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venerdì 16 maggio 2014

Speciale Premio Matteo Olivero

Recentemente si è conclusa l’edizione 2014 di Saluzzo Arte, manifestazione che assegna il prestigioso Premio Matteo Olivero. E’ stato per me motivo di soddisfazione e immenso piacere, apprendere che quest’anno ha visto vincitore GUALTIERO REDIVO, un artista che apprezzo in modo particolare perchè in grado, attraverso i suoi NODI, di comunicare con un linguaggio unico e universale che fornisce occasioni di preziosi momenti di riflessione.

E’ con Gualtiero Redivo che ho inaugurato la prima rassegna d’arte di Art Open Space, e penso che non vi sia occasione e artista migliore per inaugurare anche la Collezione Art Open Space.


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Un gran finale per la XIX Edizione di Saluzzo Arte, conclusasi il 4 Maggio u.s. con l’assegnazione del XXXVI Premio Matteo Olivero.
La Commissione artistica incaricata e composta da Marilina Di Cataldo, Giornalista, Critico d’arte, Torino -  Elena Piacentini, Giornalista, Vinovo -  Andrea Domenico Taricco, Critico d’arte e giornalista, Torino e Michele Antonio Fino, Presidente della Fondazione Amleto Bertoni, riunitasi in data 3 maggio, si è così espressa: 
Il XXXVI Premio Matteo Olivero per la pittura è stata assegnato, quest’anno, all’opera: “Quando il potere indossa la maschera della religione” di Gualtiero Redivo di Roma, con la seguente motivazione: “L’opera di Gualtiero Redivo è una tecnica mista capace di coinvolgere direttamente l’aspetto ricettivo dei fruitori. Una sorta di testo sacro viene sigillato da un nastro/straccio che rappresenta il fiore delle illusioni a cui noi tutti siamo legati. Il tempo della Storia viene codificato oltre la parete/copertina di quel libro che agglomera i significanti ai suoi significati, sigillandoli mediante le fragili certezze che varieranno con lo scorrere dei secoli. La maschera dell’umiltà crolla nel suo divenire e l’arte diviene l’unico mezzo per giungere a simili consapevolezze. Il totem delle finzioni continua però ad essere venerato”. 
Il Premio della Critica è stato assegnato all’opera “Yes You” di Franco Fasano di Settimo torinese, con la seguente motivazione:  “L’artista dipinge con morbidi impasti cromatici capaci di restituire, all’esito finale, lo slancio e la leggerezza creative del gesto originario. L’opera proposta non è tanto “realistica” quanto “figurativa”. In essa, infatti, l’intelligenza della struttura prevale sul bisogno immediato di riprodurre la nuda realtà di un fotogramma”.
Il secondo Premio per la pittura è stato assegnato all’opera “Alla foce del Gilao” di Mariangela Redolfini di Torino, con la seguente motivazione:L’ordine costituito indica una costruzione rigorosa e armonicamente interessante del paesaggio: l’intreccio cromatico e formale perfettamente bilanciato, permettono una visione al di fuori della convenzione”.
Terzo Premio per l’opera: “Oltre il blu” di Rita Scotellaro di Salassa (Torino), con la seguente motivazione: “Oltre il blu è una tecnica mista su tela che induce lo sguardo dell’osservatore ad agganciarsi a dati razionali costituiti dal colore, quasi come se la visione del mondo reale fosse sfocata da una lente immaginaria, sino a naufragare nella potenza dinamica del colore. Secondo queste premesse la figurazione si astrae ed i riferimenti razionali del cielo, del mare o di un presumibile uccello, divengono astrazioni cromatiche dettate dal puro simbolismo dei sensi. Opera di sintesi, dunque, tra astrazione e figurazione in cui l’onirico desiderio di agganciarsi a qualcosa di concreto sublima in uno sguardo interiore che l’osservatore dovrà compiere con la propria sensibilità”.
