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mercoledì 14 dicembre 2016

CALL 2016 ART OPEN SPACE: I VINCITORI

Scelti gli artisti che andranno ad articolare la Rassegna d'Arte 2017 di Art Open Space, che il prossimo anno si concentrerà su poche e selezionatissime personali, solo quattro.
Le candidature arrivate sono state molte, come per le passate edizioni, anche questa volta non è stato semplice scegliere, ma alla fine la rosa dei vincitori è stata definita.

Art Open Space ha il piacere di annunciare e presentare i quattro finalisti che sono, in ordine alfabetico: ILARIA GASPARRONI, GIORGIO VALENTINI, ROBERTO VISANI e CRISTIANA ZAMBONI.


ILARIA GASPARRONI
scultura













GIORGIO VALENTINI
pittura





ROBERTO VISANI
scultura


CRISTIANA ZAMBONI
pittura




























Un sincero ringraziamento a tutti gli artisti che hanno partecipato alla selezione.
Art Open Space

mercoledì 16 novembre 2016

ANDREA DAL CORSO: MUTAZIONI

Il suo concetto di opera d'arte è strettamente connesso a quello di libertà: l'opera non è tale se non viene lasciata libera di esprimere se stessa in completa autonomia, facendo in modo che la materia assuma connotati che siano il più spontanei possibile. Per questo motivo Andrea Dal Corso interviene sulle sue sculture con tecniche che gli permettono di indurre una trasformazione progressiva della materia, una evoluzione dell'opera che avviene successivamente alla sua creazione, con il tempo a seconda dell'ambiente in cui è esposta; la sostanza materica reagisce chimicamente provocando una mutazione estetica, in pratica materia e ambiente interagiscono sino a plasmare autonomamente un qualcosa di unico e assoluto.
La ricerca di Andrea Dal Corso si focalizza sull'idea dell'autodeterminazione dell'opera ed è volta, come afferma egli stesso, a "liberare l'arte dall'artista".

Cristina Polenta


ALESSANDRO

"La realizzazione di una scultura non è altro che il mezzo con il quale porto avanti la mia ricerca sull’indipendenza dell’opera d’arte, in quanto materia viva e autonoma [...]"



DARIO










BONSAI

GABRIELE


"[...] la scultura non è altro che un mezzo d’indagine, il vero mezzo d’espressione è la materia stessa.
 La forma non è altro che il risultato."
ADELE

venerdì 4 novembre 2016

Catalogando: MARIA MAZZOTTI

.:: catalogo ::.
Da bambina, invece di giocare con le bambole come le sue coetanee, lei preferiva costruirsele affondando le mani nella creta e modellandola. Da allora Maria Mazzotti non ha più smesso di dare vita a fanciulle di terracotta, romantiche, innamorate della vita, sculture che spiccano per poetica e garbo.

C'è, da sempre, dentro di me un impulso che mi porta ad una riflessione creativa che vuole esprimere con semplicità e dolcezza l'amore per la vita. Così cerco di creare forme simbolico-espressive leggere come la fanciullezza, dolci come l'amore, poetiche come sculture d'aria.
Vorrei cogliere la vitalità e catturare l'attimo fuggente di un sorriso, di un desiderio celato, di un sogno evanescente e creare "fanciulle che si animano quando la luce scorre su di loro anche se imprigionate nella materia per l'eternità...."


Maria Mazzotti è nata a Cesena e ha frequentato il liceo artistico e l'accademia di belle arti a Bologna. Ha insegnato disegno, storia dell'arte ed educazione artistica a Piacenza dove ha tenuto varie mostre collettive e personali fin dagli anni 80. Ha decorato con otto grandi bassorilievi in terracotta la piazza delle miniere a Ferriere (PC). Ha eseguito anche il monumento ai caduti in bronzo a Perticara (RN). Attualmente vive ed opera a Cesena (FC).
Ultimamente ha partecipato a varie personali e collettive a Verucchio Santarcangelo, Ravenna, Rimini, Cesena, Roma, Ragusa, Caltanissetta, Orvieto, nonché ad Arte Forlì Contemporanea.

lunedì 31 ottobre 2016

MY MONO 2016: VINCITORI

Con un giorno di ritardo, per il quale ci scusiamo, pubblichiamo i nomi dei 3 artisti che abbiamo scelto tra tutti coloro che hanno partecipato al contest MY MONO e ai quali sarà realizzata una stupenda monografia digitale firmata Art Open Space.

In ordine alfabetico, i vincitori sono : CRISTINA DARIO "T_fly", FEDERICA DI PIERANTONIO, MASSIMO SCALIA.

Ringraziamo tutti gli artisti che hanno inviato la loro candidatura con l'auspicio di incontrarli nuovamente all'edizione del prossimo anno.

Art Open Space



T_fly


FEDERICA DI PIERANTONIO


MASSIMO SCALIA

giovedì 27 ottobre 2016

Catalogando: CLAUDIO SAPIENZA

.:: vedi catalogo ::.
La sua vita è impregnata di arte, che non inizia ed esaurisce nell'atto di dipingere, ma è una vera e propria regola di vita; tutta la sua esistenza è in funzione di essa.
Il mondo interiore di Claudio Sapienza è tutto rappresentato nelle sue opere, le sue tele sono lo specchio dell'animo e riflettono il suo vissuto e la sua sensibilità.
"Vivo l'arte come un fatto naturale, un tratto identitario, una delle componenti più significative della mia persona. 
Ho imparato nel tempo e ascoltando saggi consigli, che l'arte va messa in campo soprattutto nell'esistenza e che una tela bianca altro non è che una piccola metafora del nostro cammino in questo mondo.
 Così, negli ultimi anni, cerco di trasferire nella vita stessa, nelle semplici scelte quotidiane come anche nelle grandi decisioni, il potere trasformativo dell'arte." 


