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mercoledì 30 settembre 2015

Catalogando: SELENIA BOSSO

.:: catalogo::.
Le sue donne sono l’emblema di una bellezza che non nasce dalla perfezione estetica ma, al contrario, dall'insieme di quelle imperfezioni, di quelle mille sfumature, che rendono ogni corpo unico e diverso dagli altri, in grado di parlare e di raccontare di sé. Nudi di donna carichi di personalità, di un’essenza che erompe dalle forme accentuate e dalla semplicità degli eccessi.
"Ho sempre sentito la necessità di disegnare e di dipingere; forse perché la pittura ti permette di essere completamente libero, e puoi esprimere quello che senti, o quello che sei, senza doverlo razionalizzare. La pittura è diretta, è sincera, dipingendo non si può mentire. La bellezza di un quadro è data anche dal fatto che attraverso di esso è possibile cogliere alcuni aspetti della personalità dell'artista e della sua visione del mondo. Così, mentre l'artista racconta qualcosa con la sua opera, allo stesso tempo l'opera racconta qualcosa dell'artista.
Il tema dei miei quadri è quasi sempre il nudo femminile; tema che mi affascina da sempre, tramite il quale vorrei rappresentare la bellezza più intima e naturale che appartiene ad ogni donna. È di solito una nudità totale, attraverso la quale voglio spogliare le mie donne di tutto il superfluo, lasciandole libere di mettersi veramente a nudo, senza vergogna e in modo naturale. Un po' in bilico tra antico e moderno, le mie donne sono poste in una dimensione al di fuori dello spazio e del tempo." Selenia Bosso

Selenia Bosso nasce a Chieti nel 1987 e, dopo una parentesi di 5 anni vissuti in Venezuela, a dodici anni si trasferisce con la famiglia a Milano. Qui trascorre la sua adolescenza, appassionandosi presto al mondo dell'arte ed in particolare alla pittura. Nel 2006 si diploma al liceo artistico Umberto Boccioni, con indirizzo figurativo, e negli stessi anni inizia a dipingere per conto proprio, portando a termine i suoi primi lavori.
Da sempre affascinata dal fermento artistico sviluppatosi in Europa, e soprattutto a Parigi, nei primi anni del Novecento, i suoi quadri si ispirano principalmente ai pittori di quel periodo.
Nel 2015 è tra i finalisti della sezione pittura nella quarta edizione del concorso "Who Art You?".

PREMIO ARTE LAGUNA

Il Premio Arte Laguna, organizzato dall' Associazione Culturale MoCA - Modern Contemporary Art - in collaborazione con lo Studio Arte Laguna, è giunto alla sua decima edizione.
Il concorso, ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica Italiana ed è patrocinato tra gli altri dal Ministero degli Esteri, Regione del Veneto, Università Cà Foscari di Venezia, IUAV, Istituto Europeo di Design.

Il bando prevede l’assegnazione di 6 premi in denaro da € 7.000 ciascuno, l’allestimento di un’importante esposizione collettiva all’Arsenale di Venezia, 4 mostre in Gallerie d’Arte Internazionali, 2 collaborazioni con Aziende, 7 Residenze d'Arte, 3 partecipazioni a Festival Internazionali e pubblicazione del catalogo.
Il Premio è aperto a tutti gli Artisti, senza limiti di età, sesso, nazionalità o altra qualificazione.
Ogni artista può partecipare con una o più opere anche a più sezioni.
Le discipline ammesse sono: Pittura - Scultura e Installazione - Arte fotografica - Video Arte - Performance - Arte Virtuale e Digitale - Arte Ambientale/Land Art
La selezione delle Opere candidate sarà effettuata da una giuria internazionale composta da 11 membri suddivisi nelle sei sezioni di concorso. Curatore e presidente della giuria è Igor Zanti, critico d’arte.

