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lunedì 8 aprile 2019

Il Comune di Comacchio seleziona artisti per le mostre all'Antica Pescheria

L’Amministrazione Comunale di Comacchio ripropone anche per l’anno 2019 il bando finalizzato ad
individuare progetti per mostre ed esposizioni d’arte da realizzare all’interno dello spazio comunale dell’Antica Pescheria di Comacchio, disciplinando le attività secondo il bando pubblicato sul sito ufficiale del Comune.

La partecipazione è gratuita ed è aperta a coloro che vogliono esporre la pubblico le proprie opere d'arte di pittura, scultura, fotografia, arte grafica e installazione.

Si può partecipare sia in forma singola che associata.

L’obiettivo del bando è quello di dare visibilità agli artisti locali e non, con l’intento di riqualificare e valorizzare, attraverso l’arte in tutte le sue forme ed espressioni, l’Antica Pescheria, edificio prospiciente il ponte dei Trepponti, fortemente caratterizzato dal punto di vista storico e culturale.

Il periodo delle esposizioni interesserà la stagione turistica, orientativamente da giugno a settembre 2019.

Le domande vanno presentate in busta chiusa, personalmente o tramite posta, entro le ore 12 di giovedì 18 aprile 2019.

Bando completo e scheda di partecipazione su
http://www.comune.comacchio.fe.it



martedì 2 aprile 2019

Erika Bonato presenta "IN NOMINE MATRIS"

"In nomine matris" è il titolo della nuova performance dell'artista Erika Bonato che sarà visibile il 4 Aprile a Roma, nella bellissima cornice dei Musei di San Salvatore in Lauro, in occasione della VII edizione d'arte internazionale “La Mente Artistica”.

La performance è realizzata in collaborazione col regista Ezio Aldoni e l'evento è a cura dell'associazione ArtisticaMente.

L'artista, partendo dalla sua ultima ricerca dal titolo "Stillae", racconta una visione onirica della figura femminile, rappresentata come la Grande Madre delle culture arcaiche.
Attraverso un' intensa interpretazione della maternità, metterà in contrapposizione una forte ambivalenza di duplice natura, positiva e negativa, di una madre amorosa e allo stesso tempo inquietante.
Madre come Dea della fecondità e della nutrizione, della crescita e della rinascita, della saggezza e della spiritualità ma, allo stesso tempo, custode del tenebroso, dell'abisso e del mondo dell'aldila'.

L'artista ci riporta ad una visione dell’Archetipo del Femminile, nei i suoi molteplici aspetti, che abbraccia tutto e, come un grande cerchio, costituisce e contiene l’intero universo.


IN NOMINE MATRIS
Roma, Musei di S.Salvatore in Lauro
4 aprile 2019
VII edizione d'arte internazionale "La Mente Artistica"





giovedì 14 marzo 2019

Rassegna d'arte 2019

L'anno scorso abbiamo avuto un gran numero di candidature per la nostra Rassegna d'arte annuale, sia come numero che soprattutto come qualità, tanto è vero che invece di quattro personali abbiamo deciso, in via del tutto straordinaria, di farne sei.
Quest'anno purtroppo è accaduto l'esatto contrario e le proposte giunte, per qualità e quantità, non ci consentono di riuscire a realizzare neanche le sole quattro personali previste per il 2019. Pertanto, anche se a malincuore, per la prima volta dopo anni di attività, ci vediamo costretti ad annullare le mostre previste per quest'anno. Confidiamo possa andare meglio con la prossima call.

Un sentito ringraziamento a tutti gli artisti che hanno partecipato.





lunedì 11 marzo 2019

L'artista si racconta: TERESA LUZII

Teresa Luzii, terza finalista del contest My Mono 2018 di Art Open Space.
Nata nel 1973 in un piccolo paesino dell’Abruzzo, amando il disegno e i colori fin da piccola, ha iniziato presto a frequentare la Bottega di alcuni Maestri d’Arte della sua zona.
Ha lavorato molto su commissione e collaborato al restauro di affreschi in abitazioni private. Nel 2012, iniziando ad applicare occhielli di alluminio sulle tele, ha inaugurato il suo attuale e personale percorso artistico che l'ha portata a esporre in diverse mostre a Milano, Roma, Firenze e Londra. Nel 2017 finalista al Celeste Prize 2017 e mostra a The Bargehouse, Oxo Tower (Londra). Finalista al Premio Cascella 2018 ed espone alla relativa mostra collettiva ad Ortona (CH), maggio 2018.