Claudio Sapienza nasce nel 1981 a Catania, dove intraprende i suoi studi artistici, la sua attività di decorazione e quella espositiva in collettive e personali. Dopo aver conseguito il Diploma Accademico in Pittura, si abilita all'insegnamento delle discipline pittoriche. Dal 2007 al 2011 vive ed insegna nella provincia di Brescia. Parallelamente consegue il Diploma Accademico di II livello in Arti Visive presso la LABA di Brescia e la Laurea in Arti Visive presso l'Università degli studi di Bologna. 
Nel 2011 fonda l'Associazione artistica L'Artificio e si trasferisce in Toscana dove prosegue l'attività di inse-gnamento, prima nella provincia di Firenze, poi dal 2014 ad Arezzo. Ha appena concluso la sua collaborazione, iniziata nel 2007, con l'Accademia di BB.AA. di Catania, in qualità di cultore di Storia dell'arte contemporanea per la cattedra di Storia dell’arte della prof.ssa Giuseppina Radice. Ha al suo attivo mostre personali, premi, collettive, partecipazione a concorsi e pubblicazioni.

martedì 18 ottobre 2016

ART OPEN SPACE: CALL OF ARTISTS IV EDIZIONE

Al via la IV edizione della call di Art Open Space, microcosmo dedicato all’arte contemporanea, indipendente e interamente autofinanziato, che seleziona i quattro artisti per la sua rassegna d'arte 2017.

L’invito è aperto e rivolto ad illustratori, pittori e scultori, residenti in Italia, senza vincoli di età purché maggiorenni.
La partecipazione alla selezione è gratuita.

Le mostre previste per il 2017 sono solo quattro, ognuna dedicata ad un artista, di cui la prima prevista per Febbraio.
Ogni personale prevede la pubblicazione online permanente su Art Open Space, di almeno dieci opere, accompagnate da una intervista/racconto dell’artista allo scopo di stimolare lo spettatore ad una percezione critica che gli consenta di individuare ed ammirare le diverse sfumature che contraddistinguono la poetica di ciascun artista.
Tutte le mostre sono corredate di un importante catalogo cartaceo, che racchiude anche la versione integrale dell’intervista all’artista.

Il catalogo sarà pubblicato, stampato e distribuito in tutto il mondo attraverso la piattaforma canadese  Lulu.com.
I quattro artisti protagonisti degli eventi 2017 saranno selezionati tra coloro che entro la data del 30 novembre 2016 faranno pervenire all’indirizzo e-mail info@artopenspace.it il seguente materiale:
-immagini di buona qualità di almeno 5 opere accompagnate da nota esplicativa che ne riassuma le informazioni basilari (tecnica, dimensione, titolo e tema)
-curriculum vitae

Come per le passate edizioni, la partecipazione è all’insegna della reciprocità, e ai 4 artisti selezionati viene unicamente richiesta la donazione di un’opera che entrerà a far parte della Collezione Art Open Space ed inserita nel catalogo della mostra, di cui l’artista riceverà in regalo una copia.
Misure, tecnica, supporto e tema dell’opera da donare sono a discrezione dell’artista, l’unico vincolo è che non si tratti di riproduzione e che sia espressione della disciplina per la quale si partecipa.

Entro la prima metà di dicembre, saranno pubblicati sul blog, i nomi degli artisti vincitori.


martedì 4 ottobre 2016

MARIANNA ANDOLFI: GROVIGLI ANIMATI

Intreccia fili di ferro fino a fargli prendere, non una semplice forma, ma una forma di vita.
Le sculture di Marianna Andolfi ti sorprendono per la loro "complessa semplicità", un lavoro di sensibilità ed estro commoventi, riesce a far sembrare animato un groviglio metallico, a dargli un'anima propria.
Intrecci dinamici che riproducono istanti di vita di soggetti in movimento: ci sono acrobati, funamboli, chi corre tenendosi il cappello per non perderlo, chi va in altalena, chi regala un fiore e una promessa di amore alla propria amata e chi se ne sta seduto teneramente in compagnia del proprio cane.
I grovigli animati di Marianna Andolfi scandiscono momenti di una realtà fatta di piccole cose, di quotidianità e di romantica poesia.

Cristina Polenta



I HAVE SOME BUSINESS TO DO

"Non saprei quindi dire esattamente cosa mi rappresenta di più, nei miei lavori c'è sempre un po' delle altre arti: le sculture in filo di ferro ad esempio nascono dallo studio di Dalì e dei suoi schizzi, riprodotti e rivisitati da me prima a matita  e poi tramite l'incisione. 
Allo stesso modo i quadri che dipingo si avvalgono dell'occhio di un fotografo per quanto riguarda inquadrature e prospettive, tuttavia, nelle fotografie, mi è stato spesso detto che i colori sono usati con la stessa maestria di un pittore."




