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venerdì 30 ottobre 2015

COLLECTION - CONTEMPORARY LOFT ART GALLERY ad Ancona

Mi permetto di dire che "finalmente anche IN Ancona qualcosa si muove!.." nata e cresciuta in questa città, dove tuttora vivo, l'inaugurazione di una nuova galleria d'arte, con un concept come quello ideato da Andrea Giorgi per la sua Collection - Contemporary Loft Art Gallery, onestamente ci voleva.
Il taglio del nastro è previsto per domenica primo novembre alle 18,15 e sarà il sindaco Valeria Mancinelli in persona a tenere a battesimo l'inaugurazione di Collection - Contemporary Loft Art Gallery, che rappresenta uno spazio di nuova concezione, non la classica galleria in stile minimalista progettata come un algido contenitore bianco, ma un caldo elegante involucro stile loft dove le opere coesistono con materiali ed arredi diversi e ricercati, provenienti da tutto il mondo.
Ce la descrive lui stesso, il titolare e ideatore di questo spazio, il gallerista Andrea Giorgi: “ho sfruttato le conoscenze acquisite in 10 anni di edilizia e 12 anni di nautica di lusso per progettare uno spazio più informale ed adatto ad una clientela giovane e dinamica alla ricerca di qualcosa di nuovo, di particolare e soprattutto accessibile (quasi tutte le opere rientrano nella fascia entro i 5.000 euro)”.  Per sfruttare la notevole altezza di sei metri e la poca superficie in pianta a disposizione ho realizzato un sistema di sollevamento di ispirazione navale, le opere vengono infatti posizionate nella parte alta movimentando delle cime in canapa che scorrono su carrucole e vengono fissate su delle bitte." In vendita da Collection alcune opere  selezionate di artisti storicizzati ma soprattutto tante proposte di giovani artisti italiani e stranieri, sia quelli già in ascesa che artisti praticamente sconosciuti che non hanno mai avuto un gallerista. “non ho seguito studi d'arte, ma lavorando nel settore lusso ho maturato un certo senso estetico e grazie a quello seleziono e propongo agli altri quello che più mi piace ed emoziona. Questo è il senso di Collection, collezionare ciò che più ci emoziona e non quello che conviene perchè è un ottimo investimento. Ogni tre mesi verrà allestita una personale di un artista rappresentato dalla galleria”.
Andrea Giorgi, per chi già non lo sapesse.. è anche un artista, di quelli con la A maiuscola, le sue opere rappresentano da anni il manifesto di Ar[t]cevia Art Festival, maratona d'arte contemporanea che ogni anno richiama in territorio marchigiano, artisti da tutto il mondo.
Un grande in bocca al lupo a lui e a tutti gli artisti che porterà nella sua innovativa Galleria!


Collection, 
Via Frediani 8/A 
Ancona 

Madre: icona, sogno e realtà

Ancora pochi giorni per poter partecipare al nuovo appuntamento in SanLorenzo Arte, in collaborazione con ExpArt Studio&Gallery, la mostra “Madre: icona, sogno e realtà”, c
he nascerà da questo open call rivolto a pittori, grafici e fotografi, curata da Silvia Rossi e Sara Lovari.
“Madre: icona, sogno e realtà”. Uno sguardo sulla figura della madre nella nostra e nelle altre società, tra stereotipi, speranze, quotidianità. Da sempre icona del sacro e del profano vi invitiamo a riflettere tutti insieme la figura della “madre” e di come ci si approccia ad essa.
Per richiedere di partecipare all'evento basta inviare una mail a info@expartgallery.com con oggetto “Madre: icona, sogno e realtà”. Tale mail dovrà contenere le foto delle opere selezionate (3 per artista), una breve descrizione delle stesse, CV e foto dell'artista. Si prega di inviare le dimensioni delle opere comprensive dell'eventuale cornice.
L'opera può essere realizzata con i seguenti medium: pittura, disegno, fotografia, collage, collage digitale, grafica, grafica digitale.
Ciascun artista potrà candidare 2 opere, che, in caso di selezione, saranno tutte esposte.
Le opere potranno far parte di un unico progetto o essere opere singole.
Le opere devono essere predisposte per l'esposizione a parete e non devono superare la misura 80x80 (compresa la cornice); per misure differenti si prega di mettersi comunque in contatto con noi in modo da valutare la possibilità di esporre alcune opere “extra-misura”.
E’ possibile candidare il proprio lavoro dal 12 ottobre al 5 novembre 2015.
Le curatrici si impegnano a comunicare entro 3 giorni dal termine delle candidature se l’opera è stata accettata per l’esposizione direttamente agli artisti interessati.

