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martedì 10 dicembre 2013

Un'intervista a... IGNAZIO FRESU

Oggetti,  ricordi cristallizzati e impressi nel tempo; memoria.
Ignazio Fresu affronta e indaga sul senso delle cose, e più ampiamente della vita, trasfigurando il concetto di temporaneità.
Per fare questo si serve di materiali di scarto, oggetti destinati all'oblio, che manipola, assembra, scompone e ricompone, per poi restituirceli sotto nuova forma, investiti di un nuovo significato e portatori di un nuovo messaggio.
Non una mera, seppur artistica, trasformazione,  ma un vero e proprio processo di sublimazione attraverso cui Ingnazio Fresu riporta "le cose" alla loro dimensione più ampia e assoluta: tanti fili di un'unica trama universale.

Apeiron  - particolare
Nel 2005 con Apeiron hai indagato il pensiero di Anassimandro secondo cui la materia è indeterminata e infinita; quale è invece il significato che attribuisci tu al concetto di àpeiron?
Nel pensiero di Anassimandro ritrovo un’interpretazione della realtà differente dalla fede nel Divenire che si svilupperà sino all’estremo nichilismo della nostra epoca. Àpeiron è quel qualcosa da cui deriva tutta la realtà, quel qualcosa dove tutta la realtà va a finire e in cui tutta la realtà permane e dove ogni cosa si trova nella condizione della coincidenza degli opposti.
Mentre l’umanità è sostanzialmente persuasa che il divenire sia un uscire dal nulla e un ritornarvi, Anassimandro dà un’interpretazione differente a questa apparenza sensoriale: “dall’àpeiron tutto proviene e ad esso tutto ritorna”. Àperion è la dimensione eterna entro la quale tutti i contrari sono presenti, ma soggetti alla legge del tempo che si manifesta attraverso il mutamento nella diversità, nella molteplicità. L’àperion è il principio
di tutte le cose nel divenire, nell'evidenza stessa del tempo dove ogni cosa è apparentemente soggetta alla temporalità. In questa apparenza ogni aspetto del mondo muta perché è il tempo che determina questo stesso mutamento: il tempo che si esprime nel passaggio delle cose da uno stato all'altro ed in questo passare, diventare altro, costituisce l'essenza stessa del cosmo.
Personalmente identifico nell’àperion un pensiero anti-nichilista dove gli oggetti e le cose che non vediamo più, le cose che non sono più come erano in origine, le cose che non sono ciò che sembrano essere, non sono improvvisamente entrate nel nulla ma sono semplicemente scomparse dall'orizzonte degli eventi e continuano ad esistere in una dimensione che non è quella apparente.
Quindi arte come approfondimento, come allenamento ad una visione più attenta e attiva di ciò che ci circonda?
Ombre - installazione
Più che essere un approfondimento, attraverso l’arte percepiamo e comunichiamo in un modo completamente diverso da ogni altro mezzo. L’uomo ha concepito la filosofia per indagare se stessi, il mondo che ci circonda, le ragioni del vivere, con la mente e l’arte per giungere direttamente all’anima, saltando tutti quei meccanismi comunicativi di cui facciamo comunemente uso: viaggia sulle vie del cuore e non della ragione.
Il tuo lavoro esplora ed esalta l'idea di metamorfosi, di trasformazione, di divenire. E' anche questo uno dei motivi per il quale utilizzi materiale di recupero per la realizzazione delle tue opere?
I materiali di recupero sono parte sostanziale del mio lavoro che, al di là di quegli aspetti etico-ecologici legati all’ambiente, rappresentano il divenire con il loro vissuto e la memoria che suscitano in noi.
Questo avviene a diversi livelli attraverso oggetti veri e propri appartenuti ad un vissuto e che richiamano ad una memoria, a dei ricordi; materiali allo stato puro come i metalli che si trasformano e in questa trasformazione mutano, si ossidano; oggetti destinati alla distruzione, che hanno concluso la loro funzione come gli imballi di polistirolo, i cartoni, i tubi dei rotoli delle stoffe; oppure oggetti frutto del mio lavoro come ad esempio i fogli serviti per evitare che le grafiche da me realizzate si attacchino tra loro, diventano una nuova opera; o ancora, il materiale di scarto della lavorazione del polistirolo, che diventa parte dell’opera stessa, ed infine, cosa molto frequente e da me ricercata, gli elementi di altre installazioni che fanno parte di nuove opere.
A questo va aggiunta la precarietà più o meno apparente dei lavori, oltre che nei loro materiali costitutivi, nella loro composizione e l’improbabilità dello spazio che li accoglie.
La tua ultima installazione, Polvere, è una struggente rappresentazione della precarietà della nostra esistenza riportata con la precisione e la puntualità di un fermo immagine. Una fotografia tridimensionale che pare raccontare quell'arco di tempo ideale, che di una vita comprende sia il prima che il dopo.. in quali sentieri ci vuoi condurre? 
Aforisma 125 - installazione
 particolare
 - fotografia: Antonella Sassanelli -
La ricerca che porto avanti, con i contenuti esposti in precedenza, è costantemente presente anche nei miei ultimi lavori tra cui Polvere. Da qualche tempo a questi contenuti, si è aggiunta una dimensione più intima e personale. Ho abbandonato il timore e la timidezza di apparire romantico e sentimentale liberandomi dagli ultimi tecnicismi concettuali per agire direttamente in prima persona nella sfera privata personale.
Un percorso cominciato da tempo con l’happening del finissage di Aforisma 125 nel chiostro di San Francesco ad Arcevia e proseguito con Il viandante e la sua ombra e Quel che resta, si è poi consolidato in lavori come Oggetti smarriti, Il sabato del villaggio, Cento scale, Cenere e Polvere.
Con Polvere il mio lavoro è diventato un racconto dell’anima, della mia anima. Un’esplorazione di sé attraverso un’istante eterno. Il senso delle cose e della vita, al di là delle idee espresse, riconduce ai sentimenti miei ma comuni a tanti altri.
Di questa installazione ho realizzato un semplicissimo video, con l’apporto del bellissimo testo di Alessandra Frosini che descrive e sviluppa il tema con poesia, le fotografie di Alessandro Pucci che mi ha gentilmente consentito di rielaborare in funzione del video e la meravigliosa musica di sottofondo con la canzone By This River di Brian Eno. Questo video una volta pubblicato su YouTube ha avuto un inaspettato successo in rete in quanto in molti si sono sentiti accomunati ai sentimenti espressi in Polvere e hanno commentato.
Polvere - installazione
Cosa c’è di più bello che riuscire col proprio cuore a parlare al cuore dell’altro? Sono questi i sentieri dove non voglio condurre nessuno, ma che desidero condividere, desidero percorrere insieme.
..cosa te l'ha ispirata?
Sono stato guidato da una ricerca interiore sul senso della vita e dell’amore, in particolare hanno avuto un ruolo importante i desideri che mi animano e le sofferenze legate alla perdita degli affetti.
La tua ricerca sembra ti stia portando via via verso un percorso sempre più introspettivo ad un’analisi della tua interiorità, della tua sfera più intima e privata; ti affascina o ti spaventa questa evoluzione?
Questo percorso introspettivo mi affascina, lo elaboro non solo in funzione di un processo artistico, è parte di me, della mia ricerca, della mia vita. Si tratta di un cammino verso un’osmosi tra le idee, gli atteggiamenti, le esperienze, la loro reciproca compenetrazione con l’arte.

lunedì 2 dicembre 2013

Premio Enogenius 2013: i finalisti

Si sono concluse le selezioni del Premio Enogenius 2013 e stabilita la rosa dei finalisti della quinta edizione del concorso internazionale di pittura contemporanea.

La Commissione Selezionatrice, di cui ho avuto il piacere di far parte, ha attentamente valutato le 43 candidature giunte all‘organizzazione entro i termini previsti dal bando e scelto 19 artisti che accederanno alla fase finale del concorso.
Tra gli esperti della giuria con cui ho condiviso questa fortunata ed interessante esperienza: Deianira Amico (storico dell‘arte), Cristina Cagnazzo (storico dell‘arte), Francesco Mastrorizzi (presidente associazione Orme), Andrea Zanetti (presidente Young Artists Bay).