I KNOW I'M NOT THE ONLY ONE



VIOLENCE



SHARE SOME LOVE

giovedì 29 settembre 2016

Un'intervista a... GENNARO BARCI

Come la vita a volte prende pieghe inaspettate, così le sculture di Gennaro Barci assumono autonomamente forme proprie, spontanee.
L’artista si lascia guidare dalla materia e dal colore: osserva e ascolta, il suo plasmare è un percorso nel quale si lascia condurre da ciò che questi due elementi in qualche modo gli sussurra
no. Le sue sculture sono forgiate da un istinto che prende forma attraverso il calore, che adopera per modellare e cristallizzare l’evoluzione di ogni sua opera, per fissare ogni minimo istante, dalla nascita alla realizzazione. In ogni scultura è visibile tutto il ciclo creativo che l’ha resa tale, ogni opera è uno scrigno trasparente di colori che hanno preso forma.
La tua carriera artistica ha inizio con la pittura, di cui ti affascina da subito l’aspetto cromatico. Quando matura in te l’esigenza di personalizzare e sperimentare l’utilizzo del colore?
Comincio a dipingere in un momento particolare della mia vita. L'arte diventa una valvola di sfogo. Dopo un periodo iniziale in cui nei miei lavori domina la materia, trovo quasi subito nel colore il mezzo più effi-cace e diretto per esprimermi.
La mescolanza dei colori e le infinite combinazioni che possono scaturirne, per te diviene vera e propria materia di studio, alla quale dai un nome: “blending”. 
A quali conclusioni sei giunto?
Il “blending” (termine che utilizzo per definire la propensione naturale degli smalti liquidi a mescolarsi tra loro) non è un concetto nuovo, anche se, a mio giudizio, trascurato. L'automatismo che è alla base del blending permette di ottenere una “spersonalizzazione” dell'atto creativo, attraverso cui credo sia possibile svelare gli aspetti più intimi e nascosti dell'inconscio e di favorire l'afflusso di sensazioni, emozioni e, in genere, concetti che vanno al di là della sfera del reale.
Altro passo importante del tuo percorso è la scoperta del metacrilato, dapprima come supporto per i tuoi dipinti e successivamente come materiale principale, unito al colore, di quelle che poi diventeranno vere e proprie sculture. Mi racconti questa esperienza? 
Il processo di metamorfosi che interessa il colore era difficile da mostrare, perché quello che resta del processo è solo la soluzione finale. Lavorando su un supporto trasparente, come il metacrilato, noto che, mentre da un lato i colori si mescolano, sul lato opposto del supporto (il lato non dipinto), resta impresso il momento iniziale del processo creativo, prima che il colore cominci a mescolarsi.
Mi ritrovo cosi di fronte ad un quadro con due diverse facce che svelano due momenti diversi del proces-so di metamorfosi: l'inizio e la fine. Decido dunque di provare a modellare il supporto dipinto per rendere fruibile l'opera nella sua totalità. Con il tempo comincio a pensare che formando il pannello dipinto forse è possibile rendere maggiormente comprensibili le sensazioni nascoste tra le sfumature dei colori: attra-verso la scultura credo si possano rendere le soluzioni dell'atto pittorico più dirette e immediate. Proseguo  la mia ricerca in questo senso e, nel 2014, decido di pubblicare il mio enunciato programmatico sulla Seconda Forma, dove in sintesi dichiaro che, per descrivere e rendere tangibili concetti legati all'immateriale, è necessario attraversare una prima fase di spersonalizzazione del processo creativo attraverso un atto pittorico, seguito da una fase scultorea in cui l'opera pittorica viene resa fruibile.
Quindi, il metacrilato ti consente di cristallizzare in ogni tua opera tutte le fasi dell’intero processo creativo e renderlo in questo modo visibile nella sua interezza
Non solo, mi permette anche di dare forma al colore: il metacrilato è un materiale termoformabile a temperature relativamente basse, il che mi consente di modellare con il calore i pannelli dipinti senza intaccare o, in qualche modo, modificare la struttura e la soluzione estetica del prodotto dell'atto pittori-co.
A cosa ti ispiri per dar vita ad una tua scultura?
Le mie sculture credo siano, nella maggior parte dei casi, il prodotto di un automatismo. Il vero momento in cui mi esprimo è quello in cui dipingo. E quasi sempre non parto da alcun concetto preciso. Sostanzial-mente la fase pittorica è un momento di espressione libera, potrei dire incontrollata. E attraverso la scultura, in un certo senso, ritorno in me, rianalizzo quell'attimo di espressione “incontrollata” e lascio che il quadro acquisisca la sua forma, che in fondo esiste già nel momento stesso in cui dipingo. Si potrebbe dire che quando dipingo fecondo l'anima, il momento scultoreo è la sua gravidanza.
Come per la fase pittorica, anche quella successiva in cui trasformi il quadro in scultura lasci che sia incontrollata e spontanea, o sei tu a decidere e determinare la forma?
Come dicevo prima, la scultura è sostanzialmente la fase in cui tento di ricostruire e dare forma a qualcosa che ho già espresso attraverso la fase pittorica, per cui credo possa definirlo un processo spontaneo. Anche se alcune volte formo i pannelli dipinti traendo spunto dalla realtà che mi circonda, come fiori o farfalle. In quei casi il processo scultoreo risulta maggiormente controllato.
I tuoi prossimi progetti a breve termine?
Ho diversi progetti in mente…
Seguitemi sui social per scoprirli di volta in volta.


Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE, pubblicata nel catalogo della mostra personale di Gennaro Barci: FORMA, COLORE E TRASPARENZE - Rassegna d'Arte 2016 di ART OPEN SPACE, a cura di Cristina Polenta.

mercoledì 21 settembre 2016

Jessica Ferro espone al Caffè Pedrocchi

L’Assessorato alle Politiche Giovanili inaugura oggi 21 settembre alle ore 18:30, “Toujours Ouvert“, il nuovo progetto che nasce dalla collaborazione con il prestigioso Caffè Pedrocchi di Padova.
Il ciclo si aprirà con l'esposizione dei lavori di Jessica Ferro e Catia Schievano, a cura di Filippo Faccin.
"Toujours Ouvert" ciclo di mostre al Caffè Pedrocchi dal 21 settembre all' 11 dicembre 2016:
Pittura, installazione, disegno, fotografia, un ciclo di mostre nella Sala Verde del Caffè: 4 curatori, 10 artisti per 4 appuntamenti. Una proposta per riconoscere le professioni culturali di artisti e curatori under 35, un modo per rendere familiari spazi prestigiosi della città facendoli abitare e vivere attraverso l’innovazione, l’energia e lo spirito di giovani talenti creativi.
Le esposizioni, della durata di 3 settimane ciascuna, saranno allestite nella Sala Verde, da sempre conosciuta come lo spazio della città aperto a chi si vuole fermare senza vincoli, incontrando persone, prendendosi una pausa e, grazie a “Toujours Ouvert” per 4 mesi, avvicinarsi ai segni del contemporaneo.

IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI
21 settembre – 10 ottobre
Catia Schievano e Jessica Ferro a cura di Filippo Faccin;
11 ottobre – 1 novembre
Sofia Battisti e Alice Tioli a cura di Francesca Manni;
2 novembre – 21 novembre
Charusheela Pulito e Tania Giacomello a cura di Elena Stoppa;
22 novembre – 11 dicembre
Simona Molino-Matteo Lucidi e Tania Brassesco-Lazlo Passi Norberto a cura di Federica Brigo;

Per informazioni
Ufficio Progetto Giovani
Via Altinate 71 – Padova
Tel. 049 8204795
Email: pg.creativita@comune.padova.it

PREMIO O-SIX FOR ART 2017

La Thema Optical annuncia, in concomitanza con la Biennale d’arte di Venezia, la Prima edizione del “PREMIO O-SIX FOR ART 2017”.
Un progetto innovativo e stimolante di Art-Marketing, voluto fortemente dalla Fam. Valmassoi dedito a consolidare il legame tra arte ed impresa, rivolto ad artisti italiani e stranieri, con il fine di individuare nuovi orizzonti estetici nel mondo dell’occhiale. Il premio sarà biennale.
Un progetto libero da  qualsiasi schema, sia tecnico che stilistico, alternativo ed innovativo, attraverso una reinterpretazione originale del prodotto, sia nei  materiali, sia nelle forme che nei colori, sarà poi compito dello studio tecnico della Thema Optical, renderlo producibile ed industrializzabile.

Per partecipare, inviare, entro e non oltre il 31 ottobre 2016, all’indirizzo sottostante:
- uno o più disegni a mano,  originali e fantasiosi, di occhiali da vista e/o da sole.
- la descrizione concettuale del progetto, con l’indicazione degli ipotetici colori e materiali da utilizzare.
- immagini di backstage (fotografie, selfie, video installazioni, etc.) che testimoniano le fasi del processo creativo.
PREMI: 3000 euro a ciascuno dei 6 artisti selezionati.

Inviare il materiale originale c/o:
Thema Optical srl - PREMIO O-SIX FOR ART 2017
Via risorgimento, 100 - 32040 Domegge di Cadore
Belluno (BL), Italia

Info
PREMIO O-SIX FOR ART 2017
EMAIL: osixforart@thema-optical.com
tel. (+39) 0435 72002