La menzione d’onore con diritto di riproduzione dell’opera in catalogo è stata assegnata all’opera: “Riflessi” di Ingrid Barth di Pino Torinese con la seguente motivazione: “L’interessante l’opera di Ingrid Barth colpisce il senso del micro e del macro scandito dal lento ed inesorabile scorrere del tempo. Siamo in presenza del micro, secondo la visione distorta d’un universo in miniatura, quasi come se venissero descritte le venature d’una foglia caduta da un albero adagiata su una pozza d’acqua. Entriamo nel macro quando scorgiamo un possente albero riflesso su uno specchio d’acqua. Il simbolismo di riferimento predilige una composizione figurativa ottenuta dallo slancio cromatico che indaga la grazia secondo una meticolosa composizione di stati d’animo cristallizzati in forme. Questo dialogo interiore scaturisce in una sinfonia visiva.
L’artista parla all’osservatore senza la pretesa di voler imporre nulla. Emerge una positività pittorica del colore, un’immediatezza del sentire che è completamente aliena da strabismi concettuali. La compostezza della composizione sottolinea quella libertà dell’informale che accentua lo spirito costruttivo e di ricerca”.
Hanno ottenuto una menzione di merito con diritto di riproduzione dell’opera in catalogo: Luca Mondelli di Piasco e Alan Sardella di Torino.
Il Primo Premio per la Sezione grafica è stato assegnato all’incisione: “Lùbrico” di Stefano Allisiardi di Cuneo Con la seguente motivazione: “Lùbrico di Stefano Allisiardi rompe il senso estetico della bellezza o della gradevolezza dell’immagine affrontando con dovizia la ricerca del macabro per mezzo d’un soggetto particolare. Una sorta di identikit della mostruosità in cui una figura obesa, malata, sgraziata compare in tre istantanee che ce la restituiscono frontale, di profilo e di spalle. Eppure nella profondità dello sguardo dell’essere rappresentato v’è una scintilla che lo riconduce ad un senso di umanità. Un luccichio, come un lampo a ciel sereno che porta il mostruoso, insito in noi, a ritrovare la luce e indurre la razionalità ad accettare la diversità. L’estetica oltrepassa sé stessa e la morale vince sulla forza dello sguardo.
Un linguaggio incisorio rigoroso e sicuro consente all’artista una conduzione dell’immagine omogenea e senza cedimenti: non vi sono zone inerziali, né cadute di tensione espressiva nella modulazione plastica delle masse ottenute con un tratteggio fitto, mediante segni acuti e brevi”.
L’artista si aggiudica anche il Premio speciale della Giuria, consistente di una Borsa di studio, dotata di €. 500,00 con la seguente motivazione:Il tratto drammatico, la sfumatura assente, i neri profondi e inquieti conferiscono alle immagini una morbidezza e intensità peculiari che individuano una conoscenza e una padronanza tecnica innovativa”.
Secondo premio per l’opera: “La cava” di Marco Tallone di Revello con la seguente motivazione: “Morbide sinuosità cromatiche, riflessi luminescenti nei segni liberi sono elementi che confluiscono in un’idea compositiva che traduce echi istintivi e nel contempo ragionati. La superficie appare leggera e vibrante mentre la raffigurazione sembra seguire le misurate linearità della mente”.
Il Premio Speciale per la Valorizzazione dell’opera incisoria è stato assegnato all’opera: “Evoluzione 01” di Michelangelo Biolatti di Savigliano, con la seguente motivazione: “L’artista, attraverso una serie di proposte grafiche, delinea una singolare e euritmica composizione. L’artista ha infatti creato una caleidoscopica figurazione conducendo lo sguardo dell’osservatore alla parte centrale in cui presiede e ìmpera il vero protagonista dell’opera”.
     Chiude quindi i battenti un’edizione, una rassegna che non ha smentito le favorevoli previsioni dei curatori, destando notevole curiosità ed interesse anche al di là dei confini provinciali. 
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