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venerdì 13 ottobre 2017

ART OPEN SPACE: CALL OF ARTISTS V EDIZIONE

Come ogni anno, Art Open Space, seleziona gli artisti per la sua Rassegna d'arte annuale.
Siamo arrivati alla V edizione della call di Art Open Space, microcosmo dedicato all’arte contemporanea, indipendente e interamente autofinanziato, che seleziona i quattro artisti per le mostre del 2018.

L’invito è aperto e rivolto ad illustratori, pittori e scultori, residenti in Italia, senza vincoli di età purché maggiorenni.

La partecipazione alla selezione è gratuita.

Le mostre previste per il 2018 sono solo quattro, sono tutte esclusivamente online, ognuna dedicata ad un artista, di cui la prima prevista per Febbraio.
Ogni personale prevede la pubblicazione online permanente su Art Open Space, di almeno dieci opere, accompagnate da una intervista/racconto dell’artista allo scopo di stimolare lo spettatore ad una percezione critica che gli consenta di individuare ed ammirare le diverse sfumature che contraddistinguono la poetica di ciascun artista.
Tutte le mostre sono corredate di un importante catalogo cartaceo, che racchiude anche la versione integrale dell’intervista all’artista, al quale ne verrà inviata una copia in omaggio.

Il catalogo sarà pubblicato, stampato e distribuito in tutto il mondo attraverso la piattaforma canadese Lulu.com dove sono già presenti oltre 50 cataloghi pubblicati da Art Open Space.

Un esempio di una delle nostre mostre a questo link

Come per le passate edizioni, la partecipazione è all’insegna della reciprocità, e ai 4 artisti selezionati viene richiesta la donazione di un’opera che entrerà a far parte della Collezione Art Open Space (pubblicazione permanente nella pagina dedicata alla Collezione, dell'opera e della biografia dell'artista, con link alla mostra) ed inserita nel catalogo della mostra, di cui l’artista riceverà in omaggio una copia.
Misure, tecnica, supporto e tema dell’opera da donare sono a discrezione dell’artista, l’unico vincolo è che non si tratti di riproduzione e che sia espressione della disciplina per la quale si partecipa.

I quattro artisti protagonisti degli eventi 2018 saranno selezionati tra coloro che entro la data del 30 novembre 2017 faranno pervenire all’indirizzo e-mail info@artopenspace.it il seguente materiale:
✓immagini di buona qualità di almeno 5 opere accompagnate da nota esplicativa che ne riassuma le informazioni basilari (tecnica, dimensione, titolo e tema)
✓bio e curriculum artistico
✓immagine dell'opera che intende donare per la Collezione.

Agli artisti selezionati sarà comunicato il calendario delle mostre e sarà loro premura inviare l'opera per la Collezione prima della realizzazione della mostra.

Entro la prima metà di dicembre, saranno resi noti i nomi degli artisti vincitori.


DATE:
13 OTTOBRE APERTURA BANDO
30 NOVEMBRE CHIUSURA BANDO
15 DICEMBRE COMUNICAZIONE NOMI DEI 4 VINCITORI


giovedì 28 settembre 2017

Un'intervista a... CRISTIANA ZAMBONI

L'esaltazione della bellezza è la sua cifra stilistica, il corpo è il suo soggetto preferito di cui scru-ta e riproduce ogni dettaglio, dalla tensione dei muscoli alla morbidezza delle linee e delle forme. Corpi che parlano, che si esprimono attraverso la loro magnificenza, la perfezione dei particolari che diventano emozioni che ci ricordano chi e cosa siamo, il nostro essere vivi e rea-li. Cristiana Zamboni è un'artista capace di tradurre in chiave moderna i canoni del rinascimento e dell'arte classica, riportando al centro della scena la perfezione e lo splendore senza tempo del corpo umano.