giovedì 11 agosto 2016

Antonio Savino Damico in mostra a Casa Cava

Cresce l’attesa per il nuovo evento organizzato da In Arte Exhibit,  proseguono infatti le iniziative promosse dall’associazione culturale di Potenza che porta in mostra a Matera le opere di Antonio Savino Damico nella incantevole scenografia della Galleria Casa Cava. L’esposizione sarà inaugurata il 1 Settembre 2016 alle ore 18:00 e sarà visitabile fino al 15 Settembre 2016.
La mostra, dal suggestivo titolo “Doppio Simmetrico”,  si inserisce in quel vasto fermento culturale che da tempo fa della città dei Sassi il baricentro culturale della Basilicata  nonché la meta ambita da numerosi artisti. Le cinquanta opere in mostra presso la suggestiva location di Casa Cava sono tratte da una serie di realizzazioni su carta, eseguite con penne a sfera di tipo biro nere e colorate.
L’artista, nato a Milano nel 1939 e laureato in fisica presso l’Università degli Studi di Milano  è stato a lungo insegnante di fisica e matematica ma si è dedicato continuativamente alla pittura dal 1987, avendo conosciuto e amato l’arte figurativa sin da bambino grazie all’incontro con lo scultore Ettore Calvelli. Tratteggiare a penna come fa Damico è infatti un po’ come scolpire: bisogna essere decisi e netti. Le sue opere sono realizzate  su carta o cartoncino con penne a sfera in una gamma cromatica abbastanza ristretta: dalle sfumature dei rosa al fucsia, dal verde pallido al blu, dal giallo all’ocra. In mostra sarà possibile ammirare forme liberate dalla fissità che si muovono acquisendo una nuova natura, rigenerandosi costantemente. Il doppio simmetrico, intestazione suggerita dal titolo di un’opera in mostra,  è quello specchio distorto dove la realtà può cambiare all’improvviso e, sdoppiandosi anche numerose volte, generare nuova vita come in una mitosi artistica.
A Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, una città che dell’equilibrio tra pieni e  vuoti ha fatto il suo emblema e il suo punto di forza e rinnovamento, le opere dell’artista troveranno una dimensione consona che riporti efficacemente il messaggio di sospensione della realtà, in un ordine simmetrico e puro, in equilibrio dinamico.


Galleria Casa Cava
Matera. San Pietro Barisano, 47
Infoline: 330 798058 - 392 4263201
1-15 Settembre 2016

lunedì 18 luglio 2016

Catalogando: IVANNA SANCHEZ MORETTI

.:: vedi catalogo ::.
Per lei la fotografia si è rivelata una vera e propria terapia grazie alla quale ha affrontato e superato momenti delicati della sua vita, è infatti attraverso la macchina fotografica che Ivanna Sanchez Moretti ha imparato a cogliere la bellezza e il lato positivo dell'esistenza catturando quegli istanti che ti fanno apprezzare e godere anche della semplice quotidianità, quella fatta di piccole cose.
"Le mie opere sono dettagli di questo mondo.
Ho imparato ad essere paziente. A volte per alcune delle mie foto aspetto il tempo perfetto nel luogo perfetto..

Essendo una perfezionista ed avendo studiato e maturato esperienze nel settore dell’architettura, cerco sempre le linee rette, le figure simmetriche o un perfetto equilibrio di luce e ombra nelle mie fotografie. 
Io non sono un gran chiacchierone, quindi la parola ARTE, per me ha il significato di un modo con cui ci si possa esprimere senza l'uso di parole, ma solo con la propria creatività."

Ivanna Alejandra Sanchez Moretti è nata a Caracas, in Venezuela, il 22 aprile del 1991, da qualche anno vive in Italia dove si è laureata in Architettura al Politecnico di Torino.
Ha vissuto in quattro paesi diversi, Venezuela, Stati Uniti, Danimarca e Italia, parla tre lingue ed ha una passione per l’architettura, i viaggi e la fotografia. 
Artista giovane ed emergente, quest’anno è stata selezionata per la mostra di IN CONTEMPORANEA PORCARI 2016 ed è tra i sei finalisti del contest Catalogando di Art Open Space.


Ivanna Sanchez Moretti è tra i finalisti di Catalogando.

martedì 28 giugno 2016

ROBERTA CONGIU: TRAME

L’uso esclusivo della penna a sfera per la realizzazione dei suoi lavori, lo definisce, il suo  marchio di fabbrica. Si esprime con una precisione e nitidezza del segno e dell’immagine impressionante, con strati e strati di trame di fili di inchiostro nero dà vita a forme, luci ed ombre. In ogni suo disegno traspare una grande sensibilità nonchè tecnica e passione, questo mix di elementi è alla base del suo straordinario modo di plasmare su carta le proprie ispirazioni. 
Originale nei ritratti, dove del soggetto riporta  solo un dettaglio, un’espressione o una posa sufficiente a mostrare la vera  essenza del carattere e della sua personalità: un ritratto dell’anima. Roberta Congiu è un’artista che si distingue per la grande eleganza delle sue opere, un estro creativo unico e uno stile fortemente riconoscibile.

Cristina Polenta




C.O #1981



"Il bianco e nero è la mia dimensione ideale"



GILDA


UNTILED #9






HOWLING



"Il volto umano, che io ricordi, è sempre stato al centro del mio interesse, così come il nudo e gli scorci urbani; col tempo, invece, è arrivata l'esigenza di approfondire la tematica del ritratto, raffinando e curando l'espressività e la caratterizzazione psicologica del soggetto attraverso una descrizione analitica, a volte particolarmente secca e minuziosa, eppure spontanea"



IN_SIDE

martedì 21 giugno 2016

Catalogando: ELISA RACHELE ZANOTTI

.:: vedi catalogo::.
Esteticamente essenziali, rigorose, le opere di Elisa Rachele Zanotti, di basano sulla ripetizione ossessiva di un soggetto in tutte le sue forme. Per i suoi lavori utilizza materiali semplici, forme geometriche ed un uso del colore ridotto al minimo. Dà vita ad oggetti formati dalla ripetizione e variazione di forme pure e semplici, per un ognuno sceglie con cura la tecnica da utilizzare, quella che sembra adeguarsi di più a ciò che desidera riprodurre: un disegno che ritorna alla sintesi.
"Sono cresciuta convinta che non avrei studiato altro che Arte. Così è stato.
Ho sempre invidiato gli artisti perché hanno saputo dar vita a qualcosa senza la quale non potrei vivere. Non so se sono un'artista, so solo che faccio ciò che amo. Sorrido ad ogni testo critico, articolo, ad ogni frase dove mi si chiama artista. Per me l'artista è una persona importante, io sono solo me stessa."