Bando completo su

TABOO open call

TABOO è l'ultimo concorso organizzato da Celeste Network, iniziativa che vede la collaborazione della Galleria Poggiali e Forconi.
L'open call TABOO è un'occasione per riflettere sulle numerose accezioni del termine che può essere inteso come argomento proibito, zona off limits secondo la morale comune o una situazione messa al bando dalla stessa società. 
Il premio è internazionale, aperto ad artisti, fotografi e creativi italiani e stranieri senza limiti di età o di esperienza. E’ possibile partecipare sia come singolo che come gruppo o collettivo. Le opere candidate devono essere state realizzate entro gli ultimi 10 anni e non è necessario che le opere siano inedite.
In palio 5.000 euro e l' opportunità di esporre presso la galleria Poggiali & Forconi di Firenze, una delle gallerie più importanti del panorama italiano.
La data di scadenza per l’adesione è fissata per il 5 dicembre 2015. Entro tale data gli artisti interessati dovranno aver fatto pervenire il pagamento della quota, mentre le immagini delle opere e dei progetti possono essere inseriti nell’apposita area online non oltre una settimana dalla data di scadenza.
Entro il 10 gennaio 2016, saranno pubblicati online i 3 progetti e le 10 opere singole selezionate dai direttori della Galleria Poggiali e Forconi che parteciperanno alla mostra finale.
Sarà prodotto e pubblicato il catalogo "Taboo" che comprende la presentazione degli artisti finalisti, la pubblicazione delle immagini delle loro opere e progetti. Il catalogo sarà della medesima qualità dei cataloghi prodotti dalla Galleria Poggiali e Forconi per i suoi collezionisti e mostre in galleria.

info, bando e iscrizioni

giovedì 29 ottobre 2015

Le "Trappole urbane" di Cristina Caimi al PwC di Milano

Lo Spazio Espositivo PwC di Milano, situato all’interno del palazzo progettato da Renzo Piano per Il Sole 24 Ore, ospiterà, dal 5 al 27 novembre, la mostra “Trappole urbane” di Cristina Caimi, nuovo appuntamento della rassegna di undici esposizioni interamente dedicate a Expo 2015, che dall’inizio dell’anno si susseguono all’interno del calendario di Art@PwC.
Incentrata sulle questioni dell’urbanizzazione e dell’inquinamento, la mostra, per contrasto con il tema di Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, vuole sottolineare l’importanza e il valore degli aspetti legati alla salvaguardia dell’ambiente.
Cristina Caimi mette in scena un paesaggio urbano capace di rappresentare la vitalità nevrotica e caotica della città, in cui la folla è minacciata dal traffico torrenziale delle auto, fermata dai semafori rossi, intralciata da lavori in corso, soffocata dall’inquinamento acustico e atmosferico. 
L’uomo, incapsulato in queste trappole quotidiane, sembra ormai accettare questo stato come il suo “habitat naturale”, ma appare disorientato e quasi rassegnato ad una quotidiana condizione di anonimato e marginalità. La contrapposizione tra individuo e spazio urbano è messa in risalto dalla differenza di stile pittorico con cui sono delineate le automobili e la segnaletica stradale, dipinte a tutto pieno, e le figure umane, disegnate solamente nei loro contorni e quindi svuotate di ogni concretezza pittorica. Le tele finiscono così per evidenziare lo straniamento dell’uomo nella realtà contemporanea e lo spaesamento dei luoghi di passaggio.
Attraverso questo ciclo di opere Cristina Caimi esprime un malessere, non solo personale, nei confronti di una società nella quale è difficile riconoscersi e dalla quale ci si sente oppressi. Talvolta però si riesce a scorgere nel quadro qualche indizio di una ritrovata leggerezza, che appartiene a chi ha raggiunto una saggia consapevolezza e accetta il mondo così come viene, nella convinzione che l’uomo sia migliore di ciò che sta esprimendo oggi.


