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martedì 26 aprile 2016

JESSICA FERRO: DILATAZIONI

I suoi lavori nascono da ispirazioni legate al grande universo della natura, insetti e conchiglie sono i soggetti su cui Jessica Ferro si focalizza, che esamina attentamente, che diventano oggetto di una vera e propria indagine, di una lettura analitica che culmina con la scomposizione dell'immagine.
La sua è una ricerca minuziosa e spasmodica di quel dettaglio che mediante un processo di dilatazione, può dar vita ad un soggetto completamente nuovo: il tutto generato da una parte di esso. Il particolare viene espanso sino a farlo divenire una nuova figura, una nuova entità; del soggetto iniziale a volte rimane solo una traccia impalpabile, quasi indecifrabile, altre volte invece la nuova figura rimanda chiaramente al "tutto" da cui si è stata scissa.
Jessica Ferro, penetra la realtà alla ricerca dell'essenza delle cose, perchè è questa che vuole imprimere e fissare nelle sue opere, niente di meno che la parte più intima e spirituale di ciò che ci circonda.

Cristina Polenta





FANTASMA TRA REALE E IMMAGINARIO


"Ritengo che sia estremamente importante l’osservazione della realtà, della natura e delle sue forme, soprattutto di quegli aspetti che solitamente vengono ignorati: insetti e molluschi, materie organiche e fossili, appartenenti sia alla terra che al mare. I mondi dell’entomologia e della malacologia mi affascinano particolarmente , questo non tanto per la possibilità di trarne ispirazione diretta quanto più per raccogliere quelle suggestioni che poi si riflettono inevitabilmente sulla poetica delle opere.[...]"




APIS MELLIFERA









APPARIZIONE UNICA
 E MOMENTANEA



"[...] L’uso di un segno intenso, espressivo, che talvolta diviene traccia incisa, è un aspetto ricorrente e caratteristico dei miei lavori, i quali nascono da uno studio dei soggetti, per passare poi da ciò che è visivamente riconoscibile a ciò che è spirituale."





DIFFERENZIAZIONI DELL'ESSERE
(dettaglio)




METAMORPHOSIS






TRACCIA DELL'IMPRESSIONE


"[...] Le mie opere sono spesso il frutto dell’unione di più procedimenti che mettono in relazione la pittura e alcune tecniche incavo-rilievografiche sperimentali. L’approccio sistematico e minuzioso della fase creativa iniziale, caratterizzato dall’osservazione della natura, mi permette di approdare alla preparazione di matrici, per poi dar sfogo all’impeto e alla foga dell’atto creativo. [...]"