Elisa Rachele Zanotti nasce a Brescia, 1990. Lumezzanese di nascita, attualmente vive e lavora in provincia di Padova. Laureata in Pittura nel 2012, ha frequentato per un anno il corso di Interior Design, ottiene la laurea specialistica in Arti Visive Contemporanee nel 2015, presso l'Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. 
Durante il suo percorso artistico ha vinto premi, partecipato a numerose mostre collettive, a breve, sarà protagonista in due importanti personali in due gallerie, a Roma e Viterbo.
"Fin da piccolissima all'apertura di ogni quaderno o agenda sono sempre rimasta affascinata dai fogli per le loro forme apparentemente semplici, ma soprattutto per le loro perfezioni ed imperfezioni dovute alla stampa.
Qui la precisione è affidata allo strumento meccanico, dove la ripetizione dello stesso soggetto non è sempre precisa: può creare sbavature o altri piccoli difetti. Un bel giorno ho così deciso di iniziare prendere il posto della macchina e di provare ad ingannare l'osservatore che, guardando la mia opera, non vedrà altro che un semplice foglio strappato da un quaderno."


Elisa Rachele Zanotti è tra i finalisti di Catalogando.


lunedì 30 maggio 2016

Catalogando: MICHAEL GADDINI

.:: vedi il catalogo ::.
La vita di Michael Gaddini si divide tra fotografia e video con cui affronta i temi della paura e delle fobie che ammorbano l'essere umano, nondimeno le sue dipendenze.
Da sempre appassionato di film, col tempo ha trasformato una passione in una professione, quella di videomaker, che pian piano si è focalizzata anche sulla fotografia.
“Per me dare vita ad un'idea è tutto. È quello il fulcro del mio lavoro. Tramite il video e la fotografia riesco ad esprimermi, ad esorcizzare la timidezza, dandomi un potere che nella realtà non ho. Solo facendo arte mi sento libero di affrontare qualsiasi tematica.
..Trovo che sia più difficile raccontare una storia tramite una fotografia, e personalmente adoro mettermi alla prova, in più credo che sia una forma di comunicazione molto più efficace. Con il video hai tutto il tempo per raccontare quello che vuoi e spesso in fase di montaggio ti perdi.."

Michael Gaddini è nato a Barga (Lu) il 14/07/1988, da semplice appassionato di film, diviene un autodidatta della settima arte, realizzando brevi filmati in formato Vhs-c e Hi8. Successivamente approccia il digitale che gli offre un'infinità di modi per sperimentare linguaggi e tecniche apprese semplicemente guardando i film dei suoi autori preferiti. 
Nell'autunno del 2007 segue i primi incontri sulla regia e sceneggiatura cinematografica presso la Scuola di Cinema Immagina di Firenze. Parallelamente agli studi liceali inizia a seguire corsi e workshop sul ruolo del videomaker e sul video-giornalismo, unendo così esercitazioni teoriche e pratiche sulla creazione di un prodotto multimediale e la sua diffusione nel web. 
Nel 2010 si diploma al Liceo Artistico A. Passaglia di Lucca e comincia a stringere le sue prime collaborazioni artistiche e lavorative, tra cui quella con Miriam Iacopi e Raffaele Benetti.
In circa dieci anni ha realizzato una ventina di cortometraggi partecipando ad una sessantina di film festival & contest nazionali e internazionali, riuscendo a vincere una dozzina di premi e riconoscimenti. Nel 2015 decide di dedicarsi anche alla fotografia.
Attualmente vive a Lucca e lavora su tutto il territorio toscano.

Michael Gaddini è tra i finalisti di Catalogando, il suo è il primo dei cataloghi che saranno realizzati ai sei artisti che hanno vinto il contest.



I contest di Art Open Space: MY MONO

Art Open Space, blog e gallery 2.0 ogni anno promuove decine di artisti che seleziona attraverso propri contest, uno di questi è MY MONO, giunto alla sua seconda edizione.
MY MONO è un bando aperto ad artisti di ogni nazionalità, senza limiti di età purchè maggiorenni e residenti in Italia, che si esprimono attraverso le seguenti discipline: pittura, scultura e installazioni, fotografia.

Tra tutti i partecipanti saranno selezionati 3 artisti ai quali sarà realizzata una importante monografia digitale 3d flip magazine, pubblicata e sfogliabile sul web.
Ad ognuno dei tre vincitori sarà dedicata una propria monografia digitale, con il suo percorso artistico e le sue opere; una vera e propria mostra da sfogliare.
Questo tipo di pubblicazione oltre ad essere molto elegante è anche un ottimo strumento di promozione, infatti viene pubblicata su una piattaforma internazionale che le garantisce un'ampia visibilità, la monografia, difatti, può essere raggiunta e letta da ogni parte del mondo, inoltre è facilmente integrabile al proprio sito e profilo social.

