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mercoledì 26 marzo 2014

FANTASTICHE CREATURE - bestie e principesse alla Torre Medievale di Settimo Torinese

Inaugura sabato sabato 29 marzo alle 17.30, una mostra che coinvolge dodici giovani artisti piemontesi: FANTASTICHE CREATURE - bestie e principesse alla Torre Medievale di Settimo Torinese.

Organizzata in occasione del decennale della riapertura della Torre Medievale, questo luogo simbolo della città diventa contenitore di esperienze, rappresentazioni oniriche e surreali appartenenti al mondo delle favole da una parte, dall’altra di reinterpretazioni artistiche che svelano la presenza di bestie e principesse nella realtà del quotidiano.
Tra nicchie e scale ripide, i dipinti e le sculture dei dodici artisti dialogano con lo spazio e con il passato.

in mostra le opere di: Daniele Accossato, Simone Benedetto, Silvia Cammarota, Simona Castaldo, Mario Celeste, Francesco Marinaro, Erika Riehle, Kristina Ramone, Michela Ezekiela Riba, Jimmy Rivoltella, Federica Tortorella, Stefano Simone.


Torre Medievale 
Piazza V. Veneto
Settimo Torinese

dal 29 marzo al 13 aprile 2014
giorni e orario di apertura: sabato e domenica 15.00-18.00-ingresso libero
info@pluribol.org

martedì 25 marzo 2014

Primigenia



PRIMIGENIA una bipersonale di Ciro D'Alessio e Gioacchino D'Amore nella suggestiva location del Castel Dell'Ovo a Napoli. 

L’universo, le cose, la vita rappresentano punti di energia continua ed infinita che sfugge ad ogni tentativo di definizione. Solo attraverso l’uso della pittura Ciro D’Alessio e Gioacchino D’Amore sono riusciti in qualche modo ad afferrarla trasferendola su tela. La loro è una costante ricerca sull’essenza della realtà, una risalita all’origine delle cose al di là delle forme che si manifestano ad una prima percezione. Un ritorno appunto, alla natura Primigenia delle cose.

L’arte di Ciro D’Alessio è radicalizzata nella ricerca dell’armonia, del movimento, del sentimento che una data scena del mondo reale suscita in lui. Gia’ in passato i suoi lavori tendevano a questa ricerca con l’unica differenza che le sue opere erano molto più vicine agli elementi della pittura figurativa. Oggi ha maggiormente sviluppato un’attitudine contemplativa ed attenta a ciò che è fuori, lasciando alle spalle la tradizionale funzione simbolica della pittura per dedicarsi ad una pittura tutto istinto e sensazioni, completamente e volutamente a-concettuale o, se vogliamo, post concettuale, nella consapevolezza che le cose primigenie appartengono ad una sfera molto più profonda di quella in cui si muovono i simboli.

L’arte di Gioacchino D’amore è un’arte intrisa di vita, frutto di una sperimentazione di forme, tecniche e materiali. Il filo conduttore è l’energia, intesa sia in senso fisico che in senso mentale, un’energia per cui le cose sono infinite, continuano, variano e inevitabilmente portano l’artista ad aumentare la sua soglia di percezione, ad aprire un rapporto con il mondo e con quanto esso contiene. Da qui nascono i lavori che D’Amore ha realizzato tra il 1990 e il 1996, opere che sembrano uscire dall’animo profondo dell’artista, caratterizzate da una corporeità al limite tra l’umano e l’animale, con cordoni ombelicali lunghi e violacei, innesti di uomini con tre teste e un solo corpo o ancora uomini raffigurati con il corpo di animale.
Opere che sembrano apparentemente sganciate dalla realtà, come piccoli appunti sospesi nell’aria su prospettive impossibili. Corpi tormentati, a volte mutilati e decontestualizzati che sembrano sostenersi l’uno con l’altro in bilico tra figura e astrazione.



Castel Dell'Ovo
Sala delle Terrazze
VERNISSAGE GIOVEDI' 27 MARZO ORE 17.00

INGRESSO LIBERO
LUN SAB 11.00 - 19.00
DOM 10.00 - 14.00
a cura di ETRA - Valeria Polly Ferronetti
in collaborazione con
Associazione La Terra Del Sole
Muncipalità 5 Arenella - Vomero

sabato 22 marzo 2014

Ritratti d'autore 3

In attesa della nuova edizione di BilBOlbul, quattro artisti di fama internazionale saranno protagonisti di alcune lectio magistralis all’interno della serie Ritratti d’autore.
Oggi, alle 11.00, all'Accademia di Belle Arti di Via Belle Arti 54, in cattedra sale Gipi, per un incontro dal titolo "Una Storia, Tante Storie". Interviene Daniele Barbieri.