Sei spesso presente in mostre personali e collettive, i tuoi lavori riscuotono un grande successo. Quando è iniziato il tuo percorso artistico, e in che modo?
Ho sempre fatto arte, in prima elementare ho vinto il mio primo concorso , i bambini dovevano disegnare una foglia per la città di Milano e la mia è stata scelta. Ho sempre disegnato creando grandi disagi in casa, diciamo che le pareti bianche di casa mia sono sempre state un richiamo fortissimo ed erano completamente disegnate con qualsiasi colore, anche il lucido da scarpe andava benissimo.
I miei genitori hanno provato a ridipingerle ma alla fine hanno ceduto e sono rimaste così fino a quando ab-biamo cambiato casa. Ho frequentato il liceo artistico a Bergamo , diplomata volevo fare arte e restauro a Firenze ma la mia famiglia non era molto d’accordo così come per l’Accademia di Brera per cui ho optato per grafica pubblicitaria e design d’interni e giardini, corsi di disegno dal vero e figura.
Subito dopo la scuola di grafica ho lavorato in studi di grafica a Milano, ho creato due pubblicità che sono uscite sul Corriere  della Sera per la Fiera dello Smau, progettavo vetrine e stand per le fiere. Parallelamente ho cominciato a lavorare in uno studio che creava quadri d’arredo , io ero specializzata nel figurativo con grandi dimensioni e mi è sempre rimasta questa traccia, mi hanno insegnato moltissimo, l’uso della tecnica giusta, piuttosto che l’uso dei gessi liquidi e la capacità di stravolgere la tecnica al servizio dell’opera. Diciamo che la bottega mi ha insegnato moltissimo, molto più della scuola.
Con molta fatica cerco di lavorare su dimensioni più piccole per motivi organizzativi delle mostre ma è una grandissima limitazione. Ho avuto una pausa dall’arte lunga dieci anni lavorando come contabile, o meglio, ho sempre disegnato per me ma non esponevo e m’interessavo dell’arte solo visitando mostre poi, sempre per caso, hanno iscritto una mia opera ad un concorso ed ho vinto, diciamo che è stato l’input per ricominciare e tutto è rinato naturalmente fino a ridiventare il mio lavoro da qualche anno.

mercoledì 27 settembre 2017

A Casa Cava di Matera, la personale di Rodolfo Tonin

Proseguono i grandi appuntamenti culturali in programma a Matera.
Galleria Art Immagine e La Falpa Promozione Arte, in collaborazione con In Arte Exhibit, presentano “The eyes of the soul”, personale di Rodolfo Tonin in mostra a Casa Cava dal 30 settembre al 14 ottobre 2017.

Nato a Varese nel 1959, Tonin è stato allievo del pittore L. Brunella. La sua carriera artistica, iniziata nel 1979, può vantare la partecipazione a numerose mostre in Italia e all’estero. Le sue opere sono state recensite da critici d’arte di fama internazionale quali Vittorio Sgarbi, Paolo Levi ed Andrea Diprè. La produzione artistica di Tonin rientra nell'ambito dell'impressionismo e si avvale di una tavolozza dai colori vivaci, dalla forte impronta fauvista. Attualmente l’artista è impegnato in nuove ricerche nell'ambito della pittura informale e astratta rivisitata attraverso l’utilizzo di nuovi materiali e tecniche pittoriche.

La sua opera è stata pubblicata nel 2005 all’interno del volume "Segni Vibrati" edito da La Falpa Promozione Arte. Nello stesso anno Tonin è stato inserito tra i 99 artisti d'arte moderna selezionati da Vittorio Sgarbi sul volume "I Giudizi di Sgarbi"; Rodolfo Tonin figura anche negli annuari Mondadori d'arte Moderna 2008 e 2009 e nell'annuario di arte moderna 2009 edito da Comanducci. Le sue opere hanno ottenuto importanti riconoscimenti in Italia e all'estero, risultando particolarmente apprezzate nei paesi del nord Europa e negli Stati Uniti dove diverse opere dell'artista figurano nei cataloghi di gallerie d'arte prestigiose come la Bank of Fine Art di Dallas.

La sua produzione artistica spazia dall’astrattismo alla figurazione ed ha per tematiche figure in movimento, paesaggi urbani, floreali, acquatici, terre di fuoco e innevate. Tra le più originali si segnalano le terre di fuoco, risolte in chiave fauvista, in cui le tonalità calde sono accostate sapientemente e generano violenti contrasti e sfavillii di luce.

The eyes of the soul
Mostra personale di Rodolfo Tonin
Matera, Casa Cava, S. Pietro Barisano 47
30 settembre - 14 ottobre 2017

venerdì 8 settembre 2017

Un settembre di arte contemporanea al Rosso Cinabro di Roma

L'agenzia di arte G. Llc di New York, presenta in collaborazione con Rossocinabro ‘September Contemporary. Dal 14 al 30 settembre 2017, sono in mostra a Roma una selezione di opere di artisti provenienti da Stati Uniti, Europa, Giappone e Australia.

