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mercoledì 28 maggio 2014

Erika Azzarello al Thai Princess

La prossima mostra di Art Open Space, che andrà online nel mese di Luglio, sarà dedicata ad Erika Azzarello. Questa formidabile artista inaugura domani una sua personale al Thai Princess di Catania. La mostra è curata da Benedetta Spagnuolo e fa parte di un ciclo di personali che rientrano nel progetto da lei ideato dal titolo "Artisti d'avorio".
Di seguito un estratto del  testo critico di Benedetta Spagnuolo dedicato ad Erika Azzarello

Erika Azzarello è un’artista di origine catanese che ha sempre concepito l’arte del disegno e della pittura come fonte di espressione vitale, un’esigenza mentale che sfocia nella rappresentazione di infiniti corpi.
L’artista ama sperimentare varie tecniche su carta e tela, passa dalla morbidezza del pastello alla corposità dell’olio, dalla grafite alle matite colorate, fino ad arrivare alla graffiante biro. Molti dei suoi lavori sono il risultato di tecniche miste, questo perché l’artista vuole essere eclettica agli occhi dell’osservatore ma soprattutto agli occhi dello stesso soggetto rappresentato. Erika però rimane folgorata dal tratto netto ed intrecciato che emana la sua biro, un segno indelebile su corpi morbidi, una traccia di storia che segue e prosegue.
Il mondo di Erika è sicuramente cosparso da corpi femminili, i suoi soggetti sono donne che raccontano affetti personali attraverso corpi, pelle, volti e mani. Dal particolare si passa ad osservare l’intera figura ed infine si arriva a toccarne la riservata anima.
I corpi femminili, anche se rappresentati senza veli, appaiono sempre dietro qualcosa che li rende misteriosi ed enigmatici, il corpo non è mai volgare, è un labirinto dal percorso tortuoso e dall’arrivo sorprendente.
Dal particolare all’anima, le donne di Erika amano se stesse, non si svelano mai del tutto, rimangono enigmi davanti agli occhi dell’osservatore; colui che le guarda deve prima contemplare e poi solo dopo scoprire, colui che le desidera deve prima perlustrare l’intreccio della pelle e poi solo dopo potrà portarsele via per sempre. [...]



Thai Princess
Viale Africa, 31, Catania
+39.333.1918404
H: 19:30-23:30
dal 29 maggio al 4 giugno


mercoledì 21 maggio 2014

TRA.ME Paesaggi interiori - PAOLA RATTAZZI a Palazzo Ottolenghi

Un nuovo importante appuntamento per l'artista Paola Rattazzi la vede protagonista di una personale curata da Paolo Infossi che si inaugura sabato 31 maggio a Palazzo Ottolenghi, con il Patrocinio del Comune e della Fondazione Palazzo Mazzetti di Asti; la sua è la terza delle sette mostre di arte contemporanea previste nell’ambito della rassegna: Crêuza de mä. Mulattiere d’arte e di confine, organizzate in concomitanza della mostra Asti nel Seicento, evento culturale di grande interesse allestito a Palazzo Mazzetti .

Il progetto di Paola Rattazzi: TRA.ME Paesaggi interiori, è un’ampia rassegna, che raccoglie una quarantina di opere tra dipinti e sculture, dove l’artista affronta il tema del rapporto dell’individuo con la sua terra di origine; dalle tradizioni popolari ai legami affettivi, gli intrecci che compongono la trama di un “vissuto”.

Nei suoi quadri, Paola Rattazzi, sovrappone vari strati di materia e di colore, così come i ricordi e le emozioni si sedimentano in noi. Nascono così i suoi paesaggi, i campi coltivati, i frutteti, opere di notevole sensibilità lirica che intendono rappresentare il riavvicinamento alle sue radici, attraverso il recupero della memoria come patrimonio primordiale, l’inesauribile fonte a cui attingere per mantenere un contatto, aprendo un varco, tra passato e presente.

I suoi lavori si collocano nel ricordo che ci lega al nostro territorio e alle relazioni che in quei luoghi sono nate e si sono consumate. Scrive Paolo Infossi: «… Sono paesaggi reali o immaginari, luoghi e non luoghi, raccolti in impressioni che riflettono le sue profonde emozioni cogliendone il senso, il riflesso, il respiro, l’attimo. In questi lavori il paesaggio e l’anima, sono strettamente legati, connaturati. Intimamente legati come s’incontra di rado nel lavoro di un artista. Anima e paesaggio, descritti con toni avvolgenti e coinvolgenti. Parlano della natura, catturandone gli elementi sostanziali, per svelare un ambiente ideale, un paesaggio affettivo, che diviene anche “casa” …»



Inaugurazione: Sabato 31 maggio, ore 18,00 
PALAZZO OTTOLENGHI
Corso Alfieri, 350 - 14100 ASTI
Orari:
da martedì a domenica, 10.30 | 19.30
(ultimo ingresso 18.30)
giorni festivi sempre aperto
lunedì chiuso (ad eccezione del 2 giugno)
Ingresso libero

paolarattazzi.wordpress.com




venerdì 16 maggio 2014

Speciale Premio Matteo Olivero

Recentemente si è conclusa l’edizione 2014 di Saluzzo Arte, manifestazione che assegna il prestigioso Premio Matteo Olivero. E’ stato per me motivo di soddisfazione e immenso piacere, apprendere che quest’anno ha visto vincitore GUALTIERO REDIVO, un artista che apprezzo in modo particolare perchè in grado, attraverso i suoi NODI, di comunicare con un linguaggio unico e universale che fornisce occasioni di preziosi momenti di riflessione.