La tela è il ricettacolo delle mie emozioni.  Riversando su di essa la mia paura, la mia rabbia e la mia delusione riesco a trovare momenti di pace ed essere, provvisoriamente, perfettamente felice. L’Arte è il mezzo con cui provo a capire chi sia io davvero e cosa voglio.
Non  preparo prima schizzi o abbozzi perché preferisco costruire il quadro, vederlo crescere e “realizzarsi” a poco a poco, senza già sapere come sarà l’opera finale. Inizio a lavorare disegnando sulla tela, stendo poi il colore che scelgo mano a mano che il lavoro procede, cambiando di volta in volta quello che non mi piace o che non rispecchia ciò che avevo in mente.



venerdì 8 marzo 2019

ORVIETO CINEMA FEST LANCIA UN BANDO PER ILLUSTRATORI

OCF, Orvieto Cinema Fest, lancia un contest per illustratori professionisti e non professionisti sul tema della edizione 2019 “Ambiente e Cambiamenti climatici”.

La partecipazione è gratuita.
Possono partecipare illustratrici e illustratori professionisti e non professionisti residenti sia in Italia che all’estero.
È possibile partecipare con una sola illustrazione originale.

Il bando scade il 15 luglio 2019.

sabato 23 febbraio 2019

L'artista si racconta: SILVIA BACCI

Finalista al contest My Mono 2018 di Art Open Space è l'artista Silvia Bacci, nata a Jesi nel '79 e trapiantata a Spoleto dove vive e lavora.
Le sue opere, rigorosamente realizzate a matita su carta, sono spettacolari, sia per la precisione del tratto che per l'intensità espressiva.
Ha partecipato con successo a varie mostre e concorsi. Nel 2018 vincitrice del Premio Marchionni per la sezione grafica e del concorso Il piacere dell'Arte, sezione realismo.

Completato gli studi artistici, mi sono trasferita a Spoleto nel 2004, dove tutt’ora lavoro come decoratrice di mobili, come artigiana. E per qualcuno anche le mie opere risultano “artigianato” quando esclamano che “Sono tutta tecnica”!. Per ora cerco di conciliare la famiglia, il lavoro e la mia passione del ritrarre, entrando in punta di piedi nel mondo dell’arte, partecipando a mostre e concorsi e di tanto in tanto realizzando qualche workshop. Quando partecipo a questi eventi, amo vedere la meraviglia negli occhi di chi osserva e la passione di chi fa arte.

Le mie opere nascono da un’immagine fotografica, mia o di un eccellente fotografo, che in quel momento mi colpisce perché rappresenta il mio stato d’animo e sento la necessità di trasferirla sul foglio. Tutte le mie opere hanno un denominatore comune: “la forza prorompente della fragilità”. 
Nelle mie opere cerco di far emergere la forza del soggetto ( ad es. attraverso la venosità del corpo, la potenza dello sguardo…) ma anche la sua fragilità, attraverso piccole imperfezioni (ad es. rughe, nei, crepe...) cercando di coglierne la stessa intensità emotiva, la sua parte comune di umanità. Giocando sulla minuziosità dei dettagli e sui contrasti di luce ed ombra, cerco di trasmettere l’essenza di una persona sperando di essere sentita dallo spettatore e coinvolgerlo emotivamente. Le mie opere sono tutte eseguite a matita su carta.


sabato 12 gennaio 2019

ART OPEN SPACE: CALL OF ARTISTS VI EDIZIONE

Si aprono le selezioni per la VI edizione della call di Art Open Space, microcosmo dedicato all’arte contemporanea, indipendente e interamente autofinanziato, che seleziona i quattro artisti per le sue mostre online del 2019.

L’invito è aperto e rivolto ad illustratori, pittori e scultori, residenti in Italia, senza vincoli di età purché maggiorenni.

La partecipazione alla selezione è gratuita.

Le mostre previste per il 2019 sono solo quattro, sono tutte esclusivamente online, ognuna dedicata ad un artista, di cui la prima prevista in Aprile.
Ogni personale prevede la pubblicazione online permanente su Art Open Space, di almeno dieci opere, accompagnate da una intervista/racconto dell’artista allo scopo di stimolare lo spettatore ad una percezione critica che gli consenta di individuare ed ammirare le diverse sfumature che contraddistinguono la poetica di ciascun artista.

Tutte le mostre sono corredate di un importante catalogo cartaceo, che racchiude anche la versione integrale dell’intervista all’artista, al quale ne verrà inviata una copia in omaggio.

