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venerdì 14 settembre 2012

Un’intervista a… ALEXANDRA VON BURG

Devo prima partire dal concetto che la letteratura è un insieme di segni e di suoni per spiegare il motivo per cui considero la pittura di Alexandra von Burg un affascinante romanzo illustrato, dove la trama, intessuta di una straordinaria energia, è capace di manifestarsi in una dimensione del tutto inedita, a tratti imprevedibile, ma soprattutto coinvolgente.
La percezione è quella di un’artista brillante, una donna estremamente solare, che riesce a trasmettere attraverso il proprio stile una grande positività, dai suoi quadri traspare un profondo amore per la vita e una singolare sensibilità che sublima in un’intima e sincera passione per l’arte.
Dipingere per alcuni è un atto liberatorio, c’è chi lo considera addirittura un momento di pura magia, per Alexandra von Burg cosa rappresenta?
Dipingere per me significa tanto. E’ un momento magico davvero, tutto mio. Credo che sia l’unico momento dove la mia testa è totalmente “vuota”. E’ veramente una liberazione, a tal punto che dopo aver dipinto a volte mi sento quasi male.
E’ un incontro ravvicinato con emozioni che sono state, talvolta, nascoste nel subconscio. Queste emozioni riemergono sulla tela, con colori scelti al momento. Non faccio mai degli schizzi per le mie opere, la mia è una pittura molto istintiva, agisco quasi d'impulso. Decido di comunicare con il mondo, visualizzando a tutti le mie emozioni più intime. Non è sempre facile poi esporre le opere, dato che sono lo specchio della mia anima; ogni opera ha una sua storia, dipingo per vera passione e dipingo solo quando sento di dover dipingere. La mia vita per fortuna è ricca di emozioni, belle e brutte, sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire, la monotonia non fa parte del mio essere.
Quindi per te dipingere è anche un gesto liberatorio, quasi terapeutico, che ti permette di “tirare fuori”…
Sì, molto. La pittura per me è anche terapeutica, mi aiuta ad elaborare emozioni e situazioni vissute in passato. Ma anche i miei sogni trovano spazio sulla tela bianca.
C’è una corrente artistica o un artista in particolare a cui ti senti più vicina?
Devo ammettere che non seguo molto esposizioni e mostre di grandi artisti e non. Me ne manca il tempo. La mia famiglia è al primo posto, poi viene la mia pittura.
A volte mi piacerebbe molto seguire di più il mondo dell’arte ma nello stesso tempo mi fa anche paura. Paura di venir influenzata da quello che il mercato dell’arte propone al giorno d’oggi. Vorrei continuare ad essere me stessa, autentica e credere anche in quello che faccio.
Il pittore che preferisco, comunque, è William Turner.
Cosa ti piace di lui, il modo di usare i colori, i suoi giochi di luce?
La pittura di William Turner mi affascina molto: i giochi di luce nelle sue opere sono quasi magici. I suoi cieli ed i suoi mari hanno una carica di energia enorme. E’ un pittore che sa trasmettermi molte emozioni e questo lo trovo stupendo.
Tra tutte le tue opere, ce ne è una che ami particolarmente?
Espongo solo opere nelle quali io credo. In primo luogo dipingo sempre ancora per me stessa. Un’opera alla quale mi sento molto vicina è Spherics, è appesa a casa mia e ho molti ricordi positivi verso questa opera.
Come è nata Spherics?
Spherics è nata dopo una lunga vacanza in Germania del Nord, sul mar Baltico. Ho trascorso ore, giorni e settimane a contemplare il paesaggio così selvaggio del Nord. Il cielo e le nuvole sono bellissimi, carichi di una luce ed energia che ho trovato solo lì. Le mie radici sono olandesi, mi sento molto nordica, anche se sono nata e cresciuta nella Svizzera italiana.
Quale tecnica prediligi?
Prediligo la tecnica mista acrilica. Mi piace molto il materico, lavoro con diverse strutture acriliche (per il fondo), sabbia, sassolini, corde. Trovo che per una pittura astratta la materia si addice, rende l’opera più tridimensionale, viva. Mi piace anche molto lavorare con il bitume, tecnica molto affascinante.
So che il bitume è considerato molto difficile da trattare per la sua sensibilità alle alte temperature, tu come lo utilizzi?
Io lavoro con il bitume in polvere e aggiungo la trementina. E’ una tecnica molto bella da usare con la pittura acrilica e con l’acqua. Si ottengono degli effetti molto speciali, dato che il bitume è oleoso e si separa dalla pittura acrilica. Ho dipinto anche con il bitume già pronto, quello denso, ma non si ottengono gli stessi risultati.
Impegni a breve scadenza? 
Ad ottobre esporrò al Kongresshaus di Zurigo, dove parteciperò alla ART INTERNATIONAL ZÜRICH, una fiera internazionale di arte contemporanea.  Il vernissage è fissato per  l'11 ottobre dalle ore 18.00 alle 22.00 e la fiera sarà aperta il 12-13-14 ottobre 2012 dalle 11.00 alle 20.00. Durante questa manifestazione sarò sempre presente.
In contemporanea alla fiera di Zurigo, tre mie opere verranno presentate da una gallerista di Bergamo alla Arte in Fiera Dolomiti, a Longarone il 13-14-15 ottobre.



Alexandra von Burg nasce nel 1968 in Ticino, dove attualmente vive e pittura.
Nel 2000 comincia il suo percorso artistico da autodidatta. Alle prime esperienze pittoriche su seta affianca presto la pittura acrilica su tela e tecniche miste in cui sperimenta sempre nuove soluzioni.
Dal 2001 è presente a manifestazioni artistiche a livello nazionale ed internazionale.
Nel 2002 diventa membro dell'Associazione Pittori e Scultori Ticinesi.
Negli anni più recenti ha tenuto diversi corsi di pittura per bambini nel suo atelier a Tesserete e ha eseguito diversi murales in edifici pubblici e case private in Ticino.



Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta

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giovedì 13 settembre 2012

AR[t]CEVIA International Art Festival presenta: “ARTE-LITTERAM” di Ezio Bartocci

Sabato 15 settembre presso il complesso di San Francesco di Arcevia alle ore 18:00 verrà inaugurata la personale di Ezio Bartocci “Arte-Litteram”.

La mostra metterà a confronto i lavori che Ezio Bartocci nel corso degli anni ha sviluppato fondendo il segno grafico a quello verbale.
Opere d'arte come veri e propri “test visivi” che vanno dalla sagace ironia dei Contromanifesti della metà degli anni settanta alla saggezza popolare del visionario Enimmeo, immaginario discendente della Sibilla incompreso e deriso dal suo stesso ideatore.
Un intero percorso che si snoda fra lettere che assumono le sembianze del loro significato e immagini che si compongono del loro corrispettivo linguistico. Un gioco semiotico continuo in cui segno e simbolo si sostituiscono e rafforzano.
La mostra curata da Laura Coppa sancisce e inaugura l'ultimo periodo del Festival, il primo dei tre sensazionali “fuochi” finali di uno spettacolo pirotecnico.
Martedì 25 settembre alle 18 la mostra sarà arricchita dalle parole della poetessa Maria Lenti, mentre giovedì 27 lo stesso autore racconterà e mostrerà il suo rapporto con le parole e le immagini in un laboratorio dedicato.


Artcevia International Art Festival - www.artcevia.org
Corso Mazzini, 14 - 60011 Arcevia (AN)
tel. 3451191199 - artceviartfestival@gmail.com



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