Gli incontri daranno la possibilità a studenti, appassionati e curiosi di scoprire alcuni dei nodi fondamentali del discorso artistico contemporaneo, in particolare di indagare quel territorio fluido tra disegno, fumetto, pittura e illustrazione.
Ritratti d’autore è promosso da Scuola di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli studi di Bologna e Accademia di Belle Arti, in collaborazione con Institut Française – Alliance Française Bologna

Gianni Pacinotti (Pisa, 12 Dicembre 1963), in arte Gipi, è uno dei più famosi e influenti fumettisti italiani viventi. Dopo aver frequentato un corso di fumetto tenuto da Andrea Pazienza presso la Libera Università di Alcatraz, durante gli anni novanta ha esordito con vignette e racconti brevi sulle riviste ‘Cuore’ e ‘Blue’. Il suo percorso artistico ha coinciso con l’affermazione del fumetto come linguaggio ‘adulto’. Nel primo decennio del nuovo millennio Gipi ha prodotto e pubblicato opere memorabili che hanno conquistato pubblico, critica e numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. 
A partire dal suo primo libro Esterno Notte, una raccolta di cinque racconti dipinti ad olio su tela con una spettacolare tecnica personale, Gipi ha saputo definire una poetica forte basata su un approccio originale al fumetto. Tutte le sue storie prendono spunto da fatti di cronaca e soprattutto da esperienze e ricordi personali di infanzia, adolescenza e prima giovinezza, dove l’amicizia e il ‘gruppo’ sono elementi ricorrenti ai quali fanno da sfondo paesaggi di provincia che diventano, attraverso i segni e i colori di Gipi, un luogo dell’anima. Appunti per una storia di guerrapubblicato nel 2004, è stato premiato nel 2006 come Miglior Libro al famigerato Festival di Angolulême. 
Tra il 2005 e il 2006 ha pubblicato Gli innocenti, Questa è la stanza, Hanno ritrovato la macchina e S. Nel 2008 esceLMVDM-la mia vita disegnata male, autobiografia in punta di penna alternata a una storia di pirati, libro che ripercorre la vita dell’artista con un tono particolarmente ironico e agrodolce. Nel 2013, dopo cinque anni di quasi assenza dal disegno Gipi ha presentato il suo nuovo libro dal titolounastoria (Coconino) che allo scoccare dei suoi cinquanta anni rinnova ricerca e volontà di mettersi in discussione come artista. Dedicatosi da sempre alla produzione di cortometraggi Gipi ha esordito nel 2011 come regista sul grande schermo con il film L’ultimo terrestre presentato alla 68a Mostra di Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2012 ha girato in totale autonomia il docu-film Smettere di fumare fumandopresentato alla 30a edizione del Torino Film Festival. Come illustratore Gipi collabora con il settimanale ‘Internazionale’ e con il quotidiano ‘La Repubblica’. 
Tutti i suoi libri sono pubblicati in Italia da Coconino Press. Vive in provincia di Pisa.

Accademia Di Belle Arti
Via Belle Arti, 54
Bologna


sabato 8 marzo 2014

GUALTIERO REDIVO: LA FORMA DELL’ANIMA.

Le sue opere sono stimoli, provocazioni attraverso cui sprona lo spettatore ad una visione nuova, a nuova consapevolezza, lo invita a riacquisire una vera coscienza critica liberandosi da preconcetti e ogni sorta di zavorra mentale originata da un subdolo e velenoso appiattimento culturale.
Quella di Gualtiero Redivo è una sollecitazione, un mantice che ravviva la fiamma, con i suoi nodi ci scuote dal torpore, ci chiama ad un ammutinamento intellettuale che mira a restituire dignità e significato all’opera d’arte e allo sguardo.
Il nodo, quindi, scelto in quanto elemento catalizzatore, esso è ciò che accelera e favorisce un processo, una reazione. Ogni nodo è un impulso, un defibrillatore che ripristina il nostro ritmo emotivo, un dono che Gualtiero Redivo ci fa per consentirci di porci in ascolto, ti tendere un orecchio al mondo e agli altri ma soprattutto alla nostra anima.

Cristina Polenta


Dieci campi di calcio al giorno

 

     "Sono nato a Genova nel 1946 e solo dopo qualche anno con la famiglia mi sono trasferito a Roma. A 17 anni ho iniziato spontaneamente la mia esperienza “artistica”. Nel 1969 ho partecipato alla prima mostra: una collettiva universitaria al Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Ho conseguito la laurea in matematica all’Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e ho iniziato subito a lavorare [...]
Nonostante Il lavoro mi abbia impegnato molto ho fatto sempre quadri anche se in modo saltuario e ho seguito con costanza la dinamica del mondo dell’arte [...]"



     


Il rispetto delle regole
   

Gli atei clericali


"[...] Il valore di un’immagine scaturisce dalla relazione tra l’opera d’arte e l’osservatore che trova in sé, nella sua interiorità, cultura e sistema di attese, il senso di ciò che è a lui davanti, stimolato dagli “artifici” messi in atto dall’artista. Solo al fruitore/destinatario compete la responsabilità interpretativa dell’opera perché la sua esperienza estetica non è né prevedibile, né determinabile completamente da parte dell’artista/artefice. Infatti l’idea che il visibile abbia una dimensione matematica e omogenea, ovvero sia indipendente dal soggetto percettore è stata demolita dalla scoperta delle incongruenze dell’occhio: la visione è un atto irripetibile e colui che osserva “produce” l’immagine che guarda. [...]"


