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sabato 24 novembre 2018

MY MONO: MICHELE LIPARESI

Monografia dedicata a Michele Liparesi, altro finalista del contest My Mono 2018 di Art Open Space. Artista nato a Bologna, terminata la specialistica a Firenze in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi-indirizzo Scultura nel 2015, riceve una menzione speciale alla Fondazione Giuseppe Lazzareschi. Vince il terzo premio alla XII edizione del Premio Nocivelli, Brescia 2015 e il secondo premio a “Arte giovani XII edizione Marsciano” nel 2016. Segnalato dalla giuria al “Combat prize 2017” a Livorno e alla diciottesima edizione “Arte in arti e mestieri 2018” della Fondazione Bertazzoni di Suzzara. Si aggiudica il primo premio scultura all'A.M.A. Festival a Chiari nello scorso ottobre.
"Negli anni della mia formazione nulla mi ha arricchito più che l'approcciarmi a materie artistiche; le emozioni più forti le ho vissute, e le ho generate, col modellato che mi ha permesso di dare forma a materiali consueti e non.
Le mie opere sono sculture figurative fortemente evocative, prodotte perlopiù dando forma alla rete metallica. Mi dedico anche a recuperare e dare nuova esistenza a materiali di scarto."

mercoledì 7 novembre 2018

L'artista si racconta: ELENA VISOTTO

Elena Visotto, la sua ricerca, iniziata dallo studio delle opere di Kandinskij, si concentra sulla forma come risultato dell'unione di elementi diversi, accostati seguendo il principio dell'armonia e dell'equilibrio. Le sue sono creature immaginarie che nascono da un'esigenza personale di rappresentare e trasmettere tutto ciò che va oltre la realtà, tutto ciò che non vediamo ma non per questo non esiste. Il suo percorso l'ha portata dallo studio di Kandinskij alle culture animiste, fino allo studio dei ritmi aborigeni andando sempre più verso lo sciamanismo.
Raccontami di te, del tuo essere artista.

Vivo e lavoro in provincia di Venezia, attualmente sto terminando gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. 
Artista è un termine che ritengo ancora prematuro per quanto mi riguarda. Mi sento più una persona nella norma, come un panettiere che sforna il pane tutti i giorni. 
Non so se mi sentirò mai un’artista, la percepisco più come un’etichetta. Non mi piace etichettare le cose ogni individuo è solo se stesso. Ognuno ha il suo lavoro, come un medico ha il dovere di curare i suoi pazienti un “artista” si prende cura dell’animo di chi fruisce del suo lavoro. Sicuramente quello dell’artista è un lavoro in cui bisogna essere determinati.

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