E’ con Gualtiero Redivo che ho inaugurato la prima rassegna d’arte di Art Open Space, e penso che non vi sia occasione e artista migliore per inaugurare anche la Collezione Art Open Space.


Í Ô


Un gran finale per la XIX Edizione di Saluzzo Arte, conclusasi il 4 Maggio u.s. con l’assegnazione del XXXVI Premio Matteo Olivero.
La Commissione artistica incaricata e composta da Marilina Di Cataldo, Giornalista, Critico d’arte, Torino -  Elena Piacentini, Giornalista, Vinovo -  Andrea Domenico Taricco, Critico d’arte e giornalista, Torino e Michele Antonio Fino, Presidente della Fondazione Amleto Bertoni, riunitasi in data 3 maggio, si è così espressa: 
Il XXXVI Premio Matteo Olivero per la pittura è stata assegnato, quest’anno, all’opera: “Quando il potere indossa la maschera della religione” di Gualtiero Redivo di Roma, con la seguente motivazione: “L’opera di Gualtiero Redivo è una tecnica mista capace di coinvolgere direttamente l’aspetto ricettivo dei fruitori. Una sorta di testo sacro viene sigillato da un nastro/straccio che rappresenta il fiore delle illusioni a cui noi tutti siamo legati. Il tempo della Storia viene codificato oltre la parete/copertina di quel libro che agglomera i significanti ai suoi significati, sigillandoli mediante le fragili certezze che varieranno con lo scorrere dei secoli. La maschera dell’umiltà crolla nel suo divenire e l’arte diviene l’unico mezzo per giungere a simili consapevolezze. Il totem delle finzioni continua però ad essere venerato”. 
Il Premio della Critica è stato assegnato all’opera “Yes You” di Franco Fasano di Settimo torinese, con la seguente motivazione:  “L’artista dipinge con morbidi impasti cromatici capaci di restituire, all’esito finale, lo slancio e la leggerezza creative del gesto originario. L’opera proposta non è tanto “realistica” quanto “figurativa”. In essa, infatti, l’intelligenza della struttura prevale sul bisogno immediato di riprodurre la nuda realtà di un fotogramma”.
Il secondo Premio per la pittura è stato assegnato all’opera “Alla foce del Gilao” di Mariangela Redolfini di Torino, con la seguente motivazione:L’ordine costituito indica una costruzione rigorosa e armonicamente interessante del paesaggio: l’intreccio cromatico e formale perfettamente bilanciato, permettono una visione al di fuori della convenzione”.
Terzo Premio per l’opera: “Oltre il blu” di Rita Scotellaro di Salassa (Torino), con la seguente motivazione: “Oltre il blu è una tecnica mista su tela che induce lo sguardo dell’osservatore ad agganciarsi a dati razionali costituiti dal colore, quasi come se la visione del mondo reale fosse sfocata da una lente immaginaria, sino a naufragare nella potenza dinamica del colore. Secondo queste premesse la figurazione si astrae ed i riferimenti razionali del cielo, del mare o di un presumibile uccello, divengono astrazioni cromatiche dettate dal puro simbolismo dei sensi. Opera di sintesi, dunque, tra astrazione e figurazione in cui l’onirico desiderio di agganciarsi a qualcosa di concreto sublima in uno sguardo interiore che l’osservatore dovrà compiere con la propria sensibilità”.
La menzione d’onore con diritto di riproduzione dell’opera in catalogo è stata assegnata all’opera: “Riflessi” di Ingrid Barth di Pino Torinese con la seguente motivazione: “L’interessante l’opera di Ingrid Barth colpisce il senso del micro e del macro scandito dal lento ed inesorabile scorrere del tempo. Siamo in presenza del micro, secondo la visione distorta d’un universo in miniatura, quasi come se venissero descritte le venature d’una foglia caduta da un albero adagiata su una pozza d’acqua. Entriamo nel macro quando scorgiamo un possente albero riflesso su uno specchio d’acqua. Il simbolismo di riferimento predilige una composizione figurativa ottenuta dallo slancio cromatico che indaga la grazia secondo una meticolosa composizione di stati d’animo cristallizzati in forme. Questo dialogo interiore scaturisce in una sinfonia visiva.
L’artista parla all’osservatore senza la pretesa di voler imporre nulla. Emerge una positività pittorica del colore, un’immediatezza del sentire che è completamente aliena da strabismi concettuali. La compostezza della composizione sottolinea quella libertà dell’informale che accentua lo spirito costruttivo e di ricerca”.
Hanno ottenuto una menzione di merito con diritto di riproduzione dell’opera in catalogo: Luca Mondelli di Piasco e Alan Sardella di Torino.
Il Primo Premio per la Sezione grafica è stato assegnato all’incisione: “Lùbrico” di Stefano Allisiardi di Cuneo Con la seguente motivazione: “Lùbrico di Stefano Allisiardi rompe il senso estetico della bellezza o della gradevolezza dell’immagine affrontando con dovizia la ricerca del macabro per mezzo d’un soggetto particolare. Una sorta di identikit della mostruosità in cui una figura obesa, malata, sgraziata compare in tre istantanee che ce la restituiscono frontale, di profilo e di spalle. Eppure nella profondità dello sguardo dell’essere rappresentato v’è una scintilla che lo riconduce ad un senso di umanità. Un luccichio, come un lampo a ciel sereno che porta il mostruoso, insito in noi, a ritrovare la luce e indurre la razionalità ad accettare la diversità. L’estetica oltrepassa sé stessa e la morale vince sulla forza dello sguardo.
Un linguaggio incisorio rigoroso e sicuro consente all’artista una conduzione dell’immagine omogenea e senza cedimenti: non vi sono zone inerziali, né cadute di tensione espressiva nella modulazione plastica delle masse ottenute con un tratteggio fitto, mediante segni acuti e brevi”.
L’artista si aggiudica anche il Premio speciale della Giuria, consistente di una Borsa di studio, dotata di €. 500,00 con la seguente motivazione:Il tratto drammatico, la sfumatura assente, i neri profondi e inquieti conferiscono alle immagini una morbidezza e intensità peculiari che individuano una conoscenza e una padronanza tecnica innovativa”.
Secondo premio per l’opera: “La cava” di Marco Tallone di Revello con la seguente motivazione: “Morbide sinuosità cromatiche, riflessi luminescenti nei segni liberi sono elementi che confluiscono in un’idea compositiva che traduce echi istintivi e nel contempo ragionati. La superficie appare leggera e vibrante mentre la raffigurazione sembra seguire le misurate linearità della mente”.
Il Premio Speciale per la Valorizzazione dell’opera incisoria è stato assegnato all’opera: “Evoluzione 01” di Michelangelo Biolatti di Savigliano, con la seguente motivazione: “L’artista, attraverso una serie di proposte grafiche, delinea una singolare e euritmica composizione. L’artista ha infatti creato una caleidoscopica figurazione conducendo lo sguardo dell’osservatore alla parte centrale in cui presiede e ìmpera il vero protagonista dell’opera”.
     Chiude quindi i battenti un’edizione, una rassegna che non ha smentito le favorevoli previsioni dei curatori, destando notevole curiosità ed interesse anche al di là dei confini provinciali. 

