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lunedì 6 novembre 2017

L'artista si racconta: ILARIA GASPARRONI

Per lei essere artista significa saper cogliere della realtà quella sfumatura e quel significato che la maggior parte della gente non vede e portarlo alla luce; mostrare il lato più recondito del nostro vivere quotidiano, di quel mondo in cui siamo immersi e travolti dai ritmi così serrati che ci fanno appunto perdere di vista l'attenzione al dettaglio, al particolare. Siamo tutti così di corsa che non abbiamo tempo di soffermarci, ammirare con calma, "vedere veramente" la bellezza in ciò che ci circonda. L'artista, per Ilaria Gasparroni, ha appunto questo compito: divenire gli occhi dell'umanità, percepire, carpire e trasformare anche la più piccola minuzia in una storia da raccontare attraverso la forza della scultura.

Ho sempre pensato che essere artista è un privilegio ma anche una maledizione!
Si può accettare o rifiutare questo dono ma se in te convivono una spiccata sensibilità e una esigenza interiore non puoi non darle voce.
L’artista riesce ad osservare attentamente il mondo che lo circonda e ad individuarne il significato nascosto alla maggior parte delle persone. 
Ho sempre ammirato l’arte del passato ed i maestri che ne hanno fatto parte perché mi hanno emozionato e mi hanno fatto capire che i soggetti dell’opera d’arte si trovano davanti a noi, ma solo l’artista li fissa nella sua opera. Osservando l’arte classica, in particolare la civiltà Greca con la sua raffigurazione dell’ideale eterno di bellezza (basti pensare a Fidia) mi ha fatto capire che la vera bellezza in scultura è nel senso di profondità; anche “l’angoscia violenta” in Michelangelo Buonarroti mi accompagna sempre nella realizzazione di un lavoro e Adolfo Wildt mi ha insegnato ad amare il mar¬mo. 
Ho letto e riletto “L’arte del marmo” di A. Wildt ed ogni volta rimango colpita quando spiega ai suoi allievi con un’amorevole durezza cos’è il mestiere dello scultore e di quanta “ansietà di indeterminabile perfezione” si legge in ogni sua opera.

Ogni singola mia opera nasce dopo un’attenta ricerca e una lettura di diversi autori che mi accompagnano da sempre. La letteratura, la filosofia e la mitologia sono fondamentali per la realizzazione di ogni mia scultura. Infatti le sensazioni che provo leggendo un testo o solo un pensiero di un autore determina¬no una storia per-sonale da narrare che poi prende forma. Inoltre il marmo è basilare in ogni mio lavoro perché riesce a darmi la sensazione di corposità e quando realizzo una forma, partendo da un modello (copia dal vero), riesco a esprimere al meglio quello che sento. Infine posso solo sperare che chi osserva una mia scultura si emozioni.


Il mio percorso artistico è iniziato quando avevo un anno... sul seggiolone!
Mi hanno sempre raccontato che il modo più semplice per mia madre per tenermi “buona” era quello di darmi un foglio di carta e dei colori; a par¬te questo aneddoto, il mio percorso artistico comincia a muoversi da quando ero piccola, con corsi di pittura serali, dove io e mio fratello facevamo a gara per chi realizzava il quadro più bello. Dopo la maturità scientifica ho deciso di iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Urbino; ricordo il giorno dell’iscrizione, avevo tra le mani il foglio dove dovevo decidere a quale corso iscrivermi e istintivamente misi la croce su scultura e così è iniziata questa avventura! Qui nasce veramente il mio percorso artistico ed ho incontrato persone diverse con cui confrontarmi, lavorare e crescere fino a trovare la mia personale poetica.

Vi sono due esperienze importanti legate al mio periodo di formazione che ricordo sempre con piacere.La pri-ma mi ha portato a capire quale direzione prendere come scultrice e quanta determinazione ci vuole per arrivare alla realizzazione di un progetto importante; questa riflessione è arrivata quando ho fatto d’assistente al montaggio della mostra di un mio docente e lì ho capito realmente cosa volessi fare!
L’altra invece è una grande emozione provata quando per la prima volta sono andata a Carrara in cava e poi in un laboratorio di scalpellini. Lì la sensazi¬one eterea che emanava tutto l’ambiente mi ha aperto gli occhi ed ho per la prima volta capito il significato della frase di Michelangelo Buonarroti: “ La scultura è quella che si fa per forza di levare.”

L’arte è una splendida lezione di sincerità! I pensatori hanno espresso un proprio giudizio personale su cos’è l’ARTE. Se si pensa a Platone l’arte era la realizzazione di una copia di un oggetto fatto dalle mani esperte di un artigiano; per Aristotele l’arte ricrea delle cose della Natura dandogli una nuova dimensione. 
Per Kant l’arte si rintraccia nel piacere, ossia in quello che percepiamo tramite le nostre facoltà mentali.
Credo che ognuno di noi abbia una sensibilità artistica chi più viva e chi meno; l’uomo da sempre è stato un creativo ed un intuitivo. Queste due capacità l’hanno poi spinto ad evolversi, a crescere e a migliorare in tutte le epoche storiche, lasciando così le tracce della sua grandezza.
Mi viene in mente un pensiero di Auguste Rodin: “ (...) Il vero artista esprime sempre ciò che pensa, a rischio di scardinare tutti i saldi pregiudizi. Egli insegna ai suoi simili la franchezza. Immaginate dunque quali meravigliosi progressi si realizzerebbero d’improvviso se la veracità assoluta regnasse tra gli uomini! 
Ah, come la società si sbarazzerebbe degli errori, e delle brutture, che allora riconoscerebbe, e con quale rapidità la nostra terra diventerebbe un Paradiso! 

Ho un sogno nel cassetto come tutti ma per scaramanzia non posso dirlo... altrimenti non si avvera! E diversi progetti a breve scadenza, uno in particolare a cui da circa un anno sto lavorando ed è la realizzazione di una scultura in marmo di grande dimensione rispetto ad altre realizzate fino ad ora ed incarna quello che per me è l’essenza della dolcezza.



Intervista esclusiva di ART OPEN SPACE, pubblicata nel Giugno 2017 sul blog e nei cataloghi in occasione della mostra personale di Ilaria Gasparroni: STORIE DA NARRARE - Rassegna d'Arte 2017 di ART OPEN SPACE, a cura di Cristina Polenta.

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