Gli artisti possono iscriversi entro il 18 Novembre 2015 con le modalità descritte sul bando.
Il premio prevede una quota di partecipazione.

info e bando completo su premioartelaguna.it

martedì 29 settembre 2015

Replica del direttore artistico Gaetano Pallozzi sul danneggiamento dell'opera al Premio Sulmona

Il direttore artistico del Circolo di arte e cultura “Il Quadrivio” di Sulmona, organizzatore del 42° Premio Sulmona – Rassegna internazionale di arte contemporanea, interviene sulla vicenda relativa al danneggiamento dell’opera “L’ultima cena” dell’artista MAD  - Gianni Colangelo - di Introdacqua (L’Aquila).
“Mi spiace per quanto accaduto”, ha affermato Gaetano Pallozzi, “tra l’altro sono stato io a scegliere e a invitare l’opera “L’ultima cena” al Premio Sulmona, così come ho avvisato tempestivamente l’artista MAD (Gianni Colangelo) del danneggiamento dell’opera. Tra l’altro sono stato io a scoprire l’accaduto. Ieri, come ogni mattina, sono andato alla Pinacoteca per visionare le opere e mi sono ritrovato davanti il pannello caduto e l’opera danneggiata. Come organizzazione ci siamo mossi subito ed abbiamo tempestivamente avvisato MAD. In 42 anni non si era mai verificato un episodio di questo tipo. Ancora non riusciamo a capire come sia caduto il pannello che si trovava dietro l’opera di MAD, visto che era ben saldo. Trattandosi di un’opera molto originale non vorrei che qualche vandalo, estraneo completamente al mondo dell’arte, abbia elaborato - in modo doloso – un’azione per provocare la caduta del pannello e di conseguenza il danneggiamento dell’opera. E’ nostra intenzione presentare una circostanziata denuncia alle autorità competenti allo scopo di salvaguardare l’immagine del Premio Sulmona e dei responsabili del Polo Civico Museale di Santa Chiara. Una decisione che vorremmo fosse condivisa anche dall’artista”.
Intanto il circolo di arte e cultura “Il Quadrivio” ha chiesto l’intervento del Comune di Sulmona al fine di inviare sul posto il personale competente per ripristinare il pannello.
“Resta il rammarico”, conclude Pallozzi, “per il danneggiamento dell’opera. Il taglio di fondi subito negli ultimi anni ci ha portato a forti tagli di bilancio, che si sono riversati anche sulle spese assicurative, oltre a dover richiedere – cosa di cui mi duole molto – un contributo ad ogni singolo artista e la liberatoria da ogni responsabilità”.

Il Premio Sulmona, vinto quest’anno da Roberta Buttini di Genova, potrà essere visitato fino a sabato 3 ottobre, dalle ore 9:00 alle 13:00 e dalle ore 15:30 alle 19:00 (ingresso gratuito). La cerimonia di premiazione, presentata dalla giornalista Daniela Miniucchi (Rai 2), si svolgerà alle ore 17:30 di sabato 3 ottobre, e prevede anche l’assegnazione del Premio di giornalismo. La manifestazione ha visto quest’anno in giuria i critici e storici dell’arte Vittorio Sgarbi, Carlo Fabrizio Carli, Toti Carpentieri, Giorgio Di Genova, Enzo Le Pera, Massimo Pasqualone, Duccio Trombadori, Maurizio Vitiello e dal segretario e organizzatore della rassegna Gaetano Pallozzi.