L'evento dà una grande opportunità per investire in arte internazionale, ed è una vetrina per gli artisti ben consolidati e per i giovani talenti. I visitatori possono aspettarsi una varietà di dipinti, arte fotografica, arte urbana e sculture in diversi stili. La mostra è curata da Cristina Madini e Joe Hansen

Artisti: Eduard Almashe, Renate Anding, Dina Babay, Helga Borbás, Elda Calabrese, Daniele Calvani, Chiara Casarini, Laura Casini, Giovanna Fabretti, Frans Frengen, Francesca Guetta, Jaanz Lynn, Osamu Jinguji, Angelika Kahl, Hiroshi Kawazumi, Agnieska Konopka, Mirella La Rosa, Lady Yupiigold, Sybille Lampe, Lisa J Levasseur, Giacoma Lo Coco, Lokke, Stjepko Mamic, Vincenzo Messina, Elvio Miressi, Päivyt Niemeläinen, Mirja Birgitta Nuutinen, Anja Stella Ólafsdóttir, Eva Paar, Vilma Panula, Daniela Rebecchi, Elke Reis, Peter Schudde, Christina Steinwendtner, Inga Svanberg, Martina Volandri, Anouk Wolse, Yalim Yildirim, Derya Yilmaz


September Contemporary
a cura di Joe Hansen e Cristina Madini
La mostra è aperta al pubblico 14 al 30 settembre con orario 11:00-19:00

RossoCinabro
Via Raffaele Cadorna 28
00187 Roma Italia
info 06 60658125


sabato 12 agosto 2017

Pausa estiva

Art Open Space, si prende un pò di riposo e riprenderà le sue attività a settembre con tante novità.
Buone ferie a tutti! :)

mercoledì 12 luglio 2017

GIORGIO A.F. VALENTINI: FIC-CA-NA-SO

Il suo istinto e la sua passione lo hanno portato a scegliere il ritratto come suo “canale” di comunicazione, ma in modo del tutto personale e non certo convenzionale. I suoi ritratti sono il frutto di un’indagine attraverso cui Giorgio A.F. Valentini esamina con attenzione il soggetto da riprodurre per restituire un’immagine finita che non ritrae fedelmente il soggetto stesso, ma  l’idea che l’artista ha maturato di lui!
Difficile definirli dei ritratti in senso stretto perché i lineamenti e i dettagli fisici vengono volutamente stravolti e resi poco somiglianti all’originale, più che ritratti difatti sono delle “letture”, un modo originale e a tratti irriverente, con cui l’artista propone il suo modo di vedere il prossimo.
Altra particolarità dei ritratti di Giorgio A.F. Valentini, sono i nasi in creta colorata che li rendono riconoscibili e riconducibili all’artista, non un semplice tratto somatico ma un vero e proprio marchio di fabbrica.

Cristina Polenta - Art Open Space


IL MUTO (dettaglio)

Un mattino mi sono svegliato con la voglia di fare un ritratto, e perché non con il naso in rilievo? [...] All'inizio, la mano, abituata a disegnare cartoni animati, produceva forme dai contorni precisi, netti, ottenevo così delle immagini un po’ imbalsamate, dure, poi pian piano mi sono lasciato andare a pennellate più libere [...].
Ci sto lavorando, per liberarle completamente dalla rigidità dovuta a 40 anni di cartoonist.



PENDENTE ROSSO

CAMICIA A FIORI

DONNA IN PUNTA DI PIEDI


GATTO CON ILLUSTRATRICE






























[...] ...andai a lavorare a Milano per un numero infinito di anni. Quando tornai nel luogo di origine, ripresi, ma senza averlo programmato, quello che avevo abbandonato: la pittura. Ho fatto un percorso circolare e sono così  ritornato al punto di partenza. Nella prossima vita, so che lo ripeterei.



ACQUAMARINA

GUANCIA ROSA

OCCHIO FEMMINILE

VIOLET


GIOVANE KAHLO
















martedì 20 giugno 2017

ILARIA GASPARRONI: STORIE DA NARRARE

Per lei essere artista significa saper cogliere della realtà quella sfumatura e quel significato che la maggior parte della gente non vede e portarlo alla luce; mostrare il lato più recondito del nostro vivere quotidiano, di quel mondo in cui siamo immersi e travolti dai ritmi così serrati che ci fanno appunto perdere di vista l'attenzione al dettaglio, al particolare. Siamo tutti così di corsa che non abbiamo tempo di soffermarci, ammirare con calma, "vedere veramente" la bellezza in ciò che ci circonda. L'artista, per Ilaria Gasparroni, ha appunto questo compito: divenire gli occhi dell'umanità, percepire, carpire e trasformare anche la più piccola minuzia in una storia da raccontare attraverso la forza della scultura.

Cristina Polenta - Art Open Space





Nocciolo/2


















L’«altro»



























... essere artista è un privilegio ma anche una maledizione!
Si può accettare o rifiutare questo dono ma se in te convivono una spiccata sensibilità e una esigenza interiore non puoi non darle voce.[...]



[dí(s) ‘doppio’ - morphé ‘forma’]


[...] Credo che ognuno di noi abbia una sensibilità artistica chi più viva e chi meno; l’uomo da sempre è stato un creativo ed un intuitivo. 
Queste due capacità l’hanno poi spinto ad evolversi, a crescere e a migliorare in tutte le epoche storiche, lasciando così le tracce della sua grandezza.[...]
Elogio alla follia



Vanitas. La natura morta



















Possesso e protezione



















Ogni singola opera nasce dopo un’attenta ricerca e una lettura di diversi autori che mi accompagnano da sempre. La letteratura, la filosofia e la mitologia sono fondamentali per la realizzazione di ogni mia scultura.[...]

venerdì 26 maggio 2017

OWIO - museum’s residency

Bando di concorso per giovani artisti: in palio tre Borse di Ricerca e ospitalità gratuita per una Residenza al Museo Ettore Guatelli

Il Bando di concorso OWIO - museum’s residency, attraverso tre Borse di Ricerca (di un totale di 3.000,00 euro), promuove e sostiene momenti di studio e sperimentazione dedicati a giovani Artisti under 35.
Con la scopo di innescare riflessioni e attivare nuove interpretazioni in una direzione di analisi meta-artistica, sarà possibile vivere una Residenza negli spazi del Museo Ettore Guatelli di Ozzano Taro (Parma). Questo luogo si prefigura come enigmatica opera d’arte totale, aperta alle più disparate linee interpretative, ponendosi così come stimolante spunto per la nascita di opere e progetti, a cui saranno chiamati a lavorare i tre Artisti vincitori della Residenza. Il frutto di questo percorso, seguito da Franco Ferrero degli Eredi Brancusi, verrà presentato attraverso un’esposizione finale negli spazi del Museo Guatelli e pubblicato in un catalogo.

Durante il periodo di Residenza, che andrà dal 3 al 9 luglio 2017, le spese di vitto e alloggio dei tre vincitori verranno direttamente coperte dall’Organizzazione; mentre tre Borse di Ricerca, pari a 1.000,00 euro per ogni Artista vincitore, costituiranno il riconoscimento e il sostegno per la realizzazione del progetto definito durante il periodo di Residenza.
Gli Artisti, oltre a vivere un importante momento di studio e approfondimento della loro ricerca, potranno confrontarsi con il Master Artist Franco Ferrero degli Eredi Brancusi e numerose altre figure del mondo dell’arte contemporanea, progettando e realizzando una mostra finale che inaugurerà sabato 23 settembre 2017 negli spazi del Museo Ettore Guatelli. A testimoniare la ricerca condotta sarà anche un catalogo che verrà pubblicato e presentato nel marzo 2018, in occasione della Giornata dei Guatelliani.

Il Bando di Residenza (scaricabile dal sito www.museoguatelli.it/bando) è aperto a tutti gli Artisti italiani e stranieri operanti nel campo delle arti visive che abbiano un’età compresa tra i 19 e 35 anni. 
Non ci sono limitazioni riguardanti le tecniche che potranno essere utilizzate per presentare il progetto finale (sono ad esempio da considerare pertinenti lavori che utilizzeranno installazioni, performance, video, suono…).

La partecipazione al Bando è gratuita e non prevede costi di iscrizione.

Per presentare la propria candidatura alle selezioni del Bando è necessario compilare il modulo di partecipazione online sul sito www.museoguatelli.it/partecipa, dove sarà richiesto di allegare, entro e non oltre le ore 15:00 di martedì 6 giugno 2017: Lettera Motivazionale, Portfolio e Documento d’identità.

I nomi dei tre Artisti selezionati saranno resi pubblici entro lunedì 12 giugno 2017.

Informazioni
www.museoguatelli.it/bando
www.facebook.com/GUATELLIcontemporaneo 
info@guatellicontemporaneo.com

lunedì 24 aprile 2017

Un'intervista a ... ROBERTA CONGIU

L’uso esclusivo della penna a sfera per la realizzazione dei suoi lavori, lo definisce, il suo marchio di fabbrica. Si esprime con una precisione e nitidezza del segno e dell’immagine impressionante, con strati e strati di trame di fili di inchiostro nero dà vita a forme, luci ed ombre. In ogni suo disegno traspare una grande sensibilità nonché tecnica e passione, questo mix di elementi è alla base del suo straordinario modo di plasmare su carta le proprie ispirazioni. Originale nei ritratti, dove del soggetto riporta solo un dettaglio, un’espressione o una posa sufficiente a mostrare la vera essenza del carattere e della sua personalità: un ritratto dell’anima. Roberta Congiu è un’artista che si distingue per la grande eleganza delle sue opere, un estro creativo unico e uno stile fortemente riconoscibile.
Ti sei diplomata in pittura col massimo dei voti all'Accademia delle Belle Arti di Sassari, con una tesi sull'utilizzo del mezzo fotografico in pittura. Come mai, poi, hai scelto la penna a sfera come strumento per la realizzazione delle tue opere?
L’amore per le penne a sfera in realtà ha radici lontane: è uno strumento che ho sempre utilizzato, per esempio, anche ai tempi del liceo artistico, per l'elaborazione di bozze veloci o come complemento per tecniche miste. Diversi anni fa poi, l’esigenza di ottenere un chiaroscuro intenso e marcato nei lavori su carta ha fatto sì che le impiegassi sempre più regolarmente, fino a diventare l'unico mezzo tecnico con il quale creo le mie opere. Se vogliamo, oramai, è un mio marchio di fabbrica.
Lavori sono solo rigorosamente in bianco e nero o a volte usi anche penne colorate?
Il bianco e nero è la mia dimensione ideale. Sono ormai tanti anni che lavoro in questa modalità monocroma, ma non passa giorno in cui mi riprometto di tornare al colore.
Il ritratto è al centro della tua produzione artistica; lo è da sempre, o ci sei arrivata col tempo?
Il volto umano, che io ricordi, è sempre stato al centro del mio interesse, così come il nudo e gli scorci urbani (tematiche che riprendo periodicamente); col tempo, invece, è arrivata l'esigenza di approfondire la tematica del ritratto, raffinando e curando l'espressività e la caratterizzazione psicologica del soggetto attraverso una descrizione analitica, a volte particolarmente secca e minuziosa, eppure spontanea. Ciò che mi propongo di ricreare è una specie di sunto bidimensionale del soggetto, una riconoscibilità a 360 gradi del suo essere esteriore ed interiore, senza fare ricorso a pose innaturali o idealizzazioni tecniche di sorta. Un'analisi che mira alla caratterizzazione, anche immortalandolo parzialmente attraverso il “ritaglio” di alcune porzioni di viso, per esempio occhi o bocche come nell'opera Multiplicity.
Come nasce l’ispirazione per un disegno, sei tu che scegli il soggetto o a volte capita il contrario?
Su questo sono molto rigorosa, scelgo sempre io i soggetti da ritrarre: in quasi tutti i miei lavori si possono riconoscere persone a me vicine (ed in alcuni casi anche la sottoscritta!). C'è da confessare, in effetti, che mi capita di “innamorarmi” del viso di qualcuno appena conosciuto o incrociato per strada e non posso far a meno di configurarlo mentalmente in una mia opera... come se mi scegliesse lui.
…e in quel caso come ti comporti, fai di tutto per ottenere una sua fotografia o rinunci?
In realtà rimando spostando il progetto mentale al futuro prossimo, al grido di “Un giorno gli/le chiederò di poter esser fotografato/a”.
Quanto tempo impieghi, circa, per realizzare un tuo lavoro e quali formati prediligi?
La tempistica è difficilmente quantificabile: mi è capitato di elaborare opere in pochi giorni ed altre in più settimane. Per quanto riguarda i formati, non ho particolari predilezioni, anche se da qualche anno mi capita di tornare – inconsciamente o meno - sul formato quadrato.
…perché “tornare”? è un formato che hai usato spesso in passato?
Sì, il formato quadrato è quello con cui ho concepito alcune opere singole ed altre con la ripetizione di tasselli, per l'appunto, quadrati.
Se ti chiedessero di descrivere il tuo essere artista in poche righe, come ti presenteresti?
collezione Art Open Space
In due aforismi che mi piacciono particolarmente: uno è di George Bernard Shaw “Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso e si usano le opere d’arte per guardare la propria anima”, mentre l'altro è di Oscar Wilde “Ogni ritratto dipinto con passione è il ritratto dell'artista, e non del modello”.
Progetti a breve termine?
Uno in particolare: riuscire a realizzare tutte le opere che mi passano per la mente! Scherzi a parte, in realtà sto lavorando ad un progetto che comprende una riflessione sulla carne e lo spirito, ma è ancora tutto in transizione.


Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE, pubblicata nel Giugno 2016 sul blog e nel catalogo in occasione della mostra personale di Roberta Congiu: TRAME - Rassegna d'Arte 2016 di ART OPEN SPACE, a cura di Cristina Polenta.



venerdì 31 marzo 2017

CRISTIANA ZAMBONI: OLTRE IL CORPO

L'esaltazione della bellezza è la sua cifra stilistica, il corpo è il suo soggetto preferito di cui scruta e riproduce ogni dettaglio, dalla tensione dei muscoli alla morbidezza delle linee e delle forme. Corpi che parlano, che si esprimono attraverso la loro magnificenza, la perfezione dei particolari che diventano emozioni che ci ricordano chi e cosa siamo, il nostro essere vivi e reali. Cristiana Zamboni è un'artista capace di tradurre in chiave moderna i canoni del rinascimento e dell'arte classica, riportando al centro della scena la perfezione e lo splendore senza tempo del corpo umano.

Cristina Polenta - Art Open Space



CONTAGIO


LIBERA



 [...] attraverso la mancanza di colore e solo col chiaro scuro si ha la possibilità d’intensificare le emozioni che la nostra mente crea ed elabora, dare allo spettatore l’occasione di potersi riconoscere nell’immagine, di sentirsi parte di un disegno , di una composizione. 
AL DI LA'



E SIA
LA RETE


DECOMPARTIMENTAZIONE

L’arte per me è tutto. Tutto quello che ci circonda,il passato il presente ed il futuro.
L’arte è la bellezza che ci racconta epoche passate, il loro linguaggio rappresentativo e quello che vogliono narrarci, quello che vogliono lasciarci. 

HUMAN NATURE


AGGRAPPATA AD UN RAGGIO DI VITA




















MY NIKE





















CRISTIANA ZAMBONI

Catalogo in versione digitale della personale di Cristiana Zamboni, la prima delle quattro mostre in calendario per la Rassegna 2017 di Art Open Space.
Nella mostra, dal titolo OLTRE IL CORPO si possono ammirare diverse opere prodotte negli ultimi anni dall'artista ed è corredata anche di un catalogo cartaceo disponibile su lulu.com



Nata a Milano il 25 giugno 1969, Cristiana Zamboni, frequenta il liceo artistico di Bergamo e si diploma nel 1987, frequenta l'istituto d'arti grafiche e figurative San Calimero a Milano ed ottiene col massimo dei voti la qualifica di Grafica pubblicitaria nel 1992. Corso  di art-design e progettazione d’interni e complementi d’arredo 1991-1993.
Ha lavorato come freelance presso studi di grafica per progettazione cartelloni pubblicitari e libri per bambini; vengono pubblicate due sue pubblicità sul Corriere della Sera in occasione dello Smau nel 1992.
Negli anni ha collaborato con diversi studi per la progettazione e realizzazione di quadri d'arredo che l'hanno portata a specializzarsi in questo settore. Attualmente collabora come freelance con studi di progettazione d’interni per la creazione di complementi d’arredo artistici e  per la creazione di quadri d’arredo, dipinge.
In permanenza dal 2015 presso la Galleria d’Arte Merlino di Firenze.

venerdì 10 febbraio 2017

MY MONO: T_FLY

Monografia dedicata all'artista T_fly, finalista del contest My Mono di Art Open Space.
Scultrice che vive in provincia di Treviso che per la realizzazione delle sue opere impiega un materiale di rifiuto, la cera riciclata, che attraverso varie sperimentazioni è riuscita a rielaborare in modo ricercato e originale.
La sua carriera artistica è iniziata creando oggetti artigianali di cera riciclata che col tempo sono diventante vere e proprie sculture che parlano di emozioni, sensazioni e sentimenti, che indagano la nostra quotidianità presentandola così come è, con le sue speranze e le sue incertezze.
"Tutto è iniziato sei anni fa, dopo tanti anni di un lavoro che non mi piaceva, ho colto l’opportunità che la crisi mi offriva per fare quello che veramente volevo. 
Certo con tante rinunce, ma per tutte ne è valsa la pena, la più importante è stato scambiare la stabilità per la felicità."


martedì 24 gennaio 2017

I contest di Art Open Space: LA COLLETTIVA

Nuovo contest in casa Art Open Space!
Art Open Space, blog e gallery 2.0 ogni anno promuove decine di artisti che seleziona attraverso propri contest.
LA COLLETTIVA è l’ultimo ideato ed è aperto ad artisti di ogni nazionalità, senza limiti di età purchè maggiorenni e residenti in Italia, che si esprimono attraverso le seguenti discipline: pittura, scultura e installazioni, fotografia.

Tra tutti i partecipanti saranno selezionati 25 artisti che andranno a dar vita ad una grande collettiva on line sul sito di Art Open Space corredata di un catalogo digitale 3d flip magazine, pubblicato e sfogliabile sul web.
Di ogni artista verrà pubblicata un’opera nella mostra online permanente e nel catalogo sarà inserita anche la relativa biografia, per cui, ogni artista avrà in catalogo due pagine dedicate, una con l’opera ed una con la bio.

Per iscriversi è richiesto un contributo di 8 euro, a parziale copertura delle spese di segreteria e di realizzazione del progetto e a sostegno delle attività di Art Open Space, che dal 2010 supporta gli artisti contemporanei nella promozione del loro lavoro.

I 25 artisti saranno selezionati tra coloro che entro la data di scadenza fissata al 15 giugno 2017 faranno pervenire all’indirizzo e-mail info@artopenspace.it il seguente materiale:
-immagini di buona qualità di almeno 5 opere accompagnate da nota esplicativa che ne riassuma le informazioni basilari (tecnica, dimensione, titolo e tema)
-bio e curriculum artistico
-ricevuta del versamento



Entro il  30 giugno verranno comunicati i nomi dei 25 artisti selezionati.


giovedì 5 gennaio 2017

Un'intervista a ... JESSICA FERRO

I suoi lavori nascono da ispirazioni legate al grande universo della natura, insetti e conchiglie sono i soggetti su cui Jessica Ferro si focalizza, che esamina attentamente, che diventano oggetto di una vera e propria indagine, di una lettura analitica che culmina con la scomposizione dell'immagine.
La sua è una ricerca minuziosa e spasmodica di quel dettaglio che mediante un processo di dilatazione, può dar vita ad un soggetto completamente nuovo: il tutto generato da una parte di esso. Il particolare viene espanso sino a farlo divenire una nuova figura, una nuova entità; del soggetto iniziale a volte rimane solo una traccia impalpabile, quasi indecifrabile, altre volte invece la nuova figura rimanda chiaramente al "tutto" da cui si è stata scissa.
Jessica Ferro, penetra la realtà alla ricerca dell'essenza delle cose, perchè è questa che vuole imprimere e fissare nelle sue opere,  niente di meno che la parte più intima e spirituale di ciò che ci circonda.
Sei giovanissima ma hai già alle spalle numerose mostre e hai vinto diversi premi anche in ambito internazionale. Quando è cominciata la tua carriera artistica e come?
Disegnare, dipingere e muovermi in ambito creativo è sempre stata una mia propensione. Quest’interesse per i linguaggi artistici ha quindi fortemente caratterizzato la mia formazione: il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti, indirizzo Pittura – Arti Visive.
La mia attività espositiva è cominciata molto presto e, col passare del tempo si è notevolmente intensificata, sia in Italia che all’estero; Ho partecipato a diversi concorsi perché trovo molto stimolante il confronto costruttivo con gli altri e quando, in più occasioni, ho ottenuto il riscontro positivo delle giurie ho cominciato a prendere molto più sul serio il mio lavoro e la mia ricerca, anche da un punto di vista professionale.  Il “fare artistico” è diventato per me molto più di una passione: un’urgenza… proprio come se quello fosse l’unico modo per esprimermi e non potessi farne a meno.
Da quello che racconti, immagino che sullo scegliere l’Accademia come percorso di studi, tu non abbia avuto alcun tentennamento. Sbaglio?
Esatto. L'Accademia di Belle Arti è stata una scelta naturale, inevitabile in un certo senso. E sono davvero contenta di aver studiato e vissuto a Bologna, una città molto solare e aperta, che certamente mi ha aiutato a crescere sotto molti punti di vista.
C’è stata un’esperienza che ricordi con più soddisfazione? Non so, una mostra, un premio..
Direi che fortunatamente posso ricordarmi con soddisfazione di diverse esperienze!
Una tra le situazioni espositive più suggestive è stata “Historia Naturalis”, FienileLab, a cura di Eleonora Frattarolo. La mostra si è tenuta nel 2014 a Grizzana Morandi, un paese sperduto tra le colline di Bologna, in uno dei Fienili del Campiaro, situati di fronte alla casa studio di Giorgio Morandi (oggi divenuta museo). L’artista amò profondamente quei luoghi ed è per me un onore aver avuto la possibilità di esporre lì le mie opere.
Premi che ricordo con piacere, invece, sono: nel 2014 il Premio “Arte in Arti e Mestieri”- Suzzara (MN) e nel 2015 il Premio “Marina di Ravenna” | Concorso internazionale di pittura - (RA) con le relative mostre dei vincitori.  Un’esperienza più recente, la mostra intitolata “Elusive Amusement | Lo svago assente” curata da Who Art You? - special edition 2016, tenutasi presso We Gallery, una meravigliosa location espositiva di Berli-no.
I tuoi lavori sono molto complessi,  elaborati. Utilizzi più tecniche per arrivare al risultato finale. Mi racconti come nasce una tua opera?
In generale amo molto sperimentare ed entrare in contatto con le tecniche e i materiali più diversi. Credo che l’insieme dei gesti e delle azioni che l’artista compie nella realizzazione dell’opera possano esser considerati una sorta di rituale! Le mie opere sono spesso il frutto dell’unione di più procedimenti che mettono in relazione la pittura e alcune tecniche incavo-rilievografiche sperimentali. L’approccio sistematico e minuzioso della fase creativa iniziale, caratterizzato dall’osservazione della natura, mi permette di approdare alla preparazione di matrici, per poi dar sfogo all’impeto e alla foga dell’atto creativo. L’uso di un segno intenso, espressivo, che talvolta diviene traccia incisa, è un aspetto ricorrente e caratteristico dei miei lavori, i quali nascono da uno studio dei soggetti,  per passare poi da ciò che è visivamente riconoscibile a ciò che è spirituale.
Se volessi sintetizzare in due parole ciò che è alla base del tuo lavoro di artista,  osservazione e sperimentazione,  sarebbero corrette?
Si, decisamente!
La natura è la tua maggior fonte di ispirazione: insetti, conchiglie.. cosa ti affascina tanto di questi soggetti?
PHASMA
collezione Art Open Space
Ritengo che sia estremamente importante l’osservazione della realtà, della natura e delle sue forme, soprattutto di quegli aspetti che solitamente vengono ignorati: insetti e molluschi, materie organiche e fossili, appartenenti sia alla terra che al mare. I mondi dell’entomologia e della malacologia mi affascinano particolarmente , questo non tanto per la possibilità di trarne ispirazione diretta quanto più per raccogliere quelle suggestioni che poi si riflettono inevitabilmente sulla poetica delle opere. Questi elementi mi permettono d’indagare con accanimento i particolari di ogni soggetto raffigurato e de-figurato, inducendolo a  mutazione. Lo specifico dettaglio rimanda quindi ad una visione più ampia, dilatata, vibratile, non meno astratta del dettaglio stesso.  
Attraverso questo processo di dilatazione, dai vita ad un soggetto del tutto nuovo o in qualche maniera rimane identificabile “la fonte”?
Non ritengo importante che il soggetto rimanga identificabile. Il punto da cui io parto, "la fonte", in qualche modo tende a scomparire per lasciare spazio ad una presenza più evocativa e misteriosa.
Tengo sempre a mente, come riferimento e guida, le parole con cui Georges Didi-Huberman apre il suo libro La conoscenza Accidentale: “Soltanto ciò che all’inizio fu capace di dissimularsi può apparire. Le cose di cui cogliamo subito l’aspetto, quelle che somigliano, tranquillamente, non appaiono mai”.
La scelta del soggetto da raffigurare come avviene? E’ casuale o parti da un’idea già delineata?
Non  ho stabilito una regola precisa in proposito! Diciamo che in linea generale il soggetto appartiene alle branche della zoologia di cui abbiamo parlato ma il criterio di selezione varia a seconda di diversi fattori, influenze, impressioni o in base all’uso dei materiali…
A cosa stai lavorando in questo periodo? 
Al momento sto ultimando i preparativi per la mia prossima mostra personale "I  M  A  G  O", che si terrà a Bologna presso la Galleria Spazio - Fondazione Zucchelli.


Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE, pubblicata nell'Aprile 2016 sul blog e inserita nel catalogo della mostra personale di Jessica Ferro: DILATAZIONI - Rassegna d'Arte 2016 di ART OPEN SPACE, a cura di Cristina Polenta.

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