sabato 16 aprile 2016

Saluzzo Arte 2016

La Fondazione Amleto Bertoni - Città di Saluzzo, annuncia la XXI Edizione di Saluzzo Arte, realizzata con il Patrocinio della Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Saluzzo, Camera di Commercio, nonché del sostegno economico della Cassa di Risparmio di Saluzzo, del contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Cuneo ed il coordinamento artistico di Paolo Infossi e Roberto Giordana.
Una manifestazione che intende rinnovare il notevole successo sin qui ottenuto, proponendo in apertura, la mostra: Le stanze del visibile.
Un’ampia rassegna, curata da Giuseppe Biasutti, che intende illustrare, con una quarantina di opere, un percorso artistico, storico e sociale che abbraccia un ampio arco di tempo tra il XX ed il XXI secolo. La scultura è sinonimo di disegno, di pittura, di forme. Tutto ciò che è lineare diviene tridimensionale, dando origine a un qualcosa che si può vedere, quasi “toccare”, per capirne la forte, immediata e tangibile presenza nello spazio.
In mostra opere di: Libero Andreotti, Arman, Nag Arnoldi, Salvatore Astore, Bernard Aubertin, Mirko Basaldella, Enzo Bersezio, Leonardo Bistolfi, Nicola Bolla, Corrado Bonomi, Domenico Borrelli, Davide Calandra, Felice Casorati, Gaetano Cellini, Pietro Consagra, Roberto Crippa, Giorgio De Chirico, Carlo D’Oria, Giovanni Battista Gamba, Quinto Ghermandi, Piero Gilardi, Paolo Grassino, Enrico Iuliano, Luigi Mainolfi, Umberto Mastroianni, Francesco Messina, Mario Molinari, Aldo Mondino, Louise Nevelson, Norberto, Gianni Piacentino, Arnaldo Pomodoro, Edoardo Rubino, Francesco Sena, Daniel Spoerri, Luigi Stoisa, Joe Tilson, Walter Valentini, Walter Vallini
La Sezione Spazio Aperto si apre all’insegna di una nuova serie di iniziative, giovani emergenti e artisti di comprovata esperienza del panorama artistico nazionale e non solo. Scelte che sembrano confermare una soluzione di continuità tra tradizione ed innovazione per comunicare esperienze, idee ed emozioni.
Le sale ospiteranno ad esempio, in collaborazione con Caracol Art Shop Gallery le rassegne: L’Uruguay incontra Saluzzo con gli artisti sudamericani: Coco Cano, Juan De Andrés e Uri Negvi. Segue: Le nuvole di Hiroaki. Una retrospettiva che intende ricordare Hiroaki Asahara, l’artista giapponese, scomparso l’anno scorso a Cerrina Monferrato. Nato a Tokio nel 1944, dove aveva studiato, per oltre dieci anni, sotto la guida del maestro Tatuya Nakamoto, si era trasferito in Italia nel 1965 per proseguire i suoi studi, diplomandosi, in Scultura, allievo di Sandro Cherchi, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Saluzzo Arte prosegue con un Omaggio a Vito Tanga (Saluzzo 1930-2011) un ricordo dell’artigiano, arredatore, designer e pittore saluzzese, curato da Lucy Lorini Tanga, nel quinto anniversario della sua scomparsa.
Continuando il percorso, incontreremo i vincitori delle due sezioni del Premio Olivero 2015 Federica Frati per la pittura e Rita Scotellaro per la grafica.
Le antiche scuderie ospiteranno molte altre novità. Artisti contemporanei, Gruppi ed Associazioni di differenti generazioni e tendenze, oltre trenta mostre personali per illustrare un significativo spaccato della recente contemporaneità nelle diverse espressioni: pittura, scultura, grafica, incisione, fotografia e design. Artisti che si ispirano alla tradizione figurativa o che si impegnano sul fronte delle nuove tendenze e ricerche.
Il percorso si concluderà, come di consueto, con l’esposizione delle opere ammesse alla XXXVIII Edizione del Premio Matteo Olivero.
Un evento che sarà accompagnato da un prestigioso catalogo di mostra, con testi di Giuseppe Biasutti, Federico Cano Correa, Paolo Infossi e Lucy Lorini Tanga.


Fondazione Amleto Bertoni - Città di Saluzzo
Antiche scuderie
Piazza Montebello, 1
Saluzzo (Cuneo)
dal 16 aprile all' 1 maggio

CARTE D'ACQUA - BANDO

L'Associazione Culturale Verde Coniglio LAB ART, in occasione del Festival “Acque d’Arte. La cultura scorre sul fiume”, indice il Bando di concorso C’ARTE D’ACQUA per l’invio di opere d’arte sul tema della carta intesa come materia prima e come mezzo di comunicazione, ma soprattutto in relazione al contesto storico-ambientale di Battaglia Terme (PD).
L’esposizione durerà tutto il periodo del Festival “Acque d’Arte. La cultura scorre sul fiume” che avrà luogo (sotto il patrocinio del comune di Battaglia Terme) nell’estate 2016 (periodo indicato: 28 maggio – 12 giugno 2016).
Ogni partecipante (in gruppo o singolo) deve iscriversi entro il 29 aprile 2016, inviando la propria candidatura all’indirizzo e-mail: verdeconiglio1235@gmail.com.
Alla domanda di partecipazione deve essere allegato il proprio Curriculum Vitae e materiale fotografico e/o informativo delle opere proposte (come specificato al §. 3 del bando).
Il concorso a premi è rivolto ad artisti under 35: il requisito anagrafico (ovvero, età inferiore ai 35 anni alla data di presentazione della domanda) va esplicitamente dichiarato nella formulazione della domanda di partecipazione al concorso.