Il concorso ha visto la partecipazione di artisti dalle provenienze più varie: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Sardegna, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Slovenia, Albania, Slovacchia, Polonia. Tra i partecipanti anche alcuni utenti del Dipartimento della Salute Mentale di Lagonegro, i quali hanno voluto fornire il loro personale contributo realizzando delle opere a tema durante il corso di pittura che si svolge all’interno del Centro di Salute Mentale, attivato allo scopo di fornire un mezzo di espressione alternativo e creativo a chi vive in maniera problematica la propria esistenza.
Come da regolamento, tutti i concorrenti hanno un’età inferiore ai 40 anni e le loro opere fanno riferimento alla frase del sommo poeta latino Orazio “Nunc est bibendum”, con la quale prende il via l’Ode I, 37.

I nomi degli artisti selezionati sono i seguenti: Alessandro Allegra, Noemi Alvisi, Giada Bello, Daniela Benedetti, Lorenzo Campetella, Antonella Carucci, Alessandra Cavaliere, Marco Del Vecchio, Massimo Falsaci, Matteo Felloni, Mattia Ferretti, GaeTano & Valentina, Elisabetta Livon, Danio Migliore, Massimo Mion, Michal Pawlowski, Gianna Ruiu, Olimpia Siciliano.

I finalisti potranno esporre l’opera con cui hanno partecipato al concorso, in una collettiva che per quattro settimane rimarrà allestita presso lo spazio espositivo gestito dall‘associazione culturale Galleria 25 di Venosa, che ha concesso la sua preziosa collaborazione all'associazione Orme, organizzatrice del concorso.

Sarà una ulteriore commissione di esperti, formata da Fabio Carisio (presidente Art & Wine Club), Elisa Laraia (art director LAP), Christina Magnanelli Weitensfelder (direttore creativo L’Aperitivo Illustrato), Maddalena Rinaldi (curatore d’arte contemporanea), a valutare le opere finaliste e decretare i tre vincitori.

La cerimonia di premiazione avverrà nel corso della serata di inaugurazione della mostra collegata al concorso, in programma domenica 12 gennaio 2014 a partire dalle ore 19.00. L’occasione sarà ancora una volta propizia per invitare artisti partecipanti e appassionati di arte contemporanea a visitare il territorio del Vulture, per scoprire e conoscere le sue bellezze storico-culturali, naturali ed eno-gastronomiche.





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venerdì 22 novembre 2013

Gaudí e la Sagrada Família

Quando ho letto questo comunicato stampa inviatomi da Rosi Fontana, mi è subito tornato in mente il viaggio fatto lo scorso anno a fine dicembre a Barcellona...   magnifica, stupenda.
Il giorno di Natale ho vissuto la magica esperienza di partecipare alla S.Messa celebrata proprio nella Basilica della Sagrada Familia, nella cripta, un momento indimenticabile di quelli che ti ricorderai per sempre. Questa cattedrale è un inno alla natura e al suo creatore, un luogo magico, mistico. E' un' unica immensa scultura colma di dettagli e significati; difficile scorgerli e comprenderli tutti, l'occhio si perde e la mente pure. Arduo sarebbe tentare di spiegare, sciocco anche solo provarci..
 
La Basilica della Sagrada Familìa di Barcellona, quale seguito all’ampio successo delle celebrazioni dedicate ad Antoni Gaudì in Vaticano e a Roma nel 2011, ha realizzato un’importante e significativa mostra itinerante internazionale che prende il via dal Palazzo Apostolico di Loreto. Dal 4 di dicembre 2013 al 12 gennaio 2014 sarà allestita nelle Cantine del Bramante l’esposizione “Gaudì e la Sagrada Famìlia”.

La scelta di Loreto ha una motivazione storica molto importante e una stringente connessione architettonica e religiosa con il tempio gaudiniano. L’Associazione dei Devoti di San Giuseppe, fondata nel 1866 dal libraio Josep Maria Bocabella, Ente promotore della costruzione del Tempio Espiatorio della Sagrada Família, diede il via al cantiere della Basilica barcellonese con la premessa di costruire una copia della Basilica di Loreto, ispirandosi alla celebre reliquia della Santa Casa di Nazareth, dove secondo la tradizione vissero Giuseppe, Maria e Gesù, ossia la Sacra Famiglia.

La rassegna, a carattere divulgativo e dedicata ad ogni tipo di pubblico, racconta in modo affascinante, pur se rigorosamente scientifico, l’essenza di tutti quegli elementi: religiosi, architettonici ed artistici, che rendono la Sagrada Familìa uno fra i templi di maggiore interesse e curiosità del mondo.

La mostra, curata da Daniel Giralt Miracle, si suddivide in tre grandi sezioni, che consentono di cogliere e capire la forma e il contenuto della Basilica: introduzione, Antoni Gaudí, la Sagrada Família.

Nel percorso dedicato ad Antoni Gaudì si illustra la vita dell’architetto, si ripercorrono le opere realizzate nei primi periodi della sua carriera e quelle che già evidenziavano il suo singolare stile. Al contempo si racconta il Gaudí uomo di fede, natura imprescindibile per il concepimento del lavoro dedicato alla Basilica, e se ne illustrano le principali fonti di ispirazione che diedero l’impulso alla costruzione della “Bibbia in pietra e Vangelo in luce”.

La Sagrada Família di Barcellona è un fenomeno che può essere compreso soltanto nell’ottica della fede, in quanto ha dovuto affrontare innumerevoli vicissitudini: ha avuto molti oppositori, ha superato una guerra civile (1936-1939), è stata a corto di risorse, ecc., ma i suoi sostenitori sono riusciti a superare ogni ostacolo per far sì che il processo costruttivo andasse avanti. Pertanto quel progetto visionario di un tempio espiatorio, concepito nel XIX secolo dall’architetto Antoni Gaudí e allora considerato un’utopia, sta diventando realtà nel XXI secolo. La Sagrada Família è ormai divenuta un punto di incontro universale.

L’intuizione dei promotori, il talento di un genio, le credenze e la tenacia di un popolo, e l’ammirazione di milioni di persone hanno permesso di costruire questo tempio mediante il quale Gaudí voleva proclamare l’essenza del messaggio cristiano. Cosa che fece adoperando un linguaggio tecnicamente e costruttivamente avanzato per il suo tempo, che affonda le radici nelle grandi cattedrali medievali, e che a sua volta ha aperto le porte all’architettura contemporanea più innovativa.


PALAZZO APOSTOLICO
CANTINE DEL BRAMANTE
LORETO - ANCONA
ORARI DI APERTURA: martedì pomeriggio: 15.00/18.00 dal mercoledì al venerdì: 10.00/13.00 - 15.00/18.00 sabato e domenica: 10.00/13.00-15.00/19.00 CHIUSURA: il lunedì e il martedì mattina

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giovedì 7 novembre 2013

RI-SCATTI concorso fotografico e mostra

L’associazione Servizio di Strada Onlus, è una realtà nata ad Ancona nel 2006  in cui opera offrendo assistenza e aiuto ai poveri e ai senza fissa dimora della città.
Con l’ausilio di un’unità mobile, esce in strada la notte per distribuire dai 50 ai 70 pasti caldi e per costruire una rete di rapporti personali con coloro che la società chiama “invisibili” con l’intento di  restituire loro la dignità di persone.
Servizio di Strada Onlus (che conosco personalmente) cura la distribuzione in strada non solo di cibo ma anche di bevande calde, vestiario, coperte e  medicine.

L’associazione, in collaborazione con Mensa del Povero “Padre Guido” di Ancona e Associazione Avvocato di Strada, organizza il Concorso fotografico ed una mostra dal titolo RI-SCATTI.