Spazio Espositivo PwC
Via Monte Rosa 91
Milano
info@concolore.it
Inaugurazione: giovedì 5 novembre 2015, ore 18.30

mercoledì 21 ottobre 2015

Joel Meyerowitz indaga Morandi

Morandi’s Objects di Joel Meyerowitz è il titolo della mostra che il nuovo spazio espositivo Damiani di Bologna ospiterà da venerdì 23 ottobre 2015. Con questo progetto espositivo prodotto da Damiani, Joel Meyerowitz, uno dei più rappresentativi esponenti della fotografia contemporanea, rende omaggio al pittore bolognese e realizza l’intimo sogno di fotografare gli oggetti che Morandi
disponeva sul suo tavolo da lavoro e che contemplava a lungo, prima di riprodurli nelle sue splendide nature morte. Aperta al pubblico fino al 1° febbraio 2016, l’esposizione presenta una selezione di venti opere fotografiche di diverso formato.
Grazie alla favorevole risposta dell'Istituzione Bologna Musei - Museo Morandi, Meyerowitz ha avuto accesso alle stanze di Casa Morandi in cui sono raccolti e conservati gli oggetti del pittore.
Con più di 700 scatti, il fotografo americano ha compiuto un’indagine approfondita per immagini fotografando circa 270 oggetti di Morandi: vasi, pigmenti colorati, brocche, fiori secchi, conchiglie, oggetti di recupero, sfilano negli scatti di Meyerowitz restituendo l’immaginario di una dimensione domestica e intima. Veri e propri ritratti, gli scatti di Meyerowitz esplicitano la potenza espressiva di ogni oggetto svelandone le sottili caratteristiche, l’assoluta singolarità e il magnetismo che Morandi per primo aveva sperimentato.
In occasione della mostra, Damiani pubblicherà un libro intitolato Morandi’s Objects che entrerà a far parte delle nuove proposte editoriali. L’ampia selezione degli scatti qui raccolti sarà arricchita da un testo dell’artista e da un’introduzione di Maggie Barrett. Sarà pubblicata anche una speciale edizione limitata a 25 copie che includerà una fotografia firmata e numerata da Joel Meyerowitz.

Talk con l'artista
Venerdì 23 ottobre 2015 alle ore 16.00 Joel Meyerowitz incontrerà il pubblico nella Sala Conferenze del MAMbo (Via Don Minzoni 14, Bologna), dove parlerà del proprio lavoro e del suo rapporto con Morandi. In questa occasione il fotografo donerà al museo una sua opera che andrà ad arricchire la Collezione Morandi a testimonianza del dialogo artistico avvenuto tra il fotografo americano e l’artista bolognese.


Spazio Damiani - Fotografia d'Autore
via dello Scalo, 3/2 abc Bologna

7^ BIENNALE D’ARTE INTERNAZIONALE A MONTECARLO 2016

Sino a marzo 2016 è possibile candidarsi alle selezioni per la Biennale d’arte internazionale a Montecarlo 2016, organizzata dalla Galleria d’arte la Telaccia by Malinpensa.
In questa mostra esporranno validi artisti emergenti provenienti da tutte le parti del mondo e come in ogni edizione, si potranno ammirare opere dal forte rigore creativo e dalla qualità interpretativa. 
Le discipline ammesse sono: pittura, scultura, grafica, acquerello, incisione, ceramica, bassorilievi, fotografia e digital art.
Nella scorsa edizione della 6° biennale d’arte internazionale 2014, sono stati selezionati sessantacinque artisti su più di duemila adesioni che ci sono pervenute. La galleria d’arte la Telaccia by Malinpensa, affiancata da una giuria composta da critici d’arte, giornalisti, galleristi e collezionisti seleziona con scrupolosità e professionalità per la biennale artisti nel vasto panorama artistico a livello internazionale. Nell’ultima edizione vi erano artisti provenienti da: USA, Irlanda, Inghilterra, Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e Albania. 
La manifestazione vanta il patrocinio dell’ambasciata italiana nel principato di Monaco.
Per la prossima edizione gli artisti sono chiamati a confrontarsi sul tema  “ ambiente: declino o rinascita? ”.