 "[...]  Per ottimizzare la percezione oriento, quindi, l’immaginazione dell’osservatore a integrare in un’unica esperienza lo stimolo visivo, alimentato dalla struttura, e il processo relazionale contaminato col titolo, caratterizzato dall’avere un forte contenuto etico, sociologico e politico. In questo modo, rendo coevi l’emozione e la ragione con l’obiettivo di creare valore e far apparire l’artefatto in una nuova prospettiva come il riflesso di un pensiero non gregario, la cui forza evocativa sia in grado di modellare lo statuto dell’oggetto arricchendolo di un quid, non accessorio e ornamentale, e far evaporare quell’incompiutezza che in genere il pubblico riscontra nell’arte contemporanea.
Solo allora l’opera dilata i suoi confini, può dar forma al presente interpretando il clima del tempo e testimoniando le sue molte anime."
 
     

La normalitá negata consuma la speranza



B. immunitá

 

La povertá produce cittadinanze imperfette


"La disposizione verso la presentazione della materia, piuttosto che la rappresentazione della realtà, deriva senz’altro dalla mia formazione non accademica. Dopo un primo approccio con gli strumenti di base del fare, ho usato la materia come fonte di tensione e di ordine compositivo.
La scelta, l’accostamento e la manipolazione di materiali eterogenei danno corso a nuova vita e aprono la percezione a nuove possibilità. Quindi indagare la materia mi ha permesso non di ricercare una bellezza ma di scoprire l’anima del nostro tempo. Un’operazione che ho cercato di svolgere con meticolosità per suggerire senza traumi una forma, per passare dal caos del processo all’idea compositiva e riscoprire il dominio della coscienza.
Un fare quadri che va oltre l'esperienza informale senza rinunciare all'espressività e al dramma, pretendendo di poter sostenere lo sguardo collettivo e creare quindi le condizioni necessarie per dedurre senso dalla esplorazione della fisicità della materia."




Ci riguarda la disperazione degli immigrati..

martedì 4 marzo 2014

"Nunc est bibendum" grande successo per gli artisti del Premio Enogenius 2013

Si è conclusa venerdì 28 febbraio presso Galleria 25 la mostra delle opere finaliste del Premio Enogenius 2013, concorso internazionale di pittura contemporanea finalizzato alla promozione attraverso l’arte del vino rosso Aglianico del Vulture e del suo territorio di produzione.

Inaugurata lo scorso 12 gennaio, la mostra era stata inizialmente programmata fino al 9 febbraio, ma poi prorogata per consentire una maggiore affluenza di visitatori.
Coordinato per il quinto anno consecutivo dall’associazione di promozione sociale Orme, attiva dal 2008 sul territorio lucano nell’organizzazione di eventi culturali e nella comunicazione d’arte, il Premio Enogenius è stato preceduto quest’anno da una una campagna di raccolta fondi online, attuata grazie al cosiddetto “crowdfunding”, un sistema di finanziamento collettivo che sfrutta il grande potenziale di diffusione dei social media per attirare sostenitori e promotori di qualsiasi iniziativa, prodotto o servizio ritenuto creativo ed innovativo.
Il bando di concorso è stato lanciato nel mese di ottobre 2013 ed ha coinvolto giovani artisti emergenti al di sotto dei 40 anni, che hanno dovuto attenersi al tema prescelto, rappresentato dalla frase latina “Nunc est bibendum”, esortazione a brindare con cui il poeta Orazio inizia la sua Ode I, 37. Come sempre le adesioni, oltre 40, sono giunte da ogni parte d’Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Sardegna, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia) e anche dall’estero (Slovenia, Albania, Slovacchia, Polonia). Tra tutte le opere candidate, la giuria tecnica del concorso, formata da esperti d’arte di alto profilo, ne ha selezionate 19, da esporre nella mostra collettiva a chiusura della manifestazione.
Una ulteriore valutazione della giuria, effettuata sulla base di criteri di qualità, ricerca, originalità e contemporaneità, ha permesso di decretare le tre opere migliori, annunciate nel corso della cerimonia di premiazione, che ha coinciso con l’apertura della mostra al pubblico. Vincitrice è risultata l’opera intitolata “Le nuove cortigiane” dell’artista bolognese Matteo Felloni, ritenuta la migliore in concorso dal punto di vista estetico, concettuale e tecnico, in particolare per la modernità comunicativa dimostrata nel rappresentare la diffusa malinconia e la solitudine esistenziale del nostro tempo. Al secondo posto il dipinto “Il nettare degli dei” di Alessandro Allegra, apprezzato soprattutto per la capacità dell’artista di rivisitare il mito attraverso l’ironia. Terza classificata è stata nominata l’opera “Il diavolo e l’acqua santa” di Olimpia Siciliano, che ha saputo comunicare i contenuti del tema in una composizione pittorica seducente ed equilibrata.
Per confermare e accrescere il successo della manifestazione, la macchina organizzativa del Premio Enogenius è già al lavoro per preparare la sesta edizione del concorso, ormai diventato un appuntamento immancabile del calendario di eventi culturali che si svolgono durante l’anno sul territorio lucano.
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