venerdì 25 settembre 2015

Danneggiata un'opera al Premio Sulmona

Increscioso incidente per l’artista abruzzese Gianni Colangelo - alias MAD - tra i partecipanti al Premio Sulmona con la sua opera cinetica dal titolo L’Ultima Cena; un pannello che si trovava dietro la scultura è crollato e l’ha travolta, spezzandola in due. Si tratta di un evento fortuito, ma l’artista si dice rattristato e incredulo dal modo in cui è venuto a conoscenza dell’accaduto, difatti, afferma di
aver ricevuto una telefonata da un suo conoscente con cui lo avverte che la sua opera in esposizione al Polo Civico Museale di Santa Chiara è delimitata da sedie in quanto il pannello di legno e  cartongesso che si trovava alle sue spalle ha ceduto ed è caduto rovinosamente sulla scultura danneggiandola notevolmente.
Recatosi immediatamente sul posto, Gianni Colangelo, ha trovato la sua opera schiacciata sotto il peso del pannello e praticamente divisa in due parti, nonostante si trattasse di un'opera in ferro, quindi molto robusta e resistente. "Le cose potrebbero essere potute andare anche peggio - confida l'artista - perché i visitatori, abitualmente, sostano in quel punto per osservare l’opera, ma fortunatamente in quel momento non transitava nessuno."
MAD racconta di non ha ricevuto alcun avviso da parte degli organizzatori della mostra riguardo l’accaduto e di questo è molto amareggiato: “Non solo per partecipare ad un evento espositivo occorre autotassarsi della cifra di 100 euro, ma si vede, seppur accidentalmente, la propria opera distrutta. Certe cose non dovrebbero accadere in un premio importante come il Premio Sulmona o quantomeno sarebbe opportuno avvisare dell’accaduto in primis il diretto interessato. Questo è il rispetto che si ha dell’arte e della cultura...”
Oltre al danno l’artista deve subire anche la beffa, perché sembrerebbe che l’opera, del valore di circa 5000 euro, non sarà rimborsata, in quanto la mostra non è coperta da alcuna assicurazione e grazie alle liberatorie gli organizzatori declinano ogni responsabilità.
Visto come stanno le cose, è auspicabile che Gianni Colangelo riesca quantomeno a restaurare la sua scultura, anche perché, dopo tanti successi fuori dal proprio territorio, un ritorno in patria così, proprio non se lo merita.

venerdì 18 settembre 2015

JASMINA ROJC: ESSERE E SENTIRE

I sogni di bambina che divengono realtà, un'amore sconfinato per l'arte, per la natura e per la propria terra, rappresentano "i fondamentali" della vita di Jasmina Rojc.
Artisticamente predilige esprimersi attraverso la pittura, passione che coltiva da sempre e per la quale si è trasferita in Italia per perfezionarsi all'Accademia di Belle Arti di Venezia.
I suoi dipinti sono un'esplosione di colori, di guizzi, di linee dinamiche e di luce, attraverso cui rappresenta, con un linguaggio informale, il paesaggio e il suo mutare con l'avvicendarsi delle stagioni.
Le linee circolari che ricorrono e si rincorrono nelle sue tele, rappresentano il cambiamento, l'evoluzione delle cromie che con il passare dei mesi e l'alternarsi dei cicli stagionale si manifesta. Ogni stagione riveste la natura con delle tinte diverse, ognuna di esse è a suo modo una tavolozza con specifiche tonalità, i toni del marrone e dell'arancio in autunno con i gialli delle foglie cadenti, o i verdi accesi della primavera dove i campi sono un tripudio di sfumature smeraldo. Jasmina Rojc ci affascina con le sue tele colorate, ricche di velature e di linee in movimento a cui riesce a dare un senso di profondità tale che ti sembra di entrare all'interno della tela, di addentrarti in quel suo mondo variopinto; ecco che ogni quadro diventa un viaggio, un'esperienza, una testimonianza di vita vissuta, una traccia tangibile del suo modo di essere e del suo modo di sentire.

Cristina Polenta




VOLTEGGIO


"La pittura è il mio punto di partenza, la base essenziale per la mia arte. Il limite bidimensionale della tela appaga abbastanza le mie aspettative, in più sono legata ai colori ad olio perchè mi permettono le migliori possibilità espressive, questa tecnica pittorica lascia creare finissime velature trasparenti e permette di ottenere effetti di luce e di profondità."




INCLINE





ICE FLOWERS



"[..] basta avere un gran desiderio di imparare molte cose nuove e poi tutto il resto arriva da sé, l’importante è seguire il proprio istinto e le proprie aspirazioni e fare le cose che ti piacciono"

                                                             


                 

EXPLOSIVE MIXTURE




ROLLING FLOWERS

LAGOON




"L’ispirazione la prendo da tutto quello che vedo, spesso nelle cose o nei momenti molto semplici e quotidiani, di solito le idee migliori emergono da situazioni casuali e accidentali che prendono forma all’improvviso."



SAILOR

"Il paesaggio è il mio tema principale, rappresenta un viaggio e il simbolo della vita. È un luogo dove non ti trovi sempre al sicuro però è un luogo dove ti senti vivo."



