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venerdì 10 novembre 2017

L'artista si racconta: CRISTINA COSTANZO

Donna, anima e sguardo. Le sculture di Cristina Costanzo si possono sintetizzare in questi termini che sono alla base della sua vena artistica. La materia prescelta è l'argilla, lo stesso materiale con cui Dio ha plasmato l'uomo. Donne senza età, dallo stile classico ma meravigliosamente contemporanee, figure dallo sguardo intenso, tutto da interpretare, attraverso cui ci parlano e ci interrogano.
Cristina Costanzo definisce le sue sculture "anime" perchè rappresentano la vera essenza dell'essere umano, la parte migliore di ognuno di noi.

Si dice che artisti si nasce… mai nulla di più vero fu detto. Sono nata 47 anni fa a Piacenza da Gianni Costanzo e da Lucia Merli. Mia madre, pittrice, mi ha trasmesso l'amore per l'arte e mi ha cresciuto nel profumo dei colori, piuttosto che in quello dei pisarei e fasö. Da ragazzina ho sempre disegnato, e ho visitato tantissime mostre d’arte, ma è stato l’incontro con le terrecotte dello scultore ferrarese Sergio Zanni a spingermi a cimentarmi con il materiale che ancora oggi è protagonista dei miei lavori: l'argilla. Così dopo gli studi classico linguistici ed una breve esperienza nel campo del restauro di affreschi, decisi di diplomarmi privatamente al liceo artistico ed iscrivermi all'indirizzo di scultura dell'Accademia di Brera di Milano. Il matrimonio e la nascita dei miei tre figli ha rallentato per anni, e cioè per tutto il tempo che ho dedicato a tempo pieno ai miei figli, la mia crescita artistica. Solo negli ultimi dieci anni sono riuscita a dedicarmi in maniera intensa alla scultura e, lavorando, ho trovato un mio personale linguaggio espressivo.

Dalle prime figure femminili stilizzate ed allungate come bottiglie, influenzata tanto da Morandi quanto da Zanni, sono arrivata a realizzare figure femminili dal volto senza età, donne che io chiamo “anime”. La parola “anima” deriva dal greco ànemos che significa “soffio”, “vento” e dal fenicio ani(io) e ma(energia o anche materia pensante). L’anima dunque è la parte energetica e pensante di un essere umano, inscindibile da esso. Con il termine anima si vuole indicare un concetto etereo, metafisico legato profondamente alla persona: è l’essenza vera dell’uomo. Nelle mie opere ho espresso il mio bisogno di dare forma a questo concetto astratto e di farlo non solo attraverso la scelta della materiale utilizzato, l’argilla (il materiale con cui Dio ha plasmato l’uomo), ma, soprattutto, attraverso lo SGUARDO dei volti che raffiguro. Le mie donne rappresentano il lato buono delle persone e scavano nella profondità dell'anima di chi le ammira. Nelle mie opere ci sono quasi sempre oggetti recuperati dai mercatini, dimenticati lì e fatti da me rivivere in una nuova dimensione e con un nuovo ruolo. Vi sono inoltre oggetti presi dalla simbologia dei maestri rinascimentali e materiali di riciclo che conferiscono alla sculture dal gusto classico la contemporaneità indispensabile oggi.



Ho sempre creato per il gusto di farlo e per ricercare me stessa, non per avere premi oppure onorificenze. Sicuramente le migliori onorificenze ce le ho ogni volta che incontro persone commosse per avere incontrato lo sguardo delle mie donne e per aver percepito in esse quella ricerca mistica dell'Oltre per la quale tantissimo mi ha aiutato la lettura delle Sacre Scritture e la cura della mia interiorità attraverso buone letture, bella musica, il contatto con persone che mi arricchiscono e mi insegnano sempre cose nuove, e, ancora, attraverso il contatto con la natura incontaminata , soprattutto quella dei monti della valle che mi ha rubato il mio cuore, l’Alta Val Borbera, in Piemonte, ai confini con la Liguria. Qui ho la possibilità di stare sola con me stessa nel silenzio e trovare ispirazione per i miei lavori.

Il termine ARTE è un termine dal significato vasto e complesso, di cui spesso sii abusa.  Oggi tutti possono essere e si ritengono artisti, ma si è perso il valore e il ruolo dell'artista. Mi vengono in mente i maestri del passato e a come hanno saputo raccontare il loro tempo in maniera potente e chiara; penso ai tanti bravissimi artisti che hanno fatto propri gli insegnamenti dei maestri antichi e che, con un’interpretazione personale e contemporanea, riescono a scuotere attraverso un linguaggio espressivo originale e unico il mondo e a provocare una reazione nelle persone in positivo o negativo. Per me questo è essere artisti. L'artista è una persona che racconta la vita osservandola con occhi più sensibili e attenti, cogliendo aspetti che altri non vedono ed ha le competenze tecniche per far sì che il messaggio, così come è stato concepito, arrivi potente a destinazione.

Non ho sogni nel cassetto, ma un unico desiderio: avere il più a lungo possibile l’opportunità anche fisica, di fare arte e di trasmettere leggerezza, armonia, pace e avvicinamento a qualcosa che sta oltre a ciò che vediamo e che sono convinta esista.
Per ora non ho progetti particolari. La mia arte è come me: vive alla giornata e gioisce di ogni inaspettata e felice proposta. Resto in attesa di ciò che la vita mi riserva. Fino ad oggi essa mi ha stupita e sorpresa, nel bene e nel male, ed ha sempre visto giusto. 

Nata a Piacenza nel 1970, Cristina Costanzo, dopo gli studi linguistici, lavora per un breve  periodo presso una ditta di Parma che si occupa di restauro di affreschi. Il bisogno di esprimersi artisticamente la spinge ad iscriversi all’Accademia di Brera ai corsi di sculture del maestro Nino Cassani. Dal 1995 si dedica alla sua passione con crescente impegno. Soggetto delle sue sculture, realizzate in terracotta policroma e materiali di riciclo, è la figura femminile con particolare attenzione per l'espressività del viso e la dolcezza dello sguardo, specchio dell'anima. Cristina Costanzo vive e opera a Piacenza.
Numerose le sue esposizioni in Italia e all'estero, le ultime in ordine di tempo, a Villa Casati Stampa di Soncino, Muggiò (Monza) "I sospiri dell'anima - Ofelia", personale a cura di Vittorio Amedeo Sacco, settembre 2017 ed "Isole nella corrente" tripersonale, a cura di Virginia Monteverdi, Spazio 46 di Palazzo Ducale, Genova, settembre-ottobre 2017.

...un sentito ringraziamento a Cristina Costanzo per questa intervista esclusiva concessa ad Art Open Space.



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