info e dettagli
La Telaccia by Malinpensa Galleria d’Arte:
Via P. Santarosa, 1 -  TORINO
Tel. 011.5628220
info@latelaccia.it

venerdì 16 ottobre 2015

Catalogando: MAD

.::catalogo::.
Quando parla di sé, si definisce un metal art designer ed ecoartista. 
Riassembla oggetti di scarto, tutto ciò che è di ferro lui pazientemente lo recupera, lo ricicla e gli dà nuova vita sotto forma di sculture, Gianni Colangelo MAD con il suo estro riesce a nobilitare pezzi di metallo non più utilizzati e arrugginiti dal tempo, dove la ruggine si identifica con un istante già trascorso, con una vita già vissuta, acquistando il valore di memoria e testimonianza.
"Un giorno mi è stato regalato un albo illustrato dal titolo La Foresta di Latta di Helen Ward e Wayne Anderson. Quando lo lessi rimasi attonito perché sembrava raccontasse la mia storia. Il libro parla di un uomo che sognava di vivere in una foresta, ma la sua casa era circondata solo da immondizia e rottami. Un giorno però l’uomo riuscì a vedere oltre in quei rottami e cominciò a costruire con le proprie mani alberi, fiori, foglie e animali creando la sua foresta personale e innescando un meccanismo di cambiamento. Da allora infatti la foresta iniziò a popolarsi di uccelli e piante reali. Con questo voglio dire che è così che io vedo il mio mondo. Prendo lo scarto, ciò che è arrivato alla fine della sua vita e lo trasformo in qualcosa d’altro, in qualcosa di bello. Inoltre la mia ossessione di dare la vita alle mie opere inserendo parti meccaniche e robotiche per farle muovere autonomamente mi fa pensare al desiderio dell’uomo di “dare la vita”. Il contatto con la materia per me è fondamentale e ogni volta che ogni volta che la maneggio si crea una sorta di alchimia e quello che ne viene fuori è sempre una scoperta. Guardare la propria opera nascere dal nulla dà una carica vitale di cui non riesco a fare a meno. Sono certo che non potrei fare altro nella vita." MAD

Gianni Colangelo MAD si può definire un artista eclettico. La sua estrema fantasia gli permette di spaziare in tanti e svariati campi senza mai divenire banale. Con l’uso delle mani, ma soprattutto dell’intelletto è in grado di creare ammassi di ferraglia che si trasformano in veri e propri soggetti che da un momento all’altro sembrano prendere vita. Negli ultimi anni le sue opere sono divenute sempre più complesse perché la sua ossessione di donargli la vita lo ha portato all’inserimento di parti meccaniche e robotiche, che inducono l’opera a chiedere l’interazione con il fruitore. Un diploma di conservatorio, una laurea triennale in Lettere e Filosofia, una specialistica in Decorazione all’Accademia di Belle Arti e un Master in Allestimento Spazi Espositivi non sono altro che un bagaglio che l’artista porta dietro di sé e riversa su tutte le sue creature. Mad lavora tra Pratola e Introdacqua, due Paesi dell’entroterra Abruzzese.