L’idea è quella di ritrarre in uno scatto significativo, immagini, pezzi di vita, volti o storie che possano essere rappresentazione di coloro che non si sono arresi e che sono stati in grado di riscattarsi.
Il significato della parola riscatto può però prestarsi a tante altre interpretazioni.
Per Servizio di Strada riscattarsi è poter uscire da situazioni di emarginazione, dipendenze, abusi ed estrema povertà.
E per voi che cos’è il RI-SCATTO?
Se avete una folgorante ispirazione e la creatività giusta per raccontare la vostra idea di riscatto, oppure conservate già nel cassetto la foto adatta, iniziate a preparare i vostri lavori per partecipare al concorso!
L’iscrizione al concorso avviene tramite email, entro il 18 novembre, all’indirizzo: riscatti@yahoo.it.
Al concorso si partecipa con una sola fotografia; per chi lo desidera, è possibile consegnare una seconda opera che verrà comunque esposta nella sezione “fuori concorso”.
Le fotografie devono essere consegnate entro il 23 novembre unitamente alla quota d’iscrizione al concorso  che equivale ad una donazione di 5 euro in favore dell’associazione Servizio di Strada Onlus.


Al concorso farà seguito una mostra conclusiva con tutte le opere che avranno partecipato; sede dell’evento la prestigiosa location dell’Atelier dell’Arco Amoroso di Ancona, nella suggestiva Piazza Del Papa.
L’esposizione rimarrà aperta dal 6 al 15 dicembre 2013.

Per informazioni:
riscatti@yahoo.it
telefono: 338.7942863
www.serviziodistrada.it

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sabato 19 ottobre 2013

Mario Pavesi e Simona Rei: FLUSSI ESISTENZIALI

Simona Rei espone nella mostra ormai prossima all’inaugurazione una serie di opere della serie Freedom, tra queste ce n’è una in particolare che mi emoziona profondamente, magnifica, che mi tocca da vicino; la vedo e la riconosco immediatamente… è quella che ha proposto al concorso per la copertina del mio libro SPIRITO LIBERO.

Doppia personale di Mario Pavesi e Simona Rei al Castello Medievale di Montecchio Emilia (RE), a cura di Rosella Fantuzzi. La mostra, promossa dal Comune di Montecchio Emilia con il patrocinio della Provincia di Reggio Emilia, sarà inaugurata sabato 26 ottobre 2013, alle ore 10.00, alla presenza delle autorità.

“Flussi esistenziali” è il titolo dell’esposizione, che si propone di dare voce alla società contemporanea attraverso due distinti percorsi artistici, che interagiscono e si rafforzano vicendevolmente.

In mostra, una trentina di sculture bronzee di Mario Pavesi, alcune delle quali di considerevoli dimensioni, e venticinque dipinti di Simona Rei, parte della serie “Freedom”, dedicata alla situazione sociale italiana. Da un lato, anatomie maschili e femminili forgiate nel bronzo, dall’altro uso congiunto di tecniche tradizionali (olio su tela) e nuovi materiali (plexiglass), per dilatare il supporto pittorico.

Come si legge nella nota critica della curatrice, «Pavesi e Rei, acuti osservatori e sensibili interpreti della realtà, esprimono aspetti e situazioni in cui l’umanità si destreggia, a volte si perde, si consuma, cercando di sopravvivere in fuggevoli flussi esistenziali. Infinite e caotiche possibilità in cui sembrano perdersi i veri valori, gli autentici rapporti umani […], perché gli interessi sono cambiati, spostati dalla collettività all’individualità».



Castello Medievale
Montecchio Emilia (RE)
26 ottobre - 17 novembre 2013
Inaugurazione: sabato 26 ottobre 2013, ore 10.00

Orari: lunedì e giovedì ore 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì, venerdì e domenica ore 15.00-18.00, mercoledì e sabato
ore 9.00-12.00.
Per informazioni:
Biblioteca Comunale
Tel. 0522 861864
www.comune.montecchio-emilia.re.it
biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it


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venerdì 11 ottobre 2013

Enogenius, Premio Internazionale di Pittura, edizione 2013

E’ ad Orazio, poeta dell’antica Roma originario della zona del Vulture, che è dedicato il tema della edizione 2013 del Premio Internazionale Enogenius, è infatti alla sua citazione “Nunc est bibendum”  - È il momento di bere - che dovranno ispirarsi gli artisti che sono chiamati a partecipare alla quinta edizione di questo concorso.

L’evento, come sempre organizzato dall’Associazione ORME,  è  indirizzato alla diffusione dell’arte contemporanea emergente e alla promozione del vino rosso Aglianico del Vulture nonché alla valorizzazione di questo stupendo territorio.

Il concorso si svolge online ed  è riservato ad artisti under 40, professionisti e non, residenti sia in Italia che all’estero. 
La partecipazione è del tutto gratuita.

Si aderisce con un’opera di pittura, riferita al tema del concorso, realizzata a tecnica libera su materiale a piacere; sono ammessi anche il collage e  applicazioni polimateriche. Non è obbligatorio che l’opera presentata sia inedita né che venga realizzata appositamente per il concorso. Non sono previste dimensioni massime o minime.
  
Per iscriversi occorre inviare entro il  15 novembre 2013, all’indirizzo email orme@email.it  il seguente materiale:
- copia di un proprio documento di identità in corso di validità;
- un’immagine dell’opera candidata in formato .jpg di buona risoluzione;
- scheda che spieghi l’attinenza dell’opera al tema del concorso (facoltativa);
- al massimo 3 ulteriori immagini di proprie opere (facoltative).

Le opere saranno selezionate da una giuria composta da esperti del settore che designerà tre vincitori, ai quali verranno assegnate delle targhe premio. Altre menzioni o riconoscimenti sono previste ad opere particolarmente meritevoli.

In  questa edizione ART OPEN SPACE è stato invitato a far parte della giuria,  per cui seguirà l’evento e si riserva di dedicare al vincitore una recensione sul blog.

I nomi dei tre vincitori saranno pubblicati su Facebook domenica 15 dicembre 2013 sulla pagina dell’Associazione ORME.

Segreteria Organizzativa “Associazione O.R.M.E.”
Infoline: 347 1241178 - 329 1484992
orme@email.it
bando su:
associazioneorme.wordpress.com 
www.facebook.com/associazione.orme


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mercoledì 9 ottobre 2013

Un’Opera per il Castello 2013: concorso per giovani artisti

E’ il prossimo 31 ottobre, l’ultimo giorno utile per potersi iscrivere alla edizione 2013 del concorso "un'Opera per il Castello" per la selezione di un progetto artistico che entrerà a far parte della collezione permanente di Castel Sant’Elmo.

Il progetto, promosso dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli, si propone di trasformare il Castello Sant’Elmo di Napoli in un luogo privilegiato in cui le giovani generazioni di artisti possano trovare un legittimo riconoscimento di pubblico e di critica attraverso buone pratiche di innovazione e coinvolgimento di un vasto pubblico e appassionati di ogni generazione.

Il tema della terza edizione del concorso Un'Opera per il Castello è “Sospensione. Attese…” , nonostante l’imponente fisicità, il monumento vive il suo essere in sospensione sulla città. Lo stesso che si vive individualmente in un periodo in cui l’esigenza di cambiamento è più che mai attuale. Un invito per i giovani artisti a riflettere su una tematica assai ampia, tale da consentire la massima libertà espressiva e una gamma di possibilità tecniche quanto mai adeguate all’attuale status delle sperimentazioni estetiche.

Possono partecipare alla selezione gli artisti di nazionalità italiana o straniera che operano stabilmente sul territorio italiano, di età compresa tra i 21 anni e i 36 anni.

Il concorso prevede un Premio in denaro di € 10.000,00.

La selezione sarà curata da una giuria composta da giovani, storici dell’arte, professori universitari e dell’Accademia di Belle Arti, galleristi, curatori, esperti de
l settore e rappresentanti di realtà che interagiscono con le giovani generazioni di artisti, oltre che da un rappresentante della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee.

La partecipazione è gratuita e l’iscrizione avviene online sul sito web del concorso, a questo indirizzo: http://www.polonapoli-projects.beniculturali.it/index.php/iscrizione-on-line


info
Segreteria Concorso "un'Opera per il Castello" Soprintendenza Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della Città di Napoli Castel Sant’Elmo, Via Tito Angelini, 20 – 80129 Napoli
telefono 081.2294434.
sspsae-na.santelmo@beniculturali.it

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venerdì 27 settembre 2013

Equilibriarte cambia pelle e diventa... EQUILIBRI

Sotto il segno della Bilancia, è nato due giorni fa, EQUILIBRI, il nuovo portale che nasce dalle ceneri di un sito che e' riuscito dove tanti falliscono: distinguersi dalla massa e creare, grazie all'affetto ed alla partecipazione dei suoi utenti, una grande e community.