Bando completo e modulo di iscrizione: www.verdeconiglio.eu
info: verdeconiglio1235@gmail.com

fonteconcorsidarte.net


lunedì 11 aprile 2016

UN'INTERVISTA A... JASMINA ROJC

I sogni di bambina che divengono realtà, un'amore sconfinato per l'arte, per la natura e per la propria terra, rappresentano "i fondamentali" della vita di Jasmina Rojc. Artisticamente predilige esprimersi attraverso la pittura, passione che coltiva da sempre e per la quale si è trasferita in Italia per perfezionarsi all'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Jasmina Rojc ci affascina con le sue tele colorate, ricche di velature e di linee in movimento a cui riesce a dare un senso di profondità tale che ti sembra di entrare all'interno della tela, di addentrarti in quel suo mondo variopinto; ecco che ogni quadro diventa un viaggio, un'esperienza, una testimonianza di vita vissuta, una traccia tangibile del suo modo di essere e del suo modo di sentire.
Non sei la prima artista slovena che ho avuto modo di conoscere, che dopo aver completato gli studi artistici nel proprio Paese sceglie di specializzarsi in Italia all’Accademia di Venezia, quale è il motivo? 
Tutto inizia da ragazzina, a 13 anni fantasticavo di vivere e dipingere i campi fioriti intorno a Venezia, in fondo basta avere un gran desiderio di imparare molte cose nuove e poi tutto il resto arriva da sé, l’importante è seguire il proprio istinto e le proprie aspirazioni e fare le cose che ti piacciono.
Sin da allora sentivo che la città lagunare rappresentava una parte di me e con il tempo questo si è dimostrato vero ed oggi, infatti, sono qui. A Venezia sono arrivata anche perchè ho saputo che esiste una buona Accademia di Belle Arti, questa città così antica e così tanto rappresentata nel tempo da tanti eccellenti artisti mi affascinava, volevo assolutamente studiare pittura in questo luogo meraviglioso. Venezia mi piace perchè mi lasca una grande libertà creativa.
Era ed è ancora una delle principale città nel mondo per lo sviluppo dell’arte, è piena di contraddizioni affascinanti e per quello mi sorprende sempre, anche quando credo di conoscerla già abbastanza. Il suo aspetto la rende unica, è una città “di carattere”, ma è anche fragile e molto sensibile, fragile perche vive una grande confusione di identità e di tempo.
Sei un’artista completa che si esprime attraverso la pittura, la scultura, il disegno, l’installazione e sei anche scrittrice, ma rimani particolarmente legata alla pittura; cosa ami così tanto di questa disciplina? Cosa ti dà in più rispetto alle altre? 
La pittura è il mio punto di partenza, la base essenziale per la mia arte. Il limite bidimensionale della tela appaga abbastanza le mie aspettative, in più sono legata ai colori ad olio perchè mi permettono le migliori possibilità espressive, questa tecnica pittorica lascia creare finissime velature trasparenti e permette di ottenere effetti di luce e di profondità.
Nei tuoi quadri unisci tradizione e ricerca; mi illustri il tuo progetto?
Il mio progetto è un' esplicitazione di un modo d'essere e di pensare. Fondo tradizionale, contemporaneo, storia vecchia e storia nuova a modo mio. A me interessa me il confronto tra la memoria del passato e la cultura contemporanea, creo lavori dettati dall’idea del controllo e dall’idea di spontaneità, la mia arte si basa sempre sulla ricerca e soprattutto sull’osservazione.
Come ha inizio un tuo quadro?
Tecnicamente il procedimento parte dai bozzetti a matita, dopo seguono gli schizzi con acquarello, una volta finito questo mi preparo per la fase pittorica vera e propria, per cui costruisco il telaio, monto la tela ed eseguo l’imprimitura. Solo dopo aver ultimato tutto questo lavoro preparatorio, finalmente, comincia la parte creativa!