giovedì 15 ottobre 2015

Un'intervista a... LISA BARBERA

Lisa Barbera con i suoi quadri colora la vita delle persone, rende la quotidianità meno grigia, regala leggerezza. I suoi bizzarri personaggi colorati a volte ti portano un velo di dolce nostalgia facendo affiorare nella tua mente un ricordo del passato, un momento tenero legato all’infanzia e a quegli affetti che magari non ci sono più, ma nella maggior parte dei casi suscitano stupore e tenerezza, ti riempiono il cuore di gioia e ti donano istanti traboccanti di autentica meraviglia.
Sei in compagnia di un’amica che non vedevi da tanto tempo, ognuna parla di sé, di ciò che ha fatto, che è diventata.. cosa le racconteresti di te?
Di sicuro ne avrei di cose da raccontare, nella mia vita sono successe davvero tante cose, ho fatto tantissimi lavori, accumulando tantissima esperienza. Ho conosciuto tantissime persone, e ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Ho viaggiato tanto, altro mio interesse nella vita e ho visto posti meravigliosi, e anche se in parte non ho raggiunto alcuni miei obiettivi, resto sempre una persona ottimista e credo fortemente che “il meglio deve ancora venire” . Ma di sicuro concentrerei i miei argomenti sui lati positivi della mia vita, i miei amori: famiglia, marito e la mia arte.
..e della tua arte cosa le racconteresti?
Raccontandole della mia arte, menzionerei dei miei inaspettati successi.
I miei personaggi sono nati recentemente, nel settembre del 2012 disegnavo il mio primo personaggio. E da allora è stata un’ascesa verso quello che io stessa, imprimendo con matita e pennello, quel giorno non mi sarei mai aspettata. Inizialmente le prime persone che vedevano le mie opere erano amici e parenti, da loro è iniziato un enorme interesse verso le mie creazioni. Volevano arredare casa con questi personaggi colorati e fiabeschi. Grazie ai loro incoraggiamenti ho iniziato a esporre le mie opere pubblicamente e da lì si sono susseguite, mostre, contest artistici e tante altre persone che tutt’oggi mi chiedono di avere un personaggio tutto per loro.
Dalla tua fantasia han preso vita poetici personaggi che si contraddistinguono per avere un solo grande occhio; me ne parli?
Prima di disegnare loro, la mia pittura era astratta, forte anche degli insegnamenti accademici.
A causa di varie vicissitudini, ho smesso per bel pezzo di dipingere e disegnare. Un giorno ho deciso di riprendere una matita in mano e dar vita a quello che avevo dentro…erano successe tante cose, ed io non ero più la persona di qualche anno fa.
Ho iniziato a disegnare e con mio grande stupore sono venute fuori delle immagini di donne, di bambini e di uomini, che mi osservavano con questo grande occhio. Ogni personaggio viveva in me, e continua a vivere in me, ognuno di loro mi racconta una storia, e riempie la mia vita, e da qualche tempo anche quella delle persone che hanno imparato ad apprezzarmi come artista.
Il grande occhio con il quale mi scrutano è la porta dell’anima, un’unica e grande anima. Ovviamente andando avanti è diventato un segno distintivo della mia arte.
Del tuo passato di astrattista cosa ti è rimasto? Senti un po’ la mancanza di quel tipo di linguaggio oppure no?
Credo fortemente che tutto il mio passato abbia contribuito a creare i miei personaggi.
In un certo senso è come se io per anni, avessi messo tutto il mio sapere, tutte le mie esperienze, tutte le mie emozioni in un grande sacco, miscelato per bene, e svuotandolo fossero usciti proprio loro: i miei personaggi. Del mio passato da astrattista, ho imparato a disegnare oggetti e persone in modo immaginario, le forme infatti non rispecchiano una linea anatomica reale. Il segno è rotondeggiante, con l’uso di un tratto marcato e di colori vivaci. Per il resto credo fortemente che ognuno di noi imprima con matita o pennelli la propria personalità, quello che inconsapevolmente vuole comunicare al mondo. E certe cose non si possono modificare se sono dentro di noi.
Come descriveresti il tuo rapporto con l’arte?
Fin da bambina, mi divertiva tantissimo disegnare. Mi ricordo che alle scuole elementari ad ogni tema che la maestra ci dava, io aggiungevo alla fine il disegno che lo sintetizzava. Quindi fin da piccola avevo già le idee chiare, ho scelto infatti di seguire un percorso di studi artistici, perché non riuscivo ad immaginarmi un giorno, di vivere e lavorare al di fuori dell’ambito artistico. Anche se, devo dire, che non è facile lavorare con l’arte, o meglio, non è facile vivere di sola arte. Bisogna sempre reinventarsi, creare nuova arte, trovare sbocchi nuovi, conoscere persone diverse che credono in te. Insomma certi lavori sono più difficili di altri e questo è uno di quelli che se non ci metti tutta te stessa, puoi chiudere bottega. Sintetizzando posso dire che amo estremamente l’arte, in tutte le sue forme, e credo fortemente che gli artisti abbiano davvero una marcia in più; peccato che il mondo a volte dimentichi questa cosa, relegandola come ultimo interesse, mentre per me l’arte dovrebbe occupare e occupa il primo posto nella vita, perché è cibo per l’anima.

lunedì 12 ottobre 2015

ART OPEN SPACE: CALL OF ARTISTS III EDIZIONE

Giunge alla sua III edizione la call di Art Open Space, microcosmo dedicato all’arte contemporanea, indipendente e interamente autofinanziato, che ogni anno ospita sul suo spazio web una rassegna d’arte per la quale cerca e seleziona i sei artisti che ne saranno i protagonisti.