Tanti riconosceranno i pilastri familiari del concept di Equilibri in una veste nuova ed accattivante, con l'intenzione di mantenere e migliorare le tante cose buone di prima ma anche (...anzi soprattutto!!) di crescere ed evolvere introducendo pian piano tutto un mare di grossissime novità!

Per chi non lo conosce ancora, Equilibriarte è un social network dedicato al mondo dell'arte e della cultura, una piattaforma multicanale e multimediale già ben affermata nel territorio e che rappresenta, con i suoi oltre 20.000 iscritti, una delle più vaste comunità italiane di artisti.

Tra le tante novità, la nuova parte dedicata agli Ebook ed ai cataloghi d'arte.

Da non perdere la rubrica CORSI & CONCORSI !

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lunedì 23 settembre 2013

Una campagna di crowdfunding per il Premio Enogenius 2013

Dopo una lunga e riflessiva pausa estiva Art Open Space torna a pubblicare i suoi post con il PREMIO EUGENIUS, concorso internazionale di pittura contemporanea organizzato dall’associazione Orme, che da diversi anni scandisce il termine della vendemmia nella terra del Vulture e celebra il suo rinomato vino rosso, l’Aglianico, a cui l’evento è dedicato.

La manifestazione, giunta ormai alla sua quinta edizione, riscuote un crescente consenso tra gli artisti che partecipano sempre più numerosi; non di meno è apprezzato dal pubblico e dalla stampa che riserva a questo premio sempre maggiore attenzione.

Poiché il reperimento di contributi a sostegno di iniziative culturali negli ultimi anni si è fatto sempre più difficoltoso, l’associazione Orme ha ritenuto di lanciare una campagna di raccolta fondi basata sul crowdfunding, una forma di “finanziamento dal basso” che mobilita persone e risorse attraverso la rete e i social media.

A supportare questa raccolta, l’associazione culturale Apulia Set di Bari, che ha realizzato un sito web attraverso il quale vengono avviate campagne di donazione riservate ad enti no-profit operanti in Puglia, Basilicata e Molise, allo scopo di ottenere fondi da tutto il mondo per finanziare qualsiasi iniziativa, prodotto o servizio ritenuto creativo ed innovativo.

Chiunque consideri il Premio Enogenius come un progetto capace di diffondere il valore sociale della cultura artistica, può effettuare una donazione di qualsiasi importo a partire da 1 euro, contribuendo così alla realizzazione della quinta edizione del concorso. Il budget che verrà raccolto servirà a coprire le principali spese dell’iniziativa, permettendo di eliminare la quota di partecipazione richiesta agli artisti e allo stesso tempo di alzare il montepremi messo in palio per i vincitori rispetto alle edizioni precedenti.

Per sostenere il Premio Enogenius, basterà comunicare la propria intenzione di donazione all’indirizzo e-mail filcantieri@gmail.com , scrivendo nell’oggetto “Premio Enogenius - V Edizione” e nel testo la quota che si desidera donare. In un secondo momento gli organizzatori ricontatteranno i potenziali sostenitori per conoscere il reale interesse nei confronti del progetto ed eventualmente indicheranno la procedura da seguire per poter effettuare la donazione.
La raccolta fondi rimarrà aperta fino al 10 ottobre 2013 e, nel caso in cui il progetto non raggiungerà almeno il 50% del budget necessario, le donazioni saranno restituite. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’associazione Orme all’indirizzo associazioneorme.wordpress.com



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giovedì 27 giugno 2013

Spirito Libero: libro

Spirito Libero è chiunque scelga con coraggio, senza paure, di esprimere se stesso, di rivelare le proprie emozioni, idee,  di farlo attraverso il linguaggio e il mezzo che preferisce, che gli è più congeniale.
Spirito Libero è chiunque abbia l’ardire di voler lasciare una traccia a dimostrazione della propria identità,  come a dire “io sono questo”, un’impronta unica e indelebile che rimarrà a testimonianza del proprio passaggio su questa terra.
Questo libro è una sintesi di tutto ciò; è frutto di tenacia e un pizzico di follia ed è la prova che senza temere di spiccare il volo, di spiegare le proprie ali al vento e alla vita, ognuno di noi è in grado di volare in alto e sfiorare altezze inimmaginate.

Questo è un estratto dell'introduzione del mio libro finalmente pubblicato e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo progetto il cui unico scopo è di raccogliere fondi da destinare a due associazioni senza scopo di lucro che da anni si adoperano in aiuto delle persone più svantaggiate e bisognose.

ringrazio tutti gli artisti intervistati: ELISA ANFUSO - DARIO ANZA' - SEBASTIANO BRANCATO - CARLO CANE - DANIELE CASCONE - LUCA CERVINI - RODOLFO CUBETA 
DAVID DE BIASIO - EZIA DI CAPUA - DANIELA LUPI - DANILO MARTINIS - MAURA MENICHETTI - LORELLA PALENI - WALTER PASSARELLA - PIERO RACCHI - PIETRO VANESSI - ELENA VICHI - ALEXANDRA VON BURG - CATERINA ZACCHETTI -  ZENO TRAVEGAN.

.. e anche tutti gli artisti che hanno aderito al concorso per l'immagine di copertina i cui lavori sono stati tutti inseriti all'interno del libro: MARCELLO FRAMBA (copertina) - TONIA ERBINO - MARCELLO LA NEVE - MARILENA MARTINADONNA - NUNZIA PAPPALARDO - PIERO RACCHI - SIMONA REI - GIULIA SALIS - SARA STRADI - GIUSEPPE TATTARLETTI - FRANCESCA VEGLIO.

Per partecipare a questa gara di solidarietà  si può acquistare l'e-book al prezzo simbolico di 6,50 euro direttamente sulla piattaforma di pubblicazione cliccando su questo logo:

  lulu.com: SPIRITO LIBERO


..ancora grazie a tutti.

Cristina 

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martedì 25 giugno 2013

Figurativo e informale, espressione di due artisti

Nell’ambito della Stagione in Arte dedicata a Carla Gallerini - Promozione Arte e Cultura 2013, prosegue in Sala CarGia’ a San Terenzo la rassegna di pittura a cura di Ezia Di Capua .
Interessante Vernissage Sabato 22 giugno alle ore 17,00 per la doppia personale di pittura degli artisti Marina Passaro e Guido Barbagli dal titolo “ Figurativo e informale, espressione di due artisti “ che sarà presentata dal Prof.Giuseppe Luigi Coluccia.

Guido Barbagli. E’ presidente dell’Associazione Culturale San Martino di Durasca” Consegue vari premi e le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Espone in Sala CarGià nel 2012 e nel luglio dello stesso anno prende parte al Simposio di pittura, organizzato da Sala CarGià a San Terenzo nel Parco Shelley, sempre nel 2012 dona una sua opera per la mostra permanente alla struttura polivalente di Follo. Ha esposto le sue opere in una personale di pittura al Palazzo Minucci Solaini di Volterra.
Marina Passaro iscritta all’Associazione Culturale di Follo San Martino di Durasca .
A dicembre del 2007 vince il 2° premio del concorso di pittura”Piccoli Scrigni, Grandi Tesori. Presente sul territorio provinciale in concorsi, mostre personali, collettive ed importanti Estempore. Espone a palazzo Minucci Solaini di Volterra.Nel 2012 partecipa al Simposio di pittura promosso da Sala Cargià a S Terenzo nel Parco Shelley. Inoltre partecipa alla collettiva “Ventagli d’autore” nella sala della Prefettura di la Spezia, per il 25° anno della fondazione FIDAPA.Le sue opere sono presenti nella sala consigliare del comune di Follo.




Info:
http://salacargia.blogspot.com/.

