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lunedì 11 marzo 2019

L'artista si racconta: TERESA LUZII

Teresa Luzii, terza finalista del contest My Mono 2018 di Art Open Space.
Nata nel 1973 in un piccolo paesino dell’Abruzzo, amando il disegno e i colori fin da piccola, ha iniziato presto a frequentare la Bottega di alcuni Maestri d’Arte della sua zona.
Ha lavorato molto su commissione e collaborato al restauro di affreschi in abitazioni private. Nel 2012, iniziando ad applicare occhielli di alluminio sulle tele, ha inaugurato il suo attuale e personale percorso artistico che l'ha portata a esporre in diverse mostre a Milano, Roma, Firenze e Londra. Nel 2017 finalista al Celeste Prize 2017 e mostra a The Bargehouse, Oxo Tower (Londra). Finalista al Premio Cascella 2018 ed espone alla relativa mostra collettiva ad Ortona (CH), maggio 2018.

La tela è il ricettacolo delle mie emozioni.  Riversando su di essa la mia paura, la mia rabbia e la mia delusione riesco a trovare momenti di pace ed essere, provvisoriamente, perfettamente felice. L’Arte è il mezzo con cui provo a capire chi sia io davvero e cosa voglio.
Non  preparo prima schizzi o abbozzi perché preferisco costruire il quadro, vederlo crescere e “realizzarsi” a poco a poco, senza già sapere come sarà l’opera finale. Inizio a lavorare disegnando sulla tela, stendo poi il colore che scelgo mano a mano che il lavoro procede, cambiando di volta in volta quello che non mi piace o che non rispecchia ciò che avevo in mente.




Il mio è un universo simbolico privato che rispecchia altresì il dramma dell’uomo moderno nel caos del contesto sociale contemporaneo. Siamo tutti alla ricerca di un’Identità e abbiamo bisogno di porre a noi stessi alcune domande: Chi siamo? Perché siamo qui? E queste domande aprono un vuoto, una sospensione perché l’agonia è data proprio dalla mancanza di conoscenza del sé. Conoscere ed entrare in se stessi è necessario per trovare un posto nel mondo, a patto che esso ci sia. I miei soggetti  questo posto non l’hanno ancora trovato, lo stanno tuttora cercando. Con gli occhielli la tela non è più una superficie piatta, ma diventa un elemento di transizione e di passaggio nello spazio in quanto aprono una porta che permette di vedere dietro la tela, potenzialmente verso l’infinito e così diventano un mezzo per poterci avvicinare un pochino di più alla Verità e dare risposta alle nostre annose domande. 

Sono nata nel 1973 in un piccolo paesino dell’Abruzzo. Amando il disegno e i colori fin da piccola, ho iniziato presto a frequentare la Bottega di alcuni Maestri d’Arte della mia zona. Ho lavorato molto su commissione e collaborato al restauro di affreschi in abitazioni private. Nel 2012, iniziando ad applicare occhielli di alluminio sulle tele, ho inaugurato il mio attuale e personale percorso artistico che mi ha portata a esporre in diverse mostre a Milano, Roma, Firenze e Londra.

In un brano musicale, in un dipinto, in una scultura, in una coreografia ricerco l’emozione. Sapere, dai fruitori stessi dei miei lavori, di essere riuscita a trasmetterne un po’ è fonte per me di grande soddisfazione e mi fa sperare  di aver mosso i primi passi verso un giusto percorso.

E’ difficile definire il termine Arte. E’ un concetto troppo vasto e  articolato per poterlo racchiudere entro confini determinati e precisi. Ciò che penso faccia tale un’opera d’Arte, in qualsiasi epoca e in qualsiasi  corrente sia stata creata, è il talento, la creatività, l’intuito del suo creatore. L’artista crea perché ha bisogno di farlo: impellente desiderio di esprimere il suo mondo interiore, di raccontare e spiegare la sua visione delle cose, una visione che mai è perfetta, allora l’artista nel rincorrere tale perfezione continuerà a cercare e a creare. 


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