del Santuario del SS. Crocifisso, e il direttore di “In Arte”, Angelo Telesca. A moderare la giornalista Giovanna Russillo. Intervento musicale del duo Stefania Vietri, soprano, e Francesco Pio Paolillo, pianista.
«Abbiamo sposato con entusiasmo il progetto “Sacre Visioni”. – ha dichiarato durante la conferenza di apertura il sindaco Mastrandrea – L’iniziativa è l’esempio di quanto contino le buone idee e la tenacia nel realizzarle, pur non disponendo di budget elevati. Il concorso costituisce una importante occasione di promozione e valorizzazione del territorio, partendo dal territorio stesso e dalle sue eccellenze, come la suggestiva cornice del Convento seicentesco del SS. Crocifisso. È questa la strada giusta da seguire.»
Parole ampiamente condivise da Mons. Todisco, che non è voluto mancare alla manifestazione, concomitante con la Settimana Santa, e ha lodato l’iniziativa: «È importante incoraggiare progetti come questi, che valorizzano la grande ricchezza delle nostre terre. Spesso si preferisce investire ingenti risorse in progetti che restano fini a se stessi, senza produrre una maggiore conoscenza dell’immenso patrimonio di cui la Basilicata dispone, costituito in gran parte da beni artistici di carattere religioso.»
Gli artisti partecipanti al concorso (provenienti da Lombardia, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Sicilia) sono: Agnese Bagnardi, Angela Barra, Pietra Barrasso, Pier Roberto Bassi, Alessandro Calabrese, Rosa Cerreta, Stella D'Amico, Daniela Di Pede, Pasqualino Festa, Fabio Giocondo, Anselmo Gorga, Rosa Iorio, Rosita Izzo, Raffaele Izzo, Antonia Leonetti, Rachele Leonetti, Roberta Lioy, Pierluigi Lo Monte, Antonio Loffredo, Rocco Mezzela, Maria Eugenia Mlendea, Maria Grazia Montesano, Sante Muro, Yana Nozdracheva, Mariantonietta Pescuma, Alfredo Razzino, Loredana Salzano, Rosa Maria Santangelo, Ernesto Santaniello, Daniela Santoro, Maddalena Spinelli, Luigi Stanco, Maddalena Strippoli, Ida Tricarico, Silvia Venuti, Anna Maria Verrastro.

La mostra “Sacre Visioni” sarà visitabile fino al prossimo 3 maggio, giorno in cui è prevista la cerimonia di premiazione dei vincitori, nei giorni di venerdì, dalle ore 17.00 alle 20.00, sabato e domenica, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 20.00. È prevista, inoltre, l’apertura nei restanti giorni della settimana, previo appuntamento telefonico ai numeri 0971/25683 o 330/798058.



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mercoledì 4 aprile 2012

4° Estemporanea di Pittura "Scorci di Filattiera - Premio Paris Martelli"

Torna l'appuntamento annuale con l'arte en plein air.
Nella giornata di Domenica 20 Maggio 2012 dalle ore 9.00 alle 17.00, presso il borgo medievale di Filattiera (Massa-Carrara), in Lunigiana, si svolgerà la Quarta Edizione di “Scorci di Filattiera- Premio Paris Martelli”.
All'originale estemporanea di pittura potranno prendere parte tutti gli artisti, senza limiti di età, che vorranno cimentarsi nella raffigurazione di differenti scorci del centro storico, con la possibilità di vincere un premio in denaro. I partecipanti all'estemporanea “Scorci di Filattiera Premio Paris Martelli”potranno scegliere liberamente il soggetto da raffigurare, secondo la tecnica pittorica preferita e lo stile personale, purché sia rappresentato uno scorcio del paese.
L'opera pittorica non dovrà avere dimensioni inferiori a 30 x 40 cm e non superiori a 70 x 100 cm e dovrà essere priva di cornice.
I partecipanti dovranno portare da casa il materiale necessario all'esecuzione dei quadri. Il costo di iscrizione è di 10 euro.
A tutti gli artisti sarà consegnato un cesto o un buono pranzo, oltre ad un piccolo ricordo della giornata e all'attestato di partecipazione all'estemporanea.
Per partecipare gli interessati dovranno consegnare i moduli d'iscrizione presso la Segreteria del Concorso, allestita per l'occasione nella Sala Consigliare del Comune di Filattiera, il giorno 20 maggio dalle ore 8:30 alle 12:00.È comunque gradita la pre-iscrizione non vincolante, anche telefonica, al recapito della Pro Loco Tel. 338 8299755.
La manifestazione è curata della Pro Loco Filattiera e dell'Associazione Culturale Kuaikò,
è un invito anche a tutti coloro che desiderano visitare questo gioiello della Lunigiana.
Le opere sottoposte al giudizio dalla Giuria ufficiale, composta da almeno tre esperti, sceglierà le tre tele alle quali assegnare i premi in Concorso: al 1°classificato €. 400.00;   al 2°classificato €. 250.00;   al 3° classificato €. 150.00.
Inoltre Premio speciale offerto dalla Sala Culturale CarGià di San Terenzo - Lerici (SP)  dove i tre vincitori potranno esporre le proprie opere in collettiva per una settimana. 




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