FLABELLUM


DEGRADATION


giovedì 17 settembre 2015

Un'intervista a ... DINO CORRADINI

L’acquarello è da sempre il suo grande amore, la sua tecnica prediletta e che utilizza in modo sicuramente poco convenzionale, dipinge anche adoperando un solo colore o al massimo due.
Per Dino Corradini l’acquarello è qualcosa di vivo, in grado di sorprenderlo ogni volta, appagante. Dinamismo, luce e colore sono le sue parole d’ordine, i punti cardine della sua ricerca artistica.

I tuoi inizi. Quando e come nasce la passione per il disegno? 
Inizio a disegnare fin da piccolo come quasi tutti i bambini, dai primi scarabocchi fino alle prime copiature di copertine di Topolino. Era importante mettere su carta quello che vedevo. Il disegnare si intensifica col passare del tempo.
Quando hai deciso che, al di là di tutto, “da grande” avresti fatto il disegnatore?
Pur essendo molto importante disegnare, mi veniva spontaneo, non ho mai pensato di fare il disegnatore, il mio sogno era quello di diventare uno degli inviati del National Geographic, o roba del genere, ed essere inviato a studiare animali vari in ogni angolo del mondo. Da qui il mio indirizzo a studi scientifici.
Poi il corso di illustrazione alla scuola di comics di Firenze che mi dà nuova forza ed interesse verso il disegno e la pittura, specialmente verso l'illustrazione naturalistica. Iniziano le prime collaborazioni ed i primi lavoretti.
Reputo la mia scoperta dello storyboard un punto importantissimo, quasi cruciale.
Da adolescente andavo quasi tutti i giorni al videonoleggio vicino casa e mi guardavo un sacco di film, quindi anche il cinema è una passione che ho da molto tempo, grazie anche a mia sorella che registrava cose interessanti dalla tv.
Immaginatevi quindi la gioia quando scoprii che molti film di molti generi venivano prima disegnati e poi girati! C'erano persone che facevano questo tipo di disegni ed io volevo essere uno di quelli.
Qualcosa che univa le mie due passioni, che sembrava un fumetto ma non lo era, dove non c'erano baloons con un sacco di parole ma un altro tipo di linguaggio, fatto di frecce e movimenti di camera.
Ai tempi non c'erano manuali o libri sull'argomento, almeno in Italia, quindi dovetti attingere all'estero e mia sorella mi aiutò molto portandomi delle riviste sullo storyboard dalla Francia.
Pian piano mi avvicinai allo storyboard sempre più, grazie anche ad amici che lavoravano e lavorano nel mondo del cinema. Purtroppo in Italia non c'era e non c'è un gran uso dello storyboard, dovuto anche ad un'industria del cinema differente.
Nel racconto che fai della tua vita, c’è una presenza ricorrente, mi par di capire molto importante: tua sorella. La consideri un po’ il tuo mentore?
No, no, niente mentore.. soltanto che a distanza di anni ho realizzato quanto mi abbia aiutato. Essendo il fratello minore era normale venire a contatto con quello che faceva, per esempio i primi film o documentari degni di nota e spessore li ho visti perchè li aveva registrati lei, insomma mi ha influenzato anche indirettamente.
Cosa significa per te essere uno storyboard?
Tuttora quando disegno uno storyboard per un film, corto o lungo che sia, provo un piacere immenso, è sempre qualcosa di nuovo perchè nuova è la collaborazione con il regista ed alla fine vedere scorrere quella sequenza di immagini che sembrano vive, così legate tra loro, è grandioso. E’ proprio il dinamismo che tuttora mi affascina.
Il disegno lo realizzi a mano o al computer?