SALA CULTURALE CARGIA’
via A.Trogu,54 - San Terenzo - Sp

Vernissage 22 giugno alle ore 17:00 – Aperitivo in arte
La mostra sarà visitabile dal 22 giugno al 1 luglio con il seguente orario di apertura:
Tutti i giorni con il seguente orario 17:00-20:00 - festivi compresi - Ingresso libero.


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giovedì 6 giugno 2013

Ancona, sempre più... Mediterranea

Ancona ospita MEDITERRANEA 16, la Biennale dedicata ai giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Evento itinerante, multidisciplinare e di caratura internazionale, nato nel 1985: ogni edizione della Biennale si svolge in una diversa città del Mediterraneo, mettendo in mostra alcuni dei più interessanti artisti emergenti

Oggi alle ore 18, Bjcem inaugura, all’interno delle suggestive mura della Mole Vanvitelliana di Ancona questa importante manifestazione. Per la prima volta, in questa sedicesima edizione, l’evento sarà curato da un team di otto giovani curatori di diverse nazionalità.

Le giornate inaugurali, dal 6 al 9 giugno, saranno animate presenza di oltre 200 artisti: la Mole e la città di Ancona saranno lo scenario di un ricco programma di performance, concerti, incontri e conferenze che si affiancheranno ad una vasta mostra, che resterà invece aperta fino al 7 luglio 2013.
Il tema della rassegna Errors Allowed “Gli errori sono ammessi'' analizza il senso e la relazione tra l’espressione artistica contemporanea ed i vari contesti socio-culturali ed economici con cui si interfaccia.

Musica, teatro, danza, cinema, performance digitali, elettroniche ed audiovisive, così come conferenze, lectures e incontri, costituiranno il ricco programma che, da mattina a sera, trasformerà per questi quattro giorni la Mole nel cuore pulsante della città di Ancona.

Il ricco programma d’incontri, seminari e conferenze prevede interessanti appuntamenti in cui ricercatori culturali, studiosi e artisti sono chiamati a confrontarsi tra loro (come nel workshop /ti'tano/ ) e ci invitano a riflettere su temi particolarmente rilevanti per i contesti da cui essi provengono (Wafa Gabsi, Kontraakcija, Mreža Solidarnosti).

La sezione musicale ospita un calendario di sonorità e straordinarie anteprime assolute, tra cui l’hip hop di Revolution Records, prima etichetta del genere e band indipendente egiziana, all’indie folk di Isaya, alla world music di Fedora Saura, alla performance di Above the tree, che disegna ogni suo costume e prop di scena e si esibisce in un’accattivante miscela di electroblues ed avant rock.

La sezione danza, performance, dj-set, tra le più ricche del calendario live di Mediterranea 16, porta in scena pièce che intersecano più linguaggi, dal corporeo al fotografico ed al multimediale, e più tipologie di autori: da artisti visivi puri a coreografi e danzatori, fino a musicisti e creativi multimediali.

Tra gli appuntamenti in programma, l’egiziano Ahmed El Gendy, che danza in un angusto acquario; l’artista di San Marino Viola Conti che, insieme a Cubi Dj, offrirà un dj-set a partire dal dettato urbano della sua opera; il trio di artisti e danzatori francesi Pulse4Art che presentano Alpha, progetto che riunisce danza, arti visive e sperimentazione musicale; l’Italiana Virginia Zanetti che include il mare di Ancona nella sua azione.





Mediterranea 16 Young Artists Biennial - Errors Allowed
Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio, 28
Ancona, Italy

inaugurazione: 6 giugno ore 18

Info e calendario completo degli eventi
http://www.mediterraneabiennial.org
http://www.anconacultura.it

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mercoledì 15 maggio 2013

NUOVA STAGIONE IN ARTE 2013, SALA CARGIA’ PRESENTA: VERNISSAGE DI ORIANA CATTOI


Vernissage di eccellenza per inaugurare il 18 maggio in Sala CarGià a San Terenzo, la Rassegna di pittura organizzata nell’ambito della Stagione in Arte dedicata a Carla Gallerini - Promozione Arte Cultura 2013 a cura di Ezia Di Capua.
La pittrice che esporrà le sue opere nello spazio espositivo di Sala CarGià sarà Oriana Cattoi, acquarellista, pittrice sensibile del Golfo dei Poeti.
La personale di pittura ha un titolo affascinante: “ Chiara e lo Scuro “ ha avuto, il patrocinio del Comune di Lerici e della ProLoco di San Terenzo.
Il progetto artistico culturale 2013 di Sala CarGià sarà vetrina di numerosi artisti, inizierà il 18 maggio e terminerà nel mese di settembre. Il nutrito programma che ha avuto il patrocinio del Comune di Lerici, della Proloco di San Terenzo e della FIDAPA BPW Italy sezione Nord Ovest, prevede la seconda edizione di Sala Cargià Atelier a cielo aperto – Simposio d’Arte e di Cultura al Parco Shelley di San Terenzo nei giorni 11-12-13-14 luglio a cui parteciparerà anche Oriana Cattoi.
La mostra di Oriana Cattoi sarà presentata dallo scrittore e poeta santerenzino Marco Raiti



info
http://salacargia.blogspot.com

Sala CarGià 
Via A.Trogu,54
San Terenzo

Al Vernissage, il 18 maggio alle ore 17:00 – Sarà offerto ai presenti Aperitivo in arte.
La mostra sarà visitabile dal 18 al 31 maggio con il seguente orario:
Tutti i giorni 10:00-12:00 e 17:00-19:00 - festivi compresi
Ingresso libero


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lunedì 15 aprile 2013

Marcello Framba è il vincitore del concorso Spirito Libero

Non è stato semplice scegliere un bozzetto tra quelli che hanno partecipato al concorso Spirito Libero, tutti sono degni di nota poichè tutti rappresentano una valida e personalissima raffigurazione del sentimento di libertà, ma non nascondo che "Partenza" di Marcello Framba mi ha da subito particolarmente colpita.

Framba ha interpretato il concetto di Spirito Libero in modo straordinariamente vicino alla mia sensibilità, osservando quella figura con la valigia in mano mi è sembrato di vedermi allo specchio: con la mente sempre in movimento, il mio è continuo viaggio, seppur cerebrale, mentre con il corpo sono qui con il pensiero sono in mille altri posti diversi, mentalmente parlando ho perennemente la valigia in mano; viaggio, fuga, evasione.. non saprei come definire questo mio volarmene costantemente via, so solamente che per me è essenziale come l'aria che respiro.

Sì, posso affermare con convinzione che questa sagoma dai contorni sfumati, indefinita, apparentemente nè uomo nè donna, che cammina solitaria attraversando uno spazio-non-spazio, è il mio Spirito Libero e che quest'anima con il bagaglio stretto in mano sono davvero io; Marcello Framba, a sua insaputa, ha realizzato il miglior ritratto possibile, quello che coglie l'essenza di una persona, la sua parte più intima e vera.

L'opera di Framba che scaturirà da questo bozzetto sarà l'immagine di copertina del mio libro Spirito Libero.

Il mio più sincero ringraziamento va a tutti gli artisti che hanno partecipato al concorso e ho pensato di sottolineare la mia gratitudine ed apprezzamento per il loro lavoro con la decisione di inserire tutti i bozzetti all'interno del libro.

A presto!

Cristina Polenta


  


venerdì 29 marzo 2013

Poesia: CREATURA di Jessica Baldassarre


CREATURA


Ti cerco nei tuoi pensieri,
nei tuoi inspiegabili gesti,
nelle tue splendide parole...
Tumulto d'amore,
mia fragile fanciulla,
mia indescrivibile creatura.


Jessica Baldassarre




- dal contest on line "Aguri d'autore" -


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giovedì 14 febbraio 2013

Un'intervista a... ZENO TRAVEGAN

Non è la prima volta che incontro un artista le cui radici affondano nella musica e rimango stupita di come puntualmente questo bagaglio culturale si rifletta ed emerga in modo incisivo nella sua cifra stilistica coniugata alle arti visive. I disegni di Zeno Travegan  - nome d’arte di Enzo Gravante - ne sono un chiaro esempio. Con grande naturalezza rimandano al suono limpido e cristallino di un diapason, segni decisi e stilizzati  uniti a cromatismi vividi e brillanti che riportano il  battere e levare impresso nell'anima di questo artista.