I 3 artisti saranno selezionati tra coloro che entro la data di scadenza fissata al 15 ottobre 2016 faranno pervenire all’indirizzo e-mail info@artopenspace.it il seguente materiale:
-immagini di buona qualità di almeno 5 opere accompagnate da nota esplicativa che ne riassuma le informazioni basilari (tecnica, dimensione, titolo e tema)
-bio e curriculum artistico
-scheda di partecipazione compilata
-ricevuta pagamento quota adesione


Entro il 30 ottobre saranno comunicati i nomi dei 3 artisti selezionati.


mercoledì 25 maggio 2016

UN’INTERVISTA A… ALICE ZUCCHERI

Alice Zuccheri è stata una delle artiste che hanno animato la Rassegna d'Arte di Art Open Space dello scorso anno, quella che segue è l'intervista che ci ha rilasciato nell'autunno 2015 in occasione della sua mostra e che è stata pubblicata nel catalogo.
La libertà di espressione è il filo conduttore della sua produzione artistica. 
Alice Zuccheri, materializza le sue ispirazioni affidandosi completamente al suo istinto e alla sua vena creativa, senza freni e senza limiti, lei si lascia completamente guidare dall’idea che balena in mente. Dipinge cose, persone, luoghi idee e suggestioni, utilizzando spesso anche materiali di scarto, che assembla, incolla, riusa per dar vita a qualcosa di nuovo, che viene dal profondo della propria sensibilità e immaginazione. Arte come impulso di un’autonomia creativa; pur conoscendoli a fondo, non si lascia imbrigliare dai dettami accademici, il suo è un linguaggio spontaneo e culturalmente indipendente, esteticamente essenziale e ricercato allo stesso tempo, uno stile minimale, sobrio e pulito, che pur lavorando per sottrazione ha la capacità di restituire opere che si distinguono per la grande eleganza.
Ottobre è un mese impegnativo per te, prima la collettiva “ioNOnCEnTrO” e poi una personale allestita alla sala congressi dell’Albergo Casa Romagnosi a Salsomaggiore Terme. Sarai stanca ma soddisfatta, immagino..
Sì un mese molto impegnativo sicuramente. Pieno di divertimento anche, considerato che per la collettiva “ioNOnCEnTrO” ci si riunisce con un gruppo di amici/artisti con cui si organizza tutto da alla A alla Z, questo permette grande libertà e lascia libero ognuno di noi di muoversi come meglio crede.
La personale presso l’hotel Casa Romagnosi invece è una sfida, non è la prima mostra in un albergo ma è la prima con una intera sala dedicata, per ora è solo una preview della mostra vera e propria che si terrà poi in primavera, periodo in cui parte la stagione.
Per l’occasione sto iniziando ora la realizzazione di pezzi dedicati con ispirazione dal mondo delle fiabe, ma con una interpretazione altamente materica.
Quanti pezzi hai intenzione di realizzare per la mostra e come mai la scelta del tema è ricaduta sul mondo delle fiabe?
I motivi per cui mi sono avvicinata alle fiabe sono solo un paio, ho da sempre in casa una collana di una decina di volumi sulle fiabe del mondo… fin da piccola mi sono promessa di leggerle un giorno, e leggerle è stato da stimolo per iniziare questa cosa. Devo aggiungere che il mondo delle fiabe mi attrae da sempre perché appartiene al gioco all’essere bambini, ma è anche strumento per ricordare il passato, le tradizioni le usanze. Nelle fiabe, le fiabe vere, non edulcorate dai cartoni animati, emerge spesso una grande crudezza, si hanno due lati di una medaglia. Questo mi ha permesso di filtrare le fiabe attraverso il mio occhio, il mio essere forse in un modo più duro senza perdere la poesia.
Le tavole che ho in mente e che ho iniziato a realizzare sinceramente non so a lavoro compiuto quante saranno. Mi piace lasciarmi un po’ trascinare e coinvolgere.
Torno un attimo indietro, ad un argomento che mi ha incuriosito… Quanti siete nel gruppo “ioNOnCEnTrO” e come è nata l’idea di questo bel progetto?
Nel gruppo “ioNOnCEnTrO” sono arrivata dopo, nasce dalla volontà di artisti autonomi come me, di dare spazio ai propri lavori senza avere vincoli e dipendenze. La voglia di mettersi insieme e ”fare cose belle”.
Il nome nasce invece, da un gioco di parole, un po’ politico, siamo ragazzi di Noceto che è stato trasformato in “ioNOnCEnTrO”. Non posso svelare troppo però...
L’allestimento delle mostre lo curi personalmente? Come ti muovi, da cosa inizi? C’è un dettaglio che per te non deve mancare mai?
Salvo in alcuni casi l’allestimento lo curo personalmente, mi piace occuparmi di quello che es
porrò, curare i dettagli, nonostante i miei lavori siano estremamente liberi e imprecisi mi piace molto l’ordine, vedere tutto “dritto” con i giusti cartellini con i titoli ben scritti con il carattere che piace a me. Diciamo che se espongo in un ambiente che non conosco e chi cura l’esposizione (gallerista o chi per lui) mi piace a pelle, la cosa è diversa, cerco di affidarmi completamente al consiglio di chi ho di fronte.

Talent Prize 2016

Sono aperte le iscrizioni per partecipare al Talent Prize 2016, il concorso di arti visive promosso da INSIDE ART e giunto alla sua nona edizione.