Mano, mano; uso il computer per colorare in pubblicità ed impaginare i lavori. Ogni tanto uso la tavoletta grafica, oltre che per colorare, anche per disegnare bozzetti, sempre in ambito pubblicitario o per animazione ma ne faccio un uso limitato in generale.
C’è uno storyboard a cui sei particolarmente affezionato? Uno che ti è rimasto nel cuore?
Qualche anno fa ho lavorato a "Padroni di casa" del mio amico Edoardo Gabbriellini. Nonostante ci conoscessimo da anni, nacque tutto all'improvviso, mi portò in paesino sull'Appennino Tosco Emiliano e iniziammo a lavorare. Me ne stetti quasi un mese tra una natura fantastica, cibo eccelso e conobbi delle belle persone. Insomma,che volere di più?!
La scelta di trasferirti a Barcellona è legata al tuo lavoro?
Mi trasferii a Barcellona per caso, dopo essere tornato dagli Stati Uniti mi presi un po' di tempo per decidere cosa fare e andai a trovare un amico che già abitava là.
Da breve la vacanza si trasformò in insediamento, rimasi a Barcellona ed iniziai a lavorare soprattutto con la pubblicità, mondo molto diverso dal cinema ma ai tempi a Barcellona ne giravano tantissime e di tutti i tipi, dai dentifrici alle auto.
Poi arrivarono anche i primi lungometraggi.
Ami molto anche l’acquarello. Solitamente è una tecnica che prevede l’utilizzo di tinte molto tenui, tu al contrario usi colori molto decisi: come mai?
E veniamo all'acquarello. Indubbiamente la mia tecnica preferita, amore al primo uso. Iniziò ad usarlo mia sorella, mi ricordo aveva delle pastiglie di colore ed un manuale in inglese e poi pian piano lo passò a me.
L'acquarello è il mezzo con cui riesco ad esprimere il dinamismo che a me piace tanto, sia in un paesaggio che in scene di vita quotidiana. E si può giocare con la luce, quella luce che tanto mi colpì nei quadri di E. Hopper anche se lui usava un'altra tecnica. L'acquarello è evoluzione continua per me.
Dicevo dinamismo appunto che si accentua anche grazie alla velocità di esecuzione che richiede questa tecnica. Forse il mio non è proprio un uso molto classico dell'acquarello, a volte lo uso quasi come fosse una vecchia tempera ma così posso cercare quel contrasto di luce senza dover ricorrere ad altre tecniche.
Col tempo ho sviluppato una predilezione nel dipingere usando un colore, al massimo due.
Uno dei miei preferiti è il color indigo, riesce a darmi una strana malinconia, una malinconia gioiosa, piacevole e mai depressiva.
Mi piacciono anche gli acrilici e l'olio, lavorare materiali come plexiglass e creta e spesso ci sono momenti in cui uno ha bisogno di sperimentare o usare nuove tecniche per ossigenare cervello ed anima, per non fossilizzarsi, ma alla fine torno sempre all'acquarello perchè per me è una tecnica viva, dinamica, è sempre una sorpresa e mi fa sentire tale.
Perché per te l’acquarello “è sempre una sorpresa”, che cosa ti lascia stupito ogni volta che dipingi?
Non so bene come spiegarlo. Sarà come si espande il colore, come scivola l'acqua, quello che intendo è che quando lo uso mi affascina ed emoziona come le volte precedenti, è questo che mi so
rprende, è come mi fa sentire: contento.
Quali sono i soggetti che ami maggiormente ritrarre? A cosa ti ispiri? Sono attirato da scene di vita comune, da quello che fa la gente per strada. Persone al bancone di un bar o ad un tavolo di un ristorante ed il mare, per esempio, sono fonti inesauribili di ispirazione.
Negli anni però devo dire che ho sviluppato una predilezione per pugili, prostitute e pesci.
Un sogno nel cassetto?
Una bella barca, a vela o non, possibilmente con mio figlio e non far altro che pescare.


Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE
per la mostra GIOCHI DI LUCE - Rassegna d'Arte 2014
a cura di Cristina Polenta

martedì 15 settembre 2015

Lo Studio GR ospita FRANCO COSTALONGA

Da oggi aperta al pubblico, presso lo Studio G.R., una importante personale dedicata a Franco Costalonga, mostra monografica volta a celebrare la grandezza dell’artista veneziano, la cui opera Sfera (1969), realizzata in plexiglas e metallo cromato, fa parte della collezione Peggy Guggenheim.
Nato a Venezia nel 1933, Costalonga, in principio autodidatta, fu allievo di Remigio Butera. Dopo l’esordio come incisore e acquafortista, che gli fece conseguire un premio alla LI Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa, si dedica alla pittura.
Le ricerche sulla teoria del colore e sull’utilizzo di nuovi materiali, lo portano ad avvicinarsi all’arte cinetica e visuale anche grazie al gruppo Sette-Veneto di cui è presidente Bruno Munari, tanto che le nuove opere che ne scaturiscono vengono premiate alla LV Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa.
Molti sono anche i riconoscimenti che l’artista riceve per l’attività svolta nei settori dell’arredamento e del design e numerose le sue partecipazioni a mostre nazionali e internazionali come la XI Quadriennale di Roma (1966), la mostra itinerante del The Arts Council of Great Britain e la Biennale di Venezia (1970). Nel 1972 partecipa alla rassegna “Grands et Jeunes d’aujourd’hui - Art cinetique Peinture-Sculpture” al Grand Palais di Parigi e due anni dopo alla Internationale “Kunstmesse-Art5” di Basilea. A partire dal 1978 entra a far parte del gruppo Verifica 8+1, che racchiude artisti veneti attivi nell’ambito delle ricerche dell’arte concreta e strutturalista.
Nel corso degli anni Ottanta e Novanta partecipa a diverse edizioni della Biennale di Venezia ed è presente, nel 2002, alla mostra “Temi e Variazioni, Arte del Dopoguerra delle collezioni Guggenheim”, che si tiene alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
In corso fino al 15 novembre, la mostra di Franco Costalonga allo Studio GR, si sviluppa in un itinerario espositivo che, pur comprendendo alcuni esempi dei cicli più importanti del maestro si incentra sul tema delle opere prettamente cinetiche, e quindi sulle “Boites”, con motore incorporato. La mostra quindi sarà un’autentica esplosione di luce e movimento, con una presenza davvero massiccia di “Oggetti Cromocinetici”, “Gradienti di Luminosità”, “Mokubi” e “Riflex”, concretamente animati da elettromotori e lampade colorate.

Un elegante catalogo a colori, edito dalle Grafiche De Bastiani, riunisce le illustrazioni di tutte le opere messe in mostra. Il medesimo sarà corredato da saggi critici realizzati dal curatore Giovanni Granzotto e da Alberto Pasini.

La mostra rimarrà aperta dal 15 settembre al 15 novembre 2015 con i seguenti orari:
martedì-sabato: 9:30-12:30 / 16:00-19:30.

Studio d’Arte G.R.

Viale Zancanaro 44, 33077 Sacile


TINA PRIZE - nuova edizione


L'Associazione Culturale Radar, già nota per essere la promotrice del Premio Ora, ha ideato
T.I.N.A., una piattaforma internazionale che permette agli artisti di entrare in contatto con una rete di gallerie e curatori interessati a valutare nuovi progetti. E' un servizio dedicato a tutti gli artisti senza limiti di età, tecnica e nazionalità.
Al momento sono in corso tre edizioni del T.I.N.A. Prize ed è possibile iscriversi per le città di Lisboa (4 gallerie), Los Angeles (5 gallerie) e São Paulo (7 gallerie), mentre si sono concluse le edizioni di Amsterdam, Madrid, Milano e quella di Barcellona, Berlino e Roma. Nuove città seguiranno nei prossimi mesi e ad ogni stagione saranno aperte nuove edizioni con una giuria composta da varie gallerie in città selezionate, offrendo durante l'anno una serie continua di nuove opportunità.
Gli artisti possono iscriversi alle varie edizioni scegliendo di volta in volta a quali città iscriversi.
Ogni galleria valuterà il lavoro di tutti gli artisti iscritti, segnalerà i suoi preferiti e sceglierà un proprio vincitore a cui realizzare una mostra personale.
A ciascuna galleria corrisponderà un vincitore, quindi per l'edizione corrente ci saranno 16 vincitori di 4 mostre personali a Lisboa, 5 mostre personali a Los Angeles e 7 mostre personali a São Paulo.
L'iscrizione alla piattaforma del T.I.N.A. Prize dura un anno ed è previsto il pagamento di una quota associativa.
La deadline del T.I.N.A. per le edizioni di Lisboa, Los Angeles e São Paulo è fissata al 30 settembre 2015. I risultati saranno resi noti dopo un periodo di valutazione della giuria di circa 60 giorni, salvo ritardi dovuti agli impegni delle gallerie.


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