Quando, presa consapevolezza della tua anima artistica, decidi di rinascere come Zeno Travegan? 
In realtà non è che sia stato io a decidere, ma le circostanze. Dopo ventisei anni da giornalista, nel 2007 ho deciso di chiudere con le parole scritte continuando con quelle dei colori, del gesto e dei segni; cosa che negli ultimi tempi era diventata quasi un’esigenza pressante, direi ossessiva. I miei primi disegni risalgono agli inizi degli anni 90, ed erano una sorta di “coda” emotiva dei concerti di Jazz, degli incontri con personaggi illustri della musica e della cultura, dei tanti luoghi magici visitati in giro per il mondo con la mia professione. Avvertivo, però, già da qualche anno il desiderio di cambiare “metodo” di scrittura; sia per una sempre più diffusa mediocrità e precarietà nel mio ambiente professionale, sia per quella incessante spinta del gesto che mi suggeriva inconsciamente di intraprendere, o meglio, di continuare a scrivere con i disegni e con i quadri.
Mi sembra di intuire che questo profondo cambiamento nasce in parte dettato da una spinta interiore ma anche un po’ per ribellione … 
Certo, la spinta interiore è stata fondamentale. Io credo che tutte le forme artistiche siano collegate tra loro, che dialoghino a volte palesemente altre volte in maniera sottaciuta. Nel mio caso, come dicevo, era sempre più forte la voglia di esprimermi con le figure, con quei tratti che nascevano dall’ascolto della musica e del Jazz in particolare. Quanto alla ribellione, come fare a non averne quando si vive in un Paese come l’Italia in cui meritocrazia ed etica hanno lasciato da tempo il posto ad una pochezza costante in tutti i settori: politica in primo piano? Hanno mascherato la democrazia qualcosa che sa molto di demagogia, mettendo in secondo piano le politiche sociali e del lavoro.
Da cosa è dettata la scelta di usare uno pseudonimo? 
Da quel meccanismo ad incastro avviato dal giornalista Enzo Gravante che non poteva non riflettersi nel suo anagramma: cioè in Zeno Travegan. E’ stato come mettersi allo specchio.
I tuoi lavori si contraddistinguono per grande sintesi, pulizia ed essenzialità, una cifra stilistica che personalmente amo molto; a cosa ti ispiri per combinare segno e colore? 
La sintesi è una delle caratteristiche del giornalismo. Quanto a pulizia ed essenzialità, credo che riflettano una delle caratteristiche del mio linguaggio pittorico. Nei miei lavori, infatti, cerco di tradurre con pochi gesti ciò che voglio dire. Andare al sodo senza perdersi in tante lungaggini. Ecco perché il mio segno è deciso, netto, ed il colore spesso acceso, forte, direi quasi violento. Anche attraverso questi elementi comunico l’appello al fare, senza sprechi di parole, cosa di cui si abusa in Italia.
La spinta propulsiva la devi anche in qualche modo al tuo retaggio musicale.. 

Senza dubbio. Ho iniziato ad occuparmi di musica verso i quindici anni. Poi, con i giornali, a partire dai ventitré, ho seguito concerti, rassegne, intervistato esponenti di spicco della musica in Italia e nel mondo. Spesso conoscere a fondo personaggi delle sette note, vivere con loro le tournèe e contemporaneamente viaggiare visitando luoghi meravigliosi è un’esperienza che ti arricchisce e che va oltre la musica ascoltata.
Attorno a che cosa ruota il tuo lavoro? Quali sono gli elementi che lo caratterizzano? 
Principalmente alla protesta e al dolore. Non solo dei tempi cupi che viviamo, ma anche all’assenza di speranze visto l’avanzare costante del materialismo e del consumismo che hanno pressocchè distrutto valori e morali dell’uomo. Tra gli elementi ricorrenti nei miei lavori (a seconda dei cicli, sia chiaro) la timida speranza negli elementi naturali (alberi, in primis) e lo “stop words” come incitamento all’azione e non più ai fiumi di parole di cui nel nostro Paese più che altrove si fa un uso smodato con risultati spesso mediocri.
Il tuo lavoro anche come provocazione? 
Beh, direi di sì. Provocare spesso è una delle caratteristiche dell’arte. Far luce su determinati problemi, carenze, aspetti anche in generale. I miei personaggi, le mie astrazioni pur apparendo a volte soavi e leggere nei colori e nell’impatto visivo, racchiudono un’amarezza che cerca (anche attraverso i titoli delle opere) di spronare, di vedere oltre, di non rassegnarsi. Così per le emozioni che guidano la nostra vita affinchè non dico tutti, ma almeno qualcuno possa invertire la rotta.
Mi piacerebbe sapere se c’è un ciclo della tua produzione artistica al quale sei particolarmente legato e perché.. 
Ho un rapporto abbastanza distaccato con le cose che faccio. Mi piacciono nel momento in cui le realizzo, ma poi passo rapidamente avanti. Ciò, ovviamente, non vuol dire che non le apprezzi, anzi… diciamo che questo aspetto è molto jazzistico, nel senso che l’ hic et nunc (che nel Jazz è una costante bellissima ed irripetibile), rivive anche in molti dei miei quadri e disegni. Ogni cosa è meravigliosa nel momento in cui la crei, e sai che non potrà mai essere più la stessa. Comunque, amo molto la natura, in particolare gli alberi ed i fiori che ho eletto un po’ a simbolo di alcuni miei cicli perché credo che solo dal loro profondo rispetto possa nascere una consapevolezza autentica verso il domani. Ma in questo il nostro Paese ha ancora molto da apprendere. Io ci sto provando, poi si vedrà.


Enzo Gravante (1962). Giornalista. Critico musicale. Si occupa di jazz dal 1978. Disegna e dipinge dal 1990. Redattore e inviato de Il Giornale di Napoli, ROMA e Corriere di Caserta, ha lavorato anche per il teatro, cinema, balletto. Ha scritto su Musica Jazz, Jazz, La Sicilia, L’Italia Settimanale, Set.
Ha seguito circa 80 festivals in Italia e all’estero, recensito dischi, scritto note di copertine. Ha collaborato per RadioDue ai testi del programma “Jazz & Image”, curato la mostra “Il jazz tra le due guerre”(Roma - Festival Internazionale di Villa Celimontana, 92.000 presenze). Ha scritto e condotto programmi di Jazz su RadioTre Rai.
Nel 2004 ho scritto il libro “Paolo Fresu, la Sardegna, il Jazz (Condaghes Ed.) Tra i fondatori della Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana. E’ citato sulla Enciclopedia Treccani.



Intervista per ART OPEN SPACE
a cura di Cristina Polenta


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sabato 9 febbraio 2013

I COLORI DEL RACCONTO

Si inaugura oggi alle 17,00 presso la Galleria Senesi Arte la mostra collettiva: “I colori del racconto” che vede protagoniste Paola Rattazzi, Michela Riba e Mery Rigo, tre artiste molto eterogenee nella varietà dei temi trattati, ma sensibili nel condividere una filosofia comune: affidarsi all’essenzialità del colore.
Colori pensati, scelti, non iconici, perché la scelta non è mai affidata al caso, neppure quando attiene alla pura trasposizione della realtà.
Il colore, come strumento. La suggestione psichica suggerita dal colore associato alla condizione narrativa. Immagini mentali, con le quali evidenziano le loro intuizioni, un modo di raccontarsi o di rapportarsi con la loro personale visione della realtà, del tempo, dei pensieri, dei ricordi, dei sogni e delle emozioni.
“I colori del racconto”, è una mostra di pittura, di creazioni-scultura, di alchimie di luce e colore, di poesia. Materia, segni e forme, che sorprendono per la loro carica di interiorità e per la straordinaria capacità di raccontare per toni cromatici. Un alfabeto avvincente e misterioso per descrivere figure femminili, elementi paesaggistici o semplici oggetti della quotidianità. Sequenze limpide e lievi, seducenti, immagini che possono disvelarsi anche come simboli.

La rassegna, curata da Piero Senesi, con la presentazione di Paolo Infossi, propone una cinquantina di opere tra dipinti e installazioni.