Il Talent Prize 2016 è aperto gratuitamente agli artisti nati a partire dal 1976 che operano nei campi della pittura, fotografia, scultura, installazione e video. In palio un premio acquisto dal valore di diecimila euro e un ampio primo piano sul numero di Inside Art dedicato al concorso. 
Inoltre, al fine di favorire l’accesso al mercato dei nuovi talenti, sarà riservata agli sponsor e ai partner dell’ iniziativa la possibilità di selezionare tra i partecipanti al Talent Prize i vincitori di alcuni premi collaterali istituiti ad hoc per l’ottava edizione del concorso.

Per partecipare all’edizione 2016 i candidati dovranno presentare un’opera di nuova realizzazione o già realizzata, purché non abbia partecipato ad altri concorsi o premi, inviando, entro il 22 giugno 2016 la documentazione necessaria, tramite posta oppure attraverso il sito www.talentprize.it, iscrivendosi alla sezione “partecipa”.

I partecipanti possono contare sulla professionalità di una giuria composta da riconosciute personalità del mondo dell’arte contemporanea: insieme ad Patrizia Sandretto Re Rebaudengo (presidente dell’omonima fondazione), Ludovico Pratesi (critico d’arte e direttore del Centro di arti visive Pescheria di Pesaro) Guido Talarico, direttore ed editore di Inside Art, selezioneranno il vincitore e i finalisti anche Federica Pirani (direttrice del Macro), Anna d’Amelio Carbone (Direttore Fondazione Memmo Arte Contemporanea) e Marcello Smarrelli (direttore artistico della fondazione Ermanno Casoli).

Il vincitore, i nove finalisti e i premi speciali scelti dagli sponsor esporranno i propri lavori nella collettiva finale, prevista per il mese di ottobre al Museo Macro di Roma.

info e bando su http://talentprize.it



lunedì 16 maggio 2016

CATALOGANDO: I VINCITORI

Anche la selezione per la seconda edizione di CATALOGANDO, contest di Art Open Space, si è conclusa. Tra tutti gli artisti che hanno inviato la propria candidatura, presentiamo (in ordine alfabetico) i 6 vincitori: Michael Gaddini, Maria Mazzotti, Ivanna Sanchez Moretti, Claudio Sapienza, Francesco Speciale, Elisa Rachele Zanotti.


MICHAEL GADDINI
- fotografia -


MARIA MAZZOTTI
- scultura - 


IVANNA SANCHEZ MORETTI
- fotografia - 


CLAUDIO SAPIENZA
- pittura - 


FRANCESCO SPECIALE
- scultura - 



ELISA RACHELE ZANOTTI
- pittura - 



...Art Open Space ringrazia tutti gli artisti che hanno partecipato.
 Alla prossima edizione!





martedì 26 aprile 2016

JESSICA FERRO: DILATAZIONI

I suoi lavori nascono da ispirazioni legate al grande universo della natura, insetti e conchiglie sono i soggetti su cui Jessica Ferro si focalizza, che esamina attentamente, che diventano oggetto di una vera e propria indagine, di una lettura analitica che culmina con la scomposizione dell'immagine.
La sua è una ricerca minuziosa e spasmodica di quel dettaglio che mediante un processo di dilatazione, può dar vita ad un soggetto completamente nuovo: il tutto generato da una parte di esso. Il particolare viene espanso sino a farlo divenire una nuova figura, una nuova entità; del soggetto iniziale a volte rimane solo una traccia impalpabile, quasi indecifrabile, altre volte invece la nuova figura rimanda chiaramente al "tutto" da cui si è stata scissa.
Jessica Ferro, penetra la realtà alla ricerca dell'essenza delle cose, perchè è questa che vuole imprimere e fissare nelle sue opere, niente di meno che la parte più intima e spirituale di ciò che ci circonda.

Cristina Polenta





FANTASMA TRA REALE E IMMAGINARIO


"Ritengo che sia estremamente importante l’osservazione della realtà, della natura e delle sue forme, soprattutto di quegli aspetti che solitamente vengono ignorati: insetti e molluschi, materie organiche e fossili, appartenenti sia alla terra che al mare. I mondi dell’entomologia e della malacologia mi affascinano particolarmente , questo non tanto per la possibilità di trarne ispirazione diretta quanto più per raccogliere quelle suggestioni che poi si riflettono inevitabilmente sulla poetica delle opere.[...]"




APIS MELLIFERA









APPARIZIONE UNICA
 E MOMENTANEA



"[...] L’uso di un segno intenso, espressivo, che talvolta diviene traccia incisa, è un aspetto ricorrente e caratteristico dei miei lavori, i quali nascono da uno studio dei soggetti, per passare poi da ciò che è visivamente riconoscibile a ciò che è spirituale."





DIFFERENZIAZIONI DELL'ESSERE
(dettaglio)




METAMORPHOSIS






TRACCIA DELL'IMPRESSIONE


"[...] Le mie opere sono spesso il frutto dell’unione di più procedimenti che mettono in relazione la pittura e alcune tecniche incavo-rilievografiche sperimentali. L’approccio sistematico e minuzioso della fase creativa iniziale, caratterizzato dall’osservazione della natura, mi permette di approdare alla preparazione di matrici, per poi dar sfogo all’impeto e alla foga dell’atto creativo. [...]"


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