sabato 3 maggio 2014

PAOLA RATTAZZI: CON ALTRI OCCHI

Un viaggio attraverso il colore e la fantasia, per vedere il mondo “Con altri occhi”, quelli di Paola Rattazzi, che ci accompagna nella sua speciale realtà, una dimensione in equilibrio tra incanto e meraviglia, tra ciò che si è e quello che si è stato.
La sua è una pittura originale e di grande sensibilità lirica, in grado di rivoluzionare persino la rappresentazione di un tema classico come quello del paesaggio.
Il sogno è il fulcro della sua poetica, massima espressione di sé, della sua vita di donna e di artista, attraverso cui filtra, analizza e reinterpreta tutto ciò la circonda per materializzare su tela la sua visione onirica del mondo reale.
Un universo che fin qui nessuno aveva raccontato, denso e limpido allo stesso modo, dove nulla risulta superfluo o eccessivo, non un dettaglio, non un accostamento cromatico, non un segno.
Tutto è estremamente armonioso e bilanciato, in ogni quadro trovi la magia di un destino che si compie, di un cerchio che si chiude, una realtà in cui tutto torna, dove ogni cosa è al suo posto e dove ti ci scopri anche tu, mentre stai lì rapita a guardare il mondo con gli occhi di Paola.

Cristina Polenta





COME.TE


DISSOLVERSI



"Il sogno è un grande protagonista della mia vita. Quand’ero piccola vivevo in un mondo tutto mio, rielaboravo la realtà creando immagini fantastiche. 
Ancora oggi è così: nei miei quadri racconto delle “storie” che appartengono ai miei sogni ma anche alla memoria.
 Osservo la realtà filtrandola, analizzandola ed interpretandola, colgo l’essenza degli elementi paesaggistici cercando di catturali in una puntigliosa sintesi morfologica; nascono così i paesaggi insoliti, inattesi, descritti come in una fantastica visione onirica."





FOLIAGE


FOLIAGE


  

I GIOCHI DEL VENTO
(POMERIGGIO ALLE CESANE)
 "Mi è capitato in passato di fare un sogno ricorrente: correvo in un prato cercando di sollevarmi, saltavo per librarmi in aria, cadevo, ricominciavo, finché alla fine riuscivo a prendere il volo, leggera e libera.
Al mattino, svegliandomi, mi sembrava di avere le ali. [...]"




I RICORDI APPESI AL VENTO


IL GIARDINO DELLA FELICITA'




LA STRADA ROMANTICA


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