Paola Rattazzi. I suoi paesaggi sono un delicato impasto di colori e di sentimenti. Una visione soggettiva, intima e mutevole, che non può prescindere dalle esperienze vissute, dall’intensità della tensione interiore e dall’immaginario, che le elabora, le trasforma e le interpreta. 
Sono luoghi reali od immaginari, indissolubilmente legati all’esistenza. Frammenti di vita, gioie e nostalgie, ricordi, descritti in un tempo sospeso, in uno spazio indefinito, in una dimensione di sogno.
Paesaggio ed anima: colline, alberi, fiori e grandi aperture di cielo, di nuvole, di aria. Composizioni, talvolta articolate e complesse, altre volte minimaliste, ma narrate sempre con un tratto lirico e leggero, in un profondo senso di libertà. Un fantastico viaggio alla riscoperta dei valori più importanti: la natura, la terra, la memoria, le sue radici, atmosfere che ci riportano alle indimenticabili sensazioni dell’infanzia.

Michela Riba. Le sue figure, le sue installazioni o “Bambole”, dall’aria superficiale ed assente, rappresentano il desiderio di vivere, di conoscere. Vivere equivale a desiderare. I suoi personaggi, come nella serie Psiche, ad esempio, soffrono per la loro condizione. Sono tormentate da conflitti interiori: tra quello che sono e quello che vorrebbero essere. Desiderano, e quindi avvertono la sofferenza dell’attesa, ma temono anche la noia che si presenterà puntualmente quando avranno raggiunto i loro obiettivi. Sanno che torneranno a soffrire, dopo i primi momenti di un piacere illusorio, perché l’appagamento è soltanto temporaneo.
Realtà ed apparenza. Le sue storie si rifanno ai concetti filosofici dell’era moderna: la crisi dei valori, la relatività di una verità assoluta, l’adeguamento dell’individuo ai canoni formali imposti dalla società, la tendenza ad assumere una “maschera” o un profilo ideale per essere accettati.

Mery Rigo. Scompone in “frammenti” la realtà per catturarne i particolari. Osserva le nature “immobili”, ossia gli oggetti della quotidianità che la circondano: un comunissimo frutto, come la mela, una tazzina colorata, una sedia, oppure lo stillicidio di una goccia d’acqua che scivola da un rubinetto, come il bagliore della fiamma.
Estrae gli oggetti dal loro contesto, per esaminarli in primo piano, per coglierne gli aspetti più inconsueti, l’essenza. Li descrive attentamente nei toni e semitoni, luminosità, per elevarli ad una dimensione superiore, valorizzandone i dettagli per nobilitarli al rango di opera d’arte. Il risultato ottenuto è la trasfigurazione del soggetto, in un perfetto esempio di contaminazione tra pittura e fotografia. Mery è stata la fondatrice del Movimento “Estrattista” nel 2005, anno in cui curò anche la redazione del Manifesto.
I suoi lavori ci invitano a destare più attenzione ai particolari, a guardarci intorno con altri occhi, per “scoprire” le cose che ci circondano, anche all’interno delle mura domestiche.

Paola Rattazzi, Michela Riba e Mery Rigo, non intendono rappresentare esclusivamente una visione soggettiva della realtà, come fredde e distaccate croniste del nostro tempo, ma guardare piuttosto al senso più profondo delle cose.
Sono artiste che, anche nei momenti di incertezza o di insicurezza, intendono mediare queste fasi per tornare ad un mondo in cui ci si può ritrovare, mirando a sensazioni che pensavamo di aver perso.


Inaugurazione:
Sabato 9 febbraio 2013, ore 17,00
Mostra:
10 -24 febbraio 2013
Feriali: 9,00–12,30 15,30-18,30
Festivi: 15,30-18,30
(Chiuso il lunedì)
Ingresso libero

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lunedì 28 gennaio 2013

La MATERIA VIVA di Damiano Taurino


Art Open Space si evolve e si fa anche spazio espositivo,  oltre a dar voce agli artisti con le interviste, da questo momento dedica loro anche delle vere e proprie mostre personali; ad inaugurare la “Gallery” è l’artista DAMIANO TAURINO.

Le sue sculture sembrano prendere vita sotto i miei occhi tanta è la  morbidezza e la grazia delle forme, la sinuosità dei corpi e l’eleganza dei movimenti. Materia viva.
Damiano Taurino plasma e anima le sue straordinarie creazioni che diventano così vere e proprie creature, dona loro respiro e battiti vitali. Da ogni scultura traspare un innegabile talento ma anche infinita e delicata sensibilità di artista e di uomo.


Cristina Polenta

Abbraccio Atleta
L’ABBRACCIO

ATLETA

Ballerina Bolle
BALLERINA

BOLLE


Elena
           ELENA




La Presa lascarpa
LA PRESA

LA SCARPA

Maya
MAYA

             
Pareo
Passo di flamenco
PAREO

PASSO DI FLAMENCO

Il volo Arco
IL VOLO

L’ARCO

passo a due Flautista
PASSO A DUE FLAUTISTA



Biografia sintetica
DAMIANO TAURINO nasce nel 1949 a Galugnano, frazione del comune di San Donato di Lecce, la magnifica terra del Salento, all'età di 16 anni emigra in Svizzera, si stabilisce ad Horgen-Zurigo e trascorre un periodo dedicato alla formazione scolastica e professionale.
Nel 1981 rientra in Italia e prende residenza a Cesena, dove tuttora vive e lavora. Qui si dedica, a tempo pieno, alla sua passione nativa, alla scultura e, in particolare, alla modellazione della creta.
Il suo lavoro artistico è caratterizzato da una forte originalità che si esprime in forme concrete e segnate da un realismo vivo, intenso, di una bellezza incomparabile.



.::Catalogo mostra::.





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Poesia: UN ATTIMO di Marco Zanotto


UN ATTIMO

Ci fermassimo un attimo soltanto
e ci lasciassimo investire dalla vita
invece di scansarla e correre dietro al suo nickname
scopriremmo quanto amore c'è nell'aria che respiriamo
in ogni sguardo che incrociamo
... in ogni sorriso che ci scambiamo
scopriremmo che è più semplice
tendere una mano per aiutare chi è a terra a rialzarsi
piuttosto che far finta di non avere visto che stava per cadere
A chiunque auguro di trovare nella corsa verso l'autodistruzione dell'anima
questo attimo

Marco Zanotto


 - dal contest on line "Aguri d'autore" -


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lunedì 21 gennaio 2013

Lorella Paleni a "LOST IN CHAOS"

L’Associazione ArtGallery procede il suo percorso con l’Institut français Milano. Dopo Crises&Rises, dedicata a 5 giovani artisti italiani, lo spazio apre le porte a una collettiva di impronta internazionale. In mostra 11 artisti tra Italia, Francia, Belgio e Spagna, per un punto di vista, quello artistico, che si sviluppa su forme e contenuti diversi. Dal video all’installazione caotica, dalla pittura alla fotografia alla scultura, ecco che gli italiani Giacomo Favilla, Pietro Baroni, Piergiorgio Del Ben, Marilù S. Manzini, Giorgio Orbi,
Lorella Paleni, i francesi Julien Spianti, Olivier Larivière, il belga Xavier Delory, e gli spagnoli Ana Cabello e Albert Pinya interagiscono con lo spazio di Palazzo delle Stelline condividendo stili, concetti, storie e vissuti diversi. In 11 con dei chiari comuni denominatori: l’idea del caos odierno, dell’accumulo di immagini e oggetti, la volontà di una salvezza, la perdita dell’identità, attraverso la non definizione di un volto, o di un particolare, come una finestra sull’esterno che viene tolta, e la paura del futuro, la paura di invecchiare. Lost in chaos li affronta nei suoi colorati, forti, o viceversa cupi e tranquilli dettagli.

La mostra sarà inaugurata domani alle ore 18.00 e resterà aperta fino all’8 Febbraio 2013.

Associazione ArtGallery è un ente no-profit che dal 2003 promuove lo sviluppo della creatività in campo artistico attraverso una galleria d’arte on-line, attività di ufficio stampa, promozione su social networks, mostre e rassegne artistiche, eventi, manifestazioni culturali e collaborazioni con aziende. Da 4 anni organizza il Premio ArtGallery per giovani artisti.