Il catalogo sarà pubblicato, stampato e distribuito in tutto il mondo attraverso la piattaforma canadese Lulu.com dove sono già presenti oltre 55 cataloghi pubblicati da Art Open Space.

Un esempio di una delle nostre mostre a questo link

Successivamente alla pubblicazione della mostra, ad ogni artista sarà dedicato un ulteriore post con la sua intervista, per la rubrica "l'artista si racconta".

Come per le passate edizioni, la partecipazione è all’insegna della reciprocità, e ai 4 artisti selezionati viene richiesta la donazione di un’opera che entrerà a far parte della Collezione Art Open Space (pubblicazione permanente nella pagina dedicata alla Collezione, dell'opera e della biografia dell'artista, con link alla mostra) ed inserita nel catalogo della mostra.

Misure, tecnica, supporto e tema dell’opera da donare sono a discrezione dell’artista, l’unico vincolo è che non si tratti di riproduzione e che sia espressione della disciplina per la quale si partecipa.

I quattro artisti protagonisti degli eventi 2019 saranno selezionati tra coloro che entro la data del 20 febbraio 2019 faranno pervenire all’indirizzo e-mail info@artopenspace.it il seguente materiale:
✓immagini di buona qualità di almeno 5 opere accompagnate da nota esplicativa che ne riassuma le informazioni basilari (tecnica, dimensione, titolo e tema)
✓bio e curriculum artistico
✓immagine dell'opera che intende donare per la Collezione.

Agli artisti selezionati sarà comunicato il calendario delle mostre e sarà loro premura inviare l'opera per la Collezione prima della realizzazione della mostra.

L'11 marzo, saranno resi noti i nomi degli artisti vincitori.


DATE:
12 GENNAIO APERTURA BANDO
20 FEBBRAIO CHIUSURA BANDO
11 MARZO COMUNICAZIONE NOMI DEI 4 VINCITORI

giovedì 10 gennaio 2019

L'artista si racconta: MICHELE LIPARESI

Intervista dedicata a Michele Liparesi, altro finalista del contest My Mono 2018 di Art Open Space. Artista nato a Bologna, terminata la specialistica a Firenze in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi-indirizzo Scultura nel 2015, riceve una menzione speciale alla Fondazione Giuseppe Lazzareschi. Vince il terzo premio alla XII edizione del Premio Nocivelli, Brescia 2015 e il secondo premio a “Arte giovani XII edizione Marsciano” nel 2016. Segnalato dalla giuria al “Combat prize 2017” a Livorno e alla diciottesima edizione “Arte in arti e mestieri 2018” della Fondazione Bertazzoni di Suzzara. Si aggiudica il primo premio scultura all'A.M.A. Festival a Chiari nello scorso ottobre.

Negli anni della mia formazione nulla mi ha arricchito più che l'approcciarmi a materie artistiche; le emozioni più forti le ho vissute, e le ho generate, col modellato che mi ha permesso di dare forma a materiali consueti e non.
É difficile pensarmi al di fuori del mio lavoro, pensarmi senza i miei strumenti, senza il flessibile, senza le pinze e senza uno spazio adeguato dove lavorare.. ho investito la mia vita di questo, ho scelto di rinunciare a molti comfort quotidiani per potermi permettere di seguire il percorso che ho scelto. Vivo con le mie sculture e mi sono messo nelle condizioni di farlo per poter mettermi in gioco con me stesso, per poter giorno dopo giorno sfidare le mie capacità nel mentre che do senso e trasformo l'esistente/za.

Le mie opere sono sculture figurative fortemente evocative, prodotte perlopiù dando forma alla rete metallica, appaiono come involucri di animali modellati in grandezza naturale (felini, rapaci, primati), formati quasi come una sintesi digitale; penso che possano suscitare in chi li vede varie e personalissime emozioni, dalla costrizione, allo stupore, alla libertà.
Tra queste, alcune opere sono sculture interattive: vengono animate dall'azione spontanea dell'osservatore che da “spettatore” lo invito a partecipare, con una torcia. Queste installazioni consistono in trofei di caccia di cervidi che, disposti in una stanza buia illuminati di luce fioca, evocano la morte dell'animale fin quando l'osservatore si fa attivo e, con le torcie supplementari a disposizione, li illumina. Così li rianima, interagendoci, perche si producono sulle pareti disegni prospettici che si  muovono; gli animali di rete vengono in questo modo liberati dalla loro staticità.


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