Tema principale delle tue opere è il paesaggio, fonte di ispirazione sono i tuoi viaggi in Europa e in Asia. Come mai hai scelto di esprimerti attraverso questo tipo di soggetto? Come concretizzi l’idea, l’ispirazione?
Il paesaggio è il mio tema principale, rappresenta un viaggio e il simbolo della vita. È un luogo dove non ti trovi sempre al sicuro però è un luogo dove ti senti vivo. Dentro al paesaggio inserisco le diverse forme, le linee, e ognuna di esse con il proprio ritmo e il colore. I miei dipinti sono strettamente legati alla mia città natale e alla città lagunare, costantemente si intrecciano.
Sono nata nella terra del vento, Vipavska dolina, da sempre mi affascina la sua natura incontaminata che è fondamentale fonte di ispirazione per i miei quadri, il paesaggio sloveno e il suo popolo fanno parte di me come della mia sensibilità artistica. L’ispirazione la prendo da tutto quello che vedo, spesso nelle cose o nel momenti molto semplici e quotidiani, di solito le idee migliori emergono da situazioni casuali e accidentali che prendono forma all’improvviso.
Un altro tema a cui sei particolarmente attenta è molto attuale, l’ambiente e i cambiamenti climatici, l’evolversi del clima e le relative conseguenze sul nostro pianeta ed in particolare sulle stagioni. Me ne parli?
Nel mio lavoro do forza al tema delle quattro stagioni e ai loro mutamenti climatici, perché rappresenta per me il lato dinamico del paesaggio e della vibrazione del colore. Ogni stagione ha le sue caratteristiche artistiche che cambiano con i toni degli colori, i dettagli, le composizioni, le vibrazioni delle linee, le velature... ogni stagione ha una sua specifica sensibilità ed è questa che a me interessa, che voglio cogliere.
Le linee rappresentano la velocità del movimento che caratterizza il tempo moderno, mi piace creare le linee libere, spontanee... forme che immaginano sentimenti e non oggetti fisici. Mi interessano i diversi colori e come si amalgamo, quale sfumatura ne nasce. Tante volte nei miei lavori sono rappresentati spesso movimenti circolari, che simboleggiano la rotazione della Terra e l’alternarsi delle stagioni.
Il tema degli cambiamenti climatici è fondamentale perche è globale, coinvolge ognuno di noi al di là della propria estrazione sociale, è per questo che merita l’attenzione e la piena partecipazione di tutta la società.
Hai approfondito l’argomento delle stagioni anche nella musica, classica e contemporanea; in che modo e in quale misura la tua pittura ne è contaminata?La mia pittura è da sempre in stretto contatto con la musica, si intrecciano l’una con l’altra creando una perfetta sinergia, quando parlo di musica o ascolto un brano, per me è difficile non immaginare un quadro.
A mio avviso nella musica così come nella pittura ognuno di noi può ritrovare un proprio sentimento, un pensiero, una verità, una passione. Traggo ispirazione dalla musica classica veneziana di Antonio Vivaldi e quella contemporanea di Brian Eno. Spesso i loro brani si collegano alle quattro stagioni. La musica di Vivaldi mi interessa particolarmente perchè questo compositore ha dato vita ad una originale struttura formale e ritmica, caratterizzata da contrasti armonici, inventando temi e melodie inconsuete, amo i suoi movimenti veloci in varie tonalità di carattere tematico libero e i suoi movimenti lenti. E’ proprio la musica di Vivaldi che mi aiuta dare colore e sostanza ai miei quadri, attraverso sue melodie cerco le differenze e somiglianze tra il colore e il suono, tra la trasgressione della melodia e la trasgressione dell’immagine.



Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE, pubblicata nel catalogo della mostra personale di Jasmina Rojc ESSERE E SENTIRE - Rassegna d'Arte 2015 di ART OPEN SPACE, a cura di Cristina Polenta 


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