Institut français Milano, succedendo al Centre culturel français, presente a Milano dal 1949, ha preso il via il 1° gennaio 2012 per proseguire una lunghissima tradizione di scambi culturali tra la Francia e l’Italia. L’Institut français Milano mette a disposizione del nord Italia il meglio della cultura francese; oltre all’insegnamento della lingua francese, propone una programmazione di eventi in diversi campi: arti visive, spettacolo dal vivo, cinema, lingua, letteratura, musica, incontri e dibattiti.



Lost in Chaos
dal 23 gennaio all’8 febbraio
Inaugurazione martedì 22 gennaio h. 18.00
Orari | martedì – venerdì: 15 - 19

Associazione ArtGallery Institut français Milano
Via Orseolo 3 Corso Magenta 63
20144 Milano 20123 Milano




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venerdì 11 gennaio 2013

Giù le mani dalla modernità

“Giù le mani dalla modernità” è l’ultimo libro di Francesca Alix Nicòli, critica d'arte e direttrice dei Laboratori Artistici Nicòli di Carrara.
Il testo sarà presentato in occasione di ArteFiera 2013 il giorno 25 gennaio 2013 alle ore 14,00 presso la Sala Melodia alla presenza dell’autrice.
Interverranno Laura Cherubini Vicepresidente del museo Madre, docente all'Accademia di Brera, critica d'arte e curatrice - Silvia Evangelisti docente Accademia e Università di Bologna - Giacinto Di Pietrantonio direttore Museo Gamec di Bergamo, docente Accademia di Brera.
Il saggio, che viene presentato in collaborazione con Arte Fiera e con il sostegno di Lia Rumma, è del tutto nuovo nel panorama degli studi e degli approfondimenti sull’arte moderna e contemporanea, unisce al percorso esplicativo dell’opera d’arte e del suo tempo un dialogo serrato con il pensiero filosofico. L’autrice conduce il lettore in un viaggio seducente e intenso nella modernità fra Avanguardia e Retroguardia, fra Nichilismo ed Esistenzialismo, in compagnia di artisti e filosofi per giungere alla soglia di un’attualità dove si aprono i pensieri e le riflessioni di Francesca Nicoli, “un’empirista scettica”. Filo conduttore del libro è la domanda circa la validità del quadro ideologico “post-moderno” indagato alla luce delle poetiche di alcuni fra gli artisti di spicco nel panorama internazionale dell’arte contemporanea quali Jan Fabre, Ilya ed Emilia Kabakov, Louise Bourgeois, Cai Guo Qiang, Aidan Salakhova, Antony Gormley, Antoine Poncet e Vanessa Beecroft.

Francesca Alix Nicòli dopo gli studi classici si laurea in Storia della Filosofia e, di seguito, in Storia e Metodologia della Critica d’Arte. Le sue prime pubblicazioni vertono sul pensiero filosofico di David Hume nella produzione storiografica recente, ed escono su riviste specialistiche universitarie. Nel 2004 dà alle stampe il primo libro di critica d’arte su “Le giuste premonizioni di Fausto Melotti”. Interrompe gli impegni universitari come assistente volontaria alla cattedra di Storia della Filosofia all’Università degli Studi di Bologna e fa rientro a Carrara per prendere in mano la direzione dell’azienda di famiglia, i Laboratori Artistici Nicoli che operano dal 1835 in campo internazionale. Da allora lavora con i maggiori artisti contemporanei come production manager.
Suoi saggi specialistici sono apparsi su riviste universitarie, cataloghi e volumi collettanei di arte contemporanea, filosofia ed approfondimento critico, ed è collaboratrice di numerose riviste di settore fra le quali Flash Art, Arte e Critica, Artribune, Segno.


FRANCESCA ALIX NICÒLI
GIÙ LE MANI DALLA MODERNITÀ
Mimesis Edizioni

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giovedì 10 gennaio 2013

Danilo Martinis alla Galerie Carré Doré di Monaco

Con immenso piacere ricevo e pubblico:


La Galerie Carré Doré presenta l'artista italiano Danilo Martinis e le sue opere ad olio, un linguaggio originale ed eclettico, che crea un'alchimia tra i contrasti, i colori, le linee sinuose e rigorose geometrie.

“ Per sfuggire al mondo non c’e’ niente di più sicuro dell’Arte e niente è meglio dell’Arte per tenersi in contatto con il mondo”. GOETHE
Mi piace collegare le parole di Goethe al senso generale dell’arte di Danilo Martinis, cosi potente ed espressiva sia per l’interpretazione sia per la sua simbolicità.
I corpi sinuosi mimetizzati nei colori delle forme geometriche ci riportano a una danza che scava nella coscienza e nella memoria di tutti noi, creando un legame con l’universo, portando alla luce frammenti di vissuto, già sedimentato e poi trasfigurato in una nuova simbolicità.
In altre opere questa “danza” sembra ricondurci invece alla coscienza, tramite relazioni sempre inquiete, caratterizzate dal “gioco impossibile della verità”, dal “pensiero elementare della saggezza” e, perciò da propositi esclusivamente conoscitivi.
L’arte di Danilo Martinis può viaggiare in questo labirinto di simboli e colori con la fantasia e la memoria, che solo attraverso l’Arte possono tornare a parlare per tradursi, con tutte le implicazioni simboliche, in sollecita presenza, in una nuova occasione di positiva tensione.

MIRELLA SETZU
Art Director

Galerie Carré Doré
5 rue Princesse Caroline
98000 Monaco.
+377 97 77 12 86
gallery@carredor-monaco.com

dal 15 gennaio al 1 febbraio
inaugurazione martedì 15 gennaio ore 18


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mercoledì 9 gennaio 2013

Ricordando Giuliano Briganti

Nel Salone di Pietro da Cortona di Palazzo Barberini, a Roma, giovedì 10 gennaio - ore 10.30 - si tiene una giornata di studio per ricordare Giuliano Briganti, a vent’anni dalla sua scomparsa. Ad organizzarla è il Dipartimento di Studi Umanistici di Roma Tre, l’Ateneo dove Briganti ebbe la cattedra di Storia dell’Arte Moderna, che vuole ricordarne la figura di grande conoscitore e intellettuale, animato al contempo da competenze storico-artistiche e passione civile, qualità che lo hanno reso interprete ineguagliato dei dibattiti sulla cultura italiana in un lungo arco cronologico, dall’immediato dopoguerra fino agli anni Novanta.

In palazzo Barberini, sotto gli affreschi di Pietro da Cortona, a cui lo studioso aveva dedicato una monografia che ancora oggi occupa negli studi sulla pittura del Seicento un ruolo cardine, colleghi ed amici rifletteranno sugli ambiti di ricerca e sui testi più significativi di Giuliano Briganti, per contestualizzarli nella storia della disciplina, sottolineandone il significato innovatore al momento della loro prima comparsa e il valore di attualità che possono mantenere ancora oggi. Tra i partecipanti ci sarà, infatti, anche una allieva del Dottorato in Storia dell’Arte di Roma Tre, per dimostrare il valore esemplare che i contributi di Briganti hanno saputo conservare in relazione alle attuali ricerche di una giovane studiosa. L’attenzione di Briganti per l’arte contemporanea avrà in questa giornata due conferme d’eccezione: Luigi Ontani e Nunzio parleranno dell’intenso rapporto che con gli artisti ebbe questo studioso, e completeranno con i loro ricordi l’immagine complessa di una personalità tanto rigorosa quanto affabile e indipendente.

Oltre agli artisti, dopo i saluti di Mario De Nonno, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e di Liliana Barroero, coordinatrice del Dottorato in e conservazione dell’oggetto d’arte e di architettura, parteciperanno alla giornata Alvar González-Palacios, Anna Lo Bianco, Evelina Borea, Ludovica Trezzani, Matteo Lafranconi, Bruno Toscano, Laura Laureati, Valentina Russo, Barbara Cinelli, Ester Coen.


Roma
Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane 13
Salone di Pietro da Cortona


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