L’invito è aperto e rivolto a pittori e scultori, residenti in Italia, senza vincoli di età purché maggiorenni. La partecipazione alla selezione è gratuita.

Le mostre previste per il 2016 sono 6, una per ogni artista, pubblicate a cadenza bimestrale di cui la prima in Febbraio.
Ogni personale prevede la pubblicazione online permanente su Art Open Space, di almeno dieci opere, accompagnate da una intervista/racconto dell’artista allo scopo di stimolare lo spettatore ad una percezione critica che gli consenta di individuare ed ammirare le diverse sfumature che contraddistinguono la poetica di ciascun artista.
Tutte le mostre sono corredate di un importante catalogo cartaceo, che racchiude anche la versione integrale dell’intervista all’artista, e che da quest’anno è ulteriormente arricchito dalla traduzione dei testi anche in lingua inglese.
Il catalogo sarà pubblicato, stampato e distribuito in tutto il mondo attraverso la piattaforma canadese Lulu.com.
I sei artisti protagonisti degli eventi 2016 saranno selezionati tra coloro che entro la data del
30 novembre 2015 faranno pervenire all’indirizzo e-mail artopenspace@outlook.it il seguente materiale:
-immagini di buona qualità di almeno 5 opere accompagnate da nota esplicativa che ne riassuma le informazioni basilari (tecnica, dimensione, titolo e tema)
-curriculum vitae

Come per le passate edizioni, la partecipazione è all’insegna della reciprocità, e ai 6 artisti selezionati viene unicamente richiesta la donazione di un’opera che entrerà a far parte della Collezione Art Open Space ed inserita nel catalogo della mostra, di cui l’artista riceverà in regalo una copia.
Misure, tecnica, supporto e tema dell’opera da donare sono a discrezione dell’artista, l’unico vincolo è che non si tratti di riproduzione e che sia espressione della disciplina per la quale si partecipa (pittura o scultura).

Entro la prima metà di dicembre, saranno pubblicati sul blog, i nomi degli artisti vincitori.

giovedì 8 ottobre 2015

Cultural Connections 2015

Grande soddisfazione per Sara Lovari, Enrique Moya Gonzalez e Massimiliano Luchetti che hanno superato una dura e lunga selezione, fatta tra i migliori artisti di tutta la Toscana, come spiega la
coordinatrice del progetto Sarah Ex "I tre artisti sono stati selezionati perche’,  pur avendo stili e tecniche diverse, hanno sensibilita’ artistiche e territoriali che li accomunano.
Il Progetto Cultural Connections unisce: College of international study, University of Oklahoma in Norman, Arts Council oltre a numerosi sponsor .
La mostra si terra’ presso la MainSite Contemporary Art (Home of the Norman Arts Council) 122 EAST Main Street in Norman, dal 9 Ottobre 2015 al 30 Novembre 2015."
Norman Arts Council’s Cultural Connections è una programma artistico e culturale per promuovere i legami tra la città di Norman, Oklahoma, e le città con cui è gemellata in tutto il mondo. Il programma di “connessione culturale” prevede degli scambi tra artisti: si tratta, da un lato, di ospitare alcuni artisti emergenti dall’estero per condividere il loro patrimonio con la Norman Art’s Council, attraverso la loro arte, e, dall’altro, di inviare nelle varie città gemellate artisti provenienti dalla città di Norman per promuovere la storia della città a livello internazionale. 
Gli artisti arrivati nella citta’ di Norman il 25 settembre 2015, dopo aver lavorato all’interno della Galleria, presenzieranno il 9 Ottobre all’Opening della mostra tra opere, video ed installazioni.
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