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sabato 18 novembre 2017

MY MONO: MASSIMO SCALIA

Monografia di Massimo Scalia, finalista del contest My Mono di Art Open Space.
Diplomato col massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Catania si concentra sullo studio dell'informale in particolare sulla serialità e la modularità presenti nell'arte minimal e l'impiego di colori accesi e definiti. Il suo lavoro si colloca in una dimensione relativa all’ipnotismo d’arte di natura minimalista.
"Sono interessato dall’avvicinamento dell’arte alla vita quotidiana; un arte in grado di ricostruire la proprie fondamenta in rapporto con l’ambiente e il territorio. Dev’essere linfa vitale in quanto è espressione della società che la produce. L’arte parla di noi, di chi siamo e di chi saremo, quindi essa può essere una risposta alle esigenze di rinnovamento politico, economico, e soprattutto culturale, ma anche ben al di là di essa."


venerdì 10 novembre 2017

L'artista si racconta: CRISTINA COSTANZO

Donna, anima e sguardo. Le sculture di Cristina Costanzo si possono sintetizzare in questi termini che sono alla base della sua vena artistica. La materia prescelta è l'argilla, lo stesso materiale con cui Dio ha plasmato l'uomo. Donne senza età, dallo stile classico ma meravigliosamente contemporanee, figure dallo sguardo intenso, tutto da interpretare, attraverso cui ci parlano e ci interrogano.
Cristina Costanzo definisce le sue sculture "anime" perchè rappresentano la vera essenza dell'essere umano, la parte migliore di ognuno di noi.

Si dice che artisti si nasce… mai nulla di più vero fu detto. Sono nata 47 anni fa a Piacenza da Gianni Costanzo e da Lucia Merli. Mia madre, pittrice, mi ha trasmesso l'amore per l'arte e mi ha cresciuto nel profumo dei colori, piuttosto che in quello dei pisarei e fasö. Da ragazzina ho sempre disegnato, e ho visitato tantissime mostre d’arte, ma è stato l’incontro con le terrecotte dello scultore ferrarese Sergio Zanni a spingermi a cimentarmi con il materiale che ancora oggi è protagonista dei miei lavori: l'argilla. Così dopo gli studi classico linguistici ed una breve esperienza nel campo del restauro di affreschi, decisi di diplomarmi privatamente al liceo artistico ed iscrivermi all'indirizzo di scultura dell'Accademia di Brera di Milano. Il matrimonio e la nascita dei miei tre figli ha rallentato per anni, e cioè per tutto il tempo che ho dedicato a tempo pieno ai miei figli, la mia crescita artistica. Solo negli ultimi dieci anni sono riuscita a dedicarmi in maniera intensa alla scultura e, lavorando, ho trovato un mio personale linguaggio espressivo.

Dalle prime figure femminili stilizzate ed allungate come bottiglie, influenzata tanto da Morandi quanto da Zanni, sono arrivata a realizzare figure femminili dal volto senza età, donne che io chiamo “anime”. La parola “anima” deriva dal greco ànemos che significa “soffio”, “vento” e dal fenicio ani(io) e ma(energia o anche materia pensante). L’anima dunque è la parte energetica e pensante di un essere umano, inscindibile da esso. Con il termine anima si vuole indicare un concetto etereo, metafisico legato profondamente alla persona: è l’essenza vera dell’uomo. Nelle mie opere ho espresso il mio bisogno di dare forma a questo concetto astratto e di farlo non solo attraverso la scelta della materiale utilizzato, l’argilla (il materiale con cui Dio ha plasmato l’uomo), ma, soprattutto, attraverso lo SGUARDO dei volti che raffiguro. Le mie donne rappresentano il lato buono delle persone e scavano nella profondità dell'anima di chi le ammira. Nelle mie opere ci sono quasi sempre oggetti recuperati dai mercatini, dimenticati lì e fatti da me rivivere in una nuova dimensione e con un nuovo ruolo. Vi sono inoltre oggetti presi dalla simbologia dei maestri rinascimentali e materiali di riciclo che conferiscono alla sculture dal gusto classico la contemporaneità indispensabile oggi.

mercoledì 8 novembre 2017

Un premio di 15 mila euro al miglior progetto per il logo identificativo del pane fresco sardo. Bando della Regione Sardegna.

L'Assessorato del turismo, artigianato e commercio della Regione Autonoma della Sardegna promuove un concorso per l’ideazione di un contrassegno e di una linea grafica coordinata in materia di tutela della panificazione e delle tipologie da forno tipiche della Sardegna.
Il concorso è finalizzato all’acquisizione di una proposta concernente l’ideazione di un contrassegno regionale e di una linea grafica coordinata.
Il contrassegno regionale sarà utilizzato quale simbolo distintivo della disciplina di produzione e vendita del “pane fresco” con particolare attenzione all’informazione e tutela del consumatore, al miglioramento qualitativo della produzione e alla valorizzazione delle tipologie da forno tipiche della tradizione della Sardegna.

Sono ammessi a partecipare al concorso le persone giuridiche (singole o associate) e le persone fisiche (singole o associate) di età maggiore di 18 anni ovvero: liberi professionisti, architetti, artisti, designer, grafici, illustratori, professionisti in genere di tutte le aree del design, del settore della comunicazione, grafica pubblicitaria, dell'identità visiva, della moda, studi grafici, agenzie pubblicitarie, agenzie di comunicazione.
Sarà premiata la proposta progettuale individuata dalla commissione giudicatrice che riporterà il maggiore punteggio. Il premio di € 15.000,00 (quindicimila//00) sarà assegnato per remunerare il soggetto, persona giuridica o fisica (singolo o associato), che avrà elaborato la migliore proposta ideativa.

I soggetti interessati a partecipare, dovranno presentare un plico contenente la documentazione necessaria prevista dal bando redatta secondo quanto indicato, che potrà essere inviato tramite raccomandata con avviso di ricevimento o consegnata a mano, all'Ufficio protocollo dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio viale Trieste, 105 – 09123 – Cagliari (5° piano).
Le domande vanno presentate entro le ore 13.00 del giorno 24 novembre 2017.

info e bando completo
www.regione.sardegna.it

lunedì 6 novembre 2017

L'artista si racconta: ILARIA GASPARRONI

Per lei essere artista significa saper cogliere della realtà quella sfumatura e quel significato che la maggior parte della gente non vede e portarlo alla luce; mostrare il lato più recondito del nostro vivere quotidiano, di quel mondo in cui siamo immersi e travolti dai ritmi così serrati che ci fanno appunto perdere di vista l'attenzione al dettaglio, al particolare. Siamo tutti così di corsa che non abbiamo tempo di soffermarci, ammirare con calma, "vedere veramente" la bellezza in ciò che ci circonda. L'artista, per Ilaria Gasparroni, ha appunto questo compito: divenire gli occhi dell'umanità, percepire, carpire e trasformare anche la più piccola minuzia in una storia da raccontare attraverso la forza della scultura.

Ho sempre pensato che essere artista è un privilegio ma anche una maledizione!
Si può accettare o rifiutare questo dono ma se in te convivono una spiccata sensibilità e una esigenza interiore non puoi non darle voce.
L’artista riesce ad osservare attentamente il mondo che lo circonda e ad individuarne il significato nascosto alla maggior parte delle persone. 
Ho sempre ammirato l’arte del passato ed i maestri che ne hanno fatto parte perché mi hanno emozionato e mi hanno fatto capire che i soggetti dell’opera d’arte si trovano davanti a noi, ma solo l’artista li fissa nella sua opera. Osservando l’arte classica, in particolare la civiltà Greca con la sua raffigurazione dell’ideale eterno di bellezza (basti pensare a Fidia) mi ha fatto capire che la vera bellezza in scultura è nel senso di profondità; anche “l’angoscia violenta” in Michelangelo Buonarroti mi accompagna sempre nella realizzazione di un lavoro e Adolfo Wildt mi ha insegnato ad amare il mar¬mo. 
Ho letto e riletto “L’arte del marmo” di A. Wildt ed ogni volta rimango colpita quando spiega ai suoi allievi con un’amorevole durezza cos’è il mestiere dello scultore e di quanta “ansietà di indeterminabile perfezione” si legge in ogni sua opera.

Ogni singola mia opera nasce dopo un’attenta ricerca e una lettura di diversi autori che mi accompagnano da sempre. La letteratura, la filosofia e la mitologia sono fondamentali per la realizzazione di ogni mia scultura. Infatti le sensazioni che provo leggendo un testo o solo un pensiero di un autore determina¬no una storia per-sonale da narrare che poi prende forma. Inoltre il marmo è basilare in ogni mio lavoro perché riesce a darmi la sensazione di corposità e quando realizzo una forma, partendo da un modello (copia dal vero), riesco a esprimere al meglio quello che sento. Infine posso solo sperare che chi osserva una